Dizionario Anatomico

In questa pagina il dizionario anatomico di MedMedicine con tutti i termini, le definizioni e i principali personaggi del mondo medico/scientifico. Sarà possibile navigare all’interno del dizionario anatomico scegliendo una lettera dell’alfabeto tra le seguenti

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A

Abbòzzo (lat. ab = da + orsus = principio). Termine che indica una for­mazione              da cui si sviluppa successivamente un organo durante l’or­ganogenesi. Es: abbozzo polmonare, abbozzo epatico, abbozzo den­tale.

 Abbozzo cartilagineo Stato cartilagineo di un osso che precede la ossifica­zione, la quale in questo caso dicesi del tipo encondrale.

Abducente (lat. ab = da + ducere condurre, portare. E’ il VI paio dei nervi encefalici che innerva il m. retto laterale dell’occhio. La contrazione di tale muscolo ruota lateralmente il globo oculare.

Abduttore (lat. ab = da + ducere = portare). Dicesi del muscolo che ha per azione principale il movimento di abduzione. Ad es. sono ab­duttori il muscolo deltoide, per l’arto superiore e i muscoli medio e piccolo gluteo, per l’arto inferiore.

Abduzione (lat. abducere = allontanare). Movimento che fa allontanare un arto

dalla linea mediana del corpo. Nella mano tale movimento allontana le dita fra di loro. Movimento simile si ha pure nelle pliche vocali quando si divaricano tra loro.

Abènula (lat. dimin. di habena = frenulo, briglia, piccola striscia). Le abenule sono appendici, a mò di briglie, delle strie midollari che si uniscono alla base dell’epifisi o ghiandola pineale.

Aberrànte (lat. aberrare = allontanarsi dal normale). Termine che indica la condizione di una formazione che si discosta dalla regola co­mune. Ad es. un’arteria è aberrante quando è caratterizzata da in­spiegabile stranezza del suo decorso. Dicesi anche di parte di or­gano che trovasi lontano dalla sua sede abituale: tiroidi aberranti, milze aberranti o accessorie etc.

Abòrto (lat. aborior, abortus = perito nel nascere). Interruzione sponta­nea o provocata della gravidanza nelle prime 28 settimane.

Acardia (gr. a priv. = non +cardia = cuore). Assenza congenita del cuore in feti mostruosi.

Accessòrio (lat. accedere = accostare). È l’ XI paio dei nervi encefalici. Prende tale denominazione perché la sua componente bulbare, nervo accessorio del vago, procede accostata al nervo vago.

Accomodaziòne (lat. accomodare = aggiustare, adattare). Facoltà di ade­guare il fuoco dell’occhio alla distanza o alla luminosità. Tale ef­fetto si realizza mediante un aumento del potere convergente del cristallino.

Acefalia (gr. a priv. = non + cephalé = capo). Mancanza congenita del capo in feti mostruosi.

Acérvulus (lat. dimin. di acervus = mucchio, cumulo). Piccolo ammasso di concrezioni calcaree nella epifisi (ghiandola pineale).

Acetabolo (lat. acceptabulum = coppa). Cavità a forma di coppa scolpita nell’osso dell’anca per accogliere la testa del femore.

Acetilcolina Mediatore chimico delle sinapsi colinergiche; alcaloide ad azione  parasimpatico-mimetica  e  colinergico-mimetica  derivato dalla colina mediante esterificazione con ac. acetico.

Acheirìa (gr. a priv. = non + cbeìr = mano). Mancanza congenita di una o ambedue le mani.

Achelìa (gr. a priv. = non + cbeilos = labbro). Assenza congenita, par­ziale o totale, delle labbra.

Achianoblepsìa (gr. a priv. = non + cyanos = blu + blepo = io vedo). Ce­cità per il colore blu.

Achilìa (gr. a priv. = non + cbylos = succo). Assenza di formazione dei normali componenti del succo gastrico.

Acidofilia (gr. pbiléo = io amo). È la proprietà di organuli cellulari ad assumere i colori acidi di anilina.

Achille, tendine di   Robusto tendine che si inserisce alla faccia po­steriore del calcagno e formato dalla fusione dei tendini dei muscoli gemelli e sòleo. Così denominato perché verso questo tendine il va­loroso capitano greco ricevé la ferita mortale.

Acino (lat. acìnus = granello, chicco). Formazione rotondeggiante d’or­dine di grandezza microscopica racchiudente una cavità che comu­nica con un dotto escretore; es. acini delle ghiandole salivari; acini pancreatici etc.

Acistìa (gr. a priv. = non + cystis = vescica). Assenza congenita della ve­scica urinaria.

Acquedotto (lat. aquae ductus = conduttura di acqua). Termine con quale si indicano formazioni canalicolari contenenti liquido.

  • del vestibolo Canale angusto dello spazio endolinfatico dell’orec­chio interno scavato nella parete posteriore della rupe del tempo­rale.

–  della chiocciola Piccolo canale osseo sul margine posteriore della rupe del temporale che va dalla fossetta petrosa alla chiocciola dell’orecchio interno.

Acrocefalìa (gr. acra= estremità + cephalé = testa). Cranio molto elevato nella regione parietale con fronte inclinata all’indietro.

Acromasìa (gr. a priv. = non + chròma = colore). Assenza o diminuzione della normale pigmentazione della cute, come si verifica nell’albi­nismo.

Acromegalìa (gr. àcra = estremità + mègas = grande). Ingrossamento delle estremità, mani piedi e faccia, dovuto ad adenoma dell’ipofisi in­stauratosi nell’età adulta.

Acromìa v. Acromasìa

Acròmion (gr. Àcra = estremità + òmos = spalla). Estremità libera della spina della scapola sporgente sulla testa dell’omero.

Acrosòma (gr. àcra = estremità + soma = corpo). Il corpo apicale o perfo­ratorium dello spermatozoo.

Acùstico, nervo… (gr. acuo = udire). VIII paio dei nervi encefalici. E’ un nervo esclusivamente sensoriale e consta di due distinte compo­nenti: quella cocleare e quella vestibolare.

Acùstico, tubercolo… È una lieve salienza della superficie ventricolare del ponte (pavimento del IV ventricolo) che continua verso l’alto l’ala bianca esterna. In profondità corrisponde al nucleo cocleare dorsale.

Adamantoblasto (gr. adàmas = diamante + blastòs = gemma). Cellula dello strato epiteliale dell’organo dello smalto (membrana adamantina) de­putata alla formazione dello smalto del dente.

Adamkievicz, grande arteria spinale di… E’ l’arteria radicolare più vo­luminosa che accompagna l’ultimo paio dei nervi spinali.

   – Adamkievicz Albert (1850-1921). Professore di Anatomia a Bonn vissuto nella seconda metà dell’800. Si occupo’ molto della vascola­rizzazione degli organi nervosi.

Adamo, pomo di… Prominenza dovuta alla cartilagine tiroide e che oc­cupa la parte anteriore e mediana del collo dell’Uomo. v. Pomo.

Addòme (lat. abdomen dal verbo abdere = sottrarre allo sguardo). Parte del corpo tra il torace e la piccola pelvi, contenente la maggior parte degli apparati digerente e urinario.

Adduttòre (lat. adducere = condurre a). Dicesi di muscolo che ha per azione principale il movimento di adduzione: es. muscoli adduttori della coscia, muscoli adduttori del pollice e del mignolo.

Adduziòne (lat. adducere = condurre a). Movimento che avvicina un arto alla linea mediana del corpo.

Adelomòrfe, cellule… (gr. a priv. = non + délos = evidente + morphè= forma). E’ così denominato un tipo di cellule costituente la parete delle ghiandole gastriche. Sono dette anche cellule principali o zi­mogeniche. Nei preparati comuni appaiono poco colorate e percio’ non bene evidenti.

Adenòide (gr. adén = ghiandola). Tonsilla a forma di piccola ghiandola che occupa la volta del rinofaringe, in prossimità delle coane. Si usa comunemente il plurale «adenoidi» per indicare la sua iper­plasia.

Adenoipofisi (gr. adén = ghiandola + hypophysis  escrescenza). E’ così denominato il lobo anteriore, di origine epiteliale, della ghiandola ipofisaria.

Adipe (lat. adeps = grasso). L’insieme dei depositi di sostanze grasse esi­stenti nell’organismo. E’ soprattutto di origine alimentare e costi­tuisce una riserva di materiale nutritivo ed energetico.

Adito (lat ad = a, verso + ire = andare). Termine che indica l’ingresso verso una cavità. Es.: adito dell’orbita, apertura anteriore della ca­vità orbitaria; adito della laringe, apertura che fa comunicare la fa­ringe con la laringe.

Aditus v. Adito

Adminìculum (lat. adminiculum = sostegno). E’ così denominata la base di attacco al pube della linea alba dell’addome (adminiculum lineae albae).

Adrenalìna (lat. ad = presso + ren = rene). E’ l’ormone della sostanza mi­dollare della ghiandola surrenale, la quale è in rapporto mediato con il polo superiore del rene.

Adrenérgiche (lat. adren = presso il rene + gr. érgon = lavoro). Dicesi delle fibre del sistema nervoso simpatico la cui attività è mediata da una sostanza adrenalinosimile.

Adrenocorticotròpo  (lat.  ad = presso + ren = rene +  cortex = corteccia gr. trepo = volgere). Ormone del lobo anteriore dell’ipofisi che influisce sullo sviluppo e sulla attività della corteccia surrenale. E in­dicato con la sigla ACTH.

Adùnco (lat. aduncus = piegato ad uncino). Dicesi di struttura anato­mica piegata ad uncino. Es.: naso adunco.

Aerìfero (lat. aer = aria + fero = portare). Dicesi di organo cavo che adempie all’attività respiratoria. Sono vie aerifere: le cavità nasali, la laringe, la  trachea e i bronchi.

Afasia (gr. a priv. = non + phàsis = parola). Incapacità di esprimere il pensiero   mediante la parola o la scrittura (a. motoria), o di com­prendere le parole dette o scritte da altri (a. sensoria).

Affluènte (lat. ad = verso + fluere = scorrere). Termine che indica un vaso venoso oppure linfatico che affluisce verso un altro di calibro maggiore.

Afflusso (lat. ad = verso +fluere = scorrere). L’affluire del sangue in una determinata direzione o verso un organo.

Agarofobìa (gr. agorà = piazza + phòbos = paura). Timore ossessivo di at­traversare una piazza, un vasto luogo aperto o una strada.

Agenesia (gr. a priv. = non + genesis = generazione). Termine che indica la mancanza o arresto di sviluppo di un organo o di una parte del corpo. Es.: agenesia del diaframma.

Agger (lat. agger = argine). Rilievo della mucosa nasale che, dalla estre­mità superiore della conca media, si dirige in direzione del vestibolo e delimita l’atrio dalla mucosa olfattiva.

Agnatìa (gr. a priv. = non + gnàthos= mascella). Assenza congenita del mascellare inferiore.

Agnosìa (gr. a priv. = non + gnosis = conoscenza). Disturbo della identifi­cazione primaria degli oggetti attraverso le loro qualità sensoriali: a. tattile o stereoagnosia, incapacità di riconoscere mediante il tatto e ad occhi chiusi un oggetto anche il più comune e familiare; a. olfat­tiva, incapacità di riconoscere le varie sostanze attraverso l’olfatto.

Ala (lat. ala = ala). Nome che si dà a diverse parti del corpo per qualche somiglianza con le ali degli uccelli: ala del sacro; ali dello sfenoide; ala iliaca dell’osso dell’anca; ali del naso etc.

Albini, noduli di… Piccoli noduletti fibrosi dei margini liberi delle val­vole atrioventricolari del cuore.

Albini Giuseppe, (1827-1911). Allievo dei Panizza a Pavia e del Brucke a Vienna. Tenne Cattedra di Fisiologia a Cracovia. Nel 1860 fu nominato professore di Fisiologia a Parma e di qui passò a Napoli alla medesima Cattedra.

Albugìnea (lat. radice albus = bianco). Involucro di connettivo fibroso di alcuni organi: albuginea del testicolo; albuginea dell’ovario.

Alcock, canale di… Duplicazione della fascia otturatoria nella parete laterale della fossa ischio-rettale. Dà passaggio ai vasi e al nervo pudendi interni.

Alcock Thomas (n. a Rothsbury nel 1784). Chirurgo inglese che ebbe fama di valentissimo pratico. Tra le molte opere pubblicò (Londra, 183O) le «Lectures on pratical and medical surgery».

Alessìa (gr. a priv. = non + lécsis = parola). Incapacità di comprendere la parola scritta, e quindi di poter leggere.

Algesìa (gr. àlgos = dolore). Termine che indica la sensibilità al dolore.

Allan Burns, plica falciforme di… E’ l’ispessimento, a mò di semiluna, della fascia cribriforme nel punto di sbocco della grande safena nella vena femorale.

       Allan Burns (n. a Glasgow, 1781-1813). Valente anatomista scoz­zese che nel 1811 pubblicò la «Surgical  Anatomy of the head and the neck».

Allantòide (gr. allantoeidés = a forma di salsiccia). Annesso embrionale dei mammiferi, dei rettili e degli uccelli che sopperisce alla respira­zione e ad altre funzioni vitali e di sviluppo dell’embrione. Nell’uomo rimane rudimentale.

Allocòrtex (gr. àllos = altro + lat. còrtex = corteccia). Termine che indica la corteccia cerebrale filogeneticamente più antica, nella quale non sono riconoscibili i sei strati citoarchitettonici della maggior parte della corteccia (isocortex). Nell’Uomo è poco estesa ed appare con­nessa con il gusto e con l’olfatto.

Alveolàre (lat. dimin. di alveus = cavità). Si indica con tale termine ciò che è attinente agli alveoli. Es.: vasi e nervi alveolari che si portano agli alveoli dentali.

Alvéolo (lat. dimin. di alveus = cavità). Ciascuna delle piccole cavità scavate nel margine superiore del corpo della mandibola per acco­gliere le radici dentarie. Anche alveoli polmonari, dilatazioni dei dotti alveolari del parenchima polmonare ove avvengono gli scambi gassosi tra l’aria inspirata e il sangue che circola nei capillari perial­veolari.

Amàcrino (gr. a priv. = non + màcros = lungo + is-inòs = fibra). Elemento nervoso unipolare (cellula amacrina) di associazione, situato nello strato dei granuli interni della retina, fornito di ricca e breve arbo­rizzazione che si congiunge con i dendriti delle cellule gangliari.

Amartìa (gr. amarìa = errore). Termine che indica la persistenza di cel­lule embrionali nei tessuti durante lo sviluppo.

Amastìa (gr. a priv. = non + mastòs = mammella). Assenza congenita, unilaterale o bilaterale, della mammella.

Ambìguo (lat. ambiguus = che inclina da due parti). E’ così denominato un nucleo del bulbo dal quale prendono comune origine fibre bran­chiomotrici dei nervi accessorio, vago e glossofaringeo.

Ameboidismo (gr. amoibaìos = trasformazione). Proprietà di cui godono alcune cellule dell’organismo (leucociti, cellule migranti) di emet­tere pseudopodi e di spostarsi come amebe.

Amelìa (gr. a priv. = non + mélos = arto). Anomalia consistente nel man­cato sviluppo degli arti.

Ameloblàsto v. Adamantoblasto

Amenorréa (gr. a priv. = non + men = mese + rein = fluire). Mancanza del flusso mensile (mestruazioni) durante il periodo della vita fer­tile.

Amfiartrosi (gr. amphì = attorno + àrthron = articolazione). È una va­rietà di articolazione poco mobile. In particolare, quella che si sta­bilisce tra vertebra e vertebra.

Amici, stria di… Linea scura, denominata generalmente stria zeta, che percorre trasversalmente la banda I della miofibrilla e che segna il limite di un sarcomero.

Amici Gian Battista (1786-ì863). Fisico dell’Università di Modena, perfezionatore delle lenti del microscopio ed inventore del sistema di immersione.

Amielencefalìa (gr. a priv. = non, myelòs = midollo + encephalé = ence­falo). Mostruosità consistente nel mancato sviluppo del midollo spi­nale e dell’encefalo.

Amielìa (gr. a priv.  non + myelòs = midollo). Mancato sviluppo del mi­dollo spinale.

Amìgdala (gr. amygdàle = mandorla). Termine con il quale si indica una struttura anatomica a forma di mandorla. Es.: amigdala palatina o tonsilla palatina; amigdala o tonsilla del cervelletto, un lobulo pari della faccia inferiore del cervelletto, ai lati dell’uvula del verme.

Amigdaloidèo, nucleo… (gr. amygdàle = mandorla + eidòs = a forma di). Ammasso di sostanza grigia della forma e del volume di una piccola mandorla, situato nel polo anteriore del lobo temporale e unito alla coda n~ nucleo caudato.

Amilàcei, corpi… (gr. àmylos = non macinato). Concrezioni prostatiche dovute a desquamazione epiteliale spesso infiltrate di sali calcarei.

Amitòsi (gr. a priv. = non + mìtos = filamento). Divisione diretta delle cellule, senza cioè i fenomeni della cariocinesi o mitosi.

Ammòne, corno di… (gr. Ammon = Giove Egizio con la testa di ariete). Voluminoso rilievo dell’ippocampo ventrale, che sporge nella cavità del corno temporale del ventricolo laterale. Così deno­minato perché il suo profilo, in sezione trasversa, ricorda le corna di un ariete.

Amnios (gr. amnìon = vaso, in uso nei riti sacerdotali). Involucro em­brionale e fetale dei vertebrati superiori che contiene il liquido am­niotico.

Amniòtico Che attiene all’amnios: membrana amniotica, cavità amnio­tica, liquido amniotico.

Amòrfo (gr. a priv. = non + morphé= forma). Termine che indica ciò che è privo di una configurazione o di caratteristica ben definita.

Ampòlla (lat. ampulla = anforetta, boccetta). Termine che indica la parte espansa di un condotto escretore. Es.: ampolla epato-pancreatica, dilatazione della papilla duodenale maggiore alla confluenza del dotto pancreatico principale e del coledoco; ampolla rettale, di­latazione del retto al di sopra del canale anale; ampolle membra­nose, dilatazioni dei canali semicircolari nell’orecchio interno.

Anale, canale… Ultimo tratto dell’intestino retto. Incomincia con le colonne anali.

Anàlogo (gr. anàlogos = che ha rapporto). Termine con il quale si indi­cano strutture diverse morfologicamente ma di eguali funzioni; così le branchie dei pesci sono analoghe ai polmoni dei vertebrati supe­rìori.

Anàplasia (gr. anà priv. = non + plasso = formo). Regressione del pro­cesso di differenziazione cellulare con ritorno alle cellule di tipo primitivo.

Anastomòsi (gr. anastòmosis = sbocco). È il termine che indica una con­giunzione tra vasi sanguiferi: tra due arterie; tra due vene; tra un arteria e una vena (anastomosi artero-venosa).

Angolo (gr. gonìa = angolo). In Anatomia, punto inclinato dove si in­contrano due parti o due margini di un organo. Es.: a. sternale (del Louis); a. della mandibola; a infrasternale, tra le due arcate costali; a. ponto-cerebellare tra il ponte, il bulbo e il cervelletto.

Anisomastia (gr. ànisos = ineguale + mastòs = mammella). Differenza di volume tra le due mammelle.

Anisto (gr. an priv. = non + istos = tessuto), Termine che si riferisce a ciò che non ha struttura determinata.

Annéssi (lat. adnexa da adnectere = congiungere, unire). Formazioni in stretto rapporto con l’organo principale di un sistema: annessi cutanei, sono le produzioni cutanee quali i peli, le unghie, le ghiandole sudoripare, le ghiandole sebacee e la ghiandola mammaria; annessi dell’utero, trattasi dell’ovario, della tuba e di alcuni legamenti; an­nessi embrionali, il complesso di organi in connessione anatomica con l’embrione: amnios, allantoide, sacco vitellino.

Ano (lat. anus = cerchio). Estremità inferiore del canale anale; orifizio terminale dell’intestino circondato dal muscolo sfintere esterno del­l’ano.

Anoftalmìa (gr. an priv. = non + ophtalmòs = occhio). Assenza congenita di un occhio.

Anomalìa (gr. an priv. = non + homalòs = uguale) Modificazione della forma di un organo che comporta incapacità a svolgere determinate funzioni. Es. labbro leporino; comunicazione interatriale etc.

Anònima-o (gr. an priv.  non + onòma = nome). Termine usato dagli antichi anatomisti per indicare strutture a cui non era attribuita denominazione specifica.

–  arteria Ramo dell’arco aortico che dà origine, per biforcazione, alle arterie carotide comune e succlavia di destra.

  • vena Origina dalle vene giugulare interna e succlavia e confluisce con la v. anonima eterolaterale a formare la vena cava superiore.

Anorchidìa (gr. an priv. = non + orchis = testicolo). Assenza congenita di uno o di ambedue i testicoli.

Ansa (lat. ansa = manico, maniglia). Termine che si dà a strutture ana­tomiche che si presentano ricurve. Es.: anse intestinali; ansa lentico­lare; ansa  dell’ipoglosso.

Antélice (gr. anti = contro + elix = giro). Rilievo curvilineo della faccia esterna del padiglione dell’orecchia, situato di contro all’elice.

Antìmeri (or. anti = contro + méros = parte). Dicesi dei piani paralleli di contro al piano mediano.

Antimùro v. Plaustro

Antitràgo (gr. anti = contro + tràgos = becco). Una delle salienze del pa­diglione dell’orecchia che è posta di contro al trago. v. Trago.

Antiversiòne  (lat.  ante = avanti + vertere = volgere).  Spostamento in avanti del corpo dell’utero: l’asse del corpo dell’utero è normal­mente spostato in avanti nei confronti dell’asse dello scavo pelvico che si trova sulla direttrice ombelico-coccigea.

Antracòsi (gr. àntracs = carbone). Termine che indica l’accumulo nei polmoni di carbone e di detriti di scarichi industriali.

Antro (gr. àntron = caverna). In Anatomia vengono così denominate al­cune cavità. Es.: a. mascellare, a. mastoideo, a. timpanico, a. pilo­rico.

Annulus fibrosus (Anello libroso). Anello esterno di fibrocartilagine del disco intervertebrale.

Anulàre (lat. anularis = dito dell’anello). E’ così denominato il quarto dito della mano al quale si suole, più comunemente, portare l’a­nello.

Aòrta (gr. aortè = aorta deriv. da aeìro  sollevo). La grande arteria che sì solleva dal ventricolo sinistro del cuore e dalla quale partono suc­cessivamente le arterie della circolazione generale.

Apathy, rete neurofibrillare di… Un intreccio neurofibrillare endocellu­lare delle cellule nervose. Questo trovato trasse l’Autore a genera­lizzare e ad elaborare, in antitesi alla teoria del neurone, la teoria della continuità neurofibrillare.

Apathy Istvàn (1863 – 1922). Ungherese, tenne Cattedra di Anato­mia comparata a Kolozsvar e a Szeged. Studiò lungamente a Na­poli alla Stazione Zoologica, istituì con Angelo Ruffini la dottrina nervosa del circuito chiuso.

Apice (lat. apex = sommità). Dicesi della punta o della sommità di una struttura anatomica: apice del processo odontoide della II vertebra cervicale; apice del cuore; apice del polmone; apice del sacro etc.

Apofisi (gr. apophysis = escrescenza). Termine che si riferisce a un ri­lievo osseo prominente. Tali rilievi prendono nomi diversi a se­conda del sito e della forma: a. stiloide; a. coracoide etc.

Aponéurosi (gr. aponéurosis = tendine dell’estremità dei muscoli). Ter­mine con il quale Galeno indicava un tendine piatto, laminato a mò di membrana. Es. a. del muscolo obliquo esterno; a. piantare etc. E’ lo stesso che aponeurosi.

Anastomòtico (gr. anastòmosis = sbocco). Dicesi di rami vascolari e ner­vosi che collegano altri vasi e nervi.

Anatomia (gr. anatomé = dissezione). E’ la branca delle Scienze morfolo­giche che studia la conformazione interna ed esterna del corpo, i reciproci rapporti e la minima struttura degli organi che lo compon­gono, allo scopo sia di intendere la funzione alla quale sono desti­nati, sia di fornire conoscenze indispensabili allo studio delle disci­pline cliniche. Nello studio morfologico dell’Uomo, si distinguono diverse Anatomie: quella Descrittiva, quella Topografica, quella Applicata, quella Radiologica, quella Costituzionalistica etc. Il ter­mine Anatomia vuole indicare il primo metodo usato per studiare il corpo umano. Oggi, per l’allargarsi dei campi e l’approfondirsi dei metodi, conviene parlare di Morfologia dell’Uomo.

Anatòmico Aggettivo, pertinente all’Anatomia: pezzo anatomico, sala anatomica, studi anatomici.

Anatomìsta Colui che esercita l’Anatomia.

Anca (dal lombardo hanka). Regione anatomica che comprende la ra­dice della coscia, costituita dall’osso dell’anca e dalle parti molli che lo circondano.

osso dell’… Osso piatto che concorre a formare il bacino. Risulta dalla fusione di tre ossa: ileo, ischio e pube. Si articola con la testa del femore.

Anconéo (gr. ancon = gomito). Piccolo muscolo della regione posteriore del gomito che dall’epicondilo laterale dell’omero si porta al mar­gine laterale dell’olecrano e all’ulna.

Andersch, ganglio di… È il ganglio petroso o inferiore del nervo glos­sofaringeo, situato immediatamente sotto il foro giugulare.

      Andersch Carol Samuel (1732-1777). Anatomista del XVIII secolo; descrisse nel suo Trattato «De nervis humani corporis aliquibus» il ganglio inferiore del glossofaringeo.

Andrògeno (gr. anér-andròs = uomo + géno = genero). Ormone ad azione mascolinizzante, prodotto dal testicolo e dalla corteccia surrenale.

Anèllo (lat. doppio dimin. di anus = cerchio). Formazione ossea o fibrosa di forma circolare: a. timpanico della porzione timpanica del tempo­rale di neonato; a. inguinale, orifizio del tragitto inguinale.

Anficìta-o (gr. ampbì = da ogni parte + cytos  cellula). Piccoli elementi gliali che si stringono attorno ai corpi delle cellule a T dei gangli cere­bro-spinali.

Angiologìa (gr. angeìon = vaso + lògos = studio). Parte dell’Anatomia che si occupa dello studio dei vasi sanguiferi e linfatici.

Apparato (lat. part. di apparare = mettere insieme). Insieme di organi concorrenti ad una determinata funzione: a. digerente, a. uro-genitale etc.

Appendìce (lat. appendix = aggiunta). Termine introdotto nel linguaggio anatomico per indicare una parte qualitativamente simile e connessa ad un’altra considerata come principale: a. vermiforme; a. del testi­colo; a. dell’epididimo; a. epiploica, etc.

Aracnòide (gr. aràchnion = ragnatela + eidos = a forma di). Meninge sot­tile, avascolare simile a tela di ragno, connessa alla dura e alla pia ma­dre mediante tralci connettivali.

Aranzio, dotto venoso di… Condotto che nella vita fetale mette in co­municazione la vena ombelicale alla vena cava inferiore.

      –  noduli di… Piccoli noduli fibrosi,in numero di tre, situati ognuno sul punto medio del margine libero delle valvole semilunari dell’aorta.

      – ventricolo di… La parte inferiore allargata del solco mediano d~ IV ventricolo.

       Aranzio Giulio Cesare (1530-1589). Professore di Anatomia in Bolo­gna. Scrisse un trattato di Embriologia «De bumano foetu opuscu­lum» edito in Roma nel 1564. Le sue «Observationes Anatomicae» fu­rono stampate a Basilea nel 1579.

Arbor vitae (Albero della vita). Così denominate due particolarità anato­miche che si descrivono nella sostanza bianca del cervelletto e nella mucosa del collo dell’utero.

Arcàta (lat. med. arcata). Termine usato per indicare strutture confor­mate ad arco: a. costale; a. zigomatica. a. piantare; a. sopracciliare; a arteriosa palmare.

Archicerebéllo (gr. arché = inizio + lat. cerebellum = piccolo cervello). Parte filogeneticamente più antica di cervelletto, costituita dalla lingula e del lobulo flocculo-nodulare.

Archipàllio (gr. arché= inizio + lat. pallium = mantello). Regione della corteccia cerebrale di più antica formazione. Dicesi anche archi-corteccia, localizzata principalmente nell’ippocampo e nella circon­voluzione dentata del lobo temporale.

Arco (lat. arcus = volta). Termine che indica qualunque parte del corpo la cui figura si avvicina a quella di segmento di cerchio: a. aortico; a. dell’azygos; a. tendineo del m. elevatore dell’ano; a. vertebrale etc.

Arcuàto (lat. arcuare = piegare ad arco). Dicesi di formazione anato­mica piegata in forma d’arco. Arterie e vene arcuate, tra corticale e midollare del rene; trabecola arcuata, nel ventricolo destro del cuore.

Area (lat. area = superficie). Termine che indica una superficie piana e circoscritta di un organo: a. cribrosa della lamina orizzontale del­l’osso etmoide; a. intercondiloidea anteriore e posteriore della super­ficie articolare della tibia; a. nuda del fegato, etc.

Aréola Dimin. di area: termine che viene riferito ad una piccola su­perficie circoscritta: a. mammaria; a. gastriche etc.

Areolare, tessuto… Prima terminologia con la quale fu indicato il tes­suto connettivo lasso.

Arnold, nervo auricolare di… E’il ramo auricolare del vago che, nato dal ganglio giugulare, si immette in un apposito canalino dell’osso temporale.

Arnold Friedric (1803-1890). Professore di Anatomia ad Heidel­berg. Studiò particolarmente il sistema nervoso, descrivendo i nervi ricorrenti durali posteriori che originano dalla branca oftal­mica del trigemino, il ganglio otico annesso alla branca mandibolare del trigemino e la sostanza reticolare bianca sulla superficie della circonvoluzione dell’ippocampo.

Artéria (gr. aér = aria + térein = portare). Termine improprio dato a que­sti vasi dagli Antichi, perché ritenuti vuoti di sangue, ma pieni d’a­ria. In senso proprio, sono i vasi mediante i quali il sangue, espulso dal cuore, viene convogliato alla periferia.

Articolaziòne (lat. articulus = giuntura, articolazione). Il complesso di strutture che mantiene in reciproca contiguità due o più superfici ossee. A seconda della mobilità o meno, le articolazioni si distin­guono in fisse o sinartrosi, in mobili o diartrosi, in semimobili o sin­fisi o anfiartrosi.

Artrodìa (gr. àrthron = giuntura). Tipo di articolazione mobile tra due superfici piane. Ad es. quella tra i processi articolari delle vertebre.

Artrologìa (gr. àrthron = giuntura + logòs = studio). Parte dell’Anatomia che studia i capi ossei, le capsule e i legamenti che compongono un’articolazione.

Ascèlla (lat. axilla = ascella). Regione anatomica in corrispondenza della radice dell’arto superiore.

Ascellàre Dicesi di formazioni relative all’ascella: arteria e vene ascel­lari; nervo ascellare; linfonodi ascellari.

Aschoff, istiociti di… Cellule mobili del connettivo.

       Aschoff K.A. Ludwig (n.a Berlino, 1866-1942). Insegnò Patologia generale all’Università di Marpurgo prima e di Friburgo poi. Parti­colarmente notevole è il suo contributo allo studio del sistema reti­colo-istiocitario e del fascio di conduzione del cuore.

Aselli Gaspare (n. a Cremona, 1581-1626). Professore di Anatomia a Pavia. Nel 1622 dimostrò la presenza dei vasi linfatici nell’addome del Cane (vasi aselliani). La sua opera principale «De lactibus, sive lacteis venis» fu pubblicata, un anno dopo la sua morte, da Ludo­vico Settala e Alessandro Tadino, conservatori della pubblica salute presso il Tribunale di Milano.

Asse (lat. axis = perno, asse). Si dà questo nome alla II vertebra cer­vicale, a motivo della sua apofisi odontoide intorno alla quale la I vertebra cervicale gira come su un perno. L’asse è più comunemente denominato epistrofeo.

Assone (lat. axis = stelo, asse). E’ così denominato il prolungamento che si diparte dal corpo della cellula nervosa. Tale prolungamento è detto anche cilindrasse o neurite.

Astérion (gr. astér = stella). Punto craniometrico situato in sopra alla ma­stoide, ove si incontrano l’osso temporale, l’osso parietale e quello occipitale.

Astràgalo (gr. astràgalos = vertebra). È l’osso del piede di forma irregolar­mente cuboidea situato tra tibia, calcagno e osso navicolare. Deve la sua denominazione per somiglianza al corpo di una vertebra. Gli astragali di capre venivano usati dagli antichi come dadi per il gioco.

Astrocìta (gr. àstron-stella + cytos = cellula). Un tipo di cellule della glia o nevroglia di forma stellata con un piccolo corpo cellulare dal quale si sollevano numerosi prolungamenti che si pongono in contatto con i capillari sanguiferi.

Atassìa (gr. a priv. = non + tacsìs = ordine). Perdita della capacità di coor­dinare le azioni muscolari con conservazione tuttavia, della forza muscolare.

Atelìa (gr. a priv. = non + telé = capezzolo). Assenza congenita del capez­zolo.

Atetòsi (gr. àthetos = incostante, senza posizione o luogo). Movimenti in­volontari lenti e incoordinati, molto ampi, che si manifestano soprat­tutto alla estremità degli arti.

Atonìa (gr. a priv. = non + tònos = elasticità). Diminuzione del tono nor­male di un organo contrattile. Es.: a. muscolare, a. gastrica, a. intesti­nale.

Atlànte E’la I vertebra cervicale che si articola con i condili dell’occipi­tale. Vertebra che sorregge il capo a similitudine del mitico Atlante che sorreggeva il mondo.

Atresìa (gr. a priv. = non + tresìs = orifizio). Occlusione congenita di un canale o di un orifizio Organico. Es.: a. dell’esofago, a. anale,

Atrichìa (gr. a priv. = non + trics = pelo). Assenza completa dei peli, molto spesso congenita.

Atrio (lat. atrium = ingresso). Camera del cuore in cui giunge il san­gue refluo dalle vene prima di defluire nel ventricolo corrispon­dente.

Atrofìa (gr. a priv. = non + trophé = nutrimento). Difetto di nutrizione dei tessuti e degli organi. Termine comunemente usato per indi­care la diminuzione di volume di un organo: a. cerebellare; a. mu­scolare etc.

Auerbach, plesso mienterico di… E il ricco plesso contenente cellule gangliari situato tra la muscolatura longitudinale e quella circolare della parete dell’intestino

       Auerbach Leopold (1826-1897). Medico in Breslau vissuto nella seconda metà dell’800. Pubblicò, nel 1864, i suoi trovati nell’Ar­chivio del Virchow.

Aurìcola (lat. dimin. di auris = orecchia). Propaggine anteriore dell’a­trio del cuore, somigliante a una piccola orecchia.

Auricolàre (lat. auricularis = a mò d’orecchia). Dicesi di strutture in rapporto con l’orecchia: nervo auricolare posteriore; muscoli aurico­làri; arteria auricolare. Anche di parte anatomica configurata in modo paragonabile al padiglione dell’orecchia: faccette auricolari del sacro. Ancora, punto craniometrico che indica il centro del­l’orifizio del condotto uditivo esterno.

Austri (lat. haustrum = catino). Gibbosità, separate da solchi, che si susseguono lungo il colon. Termine usato per similitudine con le antiche macchine che, con serie di catini, attingevano l’acqua.

Avambraccio (franc. avant-bras). Il segmento dell’arto superiore com­preso fra il braccio e la mano.

Avòrio (modif. dal lat. ebur = avorio). Varietà di tessuto osseo com­patto che forma l’impalcatura del dente. V. anche Dentina.

Avventizia (lat. adventicius = che sta al di fuori). E’la tonaca esterna della parete di un vaso formata da connettivo collagene con scarse fibre elastiche. In essa sono contenuti i vasi nutritizi (vasa va­sorum).

Azygos (gr. a priv. = non + zygòn = pari) Tronco venoso impari che, ori­ginato nella regione lombare, risale nel torace sul lato destro della colonna vertebrale ed estua nella vena cava superiore.

B

Bacinètto (dim. di bacino del gallo – romanzo baccinum = catino). Formazione imbutiforme del seno renale cui mettono capo i calici maggiori e che si continua inferiormente con l’uretere.

Bacìno (dal gallo-romanzo baccinum = catino). Ampia cavità ossea for­mata dalle due ossa dell’anca e posteriormente dal sacro e dal coc­cige.

Balli, sfintere di… Strozzamento tra colon discendente e sigma che si mette in rilievo all’esame radiologico del grosso intestino.

       Balli Ruggiero, Professore di Radiologia nella Università di Mo­dena. Fondatore della Società di Radiologia. Iniziò la sua carriera nell ‘Istituto anatomico dello Sperino.

Bandèlla (dimin. dal franc. bande = striscia). Denominazione data ai na­stri fibrosi di ispessimento di una fascia e di una aponeurosi mu­scolare: b. ileo-pettinea; b. ileo-pubica; b. ileo-tibiale.

Bardinet, legamento di… Fascio secondario posteriore del legamento collaterale ulnare dell’articolazione del gomito

.      Bardinet Barthélémy Alphonse (1814-1874)

Barocettore (gr. bàros = peso + lat. recéptor = ricevitore). Corpuscolo nervoso terminale che è stimolato da mutamenti di pressione cui è sottoposto.

Barrièra (dal franc. barriere). Ostacolo opposto da alcune formazioni anatomiche al passaggio di sostanze da un mezzo ad un altro: b. eniato-encefalica; b. alveolo-capillare.

Bartolino, condotto sottolinguale del… E’ il condotto maggiore della

ghiandola salivare sottolinguale che si apre in corrispondenza della caruncola sottolinguale.

ghiandole di… Sono le ghiandole vestibolari maggiori indovate, una per lato, nella parte posteriore della vulva. Il loro condotto sbocca nel solco tra le piccole labbra e l’iméne.

       Bartholin Caspar (1655-1738). Professore di Medicina in Copenha­gen, fratello dall’anatomista Thomas e discendente da famiglia di anatomisti.

Base (Bàsis = sostegno). Si indica con tale denominazione generalmente la parte più larga di un organo in opposizione all’apice: b. (del polmone; b. del cranio; b. della vescica; b. del cuore etc.

Basilare (lat. scolastico basilàris). Termine che si dà a strutture anato­miche che hanno rapporto con una base: arteriaBasilare, situata nel­l’interno del cranio sul clivus e al di sotto del ponte di Varolio.

Basilica, vena… (gr. Basilicòs = regale). Termine dato dagli antichi ana­tomisti alla vena superficiale che decorre medialmente nell’avam­braccio. Ritenuta la vena regale, cioè la principale per cavare il sangue.

Basion (gr. bàsis = base). Punto craniometrico situato alla base cranica, alivello del punto di mezzo del margine anteriore del grande foro occipitale.

Bastoncélli, cellule dei… Sono le cellule visive o fotorecettori, di torma allungata che occupano lo strato superficiale della retina. Se ne contano circa 75 milioni.

Batraciàno (gr. bàtrachos = rana). Dicesi di addome voluminoso e sva­sato ai fianchi e quindi di aspetto simile a quello della rana.

Beccari, centro tegmentale di… E l’insieme delle cellule raggruppate nella sostanza reticolare dei bulbo.

piega fronto-olfatto-limbica di… E’ la piega della faccia mediale del­l’emisfero cerebrale che unisce la circonvoluzione frontale superiore alla circonvoluzione del cingolo e a quella olfattoria.

       Beccari Nello (n. a Bagni a Ripoli, 1885-1957). Assistente del Chiarugi nell’Istituto anatomico di Firenze. Frequentò l’Jstituto neurologico di Francoforte diretto da Edinger. Nel 1922 fu chia­mato alla Cattedra di Anatomia umana all’Università di Catania. Nel 1926 passò alla Cattedra di Anatomia comparata a Firenze. Accademico dei Lincei, dal 1945 tenne la direzione dell’Archivio italiano di Anatomia e di Embriologia. Profuse la sua grande cui­tura in ricerche di neurologia comparata.

Bechterew, nucleo di… E’ il nucleo vestibolare superiore situato nel tronco encefalico e a cui giungono fibre afferenti del nervo vestibo­lare.

      Bechterew Wladimir Michailovich von (n. a Vjatka, 1857-1927).

Professore di Psichiatria a Kazan e a Pietroburgo. Nel campo ana­tomico è particolarmente interessante il suo Trattato sulle vie di conduzione del cervello e del midollo spinale.

Béclard, triangolo di… Triangolo osteo-muscolare della regione so­praioidea che si stabilisce tra grande corno dell’osso ioide, ventre posteriore del m. digastrico e margine anteriore del m. sternoclei­domastoideo. In questo spazio si ricerca l’arteria linguale prima che da essa si stacchino i rami collaterali.

Béclard Pietro Augusto (n. ad Angers, 1785-1825). Professore di Anatomia a Parigi: la sua opera eccelle nel campo dell’Anatomia chirurgica.

Bell, nervo respiratorio esterno di… E’ il nervo toracico lungo che in­nerva il muscolo grande dentato.

       Bell Charles (1774-1842). Fisiologo e neurologo inglese, insegnò dapprima a Edinburgo e poi a Londra.

Bellini, dotti papillari del… Sono i condotti terminali, in numero di 15-20 per ciascuna papilla renale, che raccolgono i canali collettori o si aprono in corrispondenza dei forami papillari dell’area cribrosa delle papille renali.

Bellini Lorenzo (n. a Firenze 1645-1704). Nell’Ateneo di Pisa ebbe maestri il Borelli e il Redi. A soli 18 anni publicava la sua celebre “Esercitazione anatomica intorno alla struttura dei reni”. A 20 anni saliva la cattedra di Medicina teorica prima e di Anatomia poi nel­l’U1niversìtà di Pisa. Con il Borelli fu tra i fondatori dell’Accademia del Cimento.

Bertelli, fascio diaframmatico di… È un fascetto muscolare che, a li­vello della VII cartilagine costale, si spicca dall’aponeurosi del mu­scolo trasverso dell’addome.

       Bertelli, rima sopraglottica di… Cavità ovoidale situata al di sopra della glottide, impropriamente chiamata «vestibolo della laringe». Bertelli Dante (n. a Caldana, 1858-1946). Allievo del Romiti, fu professore di Anatomia all’Università di Padova, succedendo al Vlacovich. Ebbe come allievi Sterzi, Favaro, Rossi Ferdinando e Ottaviani.

Bértin, colonne renali del… E’ la sostanza corticale che si affaccia tra le piramidi renali.

       cornetto del… E’ il cornetto dello sfenoide, rappresentato da una la­minetta ossea pari che chiude in avanti il seno sfenoidale.

       legamento del… Appartiene ai legamenti dell’articolazione dell’anca e, più precisamente, costituisce il legamento ileo-femorale.

       Bértin Exupère Joseph (n. a Tremblay in Bretagna, 1712-1781). Fu medico a Reims e a Parigi. Corrispondente dell’Académie des Sciences, ebbe grande fama di anatomista per i suoi studi sulle ossa e sui vasi linfatici.

Betz, cellule di… Sono le grandi cellule piramidali situate nel quinto strato della corteccia cerebrale motrice primaria.

       Betz Vladimir Aleksandrovic  1834-1894). Anatomista, pubblicò nel 1881 una memoria sui centri nervosi ove descrisse le cellule pi­ramidali giganti.

Bichat, corpo adiposo di… Massa di tessuto adiposo situata tra il mar­gine anteriore del m. massetere e il m. buccinatore. È questo ba­tuffolo di adipe che rende le guance dei bambini particolarmente paffute.

       Bichat Marie Francois Xavier (n. a Thoirette en Bresse, 1771-1802). Professore di Anatomia a Parigi. Morì di tubercolosi a 31 anni lasciando il suo classico Trattato di Anatomia generale pubbli­cato a Parigi nel 1801. Fu l’iniziatore delle nozioni dei tessuti e fu di lui l’idea, fondamentalmente giusta, che tutte le manifestazioni della vita siano riportabili a tessuti diversi. Idea che lo consegnò alla storia della Biologia come organicista tra i vitalisti del tempo.

Bicipite (lat. biceps, cipitis = a due teste). Si riferisce a quei muscoli che originano con due capi carnosi i quali poi si fondono in una massa comune: b. brachiale; b. femorale.

Bicùspide (lat. bis = due + cuspis = punta). Dicesi di strutture anatomi­che che terminano a due punte. E il caso dei denti premolari bicu­spidali e della valvola atrio-ventricolare di sinistra del cuore, costi­tuita da due lembi appuntiti.

Bifido (lat. Bifidus = diviso in due parti). Strutture anatomiche che ter­minano divise in due parti: processo spinoso delle vertebre cervicali; spina  bifida o rachischisi.

Biforcaziòne E’ il punto di divisione, a mò di forca, di una arteria o di un nervo. Ne è un esempio la biforcazione dell’arteria carotide co­mune in carotide esterna e carotide interna.

Bigèmino (lat. bigeminus = doppio). Dicesi di elementi che formano una coppia, appartenenti alla medesima regione e affini per forma, di­sposizione e struttura. Es.: tubercoli bigemini del tetto del mesen­cefalo.

Bilaterale (lat. bis = due +latus = lato). Dicesi della simmetria, cioè della ordinata corrispondenza di forma e di posizione tra le parti di una metà del corpo rispetto all’altra.

Bile (lat. bilis = fiele, bile). Prodotto di secrezione degli epatociti. E’ un liquido vischioso, giallo-verdastro, di sapore amaro.

Biliare (lat. bilis = fiele). Relativo alla bile: acidi biliari, pigmenti biliari etc.

Bilifere (lat. bilis = bile, fiele + fero = porto). Sono le vie bilifere, un si­stema di canali e dotti che convogliano la bile dal fegato al duo­deno.

Billroth, cordoni di… Sono gli elementi cellulari che riempiono gli spazi compresi tra i seni venosi della milza.

  • strato cambiale di… E’ lo strato interno del periostio cui aderiscono numerosi osteoblasti.

       Billroth Christian Albert Theodore (n. a Bergen, 1829-1894). Fu professore di Chirurgia a Zurigo e poi a Vienna. Oltre che di ricer­che istologiche si occupò di chirurgia addominale, di cui resta come un precursore dei più arditi interventi sull’addome.

Biparietale (lat. bis = due + parietale). Diametro della testa che passa per le due bozze parietali.

Bipennàto (lat. bis = due volte + pinnatus = pennato) Termine che indica quei muscoli le cui fibre si attaccano al tendine in ambedue i suoi lati. Ne è esempio il muscolo retto femorale.

Bipolare, neurone… Tipo di neurone dal corpo fusato, dai poli del quale si spiccano rispettivamente un prolungamento dendritico e un prolungamento cilindrassiale. Se ne riscontrano nella retina, nell’e­pitelio olfattivo e nei gangli cocleare e vestibolare.

Bivéntre, muscolo… Dicesi di muscolo che presenta un tendine nella sua metà, il quale divide il corpo muscolare in due porzioni o ventri. Tali sono i muscoli digastrico e omoioideo del collo.

Blumenbach, clivus di… Situato nella fossa cranica posteriore, è costi­tuito dalla parte posteriore della lamina quadrilatera dello sfenoide e dalla faccia superiore del processo basilare dell’occipitale. V. Clivus.

       Blumenbach Jolian Friedrich (n. a Gotha, 1752-1840). Fu profes­sore di Anatomia a Gottinga. Raggiunse larga fama per le sue fon­date ricerche di craniolgia e per le sue dotte lezioni.

Bòcca (lat. bucca = guancia e anche bocca) Cavità corrispondente all’ini­zio del canale alimentare. Vi si distingue un vestibolo della bocca ed una cavità buccale.

Bochdaleck, canale di… E’ la porzione superiore, rimasta pervia, del dotto tireo-glosso che nella vita embrionale congiunge la base della lingua alla parte mediana della tiroide.

Bochdaleck Vincenz Alexander (1801 – 1883).

Boll, canali di… I canali intercalati del pancreas, che collegano i canali intralobulari con gli acini ghiandolari.

       Boll, cellule di… Elementi caratteristici, appiattiti e fittamente ra­mificati, che trovansi attorno agli alveoli di numerose ghiandole esocrine acino-tubulari (salivari e lacrimali).

       Boll Franz Christian (n. a Neubrandenburg, 1849-1879). Studiò medicina a Bonn e a Berlino. Fu allievo di Schultze e professore nell’Istituto di Fisiologia «Du Bois Reimond».

Bolla v. Bulla

Borelli Giovanni Alfonso (n. a Napoli, 1608-1679). Fu allievo a Napoli dell’anatomista Marco Aurelio Severino e del filosofo Tommaso Campanella e, a Roma, del matematico Benedetto Castelli. Ebbe Cattedra di Matematica a Pisa, ove fu tra i fondatori, nel 1657, dell’Accademia del Cimento. Per il desiderio di applicare le mate­matiche alla meccanica animale, Borelli si occupò di Anatomia e Fi­siologia, eseguendo continue dissezioni di cadaveri e riunendo in­torno a sé eletti studiosi e allievi tra i quali il Malpighi e il Bellini. Descrisse per primo e in modo stupefacente l’architettura delle fi­bre miocardiche, si occupò della struttura del rene e della composi­zione del sangue. Ma l’opera nella quale profuse tutta la sua dot­trina e il suo ingegno fu il «De Motu Animalium, in cui indagò le forze e i principi rigorosamente matematici che governano la con­trazione muscolare. Negli anni pisani, Borelli fu il vessillifero di un galileismo non soltanto inteso come metodo sperimentale e mecca­nicistico, ma anche di una filosofia sottesa da una concezione ato­mistica del mondo.

Bòrsa (gr. byrsa = recipiente di pelle, lat. tardo Aursa). E’termine ri­ferito più propriamente alla borsa scrotale ma, anche, usato per in­dicare le borse sierose annesse ai muscoli e ai tendini.

–      omentale Spazio, rivestito di peritoneo, situato per gran parte po­steriormente allo stomaco. E’ anche denominata retrocavità degli epi­ploon ed è un recesso della cavità peritoneale che il foro epiploico mette in comunicazione con la restante parte della cavità perito­neale.

Botallo, foro di… E’ il foro ovale descritto nel setto interatriale del cuore fetale che fa comunicare il sangue tra i due atri.

       Botallo Leonardo (n. ad Asti nel 1530). Studiòa Pavia e si recò a Parigi ove esercitò chirurgia. Fu protomedico di Enrico III di Francia.

Bottcher, ganglio di… Piccolo ammasso gangliare annesso al ramo ve­stibolare del nervo cocleare, nel fondo del meato acustico interno.

       Bottcher Arthur (1831-1899). Professore di Patologia e Anatomia patologica all’Università di Dorpart. Notevole la sua opera sullo sviluppo dell’ orecchio interno.

Bottòne (franc. bouton = gemma, bottone). Termine usato in Anatomia per indicare la gemma epiteliale dei denti, i bottoni dentari. Anche, le piccole dilatazioni terminali della telodendria, i bottoni terminali o bulbi sinaptici.

Bottonièra (franc. boutonnière = occhiello). È lo spazio ovale delimitato tra i legamenti gleno-omerali superiore e medio, in cui la capsula dell’articolazione è scontinua e al davanti di essa passa il tendine del muscolo sottoscapolare (bottoniera del muscolo sottoscapolare o foro ovale del Weitbrecbt).

Bovero Alfonso (n. a Pacetto Torinese, 1871-1937). Fu aiuto settore nell’Istituto di Anatomia di Torino diretto dal Giacomini. Dal 1909 al 1910 resse, per incarico, la Cattedra di Anatomia all’Uni­versità di Cagliari. Nel 1914 fu chiamato a San Paulo ad organiz­zare l’Istituto anatomico della Facoltà di medicina allora fondata. Ebbe allievi il Bruni in Italia e il Locchi in Brasile.

Bowmann, capsula di… Detta anche capsula glomerulare, è l’involu­cro epiteliale del glomerulo renale.

–      ghiandole di… Sono le ghiandole tubulari proprie della mucosa ol­tattoria.

–     lamina elastica anteriore di… E’ una sottile lamina anista che viene subito   sotto lo strato epiteliale della cornea.

       Bowmann William (1816-1892). Anatomista inglese che fu anche insigne oculista e primo Presidente della Società di Oftalmologia del Regno Unito.

Boyer, borsa sierosa di… E’ la borsa sinoviale che trovasi tra la faccia posteriore del corpo dell’osso ioide e la membrana tiro-ioidea.

       Boyer Alexis (n. a Uzerche, 1757-1833). Fu dapprima chirurgo al­l’Hotel-Dieu. Più tardi ebbe Cattedra di Clinica chirurgica a l’École de Santé di Parigi.

Bòzza (ar. bazan = gobba, poi franc. bosse). Dicesi di protuberanze arro­tondate della superficie esterna del cranio: b. frontale, b. parietale, b. occipitale.

Brachia pontis (Braccia del ponte). Sono i cospicui fasci di fibre che com­pongono i peduncoli cerebellari medi che dal ponte si portano al cervelletto.

Brachiàle (gr. bracbion e lat. brachium = braccio). Dicesi di formazioni che si referiscono al braccio: muscolo bracbiale, plesso bracbiale, arteria brachiale etc.

Brachicefalìa (gr. brachys = breve, corto + cephalé = capo). Conforma­zione del cranio in cui il diametro antero-posteriore supera di poco quello trasversale.

Brachidactilìa (gr. brachys = breve, corto + dàctylos = dito). Malforma­zione ereditaria delle mani e dei piedi consistente in una abnorme brevità delle falangi e delle ossa metatarsali e metacarpali.

Brégma (deriv. dal gr. brecho = inumidisco). Punto di incontro sulla volta cranica delle suture coronale e sagittale. Così denominato per­ché supponevasi che questa parte fosse sempre umida nei fanciulli.

Breschet, seno sfeno.cavernoso del… E’ il seno venoso della dura madre che decorre lungo la piccola ala dello sfenoide e si apre nel seno ca­vernoso.

       vene diploiche del… Sono le vene indovate nella diploe della calotta cranica, collegate ai seni venosi e alle vene superficiali del capo.

Breschet Gilbert (1784-1846). Chef di Anatomia a Parigi; studiò ìn modo approfondito la circolazione venosa intracranica.

Broca, centro motore del linguaggio articolato di… E‘ situato in corri­spondenza della parte posteriore della circonvoluzione frontale in­feriore, nell’emisfero dominante che, generalmente, è quello di si­nistra.

       circonvoluzione del… E’ la circonvoluzione frontale inferiore.

       Broca Pierre-Paul (1824-1880). Celebre chirurgo e antropologo francese; fondatore della Societé d’Anthropologie. Universalmente noto per le sue ricerche sulle localizzazioni cerebrali.

Brodman, aree corticali di… Sono le aree della corteccia cerebrale di­stinte ciacuna con un numero; costituiscono la mappa citoarchitet­tonìca ancora in uso nel riferirsi a regioni specifiche della cor­teccia.

       Brodman von Korbinian (1868-1918). Professore al Neurobiologi­schen Laboratorium dell’Università di Berlino. Il suo importante studio sulle aree cerebrali fu pubblicato a Lipsia nel 1909.

Brònchi (gr. bròncbie = canali cartilaginosi). Condotti aeriferi che origi­nano dalla biforcazione della trachea e si suddividono progressiva­mente in rami più piccoli a formare l’albero bronchiale. Il termine fu usato da Ippocrate.

Brucke, muscolo di… E’ quella parte del muscolo ciliare le cui fibre corrono nella direzione di meridiane.

       Brucke Ernst Wilhelm Ritter von (n. a Berlino, 1819-1892). Fu professore di Fisiologia e Anatomia microscopica all’Università di Konisberg prima e poi a quella di Vienna. Ebbe tra i suoi allievi il nostro Giuseppe Albini.

Brunner, ghiandole di… Sono le ghiandole tubulo-alveolari ramificate del duodeno che scendono con il loro corpo nella sottomucosa. Brunner Konrad Johann (1653-1727). Professore in Heidelberg e protomedico dei Principi Elettori del Palatinato.

Bubbonocéle (gr. bubon = inguine + chelè = tumefazione). Ernia che si affaccia all’anello inguinale esterno o sottocutaneo.

Buccinatòre (lat. bucina = tromba). Piccolo muscolo nella regione della guancia che, contraendosi, ne determina il rigonfiamento come nel­l’atto di suonare una tromba.

Budge, centro cilio – spinale di… È il centro dell’innervazione ortosim­patica per il muscolo dilatatore della pupilla. È situato all’estremità superiore della colonnetta grigia laterale del midollo spinale. Ecci­tato, provoca dilatazione pupillare (midriasi).

       Budge Julius Ludwig (n.a Wetzlar, 1811-1888). Professore di Ana­tomia a Greifswald.

Bulla (lat. bulla). Dicesi anche bolla; termine che indica formazioni ri­piene d’aria: bulla etmoidale, rilievo del meato medio dove sboc­cano le cellette etmoidali medie; bolla gastrica, spazio chiaro occu­pato da gas che si osserva nella parte del fondo dello stomaco, all’e­same radiologico.

Bulbo (gr. bolbòs e lat. bulbus). Termine dato a diverse formazioni che, per la loro forma, richiamano l’aspetto di un bulbo vegetale. Es.: b. aortico, dilatazione a bulbo all’origine dell’aorta; bulbo, o midollo allungato; b. del pelo, rigonfiamento bulboso della radice del pelo; b. dell’uretra, il rigonfiamento posteriore del corpo cavernoso del­l’uretra; b. oculare; b. duodenale etc.

Burdach, fascicolo cuneato di… Parte del cordone posteriore del mi­dollo spinale le cui fibre conducono la sensibilità tattile epicritica e quella propriocettiva cosciente.

Burdach Carl Priedrich (n. a Leipzig, 1776-1847). Professore di Anatomia a Dorpat e a Konisberg. All’inizio del secolo scorso, 1826, pubblicava in tre volumi il notevole trattato sull’anatomia del cervello.

Burow, vena di… Ramo venoso che, dalle vene epigastriche inferiori, attraverso il legamento rotondo del fegato, si getta nel ramo sini­stro di biforcazione della vena porta.

       Burow Karl August von (1809-1874).

Busi, sfintere di… Gruppo di fibre circolari della parete dell’intestino crasso che segnano il punto di passaggio dal cieco al colon ascen­dente.

Busi Aristide (1874-1931). Professore di Radiologia nell’Ateneo bolognese prima e poi all’Università di Roma.

C

Cajal, cellule fusiformi e triangolari di… Le cellule a prolungamenti  cilindrassiali con arborizzazioni multiple, caratteristiche dello strato molecolare della corteccia cerebrale

–     nucleo interstiziale di… Catene cellulari interposte sul cammino delle fibre del fascicolo longitudinale mediale, situate nella parte rostrale del mesencefalo, nel grigio centrale sottostante all’acque­dotto di Silvio.

–      strato molecolare di… Zona del bulbo olfattorio intermedia tra i glomeruli e le cellule mitrali.

       Cajal Ramon Santiago (1852-1934). Professore di Anatomia a Va­lencia (1883), poi chiamato alla Cattedra di Istologia di Barcellona (1887) e, infine, a Madrid sulla stessa Cattedra. Ha segnato il solco più profondo del suo lavoro nel campo della Istologia del sistema nervoso per la quale divise, nel 1906, con il Golgi il Nobel per la Medicina. Il suo nome è legato indelebilmente alla storia delle co­noscenze sul sistema nervoso.

Càlamo (gr. càlamos, lat. calamus = canna, penna). Cannuccia appuntita di cui anticamente ci si serviva per scrivere e alla quale Eròfilo pa­ragonò la forma del triangolo bulbare del IV ventricolo, denomi­nandolo calamus scriptorius.

Calcagno (lat. calx, calcaneum = tallone). Il maggior osso del tarso, così denominato perché è quello che calca il suolo nel sopportare il peso del corpo.

Calcar avis (Sperone d’uccello). Sporgenza visibile sulla faccia mediale del corno occipitale del ventricolo laterale, determinata dal solco calcarino.

Calcarina, scissura… Solco profondo del lobo occipitale situato sotto il cuneo, nella zona della percezione visiva primaria, sulla faccia me­diale di ciascun emisfero cerebrale. Così denominata perché in rap­porto con il calcar avis.

Calice (lat. calix). In Anatomia dicesi di struttura macroscopica o mi­croscopica avente forma di calice: c. renali; c. gustativi etc.

Calori, canale ipofisario di… Sottile canale che, attraversando la sella turcica, rappresenta il vestigio della tasca di Ratke, la quale si sol­leva dallo stomodeo verso la base del telencefalo per formare la parte epiteliale della ipofisi.

       Calori Luigi (1807-1896). Professore di Anatomia a Bologna dal 1844 sino alla sua morte. Si è particolarmente occupato di craniolo­gia e antropologia.

Callòso (lat. callosus). Termine con il quale presso i latini si indicava la carne indurita bianchiccia. Per similitudine, in anatomia è stato de­nominato corpo calloso, una robusta lamina quadrilatera di sostanza bianca che unisce tra di loro i due emisferi cerebrali.

Cambiale (lat. tardo di origine gallica cambiare = avvicendare operando una sostituzione). E’ così denominato lo strato interno del periostio cui aderiscono numerosi osteoblasti.

Camera (gr. càmara = volta, poi stanza). E’ quello spazio, denominato camera anteriore, compreso tra la cornea e il cristallino e che con­tiene l’umore acqueo dell’occhio.

Camper, angolo di… o angolo facciale. E’ l’angolo che si forma tra una linea orizzontale passante per il foro uditivo esterno e la spina na­sale inferiore e un’altra verticale passante per la parte più spor­gente della fronte e dei denti incisivi. Segna il rapporto di sviluppo tra la faccia e la parte anteriore del cranio.

–   chiasma di… E l’incrocio delle fibre delle bendelle tendinee del mu­scolo flessore superficiale delle dita, a livello della seconda falange.

       Camper Pieter (1722-1789).

Canale (lat. canalis deriv. da canna = canna). Dicesi di formazione ana­tomica a forma tubulare per cui passano o liquidi, o nervi, o vasi od altro. Es.: c. centrale del midollo spinale; c. dell’ipoglosso; c. del faciale; c. mandibolare; c. carotideo; c. femorale; c. degli adduttori; c. cervicale dell’utero etc.

Canalicoli (lat. dim. di canalis). Termine che indica piccoli canali quali: i canalicoli biliferi che si stabiliscono nel mezzo della superficie di contatto tra due epatociti; i canalicoli dentinali che percorrono la dentina e accolgono i prolungamenti degli odontoblasti; i canalicoli della corda del timpano, tra il canale faciale e la cavità timpanica; i canalicoli carotico – timpanici, scavati nella parete del canale carotideo.

Canino (lat. caninus = di cane). Termine che si riferisce ai denti canini, due superiori e due inferiori, ai lati degli incisivi con estremità co­nica ed acuminata. Tipici dei Canidi, nei quali sono particolar­mente sviluppati e possenti.

Capéllo (lat. capitis pilus = pelo della testa). Ciascuno dei peli del capo umano.

Capézzolo (lat. dimin. di capitium = nel significato di rilievo). Sporgenza cilindrica o conica, all’apice della mammella, in cui sboccano i dotti galattofori.

Capillàre (lat. capillaris = sottilissimo). Esili vasi sanguiferi, dell’ordine microscopico, interposti tra le più piccole arterie e le più piccole vene.

Capitato (lat.; caput = testa da cui deriv. capitatus). Dicesi di forma­zione che termina in un rigonfiamento a forma di testa. Tale forma ha un osso della fila distale del carpo: osso capitàto o grande osso.

Capsula (lat. dimin. di capsa = cassetta, scatola). Manicotto o involucro fibroso che avvolge un organo: c. del cristallino; c. del rene; c. del fe­gato. Inoltre, manicotto che congiunge i capi ossei di un’articola­zione mobile (capsula articolare).

Capsulare (deriv. da lat. capsa = cassetta, scatola). Termine che indica strutture legamentose o vascolari che hanno rapporto con la ca­psula: legamenti capsulari, arterie capsulari etc.

Carcassonne, aponevrosi di… o membrana perineale. E’ la fascia infe­riore del diaframma uro-genitale applicata anteriormente, sotto il muscolo trasverso profondo del perineo. Essa si estende dall’arcata sottopubica sino alla linea bi-ischiatica.

Carcassonne Maurice (1821-?).

Cardia (gr. cardia = cuore). Orifizio superiore dello stomaco che segna il passaggio tra esofago e stomaco. Dicesi anche cardias ove la desi­nenza «s» ne assicura il genere maschile. Il termine deriva dalla po­sizione in rapporto col cuore di tale orifizio.

Caròtide (gr. carotis deriv. da càros = sonno profondo). Cospicua arteria che decorre nella parte laterale del collo, principalmente destinata ad offrire la vascolarizzazione della testa. Così denominata dagli antichi anatomisti perché la si riteneva responsabile di tutte le forme di sopore, ossia di perdita della coscienza. Fu chiamata da Celso «arteria soporifera».

Carpale (gr. carpòs = giuntura). Dicesi di strutture vascolari e legamen­tose attinenti al carpo: arteria trasversa anteriore del carpo: legamento raggiato del carpo, etc.

Carpo (gr. carpòs = giuntura). È l’insieme delle otto piccole ossa che si articolano da una parte con lo scheletro dell’avambraccio e dall’al­tra con le ossa metacarpali. Formano la giuntura della mano o polso.

Cartilagine (ar. chartilago e gr. chòndros). Tessuto connettivale di consi­stenza duro-elastica, abbastanza diffuso nell’organismo. Riveste la superficie articolare delle ossa (c. articolare); costituisce l’impalca­tura di alcuni organi, quali la laringe, la trachea, il naso esterno e ‘orecchia.

Carùncola (e) (lat. caruncola deriv. da caro = carne). Piccola escrescenza in forma di papilla.

–      imenali Residui accartocciati dell’imene nella donna non più ver­gine.

–  lacrimale Piccola salienza all’angolo mediale dell’occhio dovuta a un cuscinetto adiposo il cui rivestimento è di transizione tra la mucosa congiuntivale e la cute palpebrale.

Caruncola, sottolinguale Piega di mucosa, a ciascun lato del frenulo della lingua, a mo’ di piccolo tubercolo, perforato al centro dallo sbocco del condotto della ghiandola sottolinguale.

Cassa (lat. capsa = scatola). Termine riferito a una struttura ossea che custodisce altri organi: c. toracica; c. del timpano.

Casserio, nervo perforante di… E’ il nervo muscolo-cutaneo del plesso brachiale che attraversa, quasi costantemente, il muscolo coraco-brachiale.

       Casserio Giulio (n. a Piacenza, 1552-1616). Allievo di Frabrizio da Acquapendente, insegnò privatamente l’Anatomia a Padova, rifiutando la Cattedra di Anatomia a Parma e a Torino. Interes­santi le sue tavole anatomiche e due opere sulla laringe e sugli or­gani di senso. Haller lo qualifica «felix chirurgus, insignis anato­micus».

Cauda equina (Coda di cavallo). Parte terminale del midollo spinale con il fascio di radici lombari e sacrali contenute nella cisterna lombo-sacrale.

Caudale (lat. cauda = coda). Termine che indica la posizione di un or­gano o di parti del corpo situate in posizione opposta o inferiore a quella della testa.

Caudato, nucleo… Il nucleo telencefalico facente parte del corpo striato e modellato in modo da presentare una testa, un corpo e una coda.

Càva (gr. cheya del verbo cheo = versare). Ciascuna delle due grosse vene che convogliano all’atrio di destra del cuore il sangue refluo dalla circolazione generale. Termine dato dagli antichi a questo vaso perché nel cadavere si presenta repleto di sangue e pertanto il vaso che versa sangue nel cuore.

Cavernòso (lat. cavernosus = pieno di cavità). Dicesi di organo o di sua parte a conformazione spugnosa, ripieno di sangue. Corpo ca­vernoso, seno cavernoso etc.

Cavità (lat. cavitas). Spazio cavo nel corpo o in uno dei suoi organi: c. addominale; c. cardiaca; c. cranica; c. nasale; c. orbitaria; c. tora­cica; c. glenoidea etc.

Cavo (lat. cavus). Dicesi di struttura che presenta un aspetto infossato: cavo vescico-rettale; cavo retto-uterino.

Cefalica (ar. kefal, gr. cephalé = testa). E la vena superficiale laterale dell’arto superiore. Fu così denominata dagli antichi anatomisti perché creduta procedere dalla testa.

Cefalico (ar. kefal, gr. cephalé = testa). Termine che indica la posizione di un organo o di una parte del corpo situati in prossimità o dalla parte della testa. Contrapposto a caudale.

Celiaco (gr. coilìa = intestino). Che si riferisce agli intestini: arteria ce­liaca; plesso celiaco etc.

Cèllula (gr. cytos, lat. cellula dimin. di cella = celletta). La minuta unità morfologica e funzionale di tutti gli esseri viventi, la cui forma va­ria in rapporto con le funzioni che svolge. Ruffini: «la forma è l’im­magine plastica della funzione».

Celòma (gr. coilòma = cavità). Cavità tra i due foglietti nel mesoderma dell’embrione.

Cemènto (lat. caementum = pietra). Il tessuto che forma l’involucro at­torno alla dentina in corrispondenza della radice del dente. Il ter­mine, per similitudine, sta ad indicare la durezza di pietra del tes­suto.

Centripete (lat. centrum petens = che tende al centro). Dicesi di fibre nervose che conducono gli stimoli dalla periferia al nevrasse.

Céntro (gr. céntron = punto centrale, lat. centrum). Dicesi di parte di un organo nella quale si esegue in gran parte, o anche in totalità, una funzione alla quale altri contribuiscono. Tali sono i centri nervosi: complessi di cellule che sovraintendono a una determinata fun­zione. Es.: c. cardio-acceleratore; centri corticali del linguaggio etc.

Cerebellare (lat. cerebellum dimin. di cerebrum = piccolo cervello, cervelletto). Dicesi di formazioni attinenti al cervelletto: emisferi cerebellari; peduncoli cerebellari; vie cerebellari etc.

Cerebrale (lat. cerebrum = cervello). Che costituisce o interessa il cer­vello: circonvoluzioni cerebrali; emisferi cerebrali; solchi cerebrali etc.

Cerùleo (lat. caeruleus = color del cielo). Pigmento azzurro (celina) che trovasi in alcune cellule nervose. Locus caeruleus: striscia di cellule azzurrognole della parte laterale del IV ventricolo, dove termina una parte delle fibre del nervo trigemino.

Cerùme (lat. cera aurium = cera delle orecchie). Sostanza simile a cera vergine prodotta dalle ghiandole sebacee del condotto uditivo esterno.

Ceruminòso v. Cerume.

Cervéllo (lat. cerebrum = cervello). Secondo la moderna nomenclatura, il cervello è rappresentato dagli emisferi cerebrali con le loro commessure.

Cervicale (lat. cervix-icis = collo). Che si riferisce alla regione del collo: arteria cervicale; plesso cervicale, costa cervicale etc. Termine esteso anche a parti di organo che presentano un «collo»: canale cervicale del collo dell’utero.

Cervice (lat. cervix-icis = collo) Termine che indica il collo: cervice o collo dell’utero; cervice o collo della vescica.

Cesalpino Andrea (n. ad Arezzo, 1519-1603). Allievo di Realdo Co­lombo, sviluppò nelle linee fondamentali il concetto della grande circolazione, correggendo l’errore della concezione galenica che po­neva il fegato come centro del circolo. Fu professore a Pisa e quindi a Roma per chiamata del papa Clemente VIII.

Charcot, arteria dell’emorragia cerebrale di… E’ il ramo più volu­minoso delle arterie lenticolo-striate, emesso dall’arteria cerebrale media.

Charcot, sezione di… E’ la sezione frontale del cervello che mette in rilievo i nuclei della base, il talamo e il braccio posteriore della ca­psula interna.

      Charcot Giovanni Martino (n. a Parigi, 1825-1893). Fu medico prima della Salpétrière e poi professore di Anatomia patologica alla Sorbona e quindi delle Malattie nervose alla Salpètrière. Con le sue geniali osservazioni diede un impulso assolutamente nuovo agli studi di neurologia. Ebbe tra gli allievi Freud.

Chassaignac, tubercolo carotico di… È il tubercolo anteriore del pro­cesso trasverso della VI vertebra cervicale. Costituisce un punto 05-seo di riferimento per la ricerca delle arterie carotide comune, verte­brale e tiroidea inferiore.

      Chassaignac Carlo Maria Edoardo (n. a Nantes, 1805-1879). Anato­mista e chirurgo di chiara fama; noti i suoi «Etudes d’Anatomie» )Paris, 1851). Ideò uno schiacciatore che seziona i tessuti in un sol colpo producendone contemporaneamente l’emostasi.

Chiasma (gr. cbiasmòs = incrociamento). Termine che indica il punto in cui avviene un incrociamento di fibre nervose o tendinee. Chiasma ottico; chiasma di Camper (vedi Camper).

Chiasmo v. Chiasma.

Chiarugi, dolicocefalo e brachicefalo di… Termini che indicano un cra­nio ad indice, rispettivamente inferiore e superiore a 79.

       Chiarugi Giulio (n. a Siena, 1859-1944). Ebbe giovanissimo la Catte­dra di Anatomia in Siena, succedendo al Romiti. Nel 1887 si trasferì in Anatomia a Firenze. Valentissimo embriologo ed anatomista lascia tin classico testo di Anatomia e una completa opera di Embriologia. Nel 1890, in collaborazione con Ficalbi, fondò il Monitore zoologico italiano e nel 1901 l’Archivio italiano di Anatomia e di Embriologia. Fu maestro e caposcuola ed ebbe allievi: Beccari, Bianchi Lorenzo, Castaldi, Ciardi-Dupré, Livini, Rossi Umberto, Staderini e Terni.

Chilo (gr. chylòs = succo). Linfa proveniente dall’intestino e contenente materiali nutritizi assorbiti durante la digestione.

Chimo (gr. cbymois = sugo). Massa viscosa, omogenea in cui si conver­tono gli alimenti elaborati nello stomaco.

Chiòcciola v. Coclea

Chopart, linea articolare di… E’ la linea articolare, articolazione tra­sversa del tarso, situata anteriormente all’astragalo e al calcagno e posteriormente al cuboide e al navicolare.

       Chopart Francesco (1743 – 1795). Valentissimo fisiologo e chirurgo in Parigi. A lui si deve l’indicazione di un metodo tecnico per l’am­putazione del piede.

Cièco gr. (typhlòs, lat. caecum). Primo tratto dell’intestino crasso, in cui si apre il tenue, e che si continua con il colon ascendente. Così denominato perché ad una estremità è a fondo cieco.

Cifòsi (gr. cyphòs = curvo). Accentuazione della curva dorsale della co­lonna vertebrale.

Ciglia (lat. cilium = orlo, ciglio). Peli setolosi e ricurvi che si impian­tano sul bordo libero delle palpebre; hanno funzione protettiva per gli occhi.

vibratili In Citologia, filamenti contrattili di alcune cellule: ciglia vi­bratili delle cellule cigliate della mucosa respiratòria e delle cellule ci­gliate della mucosa delle tube uterine.

Cilindrasse v. Assone

Cinéreo (lat. cinereus = color di cenere, da cinis = cenere). Struttura ner­vosa che appare di colore cinereo. Tubercolo cinereo: prominenza anteriore e sottile posta sopra il tratto spinale del trigemino. Tuber cinereum: la masserella di sostanza grigia sulla parete posteriore del­l’infundibolo ipofisario. Ala cinerea: trigono vagale sul pavimento del IV ventricolo.

Cingolo (lat. cingulum = cintura). Complesso di segmenti ossei a dispo­sizione anulare su cui si impiantano gli arti superiori e quelli infe­riori: cingolo o cintura scapolare; cingolo o cintura pelvica. Anche, giro del cingolo: la circonvoluzione del corpo calloso sulla faccia me­diale dell’emisfero cerebrale.

Circolaziòne (lat. circulatio-onis). È il termine che sta a indicare il moto circolare del sangue dal cuore alle arterie, dalle arterie alle vene, e dalle vene al cuore.

Circadiano (lat. circa = circa + dies = giorno). Ritmo circadiano: è il ritmo biologico di fenomeni vitali il cui periodo è di circa 24 ore. Es.: ritmo veglia-sonno.

Circonflesso (lat. circum + intorno + flectere = girare). Dicesi di nervi e di vasi che hanno un decorso circolare: arterie e vene circonflesse dell’omero; arterie e vene circonflesse del femore; nervo circonflesso o ascellare.

Circonvoluziòne (lat. circumvolvere = avvolgere intorno). Piega della corteccia cerebrale circoscritta da due solchi. Es.: a. frontale supe­riore, a. precentrale; a. post-centrale etc.

Circumduziòne (circumducere = portare intorno). Movimento con cui si fa descrivere ad un arto un cono con vertice all’articolazione pros­simale. E uno dei movimenti delle grandi enartrosi (articolazione scapolo-omerale, articolazione coxo -femorale).

Circumvallate (lat. circum = intorno + vallus = cavità). Sono le grosse pa­pille gustative situate alla radice della lingua le quali si presentano a mò di rilievi cilindrici circondati da una cavità e da un cercine di mucosa.

Cistérna (gr. cbiste = cavità, lat. cisterna). Dicesi di ogni cavità o piccolo serbatoio in cui confluiscono liquidi circolanti. Es. cisterna del chilo, dilatazione situata all’inizio del dotto toracico, nella quale confluisce la linfa dei tronchi linfatici lombari e intestinali; cisterna cerebello-midollare, situata tra il cervelletto e il bulbo in cui si rac­coglie liquido cerebro-spinale, etc.

Cistiféllea (gr. cystis = vescica, lat. felleus = fiele, bile). Vescichetta piri­forme od ovoidale, posta sulla superficie inferiore del fegato, nella quale si raccoglie e si concentra la bile.

Citoarchitettònica (gr. cytos = cellula + architettonica). Termine usato per indicare l’ordinamento dei vari tipi di cellule in un determinato tessuto od organo. Più specificamente, indica l’ordinamento delle cellule del grigio spinale e di quello encefalico.

Civinini, legamento pterigo-spinoso del… È il legamento teso tra la spina angolare dello sfenoide e la lamina laterale del processo pteri­goideo dello sfenoide

 Civinini Filippo (n. a Pistoia, 1805-1844). Anatomista studioso di osteologia. Il suo nome è legato al canale della corda del timpano, alla spina dell’ala laterale del processo pterigoideo e al legamento descritto.

Clara, cellule del… Sono le cellule non ciliate dell’epitelio semplice di rivestimento nei bronchioli terminali.

       Clara Max (n. a Schlern-Sùdtirol, 1899-1966). Libero docente dì Istologia ed Embriologia generale, andò professore di Anatomia al­l’Università di Leipzig. Notevole è il suo volume sul sistema ner­voso.

Clarke, nucleo dorsale o colonna del… E’ la colonna nucleare somato­sensitiva posta medialmente tra base e collo del corno posteriore. Vi pervengono stimoli propriocettivi dal tronco che poi percorrono il fascio spino-cerebellare posteriore o dorsale.

       Clarke Giacobbe Augusto (1817-1880). Anatomista e Neurologo in Pimlico e Londra. Fine microscopista, lega il suo nome ad argo­menti di neurologia.

Claudius, cellule del… Elementi epiteliali di sostegno disposti sulla parte più interna e su quella più esterna dell’organo del Corti. Claudius Friedrich Mathias (1822-1869). Anatomista di Kiel. Lega il suo nome agli studi sull’orecchio interno pubblicati in una memo­ria nel 1855.

Claustro (lat. claustrum = barriera). V. Antimuro.

Clava (lat. clava = bastone ad estremità ingrossata). Termine che si dà ad alcune formazioni microscopiche somiglianti ad una clava. Es.: clave di Krause, corpuscoli terminali nervosi sensitivi del derma

Clavicola (gr. cleìo = chiudo, lat. clavicula = piccola chiave). Osso ante­riore della cintura scapolare incurvato ad «S» che si articola con lo sterno e con la scapola. Chiude il torace superiormente.

Cléido (gr. cleìs – cleidòs = chiave, clavicola). Elemento di nomi composti con il significato di clavicola. Es.: m. cleido-occipitale, m. sterno-cleido-mastoideo.

Clinoidéi (gr. cline = letto + eidòs = a forma di). Termine che si dà a quattro tubercoli situati al davanti e indietro alla sella turcica dello sfenoide. Così denominati perché s’assomigliano ai piedi di un letto.

Clitòride (gr. clitorìs-clitoridòs). Termine di significato incerto. Piccolo organo rudimentale erettile dei genitali esterni femminili.

Clìvus (lat. clivus = pendio). Doccia inclinata sulla faccia endocranica dell’osso occipitale, sulla quale poggia il ponte di Varolio.

Cloquet, linfoghiandola di… Appartiene ai linfonodi inguinali profondi ed è situata al davanti dell’anello crurale, medialmente alla vena fe­morale.

       Cloquet Giulio Germano (1773-1843). Professore di Anatomia e Chirurgia alla Facoltà di medicina di Parigi. Fu consulente dell’Im­peratore di Francia. Lascia importanti studi sulle ernie.

Coana (gr. choane = imbuto). Apertura di ciascuna delle fosse nasali nella rinofaringe

Còccige (gr. còccycs = becco del cuculo, lat. còccix-coccygis). Osso termi­nale della colonna vertebrale a forma di becco, costituito da tre o quattro elementi rudimentali. Vestigio della coda dei mammiferi, si­tuato inferiormente al sacro.

Còclea (gr. cochlìas = chiocciola, lat. coclea). Parte dell’orecchio interno scavata nella rupe dell’osso temporale, foggiata a mò di chiocciola. Contiene l’organo dell’udito.

Cocleàre (gr. cochlìas = chiocciola, lat. coclea). Che ha rapporto con la coclea. Es.: ganglio cocleare, radice cocleare del nervo stato-acustico (VIII paio).

Coda (lat. cauda). Parte di un organo più sottile e affusolata delle altre. Es.: coda dell’elica; coda dell’epididimo; coda del nucleo caudato; coda del pancreas.

Colecisti v. Cistifellea.

Colédoco (gr. cholè = bile + décbomai = ricevo). Condotto bilifero formato dalla confluenza dei dotti epatico comune e cistico. Riceve la bile dalla colecisti e la versa nel duodeno.

Colles, legamento riflesso di… E’ il pilastro profondo, o posteriore, che delimita medialmente l’anello inguinale sottocutaneo o esterno.

       Colles Abramo (1773-1843). Professore di Anatomia e Chirurgia in Dublino. Descrisse la classica frattura dell’estremità inferiore del radio (frattura di Colles).

Collétto (dimin. di collo). Parte intermedia tra la radice e la corona del dente, corrispondente al confine smalto-cemento (colletto del dente).

Collettòre (lat. collector-collectoris = raccoglitore). Secondo la classifica­zione dettata da Ottaviani, si dà tale termine ai vasi linfatici pro­priamente detti che fanno seguito ai vasi capillari linfatici tramite brevi e sottili condotti detti precollettori linfatici. Si distinguono in collettori prelinfonodali e collettori postlinfonodali. Ancora, sono de­nominati collettori i tubuli renali che ricevono l’urina elaborata dal nefrone (tubuli collettori).

Collculus o Collicolo o (lat. dimin. di collis = collina, da cui piccolo ri­lievo). Termine che indica formazioni sporgenti e pressocché arro­tondate. Es.: Collicolo del faciale, piccolo rilievo arrotondato del pa­vimento del IV ventricolo; collicoli superiore ed inferiore della la­mina quadrigemina mesencefalica; collicolo seminale, sulla faccia posteriore dell’uretra prostatica.

Colon (gr. colon = budello, intestino, deriv. dal verbo colùo = arresto). È la parte intermedia di intestino tra il cieco e il retto, dove il ma­teriale fecale soggiorna prima di essere espulso.

Colonna (lat. columna). Termine assegnato a strutture di forma cilin­drica o allungata. Es.: colonne carnose del cuore; colonne nucleari del nevrasse; colonna vertebrale, etc.

Colostro (lat. colostrum). Il primo latte secreto dalla ghiandola mamma­ria dopo il parto.

Colpocéle (gr. còlpos = vagina + céle = ernia). Ernia della vagina.

Colpoptosi (gr. còlpos = vagina + ptòsis = caduta). Prolasso della vagina.

Columélla (lat dimin. di columna = colonna). V. Modiolo.

Comitans (lat. comitare = accompagnare). Dicesi di arteria che accompa­gna il decorso di un nervo: arteria comitans è il ramo della arteria glutea inferiore che accompagna il tronco del nervo ischiatico.

Commessùra (lat. commissura = che congiunge). Termine che indica nel sistema nervoso centrale qualsiasi formazione di sostanza bianca o di sostanza grigia che, attraversando la linea mediana, associa due zone. Es.: c. interemisferica; c. bianca e grigia nel midollo spinale. Ancora, commessura labiale.

Conca (gr. còncbe = concavità). Incavo del padiglione auricolare delimi­tato da antelice, antitrago e trago, il cui fondo si continua con l’o­rifizio del condotto uditivo esterno.

Condilo (gr. condylé= prominenza). Prominenza ossea liscia e di forma ellissoidale che entra a far parte di una articolazione. Es.: condili del femore, condili dell’occipitale, condilo omerale etc.

Condotto o dotto (lat. part. di (con)ducere). Formazione tubulare a pa­reti proprie (differente dal canale che invece si scava nella trama di un organo) in cui possono decorrere o secrezioni ghiandolari, o san­gue o linfa. Es.: condotto arterioso (del Botallo); condotto cistico; condotto deferente; condotto naso- lacrima le; condotto parotideo etc.

Conduzione (lat. conducere = condurre). Termine che indica la trasmis­sione di stimoli. Es.: sistema di conduzione del cuore, che collega tra di loro la muscolatura degli atri con quella dei ventricoli mediante la trasmissione degli stimoli di contrazione.

Confluénte (lat. cum = insieme + fluere = scorrere). Punto di confluenza di seni venosi. Confluente dei seni o torculare di Eròfilo, ove si in­contrano i seni sagittale superiore, retto, occipitale e trasverso, al­l’altezza della protuberanza occipitale interna.

Congiuntiva (lat. conjungere = unire). Mucosa che riveste la parte ante­riore del globo oculare e la superficie interna delle palpebre. Così denominata perché congiunge il globo oculare con le palpebre.

Congiuntivo (lat. conjunctivum = che congiunge, riunisce). Braccio con­giuntivo (brachium conjunctivum): fibre efferenti contenute nel pe­duncolo cerebellare superiore che originano dai nuclei intracerebel­lari. Anche, il braccio congiuntivo tra tubercolo bigemino superiore della lamina quadrigemina e corpo genicolato laterale e quello tra tubercolo bigemino inferiore e corpo genicolato mediale.

Coniocortéccia (gr. chònis = polvere + lat. cortex = corteccia). Aree sen­sitive della corteccia cerebrale contenente un gran numero di pic­coli neuroni.

Coniugata (lat. coniugare = congiungere). È il diametro sagittale dello stretto superiore del bacino che congiunge il promontorio al pube. Si distingue una coniugata vera od ostetrica che rappresenta la mi­nima distanza tra promontorio e faccia posteriore al pube (10,5 cm); una coniugata anatomica tesa tra promontorio e contorno supe­riore della sinfisi pubica (11 cm); una coniugata diagonale tra pro­montorio e ogiva sottopubica (12 cm)

Cono (gr. cònos, lat. conus,). Dicesi di varie formazioni e strutture a forma conica: cono durale, estremità terminale della dura madre spinale che corrisponde alla seconda vertebra sacrale; cono elastico della laringe, membrana fibro-elastica tesa fra il legamento vocale e la cartilagine cricoide; cono o lobulo dell’epididimo, lobuli conici, situati nella testa dell’epididimo, ciascuno formato da uno o due condottini efferenti; cono midollare, estremità affusolata del mi­dollo spinale che termina all’altezza della seconda vertebra lom­bare.

Cooper, fascia del… E’ la parte della fascia trasversale che offre la guaina posteriore al muscolo retto dell’addome, al di sotto dell’ar­cata semilunare.

       Cooper Astley Paston (1768-1841). Medico di Re Giorgio IV e della Regina Vittoria di Inghilterra. Fu nominato dimostratore ana­tomico all’Ospedale di 5. Tommaso di Londra e nel 1791 coadiuvò Cime nei suoi corsi di Anatomia, pubblicando i classici lavori sulle ernie crurali e ombelicali. Nel 1813 accettò il posto di professore di Anatomia al Collegio dei Chirurgi.

Coracoidéo (gr. còracs = corvo + eidos = a forma di). Processo osseo, a forma di uncino o becco, sporgente in avanti e lateralmente all’in­cisura del margine superiore della scapola.

corda (gr. chorde = corda). Termine con il quale si indicano, per simili­tudine, alcune formazioni anatomiche: corda dorsale o notocorda, formazione embrionale assile, cilindrica, caratteristica dei Cordati; corda tendinea del cuore, sottile tendinetto tra i muscoli papillari e le cuspidi delle valvole atrio-ventricolari; corda del timpano, ramo collaterale intrapetroso nel n. faciale che, attraversata la cassa del timpano, ne esce per raggiungere il nervo linguale; corda o plica vo­cale, tesa tra l’angolo tiroideo e il processo vocale della cartilagine aritenoide; corda o plica vestibolare, tesa, superiormente alla plica vocale, tra l’aritenoide la cartilagine tiroide.

Corion (gr. cbòrion = membrana). Termine con il quale si denomina lo strato di tessuto connettivo che forma la tunica propria delle mu­cose e il derma della cute. Anche, la parte fetale della placenta, chòrion frondosum.

Cornea (lat. cornea). È la parte convessa anteriore, trasparente, che si incastra nella sclera dell’occhio.

Corneo (lat. corneus = di natura cornea). Lo strato più superficiale, cor­neificato, dell’epidermide.

Cornetti nasali o turbinati o conche. Processi ossei ricurvi, impiantati sulla faccia interna delle masse laterali dell’etmoide.

Cornétto (dimin. di corno). Dicesi di formazione anatomica che ha somiglianza di piccolo corno: cornetto sfenoidale di Bertin (v. Bertin).

Corno (lat. cornu-us). Dicesi del prolungamento di un organo a mo di corno. Es.: c. di Ammone; corni grande e piccolo dell’osso ioide; corni del ventricolo laterale; corni della cartilagine tiroide etc.

Coroide (gr.  choroidés = tunica,  membrana).  Tunica vascolosa del bulbo oculare, situata tra sclera e retina.

Corona (gr. choròne = corona). Termine con il quale si indica qualun­que parte che circonda o circoscrive altre. Es.: c. ciliare, anello del corpo ciliare costituito dall’insieme dei processi ciliari della tonaca vascolare dell’occhio; c. dentaria, parte del dente ricoperta dallo smalto e sporgente oltre la gengiva; c. glandis, orlo quasi cir­colare che circonda la base del glande; c. raggiata, l’insieme delle fibre raggiate che dalla capsula interna si espandono nel centro semiovale dell’emisfero cerebrale.

Coronale (lat. coronalis = a forma di corona). Termine che indica il piano frontale ed anche la sutura tra l’osso frontale e le due ossa parietali (sutura coronale).

Coronàrio (lat. coronarius = che fa corona). Termine per indicare qual­siasi formazione disposta a corona intorno a un organo: solco co­ronario tra gli atri e i ventricoli; arterie coronarie; seno coronano che raccoglie il sangue refluo dalla circolazione cardiaca.

Coronoidéo (gr. coròne = cornacchia + eidos = a forma di). Processo os­seo che ha somiglianza col becco di cornacchia. Tale è il processo coronoideo dell’ulna e il processo coronoideo della mandibola.

Corpo calloso, v. Calloso.

Corpo trapezoide, v. Trapezoide.

Corpo striato, v. Striato

Corpùscoli (lat. corpusculum dimin. di corpus = corpo). Dicesi di for­mazioni microscopiche, o ai limiti della visibilità ad occhio nudo, che hanno forma di corpicciuoli: c. renali; c. nervosi terminali; c.amilacei. (vedi Amilacei).

Corrugatore (lat. cum = con + ruga = grinza). È il muscolo mimico si­tuato profondamente al m. orbicolare dell’occhio. Quando si con­trae provoca rughe verticali sulla cute del sopracciglio.

Corteccia (lat. cortex = scorza). E il mantello grigio che riveste in super­ficie il cervello e il cervelletto con i relativi solchi, circonvoluzioni, lamine e lamelle.

Corti, ganglio spirale del… Cumulo di cellule gangliari bipolari situato nel canale spirale del modiolo della chiocciola.

       organo spirale del.. Organo sensoriale dell’udito, situato sulla la­mina basale della chiocciola.

Corti Alfonso (1822-1876). Della Scuola anatomica di Pavia, fu prosettore di Anatomia di Hyrtl a Vienna nel 1848, di poi svolse attività scientifica a Wùrzburg e Utrecht. Nel 1851 pubblicò la sua opera sull’orecchio interno. Si ritirò presto dalla vita accademica per una grave forma di reumatismo.

Corticale (lat. cortex = scorza). Termine che si riferisce alla corteccia ce­rebrale: aree corticali; centri corticali etc.

Còscia (lat. coxa). La parte dell’arto inferiore che prossimalmente è de­limitata dall’inguine anteriormente e dalla piega glutea posterior­mente e, distalmente, dal ginocchio.

Còsta (lat. costa = lato). Ciascuna delle ossa piatte a forma di arco che con le vertebre toraciche e lo sterno formano la gabbia toracica. Dicesi anche costola.

Cotile (gr. cotyle = ciotola). V. Acetabolo.

Cotugno, endolinfa di… Il liquido contenuto nella cavità del labirinto membranoso dell’orecchio interno.

       liquido cerebro-spinale di… Liquido ipoproteico elaborato dai plessi corioidei dei ventricoli cerebrali. Attraverso i forami del IV ventri-colo fluisce nello spazio subaracnoideo.

      Cotugno Domenico (n. a Ruvo di Puglia, 1736-1822). Insigne Ana­tomista dell’Università di Napoli. Nel 1808 fu nominato Archiatra del Re di Napoli. La sua attività di medico e anatomista è stata una vigorosa testimonianza scientifica.

Cowper, fascia cremasterica di… E’ la continuazione sul funicolo sper­matico della fascia propria del muscolo obliquo interno dell’addome e copre il muscolo cremastere.

      ghiandola bulbo-uretrale di… Ghiandola mucosa pari, grande quanto un pisello, situata nel diaframma uro-genitale maschile. Il suo condottino sbocca nell’uretra peniena.

      Cowper William (n. a Alresford, 1666-1709). Anatomista e chi­rurgo in Londra, fu membro della Società reale. Scrisse un trattato di miologia e nel 1702 dimostrò le ghiandole che portano il suo nome.

Craniale (gr. crànos = elmo). Relativo al cranio ed indica la posizione di un organo o di parte di esso rispetto all’estremità superiore del corpo. Opposto a caudale.

Cranio (gr. crànos = elmo). E’ lo scheletro della testa che viene suddi­viso in neurocranio e splancnocranio. Così denominato perché, a mo’ di elmo, serve a proteggere l’encefalo.

Crasso (lat. crassus = grosso). È l’intestino crasso (o grosso), il tratto terminale del tubo digerente che comprende il cieco, il colon e il retto.

Cremastére (gr. cremào = sollevo, lat. cremaster = sospensore). Muscolo costituito da fibre provenienti dal muscolo obliquo interno dell’ad­dome e che si portano alla tonaca vaginale del testicolo. La loro contrazione provoca sollevamento del testicolo.

Crésta (lat. crista). Termine usato per indicare un rilievo allungato più o meno tagliente sulla superficie di alcune ossa: c. etmoidale; c. iliaca; c. intertrocanterica;c. otturatoria; c. pettinea etc.

Cribrosa (lat. cribrum = staccio, crivello). Formazione anatomica che si presenta pertugiata a mò di crivello: lamina cribrosa dell’etmoide, la­mina orizzontale che forma la volta delle fosse nasali.

Crìbrum (lat. cribrum = staccio, crivello). E il termine col quale in pas­sato veniva denominato l’apice delle papille renali, pertugiato dagli sbocchi dei dotti papillari che nell’insieme costituiscono l’area cri­brosa (cribrum benedictum).

Cricoide (gr. cricoeidés = a forma di anello). Cartilagine anulare della la­ringe, situata all’estremità superiore della trachea ed articolata con le cartilagini tiroide e aritenoidi.

Cripta (gr. crtiptos = nascosto). Piccola tasca di tonaca mucosa le cui cel­lule versano in superficie il loro prodotto. Es.: cripte intestinali o ghiandole del Galeazzi; cripte tonsillari.

Criptorchide (gr. cryptos = nascosto + orchìs = testicolo). Mancanza con­genita di uno o di entrambi i testicoli nella cavità dello scroto, per­ché ritenuti nell’addome.

Cristalli (gr. crystallos = ghiaccio). Formazioni cristalline che si rinven­gono nel citoplasma delle cellule di sostegno del Sertoli (aristalloidi di Charcot-Bòttcher) e delle cellule interstiziali di Leydig (cristalli di Reinke).

Cristallino (gr. crystallos = ghiaccio, cosa congelata). Mezzo trasparente dell’occhio, in forma di lente biconvessa, sospeso alla zonula ciliare tra pupilla e corpo vitreo.

Cromatolisi  (gr.  chròma = colore +lysis = dissoluzione).  Dispersione della sostanza tigroide di Nissì conseguente la resezione del cilin­drasse o una infezione virale del nevrasse.

Crotafite (gr. crotàphos = tempia o anche da croteo = pulsare). Termine antico usato per indicare il muscolo temporale. Così denominato sia per la posizione, sia a causa del rapporto con l’arteria temporale che pulsa in questa regione.

Crurale (lat. crus-cruris = gamba e, in modo estensivo, anche coscia). Che attiene alla coscia. Termine in disuso con il quale si indicava l’arco inguinale (arco crurale) e il canale femorale (canale crurale).

Crus(lat. crus = gamba). termine che indica qualsiasi formazione anato­mica che mostra un prolungamento a mò di branca o di gamba: crus incudis (processo breve dell’incudine); arus fornicis (gamba del fornice); crus helicis (branca dell’elice) etc.

Cùbito (lat. cubitus = gomito). Termine raramente usato e che indica una delle due ossa dell’avambraccio, l’ulna, ed anche l’angolo po­steriore tra braccio e avambraccio.

Cuboide (gr. cybos= cubo + eidos = a forma di). È l’osso del tarso che si articola col calcagno. Così denominato per la sua forma che ricorda queUa di un cubo.

Cucullare (lat. cucullus = cappuccio). Veniva così indicato il muscolo trapezio per la posizione e somiglianza con il capuccio adottato dai monaci cristiani.

Cùneo (lat. cuneus = cuneo). Circonvoluzione sita nella faccia mediale dell’emisfero cerebrale. Anche, fascicolo cuneato del cordone poste­riore del midollo spinale; nucleo cuneato del bulbo.

Cupola (lat. dimin. di cupa = botte, tina). Termine che indica la forma arrotondata e convessa di un organo: c. diaframmatica; c. pleurica.

Cùspide (lat. cuspis-idis = punta della lancia). Ciascuna delle lamine ap­puntite delle valvole atrio-ventricolari del cuore: bicuspide quella tra atrio e ventricolo di sinistra; tricuspide quella tra atrio e ventri-colo di destra. Ancora, i tubercoli della superficie masticatoria dei denti, ad eccezione degli incisivi.

Custodes verginitatis (Custodi della verginità). Così denominati antica­mente i tre muscoli adduttori che, contraendosi dai due lati, ser­rano fortemente le cosce.

Cuticola (lat. cuticula = pellicina sottile). Strato interno della guaina della radice del pelo.

D

Dàcryon (gr. dàcryon = lacrima). Punto craniometrico situato sull’an­golo mediale dell’orbita, ove ha sede il sacco lacrimale.

Darkschewitsch, nucleo della commessura posteriore di… E’ un nucleo proprio del mesencefalo, disposto nel grigio periacqueduttale e da cui partono fibre che si immettono nel fascicolo longitudinale me­diale.

       Darkschewitsch Liverij Osipovich (1858-1925). Anatomista russo della seconda metà dell’8()O, cui si devono approfonditi studi sull’a­natomia del sistema nervoso centrale.

Dàrtos (gr. dartòs dal verbo dartéon = scorticare). Sottile lamina di fi­brocellule muscolari lisce intimamente legate alla pelle dello scroto. Il termine sta a significare una parte così fortemente attaccata che si toglie scorticando.

Deciduo (lat. deciduus = caduco). Organo destinato a cadere una volta esaurita la propria funzione. Denti decidui, sono i denti del latte la cui caduta inizia intorno al settimo anno.

Declive (lat. declivis = pendio). Lobulo del verme cerebellare che dall’a­pice declina indietro.

Decussaziòne (lat. decussatio = incrociamento). Incrocio di fibre nervose in corrispondenza del quale due fasci scambiano in parte o in tutto le loro fibre, in modo che quelle di destra si portano a sinistra e vi­ceversa. Es.: decussazione dei peduncoli cerel’ellari; decussazione delle vie piramidali; decussazione delle vie spino-talamiche.

Deferénte (lat. deferre = trasportare). È il condotto, lungo circa 45 cm., che reca gli spermatozoi dall’epididimo al dotto eiaculatore, e con questo all’uretra prostatica.

Deiters, cellule di… Appartengono alle cellule epiteliali di sostegno dell’organo del Corti.

– nucleo di… E il nucleo vestibolare laterale situato al di sotto del­l’angolo laterale del IV ventricolo.

       Deiters Otto Friedrich Karl (n. a Bonn, 1834-1863). Allievo di Vir­chow. Morì giovanissimo e le sue ricerche furono pubblicate nel 1866 da Giovanni Schultze, anatomista di Halle.

Déjerine, fascio semilunare di… E’ il fascio spino-talamico che conduce stimoli esterocettivi.

Déjerine Joseph (1849-1917). Fu successore di Charchot alla Salpé­trière. Notevole la sua «Anatomie des centres nerveux» (Parigi1901).

Deltoide (gr. deltoeidés = a forma di delta) È il voluminoso mu­scolo della spalla di forma triangolare a base superiore.

Dendrite (gr. dendrites = ramo d’albero). Uno dei numerosi e ramificati prolungamenti citoplasmatici della cellula nervosa; conduce gli sti­moli dalla periferia verso il corpo cellulare.

Denonvilliers, fascia prostato-peritoneale di… È la lamina connettivale tesa frontalmente tra l’intestino retto e il fondo della vescica urina­ria con la prostata. E anche denominata fascia sottovescicale. Denonvilliers Charles Pierre (n. a Parigi, 1808-1872). Anatomista e Chirurgo, ottenne la Cattedra di Anatomia a Parigi nel 1849. Il suo nome è legato alla descrizione della fascia prostato-peritoneale.

Dentato (lat. dentatus = munito di denti). Dicesi di organo che ha pro­lungamenti a mo’ di denti o di digitazioni. Es.: m. dentato ante­riore; nucleo dentato od oliva cerebellare; circonvoluzione dentata del lobo temporale.

Dentina (lat. dens-dentis). Massa principale del dente costituita da una matrice glicoproteica calcificata ricca in fibre collagene. E rivestita dallo smalto nella parte della corona e dal cemento nella parte della radice.

Dentiziòne Termine che indica la comparsa dei denti. Si distingue una dentizione caduca costituita dai denti del latte e una dentizione permanente.

Denucé, legamento di… È una lamina fibrosa quadrilatera tesa trasver­salmente tra l’ulna e il radio, nell’articolazione radio-ulnare prossi­male.

Denucé Jean-Louis Paul (1824-1889). Anatomista e Chirurgo pari­~ino della seconda metà del secolo scorso. Pubblicò il suo trovato in uno studio intitolato «Mémoire sur les luxations du coude», thèse d’agregation, Paris, 1852.

Depressore (lat. depressor-oris = che deprime). È il nervo del Cyon co­stituito dai rami collaterali del n. vago, destinati alla parte pro­tonda del plesso cardiaco.

Dérma (gr. dérma = pelle). Sottile strato di tessuto connettivo fibrillare lasso, ricco in fibre elastiche, sottostante all’epidermide; ricca­mente vascolarizzato e innervato e privo di adipe.

Dermatàmero (gr. dérma = pelle + méros = parte). Viene così indicata una zona cutanea di sensibilità in rapporto a un determinato mielo­mero e corrispondenti radici spinali.

Descemet, lamina elastica di… E’ la lamina limitante posteriore della cornea che costituisce la membrana basale dell’epitelio posteriore. Lungo il suo margine laterale risolve in fibre che in parte irradiano nella sclera e in parte nell’iride. Attraverso gli spazi delimitati da queste fibre l’umor acqueo perviene nel seno venoso della sclera.

Descemet Jean (1732-1810). Anatomista e medico in Parigi, noto per i suoi studi sull’occhio.

Desmodònto (gr. désmion = legamento + òdys – òntos = dente). È il ter­mine con il quale si indicano tutti i tessuti connettivi fibrosi fissati al cemento della radice del dente che terminano in parte nella gen­~i\~a, in parte nella parete alveolare.

Diafisi (gr. dia = tra + physis = formazione, produzione). Termine che indica la parte di un osso lungo che sta tra le due estremità epifi­sarie.

Diamare, cellule pancreatiche di… Sono i due tipi di cellule delle isole pancreatiche, in seguito definite come cellule alfa e beta.

Diamare Vincenzo (1871-1966). Tenne giovanissimo la Cattedra di Anatomia comparata all’Università di Perugia, indi a Siena nel 1907 e poi a Pisa nel 1924. Nel 1926 fu chiamato a Napoli alla Cattedra di Istologia, Fisiologia generale ed Embriologia, succe­dendo al Paladino. Notevoli sono le sue ricerche sulla struttura delle ghiandole surrenali, sulle fibre muscolari striate, sulla isto­chimica delle mieline e sui lipidi nei vari tessuti. Il Diamare va considerato il precursore di tutte le moderne ricerche sull’insu­lina.

Diartròsi (gr. dia = tra + àrtron = giuntura). Termine con il quale si in­dica l’articolazione mobile tra due capi ossei.

Diastàsi (gr. diàstasis = separazione). Allontanamento permanente di superfici muscolari od ossee normalmente contigue. Es.: d. dei muscoli retti dell’addome.

Diastéma (gr. dia = tra + stéma = intervallo). Voce che indica uno spa­zio vuoto tra i denti.

Diencéfalo (gr. dia = tra + encéphalos = cervello). Quella parte dell’en­cefalo posta tra i due emisferi cerebrali e costituita dall’epita­lamo, dal metatalamo, dal talamo, dal subtalamo e dall’ipotalamo.

Difiodònte (gr. dìphios = duplice + odys-òntos = dente). Dicesi di mam­mifero che ha due dentizioni: decidua e permanente.

Digàstrico (gr. dis = doppio + gastér = ventre). Dicesi di muscolo che ha due ventri muscolari con un tendine intermedio.

Digitaziòne (lat. digitus = dito). Termine usato per indicare il prolun­gamento a forma digitata di un organo, specialmente di muscoli. V.Dentato

Digitale (lat. digitalis). Relativo alle dita e, comunemente, nella locu­zione impronte digitali. Anche, arterie e nervi digitali.

Digitate (lat. digitus = dito). Impronte delle circonvoluzioni cerebrali sulla faccia endocranica delle ossa del neurocranio.

Digiùno (lat. ieiunus = vuoto). Parte dell’intestino tenue interposto tra il duodeno e l’ileo. Così denominato dagli antichi anatomisti per­ché trovato sempre vuoto alla dissezione.

Dìploe (gr. diploos = doppio). Strato osseo spugnoso situato tra le due lamine delle ossa piatte del neurocranio.

Dislessia (gr. dys = male + lécsis dal verbo légo = parlo). Disturbo della lettura.

Disse, spazio di… Minutissimi spazi interposti tra le cellule epatiche e i sinusoidi. A tale spazio si attribuisce grande importanza perché rappresenta la zona di mediazione tra epatociti e plasma sanguigno. Disse Joseph (n. a Marpurg, 1852-1912). Lavorò con Valdeyer e di­venne professore ad Halle nel 1894.

Distàle (lat. distare = star lontano). Termine usato per indicare una parte o una estremità di un segmento dell’arto lontana dall’attacco al tronco, in contrapposizione a prossimale.

Distocia (gr. dys = difficile + tòcos = parto). Termine che indica il parto difficile per cause materna o fetale.

Dittel, plica falciforme di… È l’espansione falcata della fascia colli me­dia sulla vena succlavia, nel punto ove questa raccoglie lo sbocco della giugulare esterna.

Dittel Leopold Ritter (n. a Fulneck, 1815-1898). Studiò a Vienna ove si laureò in Medicina e Chirurgia.

Diverticolo (lat. deverticulum = via traversa, laterale). Estroflessione a cul di sacco della parete di organi cavi: d. del colon; d. dell’esofago; d. di Meckel, in corrispondenza dell’intestino tenue.

Dòccia (lat. volgare ducium dal verbo ducere = condurre, far scor­rere) Termine usato per indicare una depressione ricurva sulla su­perficie di un osso: d. del nervo ulnare; d. del muscolo succlavio etc.

Dogiel, corpuscoli sensitivi terminali di… Sono i corpuscoli sensitivi che si annidano nel derma della cute del prepuzio rivolta verso il glande.

       Dogiel Alexander Stanislavovitch (1852-1922). All’inizio del secolo fu Direttore dell’Istituto di Istologia a Pietroburgo. Insigne stu­dioso delle strutture nervose periferiche.

Donaggio, reticolo neurofibrillare del… E’ il reticolo fibrillare endocel­lulare formato da numerosissime neurofibrille anastomizzate fra di loro.

       Donaggio Arturo (n. a Falconara Marittima, 1869-1942). Titolare di Neuropsichiatria a Modena nel 1901, poi a Cagliari nel 1907 e un anno dopo a Messina. Nel 1935 passò all’Università di Bologna. Fu lungamente Presidente della Società italiana di Neurologia.

Dòtti V. Condotti.

Douglas, arcata di… E’ il margine, a concavità rivolta inferiormente, con cui si termina la guaina posteriore del muscolo retto dell’addo­me.

– cavo retto-uterino di… È il punto più profondo della cavità addo­minale, formato dalla riflessione del peritoneo dall’utero al retto. Douglas James (1675-1742). Celebre anatomista londinese; studiò particolarmente il peritoneo. Fu medico della Regina d’Inghilterra.

Duodéno (lat. duodecim = dodici). Primo tratto dell’intestino tenue che va dal piloro alla flessura duodeno-digiunale. Così denominato per­ché la sua lunghezza corrisponde a circa dodici dita trasverse.

Dura madre Il più superficiale e più spesso degli involucri meningei, la cui natura fibrosa costituisce una capsula protettiva per l’encefalo e il midollo spinale.

E

Eberth, tratti scalariformi o strie intercalari di… Sono dispositivi di giunzione tra le fibre miocardiche, che si stabiliscono all’estremità di due sarcomeri.

Ebert Carl Joseph (n. a Wùrzburg, 1835-1926). Studiò con Kòlliker, Virchow, Leydig. Nel 1865 divenne professore di Anatomia patolo­gica a Zurigo.

Ebner, ghiandole di… Sono le piccole ghiandole salivari della lingua i cui condotti si aprono negli interstizi delle papille foliate o nel solco cir­colare delle papille circumvallate.

Ebner von Rosenstein Vittorio (n. a Bregenz, 1842-1925). Studiò medicina a Innsbruck e a Vienna. Fu professore di Istologia prima a Graz e poi a Vienna.

Economo, campi corticali di… Sono i distinti campi di citoarchitettonica della corteccia cerebrale.

Economo von Costantino (1876-1931). Clinico viennese si distinse negli studi di anatomia comparata della corteccia cerebrale. Ricerche clic pubblicò nel 1925 col titolo «Die Citoarchitectonik der Hirnrinde des erwachsenen Menschen».

Ectasìa (gr. écteino = distendo). Distensione della parete di organi cavi e di vasi. Es.: e. dell’aorta; e. venose; e. della vescica etc.

Ectopia (gr. ecto’pos = fuori luogo). Termine che indica l’origine di un or­gano fuori della sua sede abituale: e. renale; e. testicolare; e. cordis etc.

Edinger, nucleo di… Costituisce la porzione parasimpatica del nucleo dell’oculomotore (n. di Fdinger-Westphal).

Edinger Ludwig (1855 – 1918). Neuroanatomista tedesco, pioniere della neuroanatomia comparata.

Efferènte (lat. ex = da + fero = porto). Termine con il quale si indicano quelle vie nervose che conducono gli impulsi dai centri nervosi alla periferia.

Efferénti, condotti… 10-20 condottini disposti tra la rete testicolare e il dotto dell’epididimo.

Eiaculatòre, dotto… (lat. eiaculor = getto fuori). È il dotto che risulta dall’unione dell’ultima parte del dotto deferente con il dotto della vescichetta seminale.

Elevatòre (lat. elevator = che solleva). Termine riferito a muscoli che, contraendosi, operano il sollevamento di un determinato organo o formazione: muscolo elevatore della palpebra; muscolo elevatore del­l’ano; muscolo elevatore della scapola, etc.

Elice (gr. hélics = spirale, giro). È la piega curvilinea che circonda il margine esterno del padiglione dell’orecchia.

Elicotréma (gr. hélics = spirale, giro + trema = apertura) È l’apertura si­tuata all’apice della chiocciola dell’orecchio interno e che fa comu­nicare la scala vestibolare con la scala timpanica.

Ematòsi (gr. haima-haimatos = sangue). È il processo di ossigenazione del sangue a livello alveolo-capillare, per opera della respirazione.

Emazia (gr. haimàtion, deriv. da haìma-atos = sangue). È sinonimo di eritrocito, globulo rosso del sangue.

Embolifòrme (gr. émbolos = tappo + lat. forma = forma). È il nucleo del cervelletto che insieme a quello globoso formano i nuclei del palco­cerebello.

Emiagenesia (gr. émi = metà + a priv = non + génesis = formazione). E’ l’assenza congenita della metà di un organo. Es.: e. del diaframma.

Emiazygos (gr. emi = metà + a priv. = non + zygon = pari). Sono le due vene toraciche di sinistra che estuano nell’azygos. Il termine vuole indicare che a sinistra, in contrapposizione all’intera azygos di de­stra, esistono due mezze azygos.

Eminénza (lat. eminentia = prominenza). Termine che indica una spor­genza, una protuberanza alla superficie di qualsiasi struttura del corpo. Così, le eminenze ténare e ipoténare della palma della mano; l’eminenza arcuata sulla faccia anterior-superiore della rupe del tem­porale; l’eminenza crociata della faccia endocranica della squama dell’occipitale; l’eminenza ileo-pettinea sulla branca orizzontale del pube; l’eminenza intercondiloidea tra le superfici articolari dei con­dili tibiali; l’eminenza mediale, rilievo oblungo che si solleva ai lati della linea mediana del pavimento del IV ventricolo; l’eminenza piramidale, piccolo cono osseo che si solleva nel cavo del timpano.

Emisféro (gr. emi = metà + sphaìra = sfera). Termine con il quale si in­dica ciascuna metà delle grosse masse di sostanza nervosa che compongono il cervello (emisfero cerebrale) e il cervelletto (emisfero cerebellare).

Emissarie (lat. emissum partic. di emittere = mandar fuori). Nome dato alle esili vene che fanno comunicare i seni venosi della dura ma­dre con le vene extracraniche.

Enartròsi (gr. enàrthrosis, deriv. da enarthròo = io articolo). Articola­zione mobile che si attua tra la cavità di un osso e la testa sfe­rica di un altro osso (articolazione a sfera). Tipiche enartrosi sono la gleno-omerale e la coxo-femorale.

Encéfalo (gr. en = in + cephalé = testa). È l’insieme delle parti del si­stema nervoso centrale comprendenti il cervello, il cervelletto e il tronco encefalico accolte nella cavità del neurocranio.

Endocardio (gr. éndon = dentro + cardia = cuore). È il rivestimento en­doteliale delle pareti interne delle cavità cardiache.

Endolinfa (gr. éndon = dentro + linfa). Liquido che sta dentro il labi­rinto membranoso dell’orecchio interno, scoperto dal Cotugno.

Endométrio (gr. éndon = dentro + métra = utero). La mucosa che rive­ste la superficie interna dell’utero.

Endomisio (gr. éndon = dentro + mys = muscolo). Involucro di tessuto connettivo che circonda una singola fibra muscolare.

Endonévrio (gr. éndon = dentro + lat. nervus = nervo). Fine trama di tessuto connettivo che circonda una singola fibra nervosa di un nervo periferico.

Endostio (gr. éndon = dentro + ostéon = osso). Sottile strato di tessuto connettivo che riveste tutte le cavità interne dell’osso contenenti midollo osseo.

Ensifòrme (lat. énsis = spada). Appendice inferiore dello sterno, così de­nominata perché a forma di piccola spada.

Entorinàle (gr. éntos = entro + rhìs – rhinòs = naso). È la porzione della circonvoluzione paraippocampica del lobo temporale (area entori­nale), posta in vicinanza dell’uncus; funge da corteccia olfattiva as­sociativa.

Epactàle (gr. epactés = intercalato). Varietà ossea costituita da un osso intercalato tra le due ossa parietali e l’osso occipitale. V. Incas.

Epatico (gr. épar-epàtos = fegato). Attinente al fegato: arteria epatica; vena epatica etc.

Epéndima (gr. epéndyma = rivestimento). E lo strato singolo e continuo di una varietà di cellule gliali che riveste le cavità interne del si­stema nervoso centrale.

Epicanto (gr. epì = sopra + canthòs = angolo dell’occhio). Piega cutanea che copre l’angolo interno dell’occhio.

Epicardio (gr. epi = sopra + cardia = cuore). È la lamina viscerale del pe­ricardo sieroso che riveste la superficie cardiaca.

Epicòndilo (gr. epi= sopra + còndylos = prominenza). Piccola promi­nenza ossea posta al di sopra del condilo dell’omero. Si distingue un epicondilo mediale e uno laterale.

Epicrànio (gr. epi= sopra + cranion = cranio). È la cute che copre il cra­nio ed è tesa tra i muscoli pellicciai frontale ed occipitale.

Epididimo (gr. epì= sopra + didymoi = gemelli, testicoli). Formazione al­lungata, a mò di cappuccio, che sormonta postero-superiormente il testicolo.

Epifisi (gr. epi= sopra + physo = nasco). La parte di un osso lungo posta alle estremità del corpo (o diafisi).

Epifisi, o ghiandola pineàle (gr. epiphysis = escrescenza, appendice). È la ghiandola endocrina adagiata sulla lamina quadrigemina del me­sencefalo che, mediante le abenule, si connette al diencefalo, a mò di appendice.

Epigastrio (gr. epì= sopra + gastér = stomaco). Regione dell’addome si­tuata tra l’ipocondrio di destra e quello di sinistra e che, in profon­dità, corrisponde, per gran parte, al corpo dello stomaco.

Epiglottide (gr. ep”= sopra + glòttis-idos = imboccatura). Cartilagine im­pari della laringe, a forma di una piccola foglia, che serve a coprire l’apertura della laringe all’atto della deglutizione. Più propriamente il termine greco epiglottis sta a significare la linguetta di uno stru­mento a fiato.

Epimisio (gr. epi= sopra + mys = muscolo). Lamina sottile trasparente ricca in fibre elastiche che avvolge il muscolo.

Epinévrio (gr. epi= sopra + nevron = nervo). Guaina di tessuto connet­tivo che avvolge un nervo.

Epinéurio V. Epinervio.

Epiploon (gr. epì= sopra + pléo = fluttuo). Lamina di peritoneo tesa tra due visceri o che li ricopre. V. anche Omento.

Epiplòiche, appendici… Piccole estroflessioni di peritoneo ripiene di adipe sottoperitoneale che pendono lungo le tenie del colon.

Episcléra (gr. epi  sopra + sclerés = duro). Lamina di delicato tes­suto connettivo disposta tra la superficie esterna della sdera e la capsula di Tenone. Consente lo scorrimento tra il bulbo oculare e la capsula.

Epistroféo (gr. epistrophein = volgere, girare). È la seconda vertebra cer­vicale che con il suo dente fa perno all’atlante nei movimenti di ro­tazione della testa.

Epitalamo (gr. epì= sopra + thalamòs = letto). Parte del diencefalo, sovrastante il talamo costituita dalla epifisi e dalle abenule.

Epitélio (gr. epi= sopra + télé= capezzolo). Tessuto composto da cellule fortemente stipate ed a mutuo contatto che riveste le superfici esterne dell’organismo e la parete interna di visceri cavi. Il termine fu introdotto dall’anatomista olandese Ruysch (1715) il quale in­dicò con questo nome la fine pellicola che ricopre il capezzolo. Suc­cessivamente, il termine fu esteso a tutti i rivestimenti di superficie delle mucose.

Epitròclea (gr. epì= sopra + lat. trochlea = carrucola). Sporgenza ossea posta sopra la troclea omerale.

Eponichio (gr. epì= sopra + ònycs = unghia). Epitelio situato sulla radice dell’unghia e che sporge per un tratto sul vallo ungueale.

Epoòforo (gr. epì’= sopra + oiòn = uovo + pbéro = porto). Residuo del mesonefro situato nefla mesosalpinge, in prossimità dell’ovario.

Eptagono (gr. epla = sette + goinia = angolo). Figura anatomica che ha sette lati. Tale termine è riservato all’eptagono arterioso del Willis (vedi Willis).

Eritrocito (grerythròs= rosso + cytos = cellula). V. Emazia

Eròfilo, turculare di… È il confluente dei seni, punto di incontro del seno sagittale superiore, del seno retto, dei seni laterali e del seno occipitale all’altezza della protuberanza occipitale interna. Erofilo lo nominò «turculare» quasi che il sangue, in quel punto, subisse un movimento vorticoso.

Erofilo Anatomista della Scuola alessandrina (IV sec. a.C.). Con Erasistrato intraprese studi di Anatomia umana, rivedendo e accor­dando gli scritti ippocratici alla luce delle dirette osservazioni sul cadavere.

Esòfago (gr. oiso = io porto + phagéin = mangiare). Lungo tratto dell’ap­parato digerente (circa 25 cm.) che trasporta il cibo dalla faringe allo stomaco.

Estensòre (lat. tardo extensor = estensore). Termine riferito a muscoli che hanno per azione principale il movimento di estensione: e. pro­prio dell’indice; e. ulnare del carpo; e. proprio dell’alluce etc.

Estérno (lat. externus = esterno). Nella terminologia anatomica è voce adoperata nella descrizione della parete dei visceri cavi. Inoltre, an­che quando ci si riferisce ad organi situati all’esterno di una cavità del corpo: la mammella è un organo esterno nei confronti del cuore.

Esterocettòre (lat. externus  esterno + recéptor = recettore). Termine per indicare quel tipo di recettore nervoso sensitivo cutaneo che racco­glie le sensazioni del tatto, termiche, dolorifiche e pressorie.

Etmòide (gr. ethmòs = crivello + eidos = simile). Osso impari del neuro­cranio incastrato nell’incisura etmoidale dell’osso frontale e che par­tecipa alla formazione delle fosse nasali e della cavità orbitaria.

Eurion (gr. eur,”s = largo). Punto craniometrico che indica la parte più sporgente della regione parietale e, pertanto, il diametro trasverso più ampio della testa.

Eustachio, tromba di… E’ la tuba uditiva, il canale in parte osseo (sca­vato nella rupe del temporale) e in parte cartilagineo e fibroso che mette in comunicazione il cavo del timpano con il rino-faringe.

valvola di… E’ la valvola incompleta che si osserva allo sbocco della vena cava inferiore nell’atrio di destra.

Eustachio Bartolomeo (n. a 5. Severino, 1520-1574). Fu professore di Anatomia alla «Sapienza» di Roma. Famose le sue tavole anato­miche rimaste inedite per un secolo e mezzo, finché non furono ri­portate alla luce dal Lancisi nel 1774.

Evaginaziòne (lat. tardo evaginare = trar fuori). Estroflessione, a guisa di un dito di guanto, della parete di un organo cavo.

Eversiòne (lat. evertere = portar fuori). È il movimento che porta la pianta del piede a guardare in fuori, lateralmente.

Exner, corpi di… Corpicciuoli sferoidali che compaiono in seno al li­quor folliculi durante l’accrescimento del follicolo ooforo.

Exner Sigmund (n. a Vienna, 1846-1926). Studiò a Vienna e ad Heidelberg. Ebbe maestri il Brucke e l’Helmotz. Fu professore di Fisiologia nella Università di Vienna.

F

Fabrizio, borsa di… È rappresentata da una tasca, circondata da numerosi follicoli linfatici, presente nella porzione proctodeale della cloaca degli Uccelli.

       Fabrizi Geronimo d’Acquapendente (1533-1619). Allievo di Fallop­pia, fu il creatore del Teatro Anatomico di Padova. Studioso di grandissimo valore, con il suo trattato «De formato fetu» pose le basi dell’Embriologia umana descrittiva. Descrisse accuratamente, e per primo, le valvole venose. Ebbe tra i suoi allievi William Harvey.

Faccétta (lat. facies = faccia). Piccola faccia pianeggiante tra le superfici articolari di alcune ossa: f. articolari superiore e inferiore della massa laterale dell’atlante; f. articolare trasversaria tra processo trasverso delle vertebre toraciche e tubercolo costale etc.

Faccia (lat. facies = faccia). Termine largamente usato per indicare cia­scun lato o parte di superficie piana di un organo. Risponde più propriamente al latino latus (lato).

Falànge (gr. phàalncs= disposto in linea). Ciascuna delle ossicine, di­sposte in colonna, dello scheletro delle dita delle mani e dei piedi: f.        prossimale, f. media, f. distale.

Falcato (lat. falx-falcis =  falce). Formazione legamentosa, curvata a guisa di falce: legamento falcato di Gimbernat che costituisce il li­mite mediale della lacuna dei vasi (lacuna vasorum) alla radice della coscia.

Falce (lat. falx-falcis = falce). Lamina di meninge durale che, a guisa di falce, scende nella scissura interemisferica del cervello (falce cere­brale), o si insinua tra gli emisferi cerebellari (falce cerebellare).

Fallòppia, acquedotto di… E’ il canale del nervo faciale scavato nello spessore della rupe del temporale.

arcata di… E‘ sinonimo del legamento inguinale (o arcata inguinale) teso tra la spina iliaca anteriore – superiore e il tubercolo del pube.

       Fallòppia, tuba uterina di… Condotto che mette in relazione la re­gione ovarica con la cavità uterina.

       Falloppia Gabriele (n. a Modena, 1523-1562). Tenne Cattedra prima a Padova, succedendo a Vesalio, poi a Ferrara. Haller lo definì «l’indefessus et magnus inventor». Ebbe suo allievo Fabrizi d’Ac­quapendente. Morì prematuramente all’età di trentanove anni.

Farabeuf, triangolo di… Triangolo del collo che ha per lati la vena giu­gulare interna, la vena faciale e il nervo ipoglosso. Ha importanza per l’allacciatura dell’arteria carotide esterna.

Farabeuf Louis Hebert (n. a Bannost, 1841-1910). Fu professore di Anatomia all’Università di Parigi dal 1886. E considerato il capo della Scuola chirurgica francese del suo tempo.

Faringe (gr. phàrincs = gola, deriv. dal verbo pharo = spingo). Cavità muscolo-membranosa situata posteriormente alle coane, all’istmo delle fauci e alla laringe, continuantesi con l’esofago. Ha il compito di spingere il cibo dalla bocca all’esofago e l’aria verso la laringe.

Fascia (lat. fascia). Termine con il quale si indicano lamine connettivali di variabile spessore che formano: a) involucri a ciascun muscolo, f. propria del muscolo; b) dei veri e propri manicotti a più muscoli di una regione, f. comune o f. profonda; c) una lamina continua fibro­areolare lassa nel sottocutaneo, f. superficiale.

Fascicolo (lat. fasciculus = fascetto). Aggregazione di prolungamenti ci­lindrassiali delle cellule nervose concorrenti ad una medesima fun­zione: f. gracile, parte mediale del cordone posteriore che conduce impulsi per la sensibilità tattile e propriocettiva; f. cuneato, analogo al precedente; f. longitudinale mediale, fascetto di fibre che mette in connessione i nuclei oculomotori, accessorio e vestibolari etc.

Fascio (lat. volgare fascium = insieme di elementi uguali). Cospicua ag­gregazione di fihre nervose concorrenti ad una medesima funzione: f. cortico-spinale (o piramidale) che conduce gli impulsi per i movi­menti volontari; f. spino-cerebellare, che trasmette al cervelletto tutte le informazioni sul tono e sulla tensione muscolari per la coordinazione del movimento, etc.

Fastigio (lat. fastigium = sommità, tetto). È la denomianzione data da Stilling ad uno dei nuclei del cervelletto, nucleo del fastigio (o del tetto), perché ove si conduca una sezione trasversa del cervelletto che passi per il terzo posteriore del ponte, tale nucleo appare al di-sopra del tetto del IV ventricolo.

Fauci (lat. faux-faucis = adito angusto). È l’adito, creato dal velo pala-tino e dalla base della lingua, che mette in comunicazione la cavità boccale con la faringe.

Fégato (gr. épar, lat. jécur). La più voluminosa ghiandola annessa al tubo digerente situata nella cavità addominale e che occupa la re­gione dell’ipocondrio destro e parte delle regioni epigastrica e del­l’ipocondrio di sinistra. Termine di dubbia origine: chi vuole che derivi dal latino foex-cis = feccia: poiché veniva reputato un depura­tore del sangue e la bile quasi feccia del sangue medesimo; chi, in­vece, dall’uso che se ne faceva in cucina iecur ficatum (fegato infar­cito di fichi). In seguito rimase nell’uso solo il termine «ficatum», da cui fegato.

Fémore (lat. femur = coscia, femore). Osso lungo che costituisce lo scheletro della coscia.

Ferréin, processi del… Sono i raggi della midollare del rene che si spingono nella corticale. Contengono tubuli collettori.

Ferrein Antoine (1692-1769). Studiò a Montpellier e nel 1758 fu nominato Professore di Anatomia a Parigi, succedendo alla Catte­dra prima tenuta da Winslow. Fu considerato uno dei maggiori anatomisti del suo secolo.

Fessùra (lat. fissura = fenditura). Termine con il quale si indica qualun­que apertura lunga e stretta che attraversa lo spessore di un osso o che separa due porzioni di parti molli: f. mediana anteriore, la fendi­tura longitudinale che decorre nel mezzo della superficie anteriore del midollo spinale; f. orbitale superiore, la fenditura irregolare tra la grande e la piccola ala dello sfenoide etc.

Fibra (lat. fibra = filamento). Termine con il quale si indicano strut­ture che pur morfologicamente differenti, hanno in comune il ca­rattere di essere allungate o filamentose: f. muscolare striata; f. nervosa.

Fibròso, tessuto… Connettivo ricco di fibre collagene orientate nel senso delle forze che esercitano su di esso una pressione.

Fibula (gr. perone = fibbia, spillone lat. fibula). Osso lungo, sottile e la­terale che, insieme alla tibia forma lo scheletro della gamba. È de­nominato anche perone.

Filtro (gr. philtron deriv. da pherein = recare). Solco scavato nel mezzo del labbro superiore che decorre dal setto nasale al prolahio, con la funzione di guidare l’entrata dell’aria verso le narici.

Fimbria (lat. fimbriae = frange). Termine che indica l’orlo frastagliato di un organo o una formazione paragonabile a una frangia: fimbria dell’ippocampo, rilievo irregolare costituito da un fascio di fibre po­sto medialmente in alto sull’ippocampo, continuantesi nella gamba del fornice; fimbrie tubaricbe, appendici frangiate dell’infundibolo della tuba uterina.

Finéstra (lat. fenestra). In modo traslato, dicesi di aperture o orifizi che fanno comunicare una cavità con un’altra: f. ovale, apertura della parete mediale della cavità del timpano che comunica con il vesti­bolo dell’orecchio interno ed è chiusa dalla base della staffa; f. ro­tonda della chiocciola, immette nella scala timpanica del canale spi­rale della chiocciola ed è chiusa della membrana secondaria del tim­pano (dello Scarpa).

Flechsig, fascio spino-cerebellare posteriore di… Via ascendente del cordone laterale del midollo spinale che trasmette al cervelletto tutte le informazioni sul tono e sulla tensione muscolari necessarie aUa coordinazione dei movimenti.

       Flechsig, sezione o taglio di… È la sezione orizzontale del cervello che, passando per il ginocchio del corpo calloso, mette in evidenza il ta­lamo, i nuclei della base e la capsula interna.

Flechsig Paul Emil (1847-1929). Professore di Psichiatria nella Uni­versità di Lipsia. Fermò la sua attenzione sull’anatomia del cervello e del midollo spinale. Nota la sua opera «Gebirn und Seele»

Flessòre (lat. flectere = piegare). Dicesi di quei muscoli che, contraen­dosi, provocano un movimento angolare sul piano sagittale tra due segmenti di arto o del tronco

Flessùra (lat. flexura = curvatura). Indica il punto di curvatura di un or­gano: flessura destra del colon; flessura sinistra del colon; flessura duo­deno-digiunale etc.

Flòcculo (lat. dimin. di floccus = fiocco). E il termine con il quale si in­dica un piccolo lobulo della faccia inferiore dell’emisfero cerebel­lare e che, insieme al nodulo del verme, compone l’archicere­bellum.

Focomelia (gr. phoke = foca + mélos = arto). Malformazione congenita per cui gli arti presentano una aspetto rudimentale, simile a quello delle estremità delle foche.

Fòlium (lat. folium = foglia). È il nome che si dà a un lobulo del verme, folium vermis, che riunisce i lobuli semilunari superiori destro e si­nistro del cervelletto.

Follicolo (lat. folliculus = sacchetto). Formazione anatomica dell’ordine microscopico a forma di sacchetto cavo oppure solido: follicolo ova­rico;cavitario; follicolo tiroideo; follicolo linfatico; follicolo pilifero, etc.

Fontana, spazi del… Fessure delimitate dai fasci del trabecolato sclero­corneale per le quali l’umor acqueo confluisce nel seno venoso. Fontana Felice (n. a Pomarolo, 1730-1805). Fu professore di Filo­sofia razionale a Pisa e poi fisico di Camera del Granduca Leo­poldo in Firenze, ove creò il Museo di Fisica e Storia naturale. In­gegno eclettico, fu anche un insigne istologo e anatomista, oltre che zoologo, parassitologo e tossicologo. A Firenze preparò una mi­rabile collezione di cere che illustrano l’anatomia dell’Uomo. Le sue ossa furono composte in Santa Croce vicino a quelle del sommo Galileo.

Fontanélle (lat. fons-fontis = punto fondamentale). Lacune membranose situate tra le ossa craniche in via di sviluppo: fontanella anteriore (o bregmatica) lacuna romboidale tra gli abbozzi del frontale e dei due parietali; fontanella posteriore (o lamboidea) tra i due parietali e l’oc­cipitale) etc.

Forame v. Foro

Fòrceps (lat. forceps = tenaglia). Termine per indicare l’andamento a U delle fibre che costituiscono le porzioni anteriore e posteriore del corpo calloso (forceps minor e forceps maior).

Forel, decussazione del… E’ l’incrociamento delle fibre rubro-spinali, originate dalla parte magnocellùlare del nucleo rosso.

Forel Augusto (1848-1931). Psichiatra svizzero, compì i suoi studi a Zurigo, a Vienna e a Losanna. Fu professore di Psichiatria a Zu­rigo. Lascia un notevole contributo nel campo dell’Anatomia cere­brale.

Fòrnice (lat. fornix-cis = volta, arcata). Dicesi di formazioni anatomiche che nel loro dispiegarsi formano una volta o arco. Così è del tratto efferente dell’ippocampo che decorre inarcandosi al di sopra del ta­lamo e termina in buona parte sul corpo mammillare de~’ipota­lamo.

– cerebrale Denominato anche trigono cerebrale, è la lamina triango­lare arcuata, posta sotto il corpo calloso e sopra la tela corioidea del III ventricolo.

Fòrnice, congiuntivale Piega di riflessione della congiuntiva bulbare in quella palpebrale.

– vaginale Vallo a convessità superiore che intercorre tra la porzione del collo uterino e la parete vaginale.

Fòro (lat. foramen). Apertura delimitata da parti molli elo ossee, attra­verso la quale transitano vasi, nervi od altre formazioni: fori della base cranica; foro ischiatico; foro acustico interno; foro acustico esterno etc.

Fòssa (lat. fossa e fovea). Termine che indica le numerose concavità o depressioni che si descrivono nel corpo umano. Es.: f. cranicbe; f. iliache; f. sopra-clavicolare maggiore e minore etc.

Fotorecettòre (gr. pbòs-pbotòs = luce + recettore). Cellula sensoriale della retina visiva. Si distinguono due tipi: cellule dei bastoncelli e cel­lule dei coni.

Fòvea (lat. fovea = fossa, depressione). Leggera depressione che si 05-serva sulla superficie di un organo: f. centrale, nella macula lutea, determinata dalla riduzione degli strati retinici; f radiale, leggera depressione al disopra del condilo omerale che accoglie la testa del radio, durante l’iperflessione dell’avambraccio sul braccio.

Fovéola (lat. dimin. di fovea = fossa). La parte più sottile della fovea centrale della macula lutea della retina, costituita solo dalle cellule dei coni.

Frénulo (lat. medioev. frenulum deriv. da frenum = briglia). Plica mu­cosa o cutanea che congiunge o ritiene due organi o due parti dello stesso organo: frenulo del clitoride, la doppia plica che dalle piccole labbra si porta in basso sul clitoride; frenulo del prepuzio, plica di riflessione tra prepuzio e superficie inferiore del glande; frenulo della valvola ileo-cecale, plica bilaterale delle labbra che delimitano l’ostio ileo-cecale; frenulo delle labbra, plica mucosa tra gengiva e faccia interna di ciascun labbro; frenulo linguale, plica mucosa tra il pavimento della bocca e la faccia inferiore della lingua.

Funicolo (lat. funiculus dimin. di funis = fune, corda). Dicesi di ogni formazione a mo’ di corda: funicolo ombelicale, cordone che stabili­sce le connessioni vascolari tra il feto e la placenta; funicolo sperma­tico, cordone formato dal dotto deferente con i vasi satelliti, nervi e tessuto connettivo unitamente agli involucri. Anche, un’area di sostanza bianca che può essere costituita da svariati fascicoli, fun­zionalmente diversi l’uno dall’altro: funicoli o cordoni del midollo spinale

G

Galea (lat. galea = elmo di pelle). Lamina tendinea larga e piatta che, a mo’ di elmo, riveste la calotta cranica e rilega insieme i tre fasci, occipitale, frontale e temporo-parietale, del muscolo epicra­nico.

Galeazzi, ghiandole di…. Sono le ghiandole intestinali sparse unifor­memente nella mucosa dell’intestino tenue e crasso. Sboccano alla superficie, nell’intervallo tra i villi.

Galeazzi Domenico Maria Gusmano (n. a Bologna, 1716-1775). Fu professore nell’Università di Bologna, prima di Fisica e Filosofia e poi anatomista stimatissimo. Il suo nome, per latinizzazione, è pure noto come Galeati.

Galeno, grande vena cerebrale di… Breve tronco venoso che, formatosi dalla anastomosi delle vene cerebrali interne con le vene basali, si apre nel seno retto.

nervo ricorrente di… È il ramo che si stacca dal vago e ad ansa passa sotto l’arteria succlavia a destra, e sotto l’arco dell’aorta a si­nistra; per poi risalire in modo ricorrente nel collo, tra trachea ed esofago. Termina come nervo laringeo inferiore.

Galeno Claudius (n. a Pergamo, 131-201 d.C.). Studiò anatomia ad Alessandria e poco più che trentenne si trasferì a Roma ove acqui­stò grande fama di anatomista e di clinico. L’Opera Omnia di Ga­leno è stata un riferimento indiscutibile fino al Medio Evo, costi­tuendo il fondamento della medicina europea.

Gamba (gr. campé = piegatura del ginocchio). Segmento dell’arto infe­riore dal ginocchio alla caviglia. Il termine greco, per tropo, è stato preso a significare il segmento dell’arto inferiore sottostante al gi­nocchio. Dicesi anche di elemento allungato di una formazione anatomica: gamba del Fornice (v. Fornice).

Ganglio (gr. ganglion = nodosità). Termine che indica una formazione anatomica di forma tondeggiante od ovalare, costituita da tessuto nervoso ganglio nervoso) o linfatico ganglio linfatico o linfonodo).

Gartner, dotti di… Sono la continuazione del canale longitudinale del­l’organo di Rosenmùller, o epoophoron, che nella vita embrionale sboccano nella cervice uterina. Dopo la nascita atrofizzano.

Gartner Benjamin (1790-1834). Medico in St. Thomas e Kopenha­gen. Si occupò particolarmente della organogenesi dell’apparato ge­nitale.

Gastrico (gr. gastér = ventre, stomaco). Termine che indica strutture at­tinenti allo stomaco: parete gastrica; arterie gastricbe etc.

Gastrocnémio (gr. gastér = ventre + cnémé = gamba). È il muscolo che, assieme al soleo, forma la voluminosa massa carnosa del polpaccio (tricipite surale). Il gastrocnemio è formato due muscoli accoppiati, gemello mediale e gemello laterale.

Gasser, ganglio di… È il ganglio del trigemino situato sull’impressio tri­gemini della rupe del temporale.

Gasser Johann Laurenz (1723-1765). Anatomista della metà del XVIII secolo. Fu professore di Anatomia a Vienna.

Gengiva (lat. gingiva deriv. da gigno = genero). Mucosa di rivestimento dei processi dentali, saldamente unita ai denti e alle ossa mascel­lari. Gli antichi anatomisti credevano che generasse i denti.

Genicolato (lat. geniculatus = inginocchiato). Dicesi di formazioni ana­tomiche incurvate a mo’ di ginocchio: ganglio genicolato, piccolo ganglio situato a livello della prima inflessione del nervo facciale quando percorre il canale del facciale nella rupe del temporale; corpi genicolati, due caratteristiche formazioni del metatalamo.

Geniéno (gr. genion = mento). Relativo al mento. Sono denominate apofisi geni, o spine del mento, due piccole rilevatezze della faccia posteriore del corpo della mandibola rivolte verso la lingua, sulle quali prendono inserzione i muscoli genio-glosso e genio-ioideo.

Gennari, stria di… Lo stesso che stria di Baillarger o stria di Vicq d’A­zir. È la stria bianca che divide in due parti lo strato granulare in­terno della corteccia visiva.

Gennari Francesco (1750-1796?). Autore italiano della seconda metà del Settecento. Mentre era ancora studente di medicina, pubblicò in Parma nel 1772 la Memoria sulla stria che porta il suo nome.

Gerdy, legamento di… E’ il legamento sospensore dell’ascella, porzione più laterale della fascia clavi-coraco-ascellare.

       tubercolo di… È la piccola prominenza sulla epifisi prossimale della tibia, lateralmente alla tuberosità anteriore, che dà attacco al mu­scolo tibiale anteriore.

      Gerdy Pierre Nicolas (n. a Loches, 1797-1856). Membro dell’Acca­demia di Medicina di Parigi, ebbe una carriera molto travagliata e solo nel 1833 approdò alla Cattedra. Lascia alcune opere degne di ri­lievo: «Anatomie des formes extérieures» e «Anatomie comparée des formes du corps humain»

Gerlac, tonsilla tubarica di… E’ la tonsilla posta nello spessore della mu­cosa faringea, allo sbocco della tuba uditiva.

Gerlac Joseph von (n. a Magonza, 1820-1896). Insegnò Anatomia a Erlangen. Anche suo figlio Leo fu un valente anatomista a Erlangen.

Gerota, fascia prerenale di… E la fascia anteriore della loggia renale.

Gerota Dumitru (1867-1939). Professore di Anatomia alla Univer­sità di Berlino sul finire del secolo scorso. Si occupò di tecnica di iniezione di vasi linfatici.

Ghiandola (gr. adén; lat. glandula dimin. di glans-dis = ghianda). Viene così denominato ogni organo di origine epiteliale con funzione secre­tiva. Si distinguono ghiandole a secrezione interna se versano il loro prodotto direttamente nel sangue, e ghiandole a secrezione esterna se il loro elaborato viene versato all’esterno o in una cavità che comunica con l’esterno.

Giacomini, bandella di… E’ la porzione della fasciola dentata che si ada­gia trasversalmente sulla estremità dell’uncus dell’ippocampo.

vertebre cardiache di… Sono le vertebre dorsali, dalla quarta alla set­tima, cui corrisponde topograficamente il cuore.

      Giacomini Carlo (n. a Sale, 1840-1898). Celebre anatomista in Torino. Ideò un metodo per l’indurimento durevole del cervello e i suoi preparati si possono ancora oggi osservare nei Museo anato­mico di Torino. Fu uomo di singolari virtù didattiche e fervido ri­cercatore.

Giacomini, interrenale anteriore di… Cordoni cellulari vascolarizzati in corrispondenza del rene cefalico nei Teleostei adulti. Rappresente­rebbero la sostanza corticale del surrene.

       Giacomini Ercole (n. a Foligno, 1864-1946). Accademico dei Lin­cei, professore di Anatomia comparata a Perugia e poi a Bologna. furono suoi allievi il Corti e il Remotti.

Giannuzzi, semilune sierose di… Una particolare varietà di adenomeri sierosi delle ghiandole salivari miste, di forma semilunare, applicati alle estremità dei condotti preterminali mucosi.

       Giannuzzi Giuseppe (n. a Altamura, 1838-1876). Dopo la laurea conseguita a Pisa, gli furono maestri Brown Séquard, Mùller e Vir­chow. Fu professore di Fisiologia a Siena.

Gimbernat, legamento riflesso lacunare di… E’ il tratto riflesso della porzione mediale del legamento inguinale. Forma la parete mediale dell’anello crurale.

Gimbernat Manuel, Louise, Anton (1734-1816). Anatomista in Barcellona e poi a Madrid nella fine del XVIII secolo. Nel suo la­voro «Nuevo metodo d’operar en l’hernia crural», rilevò l’importanza del legamento riflesso.

Ginglimo (gr. ginglymos = cardine). È un tipo di articolazione mobile in cui i capi ossei si muovono in un sol piano e intorno al solo asse orizzontale, come avviene nelle articolazioni del gomito e del gi­nocchio (ginglimo angolare o troclea); oppure, intorno ad un asse verticale come accade nelle articolazioni tra atlante ed epistrofeo e radio-uluare prossimale ginglimo laterale o trocoide).

Glabélla (lat. glabellus dimin. di glaber-bris = liscio, privo di peli). Spa­zio tra le due arcate sopracciliari, generalmente sprovvisto di peli.

Glande (gr. bàlanos; Tat. glans-dis = ghianda). È così denominata, per la sua forma, l’estremità del pene (glande del pene) e del clitoride glande del clitoride).

Glaser, scissura di… E la sutura petro-timpanica nella fossa dell’artico­lazione temporo-mandibolare; essa si stabilisce tra la parte timpa­nica e la parte visibile della rocca petrosa.

      Glaser Johann Heinrich (1629-1675). Professore di Anatomia a Ba­silea, si occupò particolarmente dello studio del cranio.

Glenoidéa (gr. glene = incavo + eidos = a forma di). È la cavità della sca­pola che accoglie la testa dell’omero nell’articolazione gleno-ome­rale.

Glia (gr. glia = colla). Una categoria di cellule del sistema nervoso che hanno funzione diversa da quella di condurre gli stimoli. Occupano tutto lo spazio lasciato libero dai neuroni, in stretta aderenza con i vasi; adempiono prevalentemente alla funzione trofica e di soste­gno. E’ lo stesso che nevroglia.

Gliosòma (gr. glia = colla + soma = corpo). Granuli presenti nelle cellule neurogliali, specie negli astrociti.

Glisson, capsula di… E’ quella porzione della capsula fibrosa del fegato che, in corrispondenza dell’ilo epatico, si addensa ed entra nel pa­renchima, formando le guaine ai vasi e ai condotti.

      Glisson Francis (1597-1677). Professore di Anatomia a Cambridge e poi medico a Londra. Fu allievo di Harvey. Notevole la sua «Anatomia hepatis».

Glomérulo (lat. dimin. di glomus = gomitolo). Gomitolo capillare in seno ad un corpuscolo renale. È la rete capillare tra l’arteriola affe­rente e quella efferente.

Glomo (lat. glomus = gomitolo). Termine riferito ad una formazione anatomica che comprende un gomitolo vascolare. Tale è il glomo o anastomosi artero-venosa di secondo tipo, formata da un groviglio di vasellini avvolto da una capsula connettivale.

Glòmo, carotidéo… Chemorecettore della biforcazione carotidea. Contiene glomeruli capillari, cellule epiteliodi e un gran numero di terminazioni nervose.

Glòttide (gr. glottis-idos = tromba). Parte fonatoria della laringe, for­mata dalle due pliche vocali le quali delimitano la rima della glot­tide, una fessura allungata in senso antero-posteriore.

Glùtei (gr. glytia = protuberanza, da cui glytos = natica). Sono i muscoli che formano la protuberanza della natica.

Gnation (gr. gnàthos = mascella). Punto craniometrico posto alla parte inferiore più sporgente della sinfisi del mento.

Golgi, apparato reticolare interno del… Descritto nelle cellule nervose, oggi viene indicato con la denominazione di complesso (o apparato) del Golgi che, in tutte le cellule, è rappresentato da membrane ri­piegate a formare cisterne impilate una sull’altra, da vescicole e va­cuoli secernenti che funzionano cooperando strettamente tra di loro.

– cellule mitrali del… Sono le cellule del bulbo olfattorio con le quali entrano in sinapsi le cellule olfattive della mucosa nasale.

– organi muscolo-tendinei del… Espansioni nervose al confine tra fi­bre muscolari e fibre tendinee.

Golgi Camillo (n. a Corteno, 1844-1926). Allievo di Bizzozzero, fu professore di Istologia e poi di Patologia generale nella Università di Pavia. Divise con Ramon y Cajal l’onore del premio Nobel nel 1906. Appena laureato, per esigenze di vita, fu costretto a pren­dere il posto di medico nell’Ospedale di Abbiategrasso, dove scoprì quel metodo cromo-argentico così fondamentale per lo studio delle strutture cellulari nervose. Il nome del Golgi resta tra i più alti nella gloriosa tradizione della Istologia italiana. Furono suoi allievi: Fusari, Gemelli, Pensa e Sala.

Goll, fascicolo gracile di… È il nastro di fibre che decorre nella parte mediale del cordone posteriore del midollo spinale. Conduce im­pulsi per la sensibilità tattile epicritica e propriocettiva cosciente.

Goll Friedrich (n. a Zofingen, 1829-1903). Fu medico e professore a Zurigo. Rimane classica la sua memoria: « Uber die feinere Anato­mie des Ruckenmarkes».

Gònadi (gr. gònos = sesso). Termine con il quale si indicano le ghian­dole sessuali maschili e femminili.

Gonfòsi (gr gonphòs  = chiodo). Particolare tipo di articolazione per cui un osso si conficca come un chiodo in un altro. Tale è l’articola­zione dei denti con le cavità alveolari.

Gònion (gr. gonia = angolo). Apice dell’angolo tra corpo e ramo della mandibola. E anche un punto craniometrico.

Gowers, fascio spino-cerebellare anteriore di… Un fascio di fibre del cordone laterale del midollo spinale che trasmette al cervelletto sti­moli del tono e della tensione muscolare necessari alla coordina­zione dei movimenti.

Gowers William Richard (1845-1915). Fu neurologo e professore a Londra. Per i suoi meriti scientifici fu nominato membro della Ro­yal Society e poi baronetto.

Graaf, follicoli ovarici vescicolosi (o cavitari) del… Sono i follicoli ma­turi che presentano una grande cavità follicolare piena di liquor fol­liculi.

Graaf Reinier (n. a Schoonhaven, 1641-1673). Compì i suoi studi di medicina a Lovanio e poi a Utrecht e a Leida. Fu medico e pro­fessore a Parigi e a Delft. Introdusse, per primo, il termine ovario e scoprì il follicolo ooforo nei mammiferi.

Gracile (lat. gracilis = sottile). Viene così denominata qualsiasi forma­zione anatomica di forma sottile e allungata. Ne è esempio: il mu­scolo gracile, che dalla branca inferiore del pube si porta al tuber­colo del condilo mediale della tibia e, insieme al tendine del sarto-rio e del semitendinoso, concorre a formare la cosiddetta zampa d’oca; il fascicolo gracile che decorre nella parte mediale del cordone posteriore del midollo spinale (vedi Goll).

Grande (lat. grandis). Termine usato per indicare varie formazioni ana­tomiche che hanno caratteristiche morfologiche contrastanti. Ad es.: grande ala dello sfenoide; grande corno dell’osso ioide; grande forame iscbiatico; grande labbro del pudendo muliebre; grande omento peritoneale; grande trocantere del femore etc.

Granulaziòni (lat. tardo granulum = granello). Di aspetto granulare sono le granulazioni aracnoidee, diverticoli avascolari, villosi dello spazio subaracnoideo nel seno sagittale della dura madre encefalica.

Granulo (lat. granulum, dimin. di granum = grano). Termine con il quale si indica un neurone di piccole dimensioni, come le cellule dei granuli della corteccia cerebellare e le cellule stellate della cor­teccia cerebrale (strati granulari). Anche, granulazioni specifiche in seno al citoplasma.

Granulocito (lat. granulum = granello + gr. cytos = cellula). Leucocito, il cui citoplasma è fornito di granulazioni specifiche: neutrofile, basofile, eosinofile.

Gratiolet, radiazione ottica del… E un fascetto di fibre della via ottica che dal corpo genicolato laterale del talamo si proietta alla cortec­cia dell’area visiva primaria, corrispondente ai labbri della scissura calcarina del lobo occipitale.

      Gratiolet Louis Pierre (n. a S. Foy nella Gironde, 1815-1865). Fu professore incaricato di Anatomia e Fisiologia comparata alla Sor­bona. Salì alla Cattedra succedendo a Isidore Joffré Saint-Ilaire.

Grùber, fossetta di… È la fossetta duodeno-digiunale posteriore e cor­risponde alla radice del mesentere (recesso duodenale inferiore).

Grùber Wenzel (n. a Krukanitz in Boemia, 1814-1890). Fu profes­sore alla Accademia medica di Pietroburgo e poi Direttore dell’Isti­tuto di Anatomia pratica. Notevoli sono le sue descrizioni di mu­scoli soprannumerari.

Guaina (lat. vagina = fodero, custodia). Nome dato a tutte quelle for­mazioni che rivestono alcuni organi a mò di fodero. Es.: g. dei ten­dini; g. sinoviale; g. dei fasci vascolo-nervosi etc.

Gubernaculum (lat. gubernaculum = timone). È il gubernaculum testis o plica gonadica, una colonna di mesenchima che durante la vita fe­tale collega il polo inferiore del testicolo intra-addominale al pavi­mento dello scroto, facendo da guida alla discesa del testicolo nella borsa scrotale.

Gudden, commessura inferiore di… È un sistema di fibre commissurali lungo il margine posteriore del chiasma ottico e il margine mediale del tratto ottico.

      Gudden Johannes Bernhard Aloys von (1824-1866). Professore di Psichiatria a Zurigo e a Monaco. Per primo introdusse il metodo per lo studio della degenerazione dei fasci nervosi.

Guérin, valvola di… E’ una piccola plica della mucosa dell’uretra caver­nosa in corrispondenza del glande.

Guérin Alphonse, Francois Marie (n. a Boussu, 1816-1895). Si occupò di chirurgia, di ortopedia e di medicina interna, approfondendo molti argomenti dei vari campi da lui investigati.

Guthrie, muscolo di… E il muscolo trasverso profondo del perineo che, nell’Uomo, serve a comprimere la porzione membranosa del­l’uretra e le ghiandole del Cowper.

Guthrie George James (1785-1856). Professore di Anatomia e Chi­rurgia a Londra. Nel 1827 fu nominato Chirurgo del Westminster Hospital. Membro del Royale College of Surgeons, ne fu più volte ilpresidente.

H

Haller, arcate centinate o legamenti arcuati mediale e laterale di… Sono archi tendinei per i muscoli quadrato dei lombi e psoas, tesi tra il corpo e il processo trasverso della I vertebra lombare e tra il processo trasverso della I vertebra lombare e la XII costa.

       – grande diverticolo o seno obliquo di… Nicchia del cavo pericardico sieroso che si fa sulla faccia posteriore del cuore tra le vene polmo­nari di destra e la vena cava inferiore, da un lato e le vene polmo­nari di sinistra, dall’altro.

       – tripode o tronco celiaco di… È il tronco di origine comune dal­l’aorta addominale delle arterie gastrica di sinistra, epatica comune e lienale.

       Haller Albrecht von (n. a Berna, 1708-1777). Studiò a Tùbingen e si laureò all’Università di Leida. Fu professore dì Anatomia a Gòt­tingen ove fondò il Teatro anatomico. Il suo nome di studioso di eccezionale cultura figura tra quelli più insigni del XVIII secolo.

Hamulus (lat. dimin. di hamus = unctno). È l’apofisi uncinata che pro­lunga l’estremità della lamina mediale del processo pterigoideo del­l’osso sfenoide (uncino pterigoideo).

Hamm Giovanni (1650-1723). Giovane medico di Leida che nel 1677 fece la fondamentale scoperta degli spermatozoi, comunicandola al celebre Leeuwenhoeck.

Harrison, coltivazioni in vitro di … Per primo ottenne la sopravvi­venza e lo sviluppo di frammenti di tessuto isolato dall’organismo.

Harrison Ross Granville (1870-1959). Fu professore di Anatomia comparata a Yale. È stato il fondatore del Journal Experimental Zoology e del Journal of Morphology.

Harvey William (n. a Folkestone (Kent), 1578-1657). Frequentò a Pa­dova i corsi di medicina dove ebbe la laurea nel 1602. Fu allievo di Fabrizio d’Acquapendente e di Giulio Casserio. Trasferitosi a Lon­dra, divenne Medico dell’Ospedale di 5. Bartolomeo e nel 1615 ebbe l’incarico di tenere lezioni di Anatomia e di Fisiologia al Col­lege of Physicians. Nel 1628 puhhlicò la ben nota «Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus», opera fondamen­tale alla quale egli deve la sua fama universale per aver ordinata­mente e lucidamente tracciato il quadro anatomo-fisiologico sulla circolazione del sangue, forzando il blocco della fisiologia galenica. L’uso che Harvey fa del Calcolo nella dimostrazione del moto del sangue in un circolo chiuso, fa di lui uno scienziato di stampo gali­leano.

Hasner, plica lacrimale di… E’ la plica mucosa situata in corrispon­denza dello sbocco del canale naso-lacrimale nel meato nasale infe­riore.

       Hasner Joseph Ritter von Artha (1819-1892). Professore di Oculi­stica in Praga.

Hassall, corpuscoli di… Caratteristiche formazioni della sostanza mi­dollare dei lobuli timici, dovute a raggruppamenti di cellule epite­liali disposte concentricamente ad una masserella ialina o granulosa

       Hassal Arthur Hill (n. a Teddington, 1817-1894). Medico a Lon­dra e poi nell’isola di Wight; negli ultimi anni della sua vita prese dimora in Italia a San Remo dove si spense.

Havers, canali di… Sono i canali, che accolgono i vasi sanguiferi, de­terminati da lamelle ossee concentriche (osteoni) del tessuto osseo compatto delle ossa lunghe.

Havers Clopton (1650-1702). Anatomista di Londra, si occupò par­ticolarmente della struttura delle ossa.

Heister, valvola spirale di… E’una ripiegatura di mucosa ad anda­mento spirale nel condotto cistico.

Heister Lorenz (1683-1758). Professore di Anatomia e Chirurgia ad Aldorf e poi a Helmstadt. Ebbe maestri Boerhaave, Ruysch e Albinus.

Heller, stelle di… Sono i ciuffi di arteriole che dalla sottomucosa si portano alla mucosa dell’intestino e che, viste di sopra, disegnano una immagine a stella.

      Heller Arnold Ludwig (n. a Kiel, 1840-1913). Fu professore di Anatomia patologica in Kiel. Ebbe maestri Virchow, Zenckel e Ludwig.

Helmont van, specchio di… È il centro tendineo a trifoglio del dia­framma. L’Autore lo denominò così per il suo aspetto lucente.

Helmont Johannes Baptista van (1577-1644). Fu medico a Bru­xelles.

Henle, guaina di… È la sottile guaina connettivale che circonda le sin­gole fibre di un nervo periferico.

       legamento di… È l’ispessimento più mediale della fascia trasversale; anche denominato falce inguinale.

seno trasverso di… E’ il ristretto seno del pericardio viscerale in corrispondenza della faccia sterno-costale del cuore, circoscritto in avanti dalla guaina pericardica che avvolge l’aorta e l’arteria polmo­nare e in dietro dal pericardio viscerale che riveste la parete ante­riore degli atri.

       spina di… E’ la spina soprameatale sulla parete postero-mediale del meato acustico esterno.

       strato di… E’ lo strato esterno della guaina epiteliale che riveste la radice del pelo.

      Henle Friedrich Gustav Jacob (n. a Fùrth, 1809-1885). Allievo di Muller, tenne Cattedra a Zurigo poi ad Heidelberg e quindi a Gòt­tingen. La sua facondissima attività ha spaziato in più campi del­l’Anatomia macro e microscopica.

Hensen, cellule di… Appartengono, insieme a quelle di Deiters e di Claudius, alle cellule epiteliali di sostegno dell’organo uditivo spi­rale del Corti.

       dotto reuniente di … E‘il sottile condotto tra il sacculo e il dotto cocleare.

       Hensen Victor (n. a Schleswig, 1835-1924). Tenne la Cattedra di Fisiologia alla Università di Kiel.

Heschl, giri di… Sono le circonvoluzioni temporali trasverse, sede del­l’area acustica della corteccia cerebrale.

Heschl Richard (1824-1881). Anatomista e patologo austriaco.

Hesselbach, legamento interfoveolare di… E’ l’ispessimento laterale della fascia trasversale, posteriormente al canale inguinale.

Hesselbacb Adam Kaspar (1788-1856). Professore di Chirurgia a Bamberg. Fratello dell’ anatomista Franz Kaspar Hesselbach.

Higmore, antro di… È il grosso seno scavato nell’osso mascellare e che si apre nel meato medio della cavità nasale.

      mediastino testicolare di… Massa connettivale penetrante all’in­terno del testicolo dal margine postero-superiore della tunica albu­ginea (corpo di Higm ore).

       Higmore Natbaniel (n. a Fordingbridge, 1613-1685). Studiò a Ox­ford ove si laureò in medicina. Nella sua opera «Corporis bumani disquisitio anatomica» descrive, con felice denominazione, i suoi trovati.

His, fascicolo atrio-ventricolare di… È il tessuto specifico di condu­zione del cuore che dal nodo atrio-ventricolare si porta ai muscoli papillari.

solco terminale di… E’ il solco a direzione longitudinale che si dise­gna sulla parete posteriore dell’atrio di destra, lateralmente allo sbocco delle due vene cave.

His Wilhelm (n. a Leipzig, 1831-1904). Fu professore di Anatomia e di Fisiologia a Basilea, indi si trasferì come ordinario di Anato­mia a Leipzig. Fondatore delle Riviste «Anatomische Gesellschaft» e «Zeitschrift fùr Anatomie und Entwickelungsgeschichte». Il suo nome rifulge tra i più grandi dell’Anatomia e dell’Embriologia del secolo scorso. Propose la teoria del neurone sulla base dei suoi studi embriologici sullo sviluppo delle cellule nervose.

Horner, muscolo di… E’ la porzione lacrimale del muscolo orbicolare delle palpebre.

Horner William Edmonds (1793-1853). Professore di Anatomia in Filadelfia.

Houston, ansa di… Porzione del muscolo ischio-cavernoso che si porta verso la regione dorsale del pene; la sua contrazione vale a compri­mere la vena dorsale profonda.

valvole di… Sono pliche trasversali, a mo’ di valvole sporgenti, nel­~~interno del lume rettale.

Houston John (1802-1845). Medico irlandese; fu nominato proset­tore al Museo del College of Surgeons, poi Chirurgo dell’Ospedale di Dublino. Fu Anatomista e operatore di chiara fama.

Howship, lacune di… Sinuosità della superficie ossea ove si annidano gli osteoclasti.

       Howship John (1781-1841). Anatomista inglese della prima metà del secolo scorso. Si occupò della struttura delle ossa in una memo­ria: «On the natural and diseased state of bones».

Hunter, canale di… Canale degli adduttori, situato nel terzo infero­mediale della coscia; si costituisce tra il muscolo grande adduttore medialmente, il muscolo vasto mediale lateralmente e la fascia va­sto-adduttoria. Dà passaggio ai vasi femorali e al nervo safeno.

Hunter John (1728-1793). Anatomista inglese di grande statura e chirurgo pioniere del XVIII secolo. Direttore dell’Ospedale di 5. Giorgio in Londra, fondò il Museo di Anatomia che è conservato come Hunterian Museum del Royal College of Surgeons.

Hyrtl, processi alari di… Piccole ali del margine anteriore della apofisi cristagalli dell’osso etmoide che delimitano il foramen coecum con la parte inferiore della cresta frontale.

Hyrtl Joseph (1811-1894). Professore di Anatomia a Praga, poi al­l’Università di Vienna. Ospitò nel suo Istituto di Vienna i nostri Corti e Albini. Pregevoli sono i suoi trattati di Anatomia descrit­tiva, di Anatomia topografica e l’Onomatologia anatomica. Pub­blicò perfino un testo sui vocaboli arabi ed ebraici nell’Anatomia. Fu Anatomista insigne, di vasta e profonda cultura.

I

Ictus ischemico – Occlusione di un’arteria che provoca
a valle un’interruzione del flusso ematico.

Idrocefalo – Aumento della quantità di liquido
cerebrospinale nelle cavità encefaliche.

Idrofilo – Che attrae l’acqua; si contrappone ad idrofobo,
cioè che respinge l’acqua.

Immunocitochimica – Metodica che evidenzia le molecole
presenti nei tessuti per mezzo di anticorpi diretti contro le molecole
stesse.

Impulso nervoso – Messaggio che viaggia sotto forma di
potenziale d’azione nelle fibre nervose

Incisura cerebellare posteriore – Solco poco profondo
localizzato nel lobo posteriore del cervelletto.

Incisura preoccipitale – Struttura superficiale di riferimento
che forma parte del confine tra i lobi temporale e occipitale, sulle loro
superfici laterali.

Incudine – Uno dei tre ossicini contenuti nella cavità
timpanica che trasmettono gli spostamenti della membrana del timpano verso
la finestra ovale; interposto tra gli altri due ossicini.

Indusium – L’indusium rappresenta un esile strato di
sostanza grigia posta sulla porzione superficiale del corpo calloso.

Induzione neurale – Processo mediante il quale una parte
dell’ectoderma dorsale dell’embrione formerà il sistema nervoso.

Infarto – Morte tissutale dovuta a interruzione del flusso
sanguigno.

Infarto della zona di confine – Perdita della vascolarizzazione
arteriosa in corrispondenza delle regioni periferiche dei territori vascolarizzati
dai principali vasi cerebrali.

Influenze trofìche – Sostanze chimiche elaborate
da una parte di cellula e che esercitano la loro azione su un’altra parte
della stessa cellula oppure su un’altra cellula. Tali sostanze condizionano
la crescita, il mantenimento e il metabolismo cellulare, specialmente
nei tessuti nervoso e muscolare.

Infundibulum – Tratto di fibre nervose che connette l’ipotalamo
con il lobo nervoso dell’ipofisi (neuroipofisi).

Inibizione presinaptica – E’ l’inibizione che deriva
dalla depolarizzazione di fibre nervose presinaptiche, e dalla conseguente
diminuzione della quantità di mediatore chimico.

Inibizione sinaptica – È l’azione sinaptica che
iperpolarizza la membrana postsinaptica e quindi impedisce la generazione
di impulsi nervosi.

Insula – Lobo della corteccia cerebrale. Sinonimo: isola
di Reil.

Insulina – Ormone prodotto da cellule degli isolotti
pancreatici; ha azione ipoglicemizzante e può inibire l’assunzione
di cibo attraverso circuiti ipotalamici.

Integrazione corticale – Capacità della corteccia
cerebrale di integrare (cioè di comprendere e memorizzare) le informazioni
ricevute.

Intercostali, nervi – Sono i nervi misti (motori e sensitivi),
che hanno origine dai nervi spinali e percorrono lo spazio intercostale
decorrendo con le arterie intercostali nel solco sottocostale.

Interocettori – Sono i recettori sensoriali che raccolgono
gli stimoli provenienti dall’interno dell’organismo.

Interneurone – È ogni cellula eccitatoria o inibitoria
del S.N.C., che associa due o più neuroni.

Iperpolarizzazione – È l’aumento di potenziale
che avviene tra i due lati di una membrana biologica.

Ipertonia muscolare – Consiste nell’aumento esagerato
del tono muscolare.

Ipofisi o ghiandola pituitaria – E’ la ghiandola endocrina
di forma ovalare, situata nel cranio sulla faccia inferiore dell’ipotalamo
e accolta nella sella turcica dello sfenoide. È costituita da due
lobi separati fra loro: il lobo anteriore o ghiandolare (adenoipofisi)
e il lobo posteriore o nervoso (neuroipofisi). Gli ormoni ipofisari regolano
l’attività delle altre ghiandole endocrine ed hanno il loro effetto
su numerose funzioni organiche.

Ipoglosso, nervo – È il XII paio dei nervi cranici,
esclusivamente motore. La sua origine apparente è nel solco laterale
del bulbo; si distribuisce ad alcuni muscoli della regione sopraioidea
(tiroioideo,stiloglosso, ioglosso e genioioideo) e ai muscoli della lingua.

Ipotalamo – Regione del diencefalo che regola le principali
attività della vita vegetativa. L’ipotalamo è anche detto
cervello della vita vegetativa.

Ipotonia – Consiste nella diminuzione del tono muscolare,
si manifesta nella fase iniziale delle emiplegie, nella tabe e in alcune
malattie del sistema nervoso; può essere provocata dalla somministrazione
di curaro nel corso di anestesie per interventi chirurgici.

Ipotrofia – Consiste nella diminuzione del volume di
un organo per scarso trofismo delle cellule a livello locale, con conseguente
riduzione della funzionalità.

Ippocampo – Giro encefalico che costituisce una parte
importante del sistema limbico. L’ippocampo causa un innalzamento del
pavimento del corno inferiore (corno temporale) del ventricolo laterale
cerebrale.

Ischiatico, nervo, o nervo sciatico – E’ il nervo più
voluminoso del nostro organismo. È il ramo terminale misto del
plesso sacrale, innerva i numerosi muscoli della regione posteriore della
coscia e della gamba; termina dividendosi in nervo peroneo comune e in
nervo tibiale.

Isocorteccia – Porzione della corteccia cerebrale costituita
da sei strati (neocorteccia).

Istamina – È una sostanza chimica ad azione vasodilatatrice
sui capillari e vasocostrittrice sulle arteriole.

Istmo dell’encefalo – È la porzione dell’encefalo
che unisce tra loro cervello, cervelletto e midollo allungato. È
costituito dalla protuberanza anulare o ponte di Varolio, con i peduncoli
cerebellari medi, dalla lamina quadrigemina con i peduncoli cerebellari
superiori, dal bulbo con i peduncoli cerebellari inferiori, dall’acquedotto
di Silvio e dai peduncoli cerebrali.
Iato lat. “iatus = apertura). Termine che indica aperture od orifizi che danno passaggio a vari organi, oppure che immettono in canali o cavita: ‘ato aortico, forame diaframmatico per il passaggio dell’aorta dal torace all’addome; iato del canale per il nervo grande petroso, foro della parete anteriore della rupe del temporale per il passaggio del nervo omonimo emesso dal faciale; iato esofageo, forame dia­trammatico per il passaggio dell’esofago dal torace all’addome; iato mascellare, grande apertura nella parete ossea mediale del seno ma­scellare etc.

Idatidi (gr. ydatis-idos = goccia). Piccoli corpiccioli o vescichette a forma di goccia: idatide o appendice del testicolo, residuo del dotto di Mùl­ler situato sopra il testicolo; idatide o appendice dell’epididimo, ve­scichetta peduncolata, residuo del dotto di Wolff, legata alla testa dell’ epididimo.

Idrocefalia (gr. ydor = acqua e cephalé = testa). Aumento congenito del liquido cefalorachidiano nei ventricoli encefalici con deforma­zione della scatola cranica.

Idrocéle (gr. ydor = acqua + céle = gonfiezza, tumefazione). Forma con­genita di presenza di liquido nella cavità della vaginale del testi-colo, per la persistenza del canale peritoneo-vaginale.

Ileo (gr. eiléo = avvolgo, torco). Con tale termine si indica un organo torto sul proprio asse, oppure un organo che si avvolge su se stesso:

osso ileo; intestino ileo.

Iliaco ;agg. deriv. dal verbo eilèo = avvolgo, torco). Attributo di forma­zioni anatomiche che hanno rapporto con l’osso ileo:  muscolo iliaco; arteria iliaca comune; fossa iliaca etc.

Ilo (etimologia incerta). Termine usato dal Malpighi per indicare l’at­tacco del funicolo alla placenta. E il punto di un organo per il quale entrano o escono vasi, nervi od altro e che formano, in alcuni di essi, un infossamento, in altri una prominenza: ilo del fegato; ilo della milza; ilo ovarico; ilo polmonare; ilo renale etc.

Iméne (gr. ymén = membrana). Plica cutanea che chiude, in parte, l’ori­fizio vaginale

Impressiòni (lat. imprimere = premere contro). Termine che indica l’im­pronta che un organo riceve dal rapporto con un altro. Così, ad esempio, la faccia inferiore del fegato presenta impressioni per il contatto con il colon (impronta colica), con il rene (impronta renale), con lo stomaco (impronta gastrica). Altrettanto dicesi per le ossa che sulla loro superficie possono presentare impronte corrispondenti al­l’attacco di un tendine, al passaggio di un nervo, di un vaso od al­tro; ad es.: le impressioni digitate della superficie endocranica corri­spondenti al rapporto con le circonvoluzioni cerebrali; l’impressio tri­gemini, sulla rupe del temporale.

Imprònte v. Impressioni.

Incas, osso degli… E’ una variazione ossea segnalata come costante nelle razze primitive del Perù e perciò descritta come osso degli Incas. E anche denominato osso interparietale od osso epactale (v. Epactale).

Incisùra (lat. incisus = incisione, taglio). Termine che si usa per indicare una depressione o fessura a limiti netti di un osso, di una cartilagine o di un viscere: incisure costali, le depressioni sui lati dello sterno per le cartilagini costali; incisura etmoidale, tra le parti orbitali del­l’osso frontale nella quale si incastra l’etmoide; incisura tiroidea, si­tuata in alto e sulla linea mediana tra le lamine laterali della cartila­gine tiroide; incisura pancreatica tra il processo uncinato e la restante parte della testa del pancreas etc.

Incréto (lat. incretum part. di incernere = separare). È il prodotto della secrezione di una ghiandola endocrina (sinonimo di ormone).

Incùdine (lat. incus-dis). Ossicino dell’orecchio medio posto tra la testa del martello e la staffa. La sua forma ha somiglianza con l’arnese so­pra il quale i fabbri battono il ferro.

Indicatòre (lat. indicare = mostrare). È il muscolo estensore proprio del­l’indice che Riolano chiamò indicatore, perche’ la sua contrazione estende l’indice nell’atto di indicare.

Indice (lat. index-indicis = colui che indica). È il secondo dito della mano, tra il pollice e il medio, che generalmente si usa per l’atto di indicare.

Indùseum grìseum  (lat.  induseum = tunica + griseum = grigio). È  lo strato sottile di sostanza grigia che riveste la superficie dorsale del corpo calloso.

Infundibolo (lat. infundibulum = imbuto). Termine usato per indicare la parte imbutiforme di un organo. I.etmoidale, stretto passaggio im­butiforme per mezzo del quale il seno frontale e il seno etmoidale anteriore si aprono nel meato medio della cavità nasale; i. ipofisa­rio, peduncolo ipofisario a forma di piccolo imbuto; i. della tuba uterina, tratto imbutiforme della tuba situato in prossimità dell’o­vario.

Ingrassia, processi di… Sono le piccole ali dell’osso sfenoide.

       Ingrassia Giovanni Filippo (n. a Regalbuto, 1510-1580). Fu profes­sore di Anatomia e Medicina pratica a Napoli e poi a Palermo. Fu­rono pubblicati a Palermo nel 1603 i suoi Commentari «In Galeni librum de ossibus». Fu allievo del Vesalio ed ebbe a condiscepoli Realdo Colombo e Gabriele Falloppio. Cuvier lo definì «anatomi­sta di prim’ordine» e per la sua rinomanza, a Napoli gli innalza­rono una statua

Inion (gr. inion = occipite). Punto craniometrico corrispondente alla protuberanza occipitale esterna.

Insula (lat. insula = isola). Piccolo lobo del cervello situato nella profon­dità della scissura laterale del Silvio.

Intocettòre (lat. intus = dentro + receptor = recettore). Termine riferito ai recettori nervosi sensitivi posti nell’ambito dei visceri.

Intersecaziòne (lat. tardo intersecare = tagliare attraverso). V. Interse­zione tendinea.

Interseziòne tendinea. E’ uno dei tre-quattro tendini trasversali inter­posti lungo le carni del muscolo retto dell’addome.

Intestino (gr. éntera, lat. intestinum = interno). La parte del tubo di­cerente che va dallo stomaco allo sfintere anale. Nell’Uomo la sua lunghezza eguaglia sei od Otto volte quella del corpo.

Intima (lat. intimus = più interno). È la tonaca interna dei vasi sangui­feri, quella che limita il lume con uno strato continuo di endotelio.

Inversiòne (lat. invertere = portar dentro). Movimento di torsione del piede che ha come risultato di portare la pianta del piede a guar­dare medialmente.

Ioide (gr. y + eidòs = a forma di). È l’osso dello splancnocranio a forma di «o» greca, od anche a ferro di cavallo, situato nella parte ante­riore e mediana del collo, unito mediante legamenti e muscoli alla mandibola, al temporale, al torace, alla faringe e alla laringe.

Ipermastia (gr. ypér, pref. accrescitivo + mastòs = mammella). Termine che indica la presenza di mammelle in soprannumero.

Iperplasia (gr. ypér, pref. accrescitivo + plàsis = formazione). Forma­zione anatomica accresciuta di volume per aumento del numero delle cellule. Es.: iperplasia tonsillare in corso di tonsillite; iperplasia dell’utero in corso di gravidanza, etc.

Ipertelia (gr. yper, pref. accrescitivo + telé= capezzolo). Termine che in­dica la presenza di capezzoli sovrannumerari sulla mammella, sulla cute del torace, dell’addome e dell’ascella per persistenza di ab­bozzi mammari lungo la linea o cresta mammaria.

Ipertrofìa (gr. ypér, pref. accrescitivo + trophè= nutrizione). Aumento del volume di un organo per aumento del volume delle cellule. Es.: i. muscolare.

Ipocòndrio (gr. ypo’ = sotto + chondros = cartilagine). Regione superiore e laterale dell’addome il cui limite inferiore è dato dalla linea che segue l’arco cartilagineo costale.

Ipodérma (gr. ypo’ = sotto + dérma = pelle). E’ la tela sottocutanea che si estende al di sotto del derma, tra questo e la fascia comune del corpo; consente la spostabilità della cute sui piani sottostanti.

Ipofisì (gr. ypòphysis = escrescenza). Ghiandola endocrina, impari e me­diana, appesa all’infundibolo ipotalamico e accolta nella sella tur­cica dell’osso sfenoide.

Ipogàstrio (gr. ypo; = sotto + gastér = ventre). Regione mediana inferiore dell’addome, situata superiormente al pube.

Iponichio (gr. ypo; = sotto + ònics = unghia). È il margine anteriore del letto dell’unghia che forma l’epitelio sottoungueale.

Ipotalamo (gr. ypo; = sotto + talamo). La parte basale del diencefalo si­tuata sotto il talamo, in cui hanno sede nuclei legati alle funzioni vegetative ed endocrine.

Ippocampo (gr. hippocampos = cavalluccio marino). Per similitudine, ècosì denominata una circonvoluzione che costituisce una parte im­portante del sistema limbico e che produce un rilievo sul pavi­mento del corno temporale del ventricolo laterale.

Irci (lat. hircus = capro). Sono così denominati i peli dell’ascella, erro­neamente ritenuti responsabili dell’odore sgradevole (caprino) che in tale regione può manifestarsi.

Iride (gr. iris = arcobaleno, iride). Disco pigmentato con apertura cen­trale (pupilla), di colore variabile dall’azzurro al bruno, che costi­tuisce la parte anteriore dell’uvea. E situato dietro la cornea e da­vanti al cristallino.

Ischio (gr. ischion = in senso lato, anca). Una delle tre ossa, primitiva­mente distinte, che concorrono a formare l’osso dell’anca. Cir­conda inferiormente il foro otturatorio.

Isocòrtex (gr. isos = uguale + lat. cortex = corteccia). Corteccia cerebrale a sei strati (neocortex).

Istmo (gr. isthmòs = stretto passaggio). Termine con il quale si indica la parte ristretta di un organo, interposta tra altre di maggior volume:i. aortico, i. delle fauci, i.della ghiandola tiroide, i.della tuba uterina, i. dell’utero.

J

Jacobson, canale di… È il canale timpanico che attraversa la rupe del temporale e dà passaggio al ramo timpanico del nervo glosso-fa­ringeo.

cartilagine vomero-nasale di… Cartilagine situata sotto quella del setto e sopra la spina nasale anterior-inferiore.

       Jacobson Ludwig Lewin (1783-1843). Medico-chirurgo in Copena­ghen. Fu medico militare nelle Armate francesi e inglesi. Si oc­cupò, oltre che di Anatomia, particolarmente di Urologia e costruì uno strumento per frammentare i calcoli vescicali.

Jensen, solco intermediario di… E’ il solco che separa, nella circonvolu­zione parietale inferiore, il giro sopramarginale che circonda l’estre­mità della scissura silviana dal giro angolare.

Jensen Julius (1841-1891). Iniziò la sua carriera a Kiel. Fu nomi­nato Direttore del Manicomio di Berlino. Si occupò particolar­mente dell’anatomia del cervello.

K

Keith, nodo senoatriale di… E’ una masserella di tessuto muscolare speci­fico situata nella parete atriale davanti allo sbocco della vena cava su­periore; costituisce il pacemaker di formazione degli stimoli, deter­minando il ritmo cardiaco. Fu descritto da Keith (1906) e da Flack (l907), pertanto viene denominato come nodo di Keith e Flack.

Keith Artur sir (n. a Old Machar (Scozia), 1866-1955). Studiò medi­cina nelle Università di Aberdeen, Londra e Leipzig. Nel 1927 fu no­minato Presidente dell’Associazione inglese del progresso delle Scienze.

Kerckring, pliche circolari di… Sono le pieghe semilunari, alte sino a 8 mm, della mucosa e della sottomucosa dell’intestino tenue.

       Kerckring Theodor (1640-1693). Medico in Amsterdam e anche pro­tomedico dei Duchi di Toscana. Nel 1670 pubblicò l’opera «Antro­pogeniae ichonographia, sive conformatio foetus ob ovo usque ad ossificationis principia».

Kiernan, spazi di…Sono gli spazi portali che si stabiliscono al punto di contatto di tre lobuli epatici.

Kiernan Francis (1800-1874). Anatomista della seconda metà del se­colo scorso. Nel 1873 pubblicò un classico lavoro sull’anatomia e la fisiologia del fegato: «The Anatomy and physiology of the liver».

Kohnstamm, nucleo salivatorio superiore di… E’ un nucleo pontino della col’onna vìscero-motoriiì parasimpatica; appartiene ai nucleo dei VII bis o intermedio e le sue fibre efferenti, mediante il ramo della corda del timpano, innervano le ghiandole salivari sottomandibolare e sot­tolinguale.

Kòlliker, cellule muscolari lisce di… Sono lc cellule muscolari visceralì descritte per la prima volta da questo Autore.

centro germinativo di… E’ la porzione centrale più chiara del follicolo linfatico, formata prevalentemente da linfoblasti in attiva riprodu­zione.

corpi lutei atresici di… Sono i residui dei follicoli oofori primordiali che vanno in regressione.

      Kòlliker Rudolf Albert von (n. a Zurigo, 1817-1905). Si laureò in Filosofia a Zurigo e in Medicina ad Heidelberg. Fu allievo e poi aiuto di Henle; nel 1845 ottenne la Cattedra di Fisiologia e Anato­mia comparata a Zurigo. Successivamente fu professore di Anato­mia microscopica e di Embriologia a Wùrzburg. Il nome di Kòlli­ker è tra i più celebri della seconda metà del secolo scorso.

Krause, corpuscoli nervosi terminali di… Sono corpuscoli capsulati bul­boidei con una espansione cilindrassiale a gomitolo, particolar­mente numerosi nella periferia genitale.

       Krause Wilhelm (n. ad Hannover, 1833-1910). Nel 1860 fu profes­sore di Anatomia a Gòttingen e nel 1892 passò a dirigere l’Istituto anatomico  di  Berlino.  Figlio  dell’anatomista  Karl  Friedrich Theodor.

Kupffer, fibre a graticciata di… È il delicato e fine intreccio di connet­tivo reticolare che si tesse tra epatociti e capillari sanguiferi; è do­tato di particolari istiociti che costituiscono le cellule stellate di Kupffer.

       Kupffer Karl Wilhelm von (n. a Lesten in Kurland, 1829-1902). Fu allievo di Bidder a Dorpat, ove fu anche prosettore dal 1858 al 1866, quando divenne professore ordinario a Kiel prima, a Kònis­berg dopo e, da ultimo, a Mùnchen.

L

Labbé, piccola vena anastomotica di… E’ la vena encefalica, ramo della cerebrale media che, dal lobo temporale, scende a gettarsi nel seno trasverso.

       triangolo di… E’ l’area nuda dello stomaco in immediato contatto con la parete addominale; viene delimitata tra il margine anteriore del fegato, l’arcata costale di sinistra e, in basso, da una linea oriz­zontale che passa per il punto medio della distanza xifo-ombelicale. Labbé Léon (n. a Merlerant, 1832-1916). Fu professore aggregato all’Istituto di Anatomia di Parigi e successivamente Chirurgo degli ospedali di Parigi.

Labbra (lat. labium e labrum = labbro). E’ usato al plurale per indicare le pieghe cutanee che delimitano l’apertura vulvare.

Labbro (lat. labium e labrum = labbro) Termine che usato al singolare èriferito a ciascuna delle pieghe cutanee che delimitano l’apertura orale.

Labirinto (gr. labyrinthos = contorto, complicato). Complicato sistema di canalicoli e dilatazioni scavato nella rupe del temporale e nel quale hanno sede l’organo dell’udito e dell’equilibrio. Si distingue un labirinto osseo ed un labirinto membranoso.

Lacero (lat. lacer = sfrangiato). E’ così denominato il foro, a contorni ir­regolari, della base cranica situato tra l’apice della rocca petrosa del temporale e l’occipitale, nella fossa cranica posteriore. Dà passaggio alla vena giugulare interna e ai nervi encefalici XI, X e IX.

Lacérto (lat. lacertus = massa muscolo-tendinea del braccio). Termine trasferito per tropo a quella parte aponeurotica del tendine del mu­scolo bicipite brachiale (lacerto fibroso).

Lacuna (lat. lacuna = interruzione, vuoto). E’ il termine con il quale si indica il vuoto di una parete attraverso il quale transitano muscoli, vasi e nervi. Lacuna dei muscoli (lacuna musculorum), spazio tra il margine anteriore dell’osso dell’anca e il legamento inguinale per il passaggio del muscolo ileo-psoas e del nervo femorale; lacuna dei vasi (lacuna vasorum), spazio situato tra il pube, il legamento ingui­ nale e la bandella ileo-pettinea attraverso il quale transitano i vasi femorali.

Lacùne (lat. lacuna = insenatura, cavità). Piccole insenature della mu­cosa: lacune uretrali, insenature della mucosa uretrale con lo sbocco delle ghiandole uretrali. Anche, piccole lacune anfrattuose che i ca­nalicoli della dentina formano a limite con lo smalto (lacune di Howship)

Làgo (gr. làccos; lat. lacus = lago). Termine riferito ad una cavità ove si aduna una certa quantità di liquido: 1. lacrimale, cavità virtuale del sacco congiuntivale in corrispondenza dell’angolo mediale dell’oc­chio, che diventa reale per accumulo del secreto delle ghiandole la­crimali.

Làmbda (Undicesima lettera dell’alfabeto greco). Viene indicato con tale termine il punto craniometrico che si trova all’incontro tra la su­tura sagittale e le suture occipito-parietali, che, nel loro insieme, disegnano la forma della lettera greca .

Lamina (lat. lamina = piastra sottile, lamina). Termine con il quale si designa una struttura anatomica più o meno sottile ed appiattita: lamina fixa, pavimento del ventricolo laterale tra stria terminale e tenia conoidea; lamina basilare, lamina connettivale che si estende tra la lamina spirale ossea e la parete laterale del condotto cocleare; lamina cribrosa dell’etmoide, nel tetto della cavità nasale per il pas­saggio dei filuzzi olfattivi; lamina cricoidea, il castone della cartila­gine cricoidea della laringe; lamina episclerale, delicata lamina di tessuto connettivo tra la sdera e la capsula di Tenone; lamina fusca, straterello di connettivo lasso ricco in cellule pigmentate tra la sclera e la sottostante coroide; lamina vertebrale, lamina ossea che chiude indietro l’arco di una vertebra, etc.

Lancisi, nervi di… Sono le strie longitudinali mediale e laterale che de­corrono sul corpo calloso e fanno parte del rinencefalo.

       Lancisi Giovanni Maria (1654-1720). Professore di Anatomia del Collegio della Sapienza in Roma e Archiatra dei Papi Innocen­zo XI e Clemente XI. Tra i suoi meriti v’è quello di aver portato in luce le tavole anatomiche di Eustachio, rimaste inedite per un secolo e mezzo.

Langer, arco ascellare di… Variazione muscolare che, a mo’ di nastro, si tende, nel cavo dell’ascella, tra i muscoli grande dorsale e grande pettorale.

       Langer Karl (1819-1887). Fu professore di Anatomia all’Università di Vienna. Scrisse un pregevole trattato di Anatomia e si interessò particolarmente ad argomenti di osteologia e miologia.

Langerhans, cellule di… Sono le cellule dendritiche dello strato germi-nativo della epidermide che, al pari dei melanociti, originano dalle creste neurali, ma, a differenza di questi, sono incapaci di sintetiz­zare melanina che invece assumono solo per fagocitosi.

       – isole di… Costituiscono la parte endocrina in seno al parenchima acinotubulare del pancreas esocrino.

       Langerhans Paul Wilhelm Heinrich (n. a Berlino, 1847-1888). Fu allievo di Virchow, prosettore e professore di Anatomia alla Uni­versità di Freiburg. Nel 1869, ancora studente, descrisse le isole del pancreas.

Lanùgine (lat. lanugo-ginis). Peli fitti, sottili, brevi e morbidi che rico­prono uniformemente la superficie cutanea del feto. Verso il ter­mine della vita fetale la lanugine del capo si differenzia nei capelli.

Laringe (gr. laryngìdo = emettere un suono). Organo impari e mediano del collo che adempie alla duplice funzione della respirazione e della fonazione. Manca in tutti gli invertebrati e, tra i vertebrati, manca nei pesci. La specializzazione fonetica è dovuta alla presenza al suo interno di due pliche, le pliche vocali.

Lauth, tonaca di… Sottile lamina connettivale che copre i fasci carnosi del muscolo obliquo esterno dell’addome e la sua vasta aponeurosi.

       – seno venoso della sclera di… Vaso anulare adiacente al legamento       pettinato nell’angolo irido-corneale che raccoglie l’umor acqueo proveniente dalla camera anteriore dell’occhio. E’ anche noto come canale di Schlemm.

Lauth Ernest Alexandre (1803-1837). Professore di Anatomia e Fi­siologia a Strasburg.

Legaménti  (lat. ligamentum deriv.  dal verbo ligare = congiungere, unire). Termine largamente usato e riferito a tutte quelle forma­zioni a mò di fascicoli connettivali o di pieghe peritoneali che ser­vono a tenere uniti due capi ossei o cartilaginei e a mantenere in sito un organo. Es.: legamenti crociati del ginocchio; legamento so­spensore della mammella; legamento falciforme del fegato etc.

Lémbo (lat. limbus = margine, orlo). Termine riferito all’estrema parte di una formazione anatomica: 1. della lamina spirale ossea, che sporge nel canale spirale della chiocciola; lembi palpebrali anteriore e posteriore; lembi delle valvole semluunari aortiche e polmonari etc.

Lemnìsco (gr. lémniscos, lat. lemniscus = nastro). Nella Grecia e Roma antiche il lemnisco era il nastro che pendeva dalle corone con le quali si premiavano atleti e gladiatori. Per similitudine, vengono denominati lemnischi quei nastri (o fasci) di fibre nervose che da vari livelli del nevrasse risalgono verso centri superiori: 1. laterale, fascio della via acustica che ascende nel tronco encefalico per ter­mìnare al tubercolo bigemino inferiore; 1. mediale, formato dai deu­toneuroni della via bulbo-talamica che dai nuclei gracile e cuneato d~ bulbo si portano al talamo; 1. spinale, tratto del fascio spino-ta­lamico che decorre nel tronco encefalico e si termina al talamo; 1. trigeminale, nastro di fibre che dai nuclei sensitivi del trigemino va al talamo.

Lenticolare (lat. lenticularis = a forma di lenticchia o di lente). Nucleo del telencefalo costituito dal putamen e dal globus pallidus.

Leonardo, trabecola arcuata di… E’ la trabecola muscolare setto-margi­nale del ventricolo di destra che dal setto interventricolare si porta alla radice del muscolo papillare anteriore.

       Leonardo da Vinci (n. a Vinci, 1452-1519). Grande genio della Ri­nascenza che, per dare alla sua arte una salda base scientifica, si fece anche anatomista e con il fedele amico Marc’Antonio della Torre eseguì numerose dissezioni. I suoi meravigliosi cartoni anato­mici, conservati nella reale biblioteca di Londra, dimostrano la pre­cisione delle sue lunghe e pazienti osservazioni.

Leptomeninge (gr. lepto’s = sottile + meninge). È l’insieme della pia ma­dre e dell’aracnoide, involucri meningei del nevrasse.

Leucocito (gr. leuchòs bianco + cytos = cellula). Elemento cellulare del sangue appartenente alla serie bianca.

Levi, legge sull’accrescimento di grandezza dei neuroni di…. L’Autore ha dimostrato che l’aumento di grandezza dei neuroni è tanto più cospicuo quanto più elevata è la mole definitiva che il soma rag­giunge.

       Levi Giuseppe (n. a Trieste, 1872-1965). Fu professore di Anato­mia a Sassari e poi a Torino. Accademico dei Lincei e socio di nu­merose Società scientifiche straniere. Fu insignito dottore «honoris causa» dell’Università di Liegi. Il suo trattato di Istologia ha avuto enorme diffusione ed è stato tradotto nelle principali lingue stra­niere. Fu un grande caposcuola e ai suoi insegnamenti si formò una schiera di eccezionali allievi: Amprino, Bairati, Bucciante, Busacca, Filogamo, Levi-Montalcini, Olivo e Terni.

Lewis, pinocitosi di… E’ la possibilità che hanno nelle colture in vitro alcune cellule di fagocitare sostanze liquide e di introdurle sotto forma di vacuoli nel corpo cellulare.

       Lewis Warenne Harmon Nato a Suffield nel Connecticut nel 1870. Professore di Anatomia alla John’s ljopkins University. E stato considerato tra i maggiori studiosi della moderna citologia ed embriologia.

Leydig, cellule di… Sono le cellule endocrine dello stroma interstiziale tra i tubuli seminiferi del testicolo.

       Leydig Franz von (n. a Rothenburg, 1821-1908). Allievo di Kòlliker, fu professore di Zoologia e Anatomia comparata a Tùbingen, a N~urzburg e a Bonn.

Lienale (lat. lienis = milza). Dicesi di ciò che attiene alla milza: legamento liena le; vasi lienali etc.

Lieutaud, trigono vescicale di… E’ la porzione triangolare liscia della su­perficie interna del fondo della vescica, circoscritta dagli sbocchi dei due ureteri, in alto e dall’orifizio interno dell’uretra, in basso. Lieutaud Joseph (n. a Aix-en-Provence, 1703-1780). Professore di Anatomia ad Aix. Fu protomedico di Luigi XV e Luigi XVI a Parigi. Spaziò in diversi campi dell’Anatomia e pubblicò nel 1753 una me­moria sulla struttura della vescica.

Limbico (lat. limbus = confine, margine). È la porzione di corteccia (lobo limbico) configurata a «C» e posta sulla faccia mediale dell’emisfero cerebrale, costituita dalla circonvoluzione cingolata e dall’ippo­campo.

Limen nasi (lat. limen = confine, soglia). Rilievo arcuato che delimita po­steriormente il vestibolo del naso. Anche, limen insulae, la porzione ventrale dell’insula di Reil compresa nell’area olfattoria laterale.

Linea (lat. linea). Termine ampiamente usato per indicare la intersezione di due superfici, oppure un rilievo osseo lungo e poco sbalzato: l. alba dell’addome; 1. aspra del femore; 1. nucale etc.

Linfa (lat. lympha = acqua limpida). Liquido incolore o leggermente gial­lognolo in cui sono reperibili linfociti, monociti e rari globuli rossi, che imbeve i tessuti e circola nei vasi linfatici.

Linfatici (lat. lympha). Sono i vasi che raccolgono la linfa in eccesso dei tessuti e la convogliano nel sistema venoso. Si distinguono in: capil­lari, pre-collettori, collettori pre-linfonodali, collettori post-linfonodali,. tronchi linfatici principali.

Linfocéntro Termine che indica la presenza, in una determinata regione, di linfonodi riuniti in gruppi: L ascellare, 1. in guinale etc.

Linfoghiandola v. Linfonodo.

Linfonòdo E’ un corpicciolo linfatico delle dimensioni di 1-20 mm. in­tercalato, singolarmente o a gruppi, sul decorso dei collettori linfa­tìcì.

Linfonodulo o follicolo linfatico. È l’espressione più semplice degli or­gani linfoidi ed è costituito da un aggregato di tessuto linfoide che forma l’unità costitutiva del parenchima del linfonodo. Linfonoduli si ritrovano anche nelle tonache mucose di molti organi dell’appa­rato digerente e respiratorio.

Lingua (gr. glossa, lat. lingua). Voluminoso organo muscolare della bocca dotato di altissima mobilità per la prensione degli alimenti, la masticazione, la deglutizione, l’articolazione dei suoni ed è rive­stito da una mucosa contenente i corpuscoli della sensibilità gusta­tiva.

Linguale Termine con il quale si indicano formazioni pertinenti alla lingua: papille linguali, nervi linguali, vasi linguali etc.

Lingula (lat. dimin. di lingua). Nome dato a varie formazioni strette ed allungate simili ad una linguetta: 1. del cervelletto; l.mandibolare;l. sfenoidale etc.

Liquor (lat. liquor = sostanza liquida). È il termine con il quale si suole indicare il liquido cerebro-spinale. v. Liquido cerebro-spinale.

Lisfranc, interlinea articolare di… E’ la linea articolare tra le ossa della fila distale del tarso e le ossa metatarsali.

        tubercolo di… E il rilievo della faccia superiore della I costa che dà attacco al muscolo scaleno anteriore.

      Lisfranc Jacques (n. a Saint Paul, 1790-1847). Allievo di Dupuy­tren, fu chirurgo degli Ospedali e professore di Anatomia all’Uni­versità di Parigi.

Lissauer, zona marginale di… Sottile strato di sostanza bianca tra la zona spongiosa del corno posteriore e la superficie del midollo spi­nale, sede del fascicolo dorsolaterale.

       Lissauer Heinrich (1861-1891). Neurologo tedesco che si occupò particolarmente della struttura del midollo spinale.

Littre, ghiandole di… Piccole ghiandole mucose i cui condotti sboc­cano nelle lacune uretrali.

      Littre Alexis (n. a Cordesin Albigeois, 1658-1726). Anatomista e Chirurgo in Parigi. Fu Reggente della Facoltà medica di Parigi dal 1691.

Lòbo (gr. lobòs = guscio). Porzione arrotondata e prominente del paren­chima di un organo, anatomicamente ben definita e separata da solchi, scissure o setti connettivali da lobi contigui: lobi cerebrali, lobi epatici, lobi polmonari etc.

Lòbulo (dimin. di lobo). Specificamente indica l’estremità inferiore del padiglione auricolare, privo di cartilagine. In generale, è il termine attribuito ad una piccola porzione del parenchima di un organo, di cui può rappresentare l’unità anatomica elementare: lobulo del cer­velletto; lobulo del timo; lobulo dell’epididimo; lobulo della ghian­dola mammaria; lobulo epatico etc.

Lòcus (lat. locus = sito). Termine che indica il sito ove sono ubicate al­cune formazioni caratteristiche: locus coerulus, striscia di cellule pigmentate di tinta grigio-azzurra, situata nella parte laterale del pavimento del IV ventricolo e in rapporto con il nucleo mesencefa­lico del trigemino; locus niger, è il nucleo pigmentato situato tra il piede e la callotta del peduncolo cerebrale mesencefalico; locus val­savae, è la zona del setto nasale laddove la cute del vestibolo tra-passa nella mucosa respiratoria: è una zona elettiva delle epistassi.

Lòggia (deriv. dal fr. loge) Termine con il quale in anatomia viene indi­cato il vano ove è accolto un organo: 1. parotidea; 1. prostatica; 1. re­nale; 1. vescicale etc.

Lombàre (lat. lumbaris). Che ha attinenza con i lombi: arterie lombari; plesso lombare; regione lombare etc.

Lòmbo (lat. lumbus). Regione posteriore del tronco, compresa tra il dorso e l’anca, a ciascun lato della colonna vertebrale.

Lombricali (lat. lumbricalis = che assomiglia al lombrico). Per similitu­dine, sono i piccoli muscoli distesi nella palma della mano e nella pianta d~ piede; in numero di quattro, si allungano dai tendini del muscolo flessore profondo delle dita alle prime falangi delle quattro ultime dita. Dagli antichi anatomisti detti anche vermiculares e per il loro impegno nell’uso degli strumenti a corda detti anche fidicini ~muscoli dei suonatori di cetra o di lira).

Louis, angolo del… È l’angolo sternale che si stabilisce tra manubrio e corpo. E palpabile attraverso la cute e, come tale, in clinica, è un importante punto di riferimento nella semeiotica del torace.

       Louis Pierre Charles Alexandre (n. a Ay, 1787-1872). Fu medico della Pitié, poi dell’Hotel Dieu in Parigi. Come anatomista ha le­gato il suo nome all’angolo descritto.

Lower, tubercolo intervenoso del… È la piccola cresta smussa, deter­minata dalla presenza di un fascio muscolare, che si osserva nell’a­trio di destra, fra gli sbocchi delle vene cave.

       Lower Richard (n. a Londra, 1631-1691). Allievo e amico del Wil­lis, fu medico e anatomista a Londra.

Luna, capsula vascolare dell’oliva di… E’ una fitta rete di arteriole, disposta perifericamente all’oliva bulbare

       scleroreticolo di… Varietà di tessuto reticolare a fibre grossolane che si colorano come il collagene, pur serbando costituzione reti-colare.

       Luna Emerico (n. a Palermo, 1882-1963). Professore di Anatomia alla Università di Palermo. Fu, sin dalla fondazione, Segretario della Società Italiana di Anatomia. Di particolare rilievo sono le sue ricerche di embriologia e morfologia del sistema nervoso e quelle sulla circolazione dell’encefalo. Ha avuto allievi il Fazzari, il Monroy e il Pasqualino.

Lùnula (lat. lunula = spicchio di luna). Per similitudine, è così indicata la zona semilunare biancastra che si osserva alla base dell’unghia. Anche, le sottili strie semilunari situate su ambedue i lati del nodulo delle valvole aortiche e polmonari (lunule delle valvole semilunari)

Luschka, fori di… Corrispondono agli angoli laterali del IV ventricolo e mettono in rapporto il liquido cerebro-spinale interno con quello esterno.

–      legamenti sterno-pericardici di… Sono i due legamenti mediani, su­periore e inferiore, del pericardio.

–      lingula cardiaca di… Porzione del margine anteriore del lobo polmo­nare inferiore di sinistra che si protende, a forma di linguetta, a coprire l’apice del cuore.

       Luschka Hubert (n. a Costanza, 1820-1875). Fu professore di Ana­tomìa a Tùbingen. Lega il suo nome anche alla tasca faringea e al glomo coccigeo.

Luys, nucleo ipotalamico di… E’ un piccolo nucleo, a forma di lente bi­convessa, situato nell’area inferiore della regione ipotalamica. Ri­ceve fibre dal globus pallidus. La sua degenerazione causa l’emibal­lismo.

      Luys Jules-Bernard (n. a Parigi, 1828-1895). Medico della Salpè­trière, si dedicò alla anatomia e alla istologia dei centri nervosi. Fondò, nel 1881, la rivista «L’Encéphale, Journal des Maladies mentales et nerveuses».

M

Macroglia

(gr. machròs = grande + lat. glia = colla). Termine con il quale si indicano le cellule neurogliali di maggiori dimensioni e di origine ectodermica (astrociti, oligodendrociti, cellule ependimali).

Macrosmàtico (gr. machròs = grande + osmé= olfatto). Animale con il senso dell’olfatto molto sviluppato.

Macula (lat. macula = macchia). Termine usato nel linguaggio anato­mico per indicare una piccola area differenziata per speciali fun­zioni: macula cribrosa, area ossea cribrata della parete mediale del vestibolo, che corrisponde al fondo del meato acustico interno, per il passaggio dei filamenti nervosi del nervo vestibolo-cocleare; ma­cula dell’utricolo e del sacculo, aree sensoriali del labirinto membra­noso vestibolare; macula densa, piccola area del tubulo contorto di­stale, in prossimità del polo vascolare del corpuscolo renale, costi­tuita da cellule isoprismatiche separate da ampie fessure; macula lu­tea, piccola area sensoriale della retina visiva, adiacente al polo po­steriore dell’occhio, di forma ovale, e del diametro di circa 3 mm.

Magendie, foro di… Foro mediano della membrana tectoria del IV ventricolo che permette il passaggio del liquido cerebro-spinale in­terno a quello esterno.

       Magendie Francois (n. a Bordeaux, 1783-1855). Prosettore alla Fa­coltà medica di Parigi, poi professore di Fisiologia al College de France. Fu uno dei pionieri della fisiologia sperimentale.

Malàre (lat. mala = mascella, guancia) v. Zigomatico.

Malléolo (lat. dimin. di malleus = martello). La prominenza ossea al li­mite fra gamba e piede, dovuta, medialmente alla tibia (malleolo mediale o tibiale), e lateralmente al perone (malleolo laterale o pero­neale).

Malpighi, corpuscoli di… Sono i follicoli o noduli linfatici del paren­chima lienale, attraversati da un’arteriola.

  • glomeruli di… Sono le reti capillari interposte tra un’arteriola affe­rente e un’arteriola efferente dei glomeruli renali.

Malpighi, piramidi di… Sono le piramidi renali, costituenti la parte midollare del rene.

       – strato reticolare di… E’ la parte germinativa dell’epidermide for­mata dagli strati basale e spinoso.

       Malpighi Marcello (n. a Crevalcore, 1628-1694). Professore di me­dicina teorica a Pisa, a Bologna e a Messina, poi chiamato a Roma come Archiatra di Papa Innocenzo XII. Formatosi alla Filosofia pe­ripatetica allo Studio di Bologna, passò alla Filosofia libera e demo­critea, grazie alla stretta collaborazione che ebbe col Borelli in Pisa, nel triennio 1656-59. La vastità e la genialità dell’opera di Malpighi segnarono profondamente la Biologia del 600 e gli merita­rono, da parte del Goelike, l’appellativo di «Occhio d’Italia». Le due lettere, stampate a Bologna nel 1661, col titolo «De Pulmonibus et de viscerum structura», rappresentano l’atto di nascita dell’A­natomia microscopica. Col «De formatione pulli in ovo» l’Embriolo­gia acquista un fine contenuto strutturistico e diviene ausilio pre­zioso per illuminare la morfologia dell’adulto. Spirito aderente ai fatti, ligio al microscopio, immune da divagazioni teoriche, si ac­quistò in vita la piena ammirazione di grandi scienziati.

Mammillàre (lat. mamilla dimin. di mamma = mammella). Dicesi di for­mazioni che assomigliano, per forma, a una piccola mammella o an­che al suo capezzolo: corpo mammillare, piccola protuberanza pari sulla superficie ventrale dell’ipotalamo; tubercolo mammillare etc.

Mandibola (lat. tardo mandibula deriv. da mando = io mastico). È l’osso mascellare inferiore, costituito da un corpo e un ramo o branca montante.

Marchand, zona scollabile di… È la porzione di dura madre encefalica che, per le sue scarse aderenze alla faccia endocranica temporo-pa­rietale, è facilmente scollabile.

       Marchand Felix (n. a Halle, 1846-1928). Fu professore di Anato­mia patologica nelle Università di Giessen, Marpurgo e Lipsia. Ap­profondì numerosi argomenti di anatomia.

Marchi, metodo osmio-cromico di… Metodo istologico che serve ad identificare il decorso delle fibre mieliniche in degenerazione, quando queste abbiano perso il loro rapporto con la cellula dì ori­gine.

Marchi Vittorio (n. a Novellara, 1851-1908). Istologo e Medico, di­resse il laboratorio di Istologia del manicomio di Reggio Emilia e poi fu Primario dell’ospedale di Jesi. Nel 1887 ottenne la libera do­cenza in Istologia. Il metodo che porta il suo nome ha costituito una tecnica neuroanatomica di grande utilità nello studio delle vie nervose.

Marie, quadrilatero di… Sono i centri corticali, motori e sensoriali, del linguaggio che l’Autore ha inscritti in un quadrilatero i cui vertici toccano i lobi frontale parietale e temporale.

       Marie Pierre (1853 – 1940). Neurologo francese che descrisse il fasci­colo solco-marginale del cordone bianco anteriore del midollo spi­nale e l’afasia cerebellare ereditaria.

Marshall, vena di… E’ la vena obliqua dell’atrio di sinistra che nasce dalla sua parete posteriore ed estua nel seno coronano. Marshall John (1818-1891). Professore di Anatomia e Chirurgia a Londra. Si occupò largamente e comparativamente del sistema ve­noso fetale.

Martinotti, cellule di… Sono le cellule a secondo tipo del Golgi con pi­renoforo nel II e III strato della isocorteccia cerebrale e con neu­rite che si porta nell strato, ove ramifica fittamente.

Martinotti Giovanni (n. a Villanova Monferrato, 1857-1928). Fu professore di Anatomia patologica a Torino, a Modena, a Siena e a Bologna. Si occupò largamente della struttura del sistema nervoso.

Mascagni Paolo (n. a Pomerance (Pisa), 1755-1815). Professore di Ana­tomia a Siena e a Pisa. Il suo nome rimane legato indissolubilmente allo studio dei vasi linfatici, pubblicato nel 1787 nella memoria «Vasorum lymphaticorum corporis humani historia et iconographia».

Mascellàre (lat. maxillaris deriv. da mala = mascella). Che ha rap­porto o che appartiene alla mascella. Tali sono le arterie mascellari interna ed esterna. Anche, il voluminoso osso pneumatico dello splancnocranio.

Massetére (gr. masetér = masticatore). Muscolo scheletrico che ricopre la faccia laterale del ramo della mandibola. La sua denominazione deriva dal fatto che, unitamente ai muscoli temporale e pterigoidei, ha azione nella funzione masticatoria.

Mastòide (gr. mastòs = mammella + eìdos = a forma di). È così denomi­nata l’apofisi dell’osso temporale, per la sua somiglianza a una pic­cola mammella.

Meato (lat. meo = io passo da cui meatus = passaggio). Termine che in­dica aperture ed orifizi che immettono in un condotto o cavita: m. acustico esterno ed interno; m. uretrale etc.

Meckel, cartilagine di… E’ la cartilagine del primo arco branchiale.

– cavo di… E’ lo sdoppiamnto della dura madre che inguama il gan­glio di Gasser sulla rupe del temporale.

– diverticolo di… E’ il diverticolo del tenue che generalmente trovasi nell’ultimo tratto dell’ileo. Rappresenta un residuo del canale onfa­lo-mesenterico.

       Meckel Johann Friedrich (n. a Halle, 1781-1833). Anatomista tede­sco di chiara fama, che insegnò ad Halle e al Collegio medico-chirurgico di Berlino.

Mediàle (lat. tardo medialis). Termine che indica quella di due parti che è più vicina al piano mediano del corpo. In contrapposizione a laterale.

Mediàno (lat. tardo medianus = centrale). È il piano sagittale diretto in senso antero-posteriore che divide il corpo in due metà specular­mente simmetriche. Anche, uno dei nervi del plesso brachiale che decorre nel fascio vascolo-nervoso del braccio.

Mediàstino (lat. medievale mediastinus, sintesi di «in medio stat» = che sta in mezzo) Regione della cavità toracica che sta tra le due logge pleuropolmonari e che accoglie quel complesso di organi che sta tra la colonna vertebrale e lo sterno (cuore, grossi vasi, trachea, bron­chi esofago etc.).

Megacòlon (gr. megàs = grande + colon), Dilatazione congenita o acqui­sita del colon.

Meibòmio, ghiandole di… Sono le ghiandole tarsali, deputate alla se­crezione del sebo palpebrale. Sono note anche come ghiandole di Zeiss.

       Meibom Heinrich (n. a Lubecca, 1638-1700). Fu professore di Me­dicina all’Università di Helmstadt.

Meissner, corpuscoli di… Sono i corpuscoli nervosi terminali tattili in­dovati nelle papille connettivali della cute palmare e pIantare.

– plesso sottomucoso di… È il plesso nervoso, costituito da fibre amieliniche e dalle cellule gangliari metasimpatiche nella tonaca sottomucosa della parete gastrica e intestinale.

       Meissner Georg (n. a Hannover, 1829-1905). Professore di Anato­mia e Fisiologia a Basilea, di Fisiologia e Zoologia a Friburgo e di Fisiologia a Gottinga.

Meningi (gr. méniscòs = membrana). Involucri dell’encefalo e del midollo spinale costituiti dalla dura madre, aracnoide e pia madre.

Menisco (gr. mèniscòs = lunetta). Dicesi di dischi cartilaginei interarti­colari di forma semilunare.

Ménto (lat. mentum dalla radice men e quindi eminere = sporgere). È la sporgenza antero-inferiore della faccia, caratteristica della specie umana, situata al di sotto del labbro inferiore.

Merckel, menischi tattili di… Sono i cosiddetti dischi tattili dell’epite­ho, costituiti da gruppi di cellule con reti nervose intracellulari.

Merckel Friedrich Sigmund (1845-1919).

Mesencéfalo (gr. mésos = mediano + encefalo). È la parte più rostrale del tronco encefalico che si distende nella parte mediana dell’ence­falo, tra i due emisferi cerebrali.

Méso (gr. méson = mezzo di unione). Termine che indica una piga di peritoneo che sottende un viscere. Es.: mesentere, mesocolon, meso­vario etc.

Mesogastrio (gr. mésos = mediano + gastér = ventre). Regione mediana dell’addome, tra l’epigastrio in sopra e l’ipogastrio in sotto.

Mesométrio (gr. mésos = mezzo di unione + métra = utero). E’ la parte del legamento largo in rapporto con l’utero.

Metacarpo (gr. meti = dopo + carpo). Lo scheletro della mano, com­preso tra il carpo e le falangi prossimali.

Metafisi (gr. metà = dopo + physis = formazione). Zona di un osso lungo che si è formata tra l’epifisi e la diafisi e che confina immediata­mente con la cartilagine di coniugazione.

Metameria (gr. metà = dopo, nel senso di successione evolutiva + mé­ros = parte). Termine con cui si indica la costituzione segmentale del corpo, sul piano trasversale.

Metàmero (gr. metà = dopo, nel senso di successione evolutiva + mé­ros = parte). Ciascuno dei segmenti seriali di un animale metame­rico.

Metatalamo (gr. metà = dopo + talamo). Parte del diencefalo situata po­stero-inferiormente al talamo e che comprende i corpi genicolati medi e e laterale.

Metatarso (gr. metà = dopo + tarso). Lo scheletro del piede, compreso tra il tarso e le falangi prossimali.

Metòpion (gr. metòpon = fronte). Punto craniometrico situato sulla li­nea mediana fra le due bozze frontali.

Meyer, vena cutanea posteriore di… E’ la vena cutanea discendente sulla parte posteriore della coscia, che sbocca nella piccola safena, prima che questa estui nella poplitea.

Meyer Georg Hermann von (n. a Francoforte, 1815-1892). Allievo di Tiedemann e di Mùller, fu professore di Anatomia a Zurigo

Meynert, commessura superiore di… Fascio, situato al di sopra del chiasma e della bandella ottica, le cui fibre vanno dal corpo del Luys di un lato al nucleo lenticolare del lato opposto.

       – fascio retroflesso di… Fascio di fibre nervose che dal nucleo dell’a­benula si porta al ganglio interpeduncolare.

       Meynert Theodor (n. a Dresden, 1833-1892). Professore di Neuro­psichiatria a Vienna, scrisse memorie di fondamentale importanza per l’anatomia del sistema nervoso.

Microcefalia (gr. micros = piccolo + cephalé= testa). Arresto generale di sviluppo del cranio e dell’encefalo, in contrasto con lo sviluppo normale della faccia.

Microglia (gr. micros = piccolo + lat. glia = colla). Particolari cellule della glia, di origine mesodermale, le quali hanno la proprietà, in alcune condizioni, di acquisire caratteri fagocitari.

Microsmatico (gr. michròs = piccolo + osmé = olfatto). Animale con il senso dell’olfatto poco sviluppato.

Midòllo (lat. medulla deriv. da medius = parte centrale, intima). Ter­mine che indica una formazione molle, racchiusa e protetta da tes­suto osseo: m. allungato; m. spinale; m. osseo

Midriasi (gr. mydriasis = dilatazione della pupilla). Termine introdotto da Galeno per indicare la dilatazione della pupilla che, transitoria-mente, si verifica in ambiente poco illuminato.

Mielòmero (gr. myelòs = midollo + méros = parte). Ciascuno dei seg­menti seriali del midollo spinale, comprendente una coppia di ra­dici, anteriore e posteriore.

Mignolo (lat. da un tema «migno» = piccolo, deriv. da minus). E il quinto dito, il più piccolo, della mano e del piede.

Milza (gr. splen, lat. lien, tedesco milz). Organo dell’addome, posto nel­l’ipocondrio di sinistra che, fondamentalmente, provvede alla distruzione dei globuli rossi, quando questi hanno espletato il loro ci­clo vitale.

Miocardio (gr. mys = muscolo + cardia = cuore). Il tessuto muscolare che forma la massa carnosa del cuore.

Miométrio (gr. mys = muscolo + métra = utero). La tunica muscolare del­l’utero costituita da una complessa architettura di fasci di cellule muscolari lisce.

Miòsi (gr. meìosis = diminuzione). Restringimento della pupilla che transitoriamente si verifica in ambiente di luce intensa. E’ la condi­zione opposta della midriasi.

Mirtifòrme Dicesi di strutture a forma della foglia o della bacca di mirto: fossetta mirtiforme, incisura del mascellare superiore, su cui si inserisce il piccolo muscolo omonimo.

Modiolo (lat. modiolus = mozzo della ruota). Porzione centrale conica della chiocciola. E scavata per accogliere il nervo cocleare e forma la parete mediale del canale della chiocciola.

Molàre (deriv. dal lat. mola = pietra da macina). Ciascuno dei denti masticatori, così denominati perché hanno la funzione di tritare, macinare il cibo.

Moll, ghiandole di… Sono le ghiandole ciliari sudoripare apocrine che sboccano sia nei follicoli delle ciglia, sia sul margine palpebrale.

       Moll Jacob Anton (n. a Rotterdam, 1832-1914). Medico di Utre­cht. Studiò particolarmente l’anatomia e la fisiologia delle pal­pebre.

Monro, fori interventricolari di… Sono le aperture che si formano tra le estremità anteriori di ciascun talamo e le colonne del fornice, mettendo in comunicazione il terzo ventricolo con i ventricoli late­rali.

       – solco ipotalamico di… E’ il solco, inciso sulla parete laterale del III ventricolo, che si estende dallo sbocco dell’acquedotto mesencefa­lico ai fori interventricolari.

      Monro Alexander (n. a Edinburgo, 1732-1817). Figlio di anatomi­sta, tenne Cattedra all’Università di Edinburgo, facendo di quella Università uno dei più celebri centri didattici del XIX secolo.

Montgomery, ghiandole areolari di… Sono le ghiandole apocrine che si osservano nell’areola mammaria; insinuano il loro corpo in profon­dità tra il muscolo areolare ed il parenchima della mammella. Pos­sono raggiungere il volume di un chicco d’uva durante la gravi­danza.

Montgomery William (n. a Fetenton, 1797-1859). Ostetrico in Dublino, pubblicò a Londra (1837) il suo lavoro sulle modificazioni della mammella in gravidanza.

Morgagni, colonne rettali di… Pliche longitudinali della mucosa rettale, ricche di plessi venosi e unite inferiormente dalle valvole semilunari.

       –      noduli di… Sono nodulini fibrosi situati nel mezzo del margine li­bero di ciascun lembo delle valvole semilunari del tronco polmo­nare.

ventricolo laringeo di… E’ l’insenatura laterale situata, da ciascun lato, tra la plica vestibolare e quella vocale della laringe.

Morgagni Giovan Battista (n. a Forli, 1682-1771). Nel 1707 fu no­minato Rettore del Teatro anatomico di Bologna e successivamente insegnò Medicina teorica a Padova. Creatore della moderna Anato­mia patologica, fu acclamato, ancor vivente, «Anatomicorum totius Europae princeps». Spirito umanistico, di grande erudizione, nelle «Lettere Emiliane» trattò dei monumenti antichi di Forlì e di Ra­venna.

Mucròne (lat. mucro-onis = punta). Antico termine dato dagli anatomi­sti alla punta del cuore.

Muller, muscolo ciliare di… È la parte del muscolo ciliare le cui fibre sono disposte in senso circolare, determinando un bordo anulare al margine anteriore e interno del muscolo.

       Mùller Heinrich (n. a Castelì, 1820-1864). Fu professore di Anato­mia a Wùrzburg. Nel 1856 pubblicava a Leipzig un ben noto studio sulla struttura della retina.

Mùller, dotti di… Sono due condotti longitudinali che si formano sulla faccia laterale del mesonefro, paralleli a quelli di Wolff e che nel ma­schio atrofizzano, mentre nella donna danno origine all’utero, alla vagina e alle tube uterine.

       Muller Johannes (n. a Coblenz, 1801-1858). Professore di Anatomia e Fisiologia a Berlino, studiò particolarmente l’organogenesi dell’ap­parato genitale.

Multifido (lat. multus = molto + findo = divido). Dicesi di formazioni che si presentano divise in più parti. Tale è il muscolo multifido che fa parte del sistema trasverso spinale. Con una serie di sottili fascetti muscolari si estende dalla faccia posteriore del sacro all’epistrofeo.

Mùscolo (lat. musculus dimin. di mus = topolino). Bizzarra denomina­zione data dagli antichi per la somiglianza che trovarono tra il mu­scolo e un topolino scorticato. I muscoli sono gli organi attivi del movimento e, a seconda che siano in rapporto con lo scheletro, o en­trino nella compagine di organi cavi sono, rispettivamente, distinti in scheletrici o striati e viscerali o lisci. Nel loro insieme costituiscono una massa di circa 30 kg. in un soggetto di 70 kg. Hanno forma va­riabilissima e prendono una denominazione che varia a seconda: della loro forma speciale (triangolare, romboide, deltoide etc.); della loro forma generale (lungo, dentato, vasto etc.); del numero dei loro capi o ventri (bicipite, tricipite, digastrico etc.); della loro struttura (semitendinoso, semimembranoso etc.); della loro localizzazione (so­praspinato, tibiale anteriore etc.); della loro inserzione (brachio-ra­diale, sternocleidomastoideo etc.); della loro azione (flessore, esten­sore, abduttore, adduttore, tensore etc.); della loro direzione (retto, obliquo, trasverso etc.), e, infine, di loro caratteristiche morfologiche contrastanti (grande e piccolo).

Mùso di tinca Porzione vaginale del collo dell’utero. Termine entrato nell’uso a partire dal XIX secolo per la somiglianza al muso della tinca.

N

Nageotte, nervo radicolare di… E’ il breve tragitto che le due radici spinali, anteriore e posteriore, percorrono nel diverticolo durale prima di fondersi a formare il nervo spinale.

Nageotte J. Istologo e medico dell’Ospedale di Bisètre. Direttore del Laboratorio di Istologia a l’École des Hautes Etudes del Colle­gio di Francia. Ha svolto interessanti studi sul sistema nervoso pe­riferico.

Narice (gr. nàrycs, lat. naris). Ciascuna delle aperture anteriori delle fosse nasali, delimitata dall’ala del naso e dal setto nasale.

Nasion Punto craniometrico impari e mediano, situato alla radice del naso, sulla sutura naso-frontale.

Nàso (ebr. nasaq = che sporge). Rilievo impari e mediano a forma di pi­ramide triangolare che si staglia al di sotto della fronte e al di so­pra del labbro superiore.

Navicolàre (lat. navicula dimin. di navis = navicella). Termine che in­dica depressioni a mò di navicella: fossa navicolare dell’uretra; osso navicolare (o scafoide) del carpo e del tarso.

Nefròne (gr. nephròs = rene + suff.-one). Unità elementare del paren­chima renale ove si elabora l’urina.

Nélaton, sfintere di… E’ un ispessimento dello strato muscolare circo­lare del retto, detto anche terzo sfintere del retto.

       –      tubercolo malare di… E’ un rilievo del lato mediale del margine Pn­stero-inferiore dell’osso zigomatico.

       Nelaton Auguste (n. a Parigi, 1807-1873). Fu professore ordinario di Anatomia e di Chirurgia a Parigi. Storicamente è ben noto per aver visitato Garibaldi ferito ad Aspromonte.

Neocerebéllo (gr. neos = nuovo + lat. cerebellum = cervelletto). È la parte filogeneticamente più recente e più estesa del cervelletto; il suo maggior sviluppo è correlato alla evoluzione della corteccia ce­rebrale.

Nérvo (gr. nèuron, lat. nervus = corda, tendine). Voce che gli antichi anatomisti usavano per indicare legamenti e tendini. Più tardi èstata riferita ai cordoni bianchi e cilindrici costituiti da fasci di fi­bre nervose che collegano il nevrasse alla periferia e viceversa. I nervi prendono denominazione a seconda della loro destinazione: auricolare, cardiaci, faciale, frenici, intercostali, linguale, glutei, etc.

Neubauer, arteria di… E’ l’arteria tiroidea ima o profonda, incostante, che può nascere dall’arco dell’aorta o dal tronco brachio-cefalico.

Neubauer Johann Ernst (n. a Giessen, 1741-1777). Professore di Anatomia e Chirurgia a Iena.

Neurite (gr. néuron). v. Assone, Cilindrasse.

Neurocranio (gr. néuron + crdnos  elmo). Scatola ovoidale, parte dello scheletro della testa, che racchiude la massa encefalica e le me­ningi.

Neuròne (gr. néuron = nervo + suff.-one). Termine non appropriato, meglio sarebbe usare quello di neurocito. È l’unità anatomica del si­stema nervoso, costituita dal corpo della cellula nervosa e dai suoi prolungamenti.

Neuropilo (gr. néuron = nervo + pilos = feltro). Rete complessa di pro­cessi neuronali che, nella sostanza grigia, occupa gli spazi tra i pire­nofori.

Nevrasse Termine che indica, nel loro insieme, l’encefalo e il midollo spinale.

Neurilémma (gr. neuron = nervo + lemma = involucro). Involucro, di va­riabile spessore, che avvolge il cilindrasse. E formato da particolari cellule satelliti, denominate cellule neurilemmali (dello Schwann).

Nevroglia v. Glia

Nissl, zolle tigroidi di… Particolari zolle cromofile del citoplasma delle cellule nervose, messe in evidenza con coloranti basici. La micro­scopia elettronica ha dimostrato che si tratta di aggregati di ci­sterne appiattite e di tubuli del reticolo endoplasmatico granulare.

       Nissl Franz (n. a Frankenthal, 1860-1919). Allievo deT Gudden, di­venne nel 1904 Direttore della Clinica psichiatrica di Heidelberg. Nel 1918 fu chiamato a dirigere l’Istituto per le ricerche sul si­stema nervoso di Monaco.

Nòdo (lat. nodus da nectere = allacciare). Termine che indica una forma­zione circoscritta di struttura diversa da quella circostante: n. seno­abiale e n. atrio-ventricolare del sistema di conduzione del cuore.

Nòduli (lat. nodulus = piccolo nodo). Formazioni rotondeggianti di va­ria natura e significato: n. linfatici; n. delle valvole semilunari e atrio-ventricolari.

Nòdulo Lobulo dell’archicerebello connesso al flocculo e collegato con i nuclei del tetto.

Nuca (ar. nucha, gr. inion, lat. occiput). La parte posteriore del collo che rimane al di dietro di un piano frontale che passa per i margini anteriori del muscolo trapezio.

Nùcleo (lat. nucleus deriv. da nux-cis = nòcciolo). E’ il costituente essen­ziale della cellula. Termine adoperato anche per indicare una parte circoscritta e distinta da peculiarità strutturali nella compagine di un organo.

Nuck, canale di… Diverticolo del peritoneo che scende nel canale in­guinale e che, nella donna, termina al grande labbro e, nell’uomo, nello scroto. Si oblitera nella vita intrauterina.

Nuck Antonius (n. a Handerwyk, 1650-1692). Professore di Medi­cina e Anatomia a Leida. Nel 1691 pubblicò la memoria dal titolo «Adenographia curiosa et uteri foeminei anatoma nova».

Nuhn, ghiandola di… È il gruppo antero-inferiore delle ghiandole salivari della lingua in prossimità della punta, a ciascun lato della linea mediana.

       Nuhn Anton (n. a Heidelberg, 1814-1889). Allievo di Tiedemann, fu professore di Anatomia all’Università di Heidelberg.

O

Obélion (gr. obelaion = sagittale). Punto craniometrico, situato sulla li­nea sagittale, tra i due fori parietali.

Obex v. Obice.

Obice (lat. obex = sbarra). Piccola connessione trasversale di sostanza grigia all’estremità inferiore della volta del IV ventricolo, tesa tra i due peduncoli cerebellari inferiori.

Occipitale (lat. occipitium = nuca). È l’osso impari posteriore del neuro­cranio. Dagli antichi anatomisti era anche chiamato «osso della me­moria» perché, riflettendo, ci si soffrega sopra. Ancora, ciò che ha relazione con l’osso occipitale: arteria occipitale, nervo occipitale, foro occipitale etc.

Occipite (lat. occipitium = nuca). È la parte posteriore della testa, confi­nante con la nuca.

Oddi, sfintere di… Ispessimento della muscolatura circolare del con­dotto coledoco, in corrispondenza del suo sbocco nella mucosa duo­denale.

       Oddi Ruggero Anatomista e chirurgo del XIX secolo. Descrisse nel 1887 lo sfintere del coledoco nella pubblicazione «D’une disposition à sphincter spéciale de l’ouverture du canal choledoque».

Ogiva (fr. ogive). E l’arco a sesto acuto (ogiva sottopubica) formato dalle due branche ischio-pubiche.

Olécrano (gr. oléne = gomito + càrenon = sommità). Voluminosa apofisi della estremità prossimale dell’ulna.

Oligodendrocito  (gr.  oligos= poco + déndron = albero + cytos = cellula). Cellula della glia caratterizzata da un soma piccolo e pochi prolun­gamenti che non possiedono pedicelli vascolari.

Oliva (lat. oliva). Termine che si attribuisce a strutture anatomiche che per la forma si assomigliano ad una oliva: o bulbare; o. pontina;. o. cerebellare (o nucleo dentato).

Ombelico (lat. umbelicus, gr. omphalòs = punto centrale). Formazione cicatriziale che rimane, dopo la nascita, nel centro della parete an­teriore dell’addome. Ancora, il punto della membrana timpanica in rapporto con l’apice del manico del martello (ombelico della mem­brana timpanica).

Omero (lat. humerus, gr. òmos = spalla). Termine che per traslato sta ad indicare l’osso lungo, pari, dello scheletro del braccio collegato alla spalla.

Omolateràle (gr. homòs = uguale + lat. latus-lateris). Termine che indica parti allo stesso lato del corpo.

Omologia (gr. homòs = uguale + lògos = parola). Termine che indica la corrispondenza di organi di uguale origine ma di differente fun­zione. Ad. es. gli arti toracici dei mammiferi sono omologhi alle ali degli uccelli.

Omoplàta (gr. omoplàte = paletta della spalla). v. Scapola.

Omotipia (gr. homòs = uguale + typos = modello). Dicesi di organi equi­valenti situati nelle due metà del corpo: l’occhio destro è omotipico all’occhio di sinistra; l’orecchia destra è omotipica all’orecchia di si­nistra etc.

Opércolo (lat. operculum = coperchio). Dicesi di struttura che ricopre una apertura o una cavità; oppure di una parte di organo che ricopre un’altra. Esempio del primo caso è l’opercolo fibroso, setto fibroso che colma il foro di coniugazione o intervertebrale; del secondo caso è l’opercolo fronto-parietale, la parte del cervello che ricopre l’insùla.

Opistion (gr. opistion = che sta dietro, posteriore). Punto craniometrico nel mezzo del margine posteriore del foro occipitale.

Opponénte (lat. opponere = contrapporre). E il termine con il quale si denomina un muscolo in base alla sua funzione. Es.: muscolo oppo­nente del pollice, muscolo che quando si contrae contrappone il pol­pastrello del pollice a quello delle altre dita.

Ora serrata (lat. ora = orlo + serratus = dentellato). È il limite festonato anteriore, a mò di orlo dentellato, della parte ottica della retina.

Orbicolàre (lat. orbicularis = di forma circolare). Denominazione di un muscolo in base alla forma: muscolo orbicolare delle palpebre, dispo­sto in cerchio intorno alle due palpebre di ciascun occhio.

Orbicolo (lat. orbiculus = piccolo cerchio). Termine con il quale si in­dica l’orbicolo ciliare, area circolare situata tra la corona ciliare e l’ora serrata. La zona, cioè, periferica del corpo ciliare della tunica vascolare dell’occhio.

Orbita (lat. orbita deriv. da orbis = cerchio). Ciascuna delle due cavità dello scheletro della testa che contiene l’occhio.

Ordeifòrme (lat. hordeum = chicco d’orzo). V. Triticea.

Orécchia (lat. auricola = orecchia). È una vistosa piega della cute rinfor­zata da uno scheletro cartilagineo. Ha forma di imbuto svasato e circonda il foro uditivo esterno.

Orecchiètta (lat. dimin. di auricola = orecchia). Evaginazione, a mò di piccola orecchia, dell’atrio di destra e di sinistra del cuore.

Orécchio (gr.oys – otòs; lat. auris per ausis da ausculto = io ascolto).

Complesso di strutture che costituiscono l’organo dell’udito e che partecipano anche alla regolazione dell’equilibrio statico e cinetico. Si distingue un orecchio esterno, un orecchio medio ed un orecchio interno.

Organo (gr. organon = strumento, organo del corpo). È il termine con il quale si indica l’associazione di tessuti diversi che si dispongono in complessi morfologicamente individuabili in grado di fornire lo strumento per una o più funzioni specializzate.

Orifizio (lat. orificium composto da os-oris = bocca e ficium = «che fa da»). Apertura che serve di sbocco o di comunicazione a un deter­minato canale o cavità. Di largo uso in anatomia come, ad es.: o. esofageo; o. anale; o. uretrale interno; o. vaginale etc.

Orlo (lat. orula, dimin. di ora = estremità, margine). Termine con il quale si indica la zona marginale di una superficie; in genere, nel senso di limite, di contorno: o. sclero-corneale; o. della fossa ovale nel setto interatriale etc.

Ormòne (gr. ormào = io stimolo). Termine suggerito per la prima volta da Starling, che lo introdusse in letteratura con il significato di so­stanza che, immessa in circolo dalle ghiandole endocrine, era in grado di stimolare l’attività di organi situati a distanza (organi ber­saglio).

Ortosimpàtico v. Simpatico.

Osteoblasto (gr. ostéon = osso + blastés = germe). Elemento cellulare do­tato della capacità di produrre i materiali necessari alla organizza­zione della sostanza fondamentale del tessuto osseo.

Osteocito (gr. ostéon = osso + cytos = cellula). Cellula specifica del tes­suto osseo, di aspetto aracniforme, ricca cioè di prolungamenti che si insinuano nei canalicoli ossei per anastomizzarsi con i prolunga­menti delle cellule circostanti.

Osteòne (gr. ostéon = osso + suff.-one). Unità istofunzionale del tessuto osseo, composta dai giri di lamelle ossee concentriche intorno a cia­scuno dei canali di Havers.

Ostio (lat. ostium = apertura). V. Orifizio.

Otolite (gr. oys-otòs = orecchio + lìtos = pietra). Ciascuna delle concre­zioni calcaree contenute nell’endolinfa dell’orecchio interno.

Otricolo (lat. utriculus dimin. di uter = piccolo otre). V. Utricolo

Ovàia (lat. ovarium deriv. da ovum = uovo). Termine introdotto nel Vo­cabolario della Crusca (XVII sec.) per indicare l’organo dell’appa­rato sessuale femminile.

P

Pacchioni, fossette di… Piccole depressioni, lungo la linea mediana, della faccia endocranica dell’osso frontale e dell’osso parietale, che danno ricetto alle granulazioni aracnoidee.

       – granulazioni aracnoidee di… Diverticoli avascolari, villosi, dello spazio subaracnoideo del seno sagittale. Possono, attraverso la dura, raggiungere la teca cranica scavandovi caratteristiche fos­sette.

Pacchioni Antonio (n. a Reggio Emilia, 1665-1726). Anatomista in Roma, fu amico e allievo di Marcello Malpighi. Collaborò nella pubblicazione delle Tavole anatomiche di Eustachio.

Pace – maker Termine anglosassone con il quale si nomina il nodo se­no-atriale del sistema di conduzione del cuore.

Pacini, corpuscoli di … Sono corpuscoli terminali nervosi lamellari, lunghi 2-3 mm, costituiti da una serie di lamelle concentriche at­torno alla espansione nervosa. Sono pressocettori indovati nel sot­tocutaneo della palma della mano e della pianta dei piedi, nei tendini, nel periostio, nel perimisio, nelle capsule articolari, nelle pareti dei corpi cavernosi e nella dura madre.

Pacini Filippo (n. a Pistoia, 1812-1883). Fu professore di Anato­mia in Firenze. Ancora studente, scopri i corpuscoli che portano il suo nome. Insigne docente e ricercatore, diede alla Anatomia un largo respiro funzionale. Spetta a Filippo Pacini di aver riven­dicato l’opera istologica di Felice Fontana.

Padigliòne (dal celt. pavilhon = imbuto). Dicesi di parte di organi che ha forma di imbuto svasato: p. dell’orecchia; p. della tuba uterina etc.

Paladino, sistema di… E’ il sistema di fibre muscolari atrio-ventrico­lan e di fibre ventricolo-valvolari, che non vanno confuse con il fascio di His. che, impropriamente, viene designato come fascio di Paladino-His.

       Paladino Giovanni (n. a Potenza, 1842-1917). Professore di Fi­siologia e Istologia all’Università di Napoli. Notevole fu il suo trattato di Istologia speciale.

Palatino (lat. dimin. di palatum = volta). È l’osso pari situato poste­riormente al mascellare e prende parte alla costituzione delle fosse nasali e del palato duro. Anche, ciò che attiene al palato: arterie palatine; canali palatini; rafe palatino; pliche palatine etc

Palato (lat. palatum = volta). È la parte superiore, o volta, della ca­vità orale che fa da diaframma tra la cavità orale e le cavità na­sali.

Palatoschisi (lat. palatum = volta + gr. schizo = fendo). Fenditura con­genita del palato, comunemente detta «gola di lupo».

Paleocerebéllo (gr. paleòs = antico + lat. cerebellum = cervelletto). Parte del cervelletto di antica formazione filogenetica, presente in tutti i vertebrati. E rappresentato da gran parte del verme e dalla parte anteriore del lobulo quadrangolare.

Palma (gr. palàme, lat. palma = palma della mano). È la parte con­cava della mano (vola manus) compresa tra il carpo e le prime falangi delle dita. Non va confusa con palmo che è una unità di misura.

Palmare (lat. palmaris). Dicesi di ciò che è situato in corrispondenza o che attiene alla palma della mano: arcate arteriose palmari; apo­neurosi palmare; legamenti palmari etc.

Palpebra (gr. blépharon, lat. palpébra). Piega mobile cutaneo-mucosa. SI distingue una palpebra superiore, più estesa, e una palpebra in­feriore che, ravvicinandosi, coprono l’occhio. Il termine potrebbe derivare sia dal verbo palpare nel senso che palpa l’occhio, sia dal verbo palpitare nel senso che ammicca.

Palpebrale (lat. palpebralis). Che appartiene o che è relativo alla pal­pebra: arteria palpebrale; legamento palpebrale; muscolo palpebrale; ptosi palpebrale etc.

Pampinifòrme (lat. pampiniformis = a forma di pàmpino). È il plesso che formano le vene spermatiche interne quando risalgono il funi­cello spermatico all’innanzi del condotto deferente.

Pancreas (gr. pan = tutto + créas = carne). Ghiandola annessa all’appa­rato digerente, con funzione esocrina ed endocrina. Il suo aspetto suggerì agli antichi anatomisti tale denominazione; la sua struttura lo fece considerare come una grande ghiandola salivare dell’ad­dome.

Paneth, cellule di… Sono elementi alquanto voluminosi di forma cilin­drica o piramidale che occupano i fondi delle ghiandole intestinali. Il citoplasma apicale ditali cellule è stipato di granuli di enzimi ad azione antibatterica (lisozima) e di enzimi ad azione proteolitica (peptidasi).

       Paneth Joseph (n. a Vienna, 1857-1890). Anatomista austriaco che nel 1887 pubblicò il suo trovato sulla rivista Zbl. Physiol. con il ti­tolo: «Fin beitrag zur Kenntnis der Lieberkuhnschen Kripten».

Panizza, forame del… E’ il foro interventricolare che normalmente esi­ste nel cuore del coccodrillo.

– nervo gustativo del… E’ il nono paio dei nervi encefalici di cui per primo il Panizza dimostrò la funzione gustativa.

       Panizza Bartolomeo (n. a Vicenza, 1785-1867). Fu allievo di G. Atti a Bologna, del Mascagni a Pisa e poi dello Scarpa a Pavia. Nel 1812 seguì Napoleone, come chirurgo militare, nella Campagna di Russia. Nel 1817 ebbe la Cattedra in Pavia, ove prodigò il suo sa­pere per 40 anni. Nel 1860 fu nominato Senatore. Docente di grande efficacia, seguì sempre l’indirizzo morfologico-comparativo. Una statua in marmo, eretta nell’Ateneo pavese, ricorda la gloriosa attività di questo insigne anatomista.

Pannicolo (lat. dimin. di pannus = panno, stoffa). Termine che si riferi­sce generalmente al pannicolo adiposo, cioè al tessuto adiposo della tela sottocutanea.

Papilla (Tat. papilla = bollicina, capezzolo). Termine che indica una pic­cola formazione, dell’ordine microscopico e macroscopico, circo­scritta e rilevata: p. dermica; p. linguale; p. renale; p. ottica; p. duode­nale etc.

Paracervice (gr. parà = presso + lat. cervix = collo). È il proseguimento del parametrio nella zona del collo dell’utero.

Paradénzio (gr. para = presso + lat. dens-dentis = dente). È così denomi­nato il complesso dei tessuti che fissano il dente nella sua sede.

Paradidimo (gr. parà = presso + dydimos = testicolo). Canalicolo a fondo cieco situato sopra la testa dell’epididimo, residuo della porzione di­tale del mesonefro.

Paramétrio (gr. parà = presso + métra = utero). E il connettivo interposto tra i due foglietti peritoneali del legamento largo, ai lati dell’utero.

Parasimpatico (gr. parà = nel senso di opposto + simpatico). V. Simpatico.

Paratiròide (gr. parà = presso + tiroide). Ciascuna delle quattro (o più) ghiandole endocrine, della grandezza di una lenticchia, situate presso la superficie posteriore di ciascun lobo laterale della tiroide.

Parénchima (gr. parà = tra + énchyma = afflusso, ciò che si spande). Ter­mine improprio derivato da un antico concetto sulla formazione dei tessuti dal sangue stravasato dalle vene. In Galeno è riferito: «paren­chyma vocant, propter-ea quod ex venis effusus sanguinis, circa vasa omnia concrescat». Rimasto nell’uso per indicare il tessuto specifico di un organo: p. epatico; p. renale; p. polmonare etc.

Parietale (lat. tardo parietalis deriv. da paries = parete). Aggettivo con il quale si indica una formazione situata in prossimità o in corrispon­denza della parete di una cavità: es. osso parietale; lobo parietale del cervello etc.

Parotide (gr. parà = vicino + oys-otòs = orecchio). La maggiore delle ghiandole salivari, situata tra il meato acustico esterno e il ramo della mandibola.

Patélla (lat. dimin. di patera = scodella, forse anche dal verbo pate­re = essere esposto). È l’osso a forma grossolanamente triangolare che modella il caratteristico rilievo del ginocchio, esponendosi sotto la cute.

Patético (gr. pathetics = appassionato). È il quarto paio dei nervi en­cefalici, detto anche trocleare, che innerva il muscolo obliquo su­periore dell’occhio. La contrazione di questo muscolo muove gli occhi nell’atto di dimostrare passione.

Pawlick, trigono vaginale di… E’ uno spazio triangolare della parete anteriore della vagina, formato dal divaricamento della colonna vaginale anteriore. Esso è in diretta corrispondeza con il trian­golo di Lieutaud del bassofondo vescicale.

Pawlick Karl (1849-1914). Anatomista tedesco che nel 1886 de­scrisse il noto triangolo nella memoria «Ùber die Hernleitersondie­rung beim Weibe».

Pécten anàlis (lat. pecten = pettine + analis = dell’ano).  E’ la zona chiara che si estende tra le valvole anali e la linea ano-cutanea. Nel suo insieme ricorda la figura dei dentelli di un pettine.

Pequet, cisterna di… E’ la cisterna del chilo, dilatazione dalla quale origina il dotto toracico e nella quale sboccano i tronchi linfatici lombari e intestinali.

       Pequet Jean (n. a Dieppe, 1622-1684). Professore di Anatomia a Montpellier; ancora studente, descrisse la cisterna che porta il suo nome.

Pedicéllo (lat. doppio dimin. di pes-pedis = piccolo piede). Piccolo prolungamento citoplasmatico di particolari cellule (podociti, astrociti) che si mette in rapporto con la membrana basale dei capil­lan sanguiferi (pedice 1li vascolari).

Pedidio (lat. pes-pedis = piede). Termine con il quale si indicano strutture in rapporto col piede: arteria pedidia; muscolo pedidio etc.

Peduncolo (lat. pediculus dimin. di pes-pedis, piccolo piede, pedun­colo). Termine variamente usato ma, in generale, nel senso di una formazione allungata, di sostegno, o risultante dal raggruppamento e dal prolungamento di elementi o di organi. Es.: peduncoli cerebel­lari; peduncoli cerebrali; peduncolo ipofisario; peduncolo del polmone; peduncolo vascolare; peduncolo della vertebra, etc.

Pélo (gr. trìcs, lat. pilus e villis). Annesso cutaneo a forma di filamento sottile, cilindrico, corneo, elastico e insensibile. I peli sono distri­buiti su tutta la cute, tranne su quella delle palme delle mani e delle piante dei piedi, della superficie dorsale dell’ultima falange delle dita, del prolabio, del foglietto interno del prepuzio, del glande del pene e del clitoride, della superficie interna delle grandi labbra e delle superfici estensorie del gomito e del ginocchio.

Pélvi (gr. péllis, lat. pelvis = catino). Il termine pelvis deriva da pelluv­ium, il catino per lavare i piedi. In Vesalio è detto: «oh lavacri si­militudinem pelvis dicenda». V. Bacino.

Péne (gr. péos, lat. pénis = coda e trasl. pene). Organo esterno dell’ap­parato genito-urinario maschile, proprio della copula. Sinonimi: asta, fallo, mentula, verga etc.

Pensa, tessuto linfoide di… E’ il connettivo reticolare della milza e delle linfoghiandole.

       Pensa Antonio (n. a Milano, 1874-1975). Allievo di Golgi e di Luigi Sala, fu prima professore di Anatomia a Sassari, poi a Parma, indi a Pavia. Ha portato larghi contributi nel campo della Istologia e della Citogia. Anatomista pregevole, ha lasciato un importante trattato di Anatomia, uno di Istologia e uno di Embriologia, ammi­revoli per la chiarezza dell’esposizione e l’originalità del contenuto. Vanta allievi di notevole prestigio quali: Borghese, Loreti, Palumbi e Rossi.

Pericardio (gr. perì intorno + cardìa = cuore). Ampio sacco membra­noso che avvolge il cuore. Consta di una parte fibrosa (pericardio fi­broso) e di una parte sierosa (pericardio sieroso).

Perication (gr. perì= intorno + càrion = nucleo). Termine con il quale si indica, talvolta, il corpo o soma della cellula nervosa.

Pericito (gr. perì= intorno + cytos = cellula). Cellula avventiziale che, in alcune sedi, si trova attorno al capillare. Sono elementi di forma ir­regolare e dotati di lunghi prolungamenti per mezzo dei quali con-traggono rapporti con le cellule endoteliali.

Pericranio (gr. perì= intorno + crànos = cranio). La parte del periostio delle ossa craniche che avvolge la superficie esterna della volta.

Perilinfa (gr. perì = intorno + linfa). Il liquido chiaro che riempie lo spa­zio tra il labirinto osseo e quello membranoso dell’orecchio interno. è anche detto «aquula Cotunnii» perché scoperto dall’anatomista napoletano Domenico Cotugno.

Perimisio (gr. perì= intorno + mys = muscolo). È la sottile lamina di connettivo lasso che avvolge fasci di fibre muscolari.

Perinéo (gr. perì intorno + inèo = evacuo). Il complesso di muscoli striati scheletrici e delle fasce che chiudono inferiormente il ba­cino. E’ una regione di forma losangica, caratterizzata dalla pre­senza, nei due sessi, dell’orifizio anale. Dagli antichi era anche no­minato «interfemineum», cioè la regione tra le cosce (in latino fe­men è la forma antica di femur = coscia).

Perinèrvio (gr. peri intorno + neu~on = nervo). È la guaina di connet­tivo denso che riveste singoli fascetti di fibre nervose che costitui­scono il nervo.

Periodònto (gr. perì = intorno + odys-odòntos = dente). Sistema di fibre connettivali che avvolge la radice del dente fissandola in parte alla gengiva e in parte alla parete alveolare.

Perionichio (gr. perì= intorno + onics = unghia). Margine sporgente del­l’eponichio che ricopre la parte prossimale della lunula dell’unghia.

Periòtbita (gr. peri= intorno + orbita). È il nome dato al periostio del­l’orbita. Si continua nel canale ottico nella parte profonda (endo­stio) della dura madre.

Periòstio (gr. perì= intorno + ostéon = osso). Membrana fibro-elastica che avvolge T’osso, ad eccezione delle superfici articolari.

Peristafilino (gr. perì = intorno + staphyle = ugola). È il termine con il quale si indicano i muscoli tensore del velo palatino (p. esterno) ed elevatore del velo palatino (p. interno).

Peritonéo (gr. periteìno = volgo intorno). È la membrana sierosa che tappezza sia le pareti della cavità addomino-pelvica, sia la super­ficie esterna di gran parte degli organi in essa contenuti. Corne­lio Celso lo definiva «quod omnia viscera continet atque con­tegit».

Perlia, nucleo di… E’ il subnucleo impari del nucleo somato-motore del terzo paio dei nervi encefalici che innerva il muscolo eleva­tore della palpebra.

       Perlia Richard Anatomista del XIX secolo che nel 1889 pubblicò il suo trovato col titolo «Die Anatomie des Oculomotoriuskernes beim Menschen».

Peròne (gr. peròne = fermaglio). V. Fibula.

Peronèo (gr. peròne = fermaglio). Dicesi di ciò che è relativo al pe­rone: muscolo peroneo; nervo peroneo etc.

Petit, triangolo lombare di… E’ il triangolo osteo-muscolare che si delimita tra la cresta iliaca, il margine posteriore del muscolo obliquo esterno e il margine laterale del muscolo grande dorsale. È un punto debole della parete dell’addome che può dar luogo alle ernie lombari.

       Petit Jean.Louis (n. a Parigi, 1664-1750). Allievo di Littre, fu dapprima chirurgo militare, poi tenne scuola privata di Anatomia e Chirurgia a Parigi.

Pettinea (lat. pecten-inis = pettine). È la cresta ossea (cresta pettinea) lineare e rugosa che continua la linea innominata sulla branca ileo-pubica. E così denominata anche la linea rugosa sulla faccia posteriore della epifisi prossimale del femore (linea pettinea).

Pettineo (lat. pecten-inis = pettine). Muscolo della regione supero-me­diale della coscia che origina dalla cresta pettinea dell’osso del-l’anca e si inserisce alla linea pettinea del femore. Dagli antichi anatomisti veniva denominato «musculus lividus» per il colorito che prende nel cadavere, imbevendosi del sangue che trasuda dalla vena femorale che si adagia sopra di esso.

Pétto (gr. stéthos, lat. pectus). È la regione anteriore del torace, opposta al dorso. Si vuole che pectus derivi da pecten, pettine, atteso che in forma di pettine si presenta il torace nello scheletro; e da altri dal persiano petck= amplesso.

Pettorale (lat. pectoralis = del petto). Dicesi di ciò che è relativo al petto: muscolo pettorale grande e piccolo; fascia pettorale; etc.

Peyer, placche di… Sono i follicoli linfatici agminati che si rinvengono in vari tratti dell’intestino ileo.

Peyer Johann Conrad (n. a Schaffousen, 1653-1712). Studiò a Pa­rigi seguendo le lezioni di Duverney. Fu professore nella sua città e membro dell’Accademia dei Curiosi. Descrisse il suo trovato nella «Exercitatio anatomico-medica de glandulis intestinorum».

Piano (lat. planus). Termine usato in anatomia per indicare una superfi­cie piana ideale, corrispondente ad una funzionalità di ordine astratto: p. di simmetria; p. frontale; etc.

Piéde (lat. pes-pedis). Massimamente è l’ultimo segmento dell’arto infe­riore, ma è termine usato per indicare anche la parte inferiore o posteriore di una formazione anatomica: piede del peduncolo cere­brale; piede della seconda e terza circonvoluzione frontale; piede del­l’ippocampo etc.

Piéga V. Plica.

Pilastro (gr. parastàs = pilastro, colonna). Voce con la quale si indicano formazioni mucose, muscolari e fibrose a forma di pilastro: p. palatino dell’ugola; p. del diaframma; p. dell’aponevrosi del muscolo grande obliquo etc.

Pilòro (gr. pyloròs = portiere). È l’orifizio per cui lo stomaco comunica con il duodeno, munito di una robusta muscolatura anulare (sfintere pilorico).

Pineale (lat. agg. di pinea = pigna). Ghiandola endocrina, impari e me­diana, a forma di piccola pigna, lunga circa 1 cm., che appartiene al diencefalo. V. anche Epifisi.

Pinealocito (lat. pinea = pigna + gr. cytos = cellula). È la cellula descritta come tipica della ghiandola pineale.

Piramidàle (lat. tardo pyramidalis). Voce con la quale si indicano varie strutture, dell’ordine macro e microscopico, che richiamano la figura di una piramide: cellule piramidali della corteccia cerebrale; muscolo piramidale; osso piramidale della fila prossimale del carpo, etc.

Piràmide (gr. pyramìs-pyramidos). Dicesi di strutture che hanno forma di piramide: p. del Ferrein del rene; p. del Lalouette della tiroide; p. del midollo allungato; p. del temporale etc.

Pirenoforo (gr. pyrén = nocciolo + phéro = porto). Termine con il quale si indica il soma (o corpo) della cellula nervosa; cioè, la parte della cel­lula che contiene il nucleo.

Pirifòrme (gr. pyr – pyròs = fiamma). Dicesi di strutture che mostrano la forma a mò di fiamma: muscolo piriforme; apertura piriforme delle ca­vità nasali; lobo piriforme della corteccia olfattiva etc.

Pirogoff, triangolo di… È il triangolo ipoglosso-ioideo, delimitato tra il tendine intermedio del muscolo digastrico, il nervo ipoglosso e il margine posteriore del muscolo miloioideo. E’ punto di ritrovamento per l’arteria linguale.

       Pirogoff Nicolais Ivanovic (n. a Mosca, 1810-1881). Laureatosi a Mosca, si specializzò in chirurgia a Berlino e a Gottinga. Fu catte­dratico di Chirurgia a Dorpat e nel 1841 fu chiamato come profes­sore all’Accademia medico-chirurgica di Pietroburgo.

Plantàre (lat. plantaris). Di ciò che è relativo alla pianta dei piedi: arterie plantari; aponevrosi plantare; legamenti plantari, etc.

Platisma (gr. platys  largo). Muscolo cutaneo largo e sottile che si estende dalla regione inferiore del viso sino a quella superiore del torace. Sono sinonimi: m. latissimo del collo, m. pellicciaio del collo; m. sottocutaneo del collo.

Plésso (lat. tardo plexus  intrecciatura). Termine che indica il varto modo di unione o di intreccio tra i vasi e tra i nervi. Es. plesso nervoso cervicale; plesso nervoso cardiaco; plessi venosi rettali; plessi corioidei; plesso linfatico ascellare etc.

Pléura (gr. pleyrà – lato costa). Ciascuna delle membrane sierose, de­stra e sinistra, che avvolge il polmone. E detto in Mondino: «Membrana costas succingens, vulgo pleura dicta».

Plica (lat. plica = piega). Termine largamente usato per indicare qual­siasi ripiegatura, ispessimento o sollevamento di una mucosa, di una sierosa, di una fascia, di una aponeursi e della cute; es. p. ileo-cecale; p. interureterica; p. falci fornie; p. retto-uterina; p. vocale; pliche gastriche; p. semilunari del colon; p. di Allan-Burns etc.

Pneumocìto (gr. pneumon = polmone + cytos = cellula). È l’elemento epiteliale dell’alveolo polmonare. Si distinguono pneumociti di primo e di secondo tipo.

Podocito (gr. p;s-podo;s = piede + cytos = cellula). È l’elemento cellulare del foglietto viscerale del corpuscolo renale; si mette in intimo rapporto con i capillari del glomerulo mediante prolungamenti (pe­dicelli).

Polimastia (gr. polys = più + mastòs = mammella). È il termine con il quale si indica la presenza congenita di mammelle sovrannume­rane.

Politelia (gr. polys = più + thele = capezzolo). V. Ipertelia.

Pòllice (lat. pollex-pollicis). ~ primo, il più grosso e il più forte dito della mano. Il termine pollex deriva dal verbo polleo che significa «io vaglio, io ho molta forza».

Polmòne (gr. pneymon da pneo = respiro). Organo essenziale della re­spirazione di tutti i vertebrati, ad eccezione dei pesci ove è sosti­tuito dalle branchie.

Pòlo (gr. pòlos – asse pernio). Termine che indica la parte di un or­gano posta agli estremi del suo asse maggiore o principale: es.: p. del rene; p. frontale; p. occipitale; p. del cristallino etc.

Polpa (lat. pulpa). Termine usato in pochi casi e sta ad indicare la parte parenchimatosa di un organo: p. dentaria; p. rossa e p. bianca della milza. In latino il termine pulpa significa propriamente «carne senza osso e senza grasso».

Polpaccio (lat. pulpa ed anche sura). La massa carnosa e prominente che forma la scultura posteriore della gamba.

Pomo di Adamo Caratteristica prominenza nella regione mediana, an­teriore del collo, particolarmente rilevata nel maschio. Nei testi in lingua latina veniva indicato: «Nodus gutturis» e «Pomum viri» da vir uomo, che in arabo dicesi adam.

Pònte di Varòlio (lat. pons-pontis). Un robusto nastro di sostanza bianca e di cellule sparse, disposto trasversalmente tra il bulbo in­feriormente e il peduncolo cerebrale del mesencefalo che gli sta in sopra. V. Varolio.

Pòrion (gr. pòros = passaggio, apertura). Punto craniometrico posto sul margine superiore del foro (o meato) uditivo esterno.

Pòro (gr. pòros = apertura). Termine con il quale si indica una apertura o un foro di dimensioni variabili, ma per lo più microscopiche, che si apre sulla superficie di un organo: p. gustativo; p. sudoriparo etc.

Porziòne (lat. portio-portionis). Parte di un organo caratterizzata da una specifica struttura o da determinati rapporti topografici: es.: p. addominale dell’uretere; p. cervicale della trachea; p. vaginale del collo dell’utero (portio intermedia) etc.

Poupart, legamento di… È il legamento teso tra la spina iliaca ante­rior-superiore e il tubercolo del pube. E anche detto legamento inguinale, arcata inguinale di Falloppia.

       Poupart Francois (n. a Mans, 1661-1709). Si laureù a Parigi dopo aver seguito i corsi di Storia naturale al «(ardin du Roi». Si applicù con passione agli studi di Anatomia comparata che avevano avuto un precursore nel napoletano Marco Aurelio Severino.

Prepuzio (gr. pro = innanzi + posthion = membro virile, lat. praeputium). Riflessione della pelle del pene che avviluppa il glande senza ade­rirvì.

Pròcero (lat. procerus = allungato). Piccolo muscolo allungato che si porta dallo scheletro della radice del naso alla cute della regione in­ter-sopraciliare. E probabile che il termine derivi dal greco pro avanti e ceràs corno, per indicare la sua posizione sulla fronte.

Procésso (lat. processus = sporgenza). Rilievo, assai sbalzato, che si sol­leva da una superficie ossea: p. acromiale; p. coracoideo; p. palatino; p. stiloide etc.

Prognatìsmo (gr. prò = avanti + gnàtos = mandibola). Termine con il quale si indica quella condizione di accentuata prominenza della mandibola.

Promontòrio (lat. promuntorium dal verbo prominere = sporgere). E’ l’angolo sacrovertebrale che sporge anteriormente sul versante po­steriore dello stretto superiore del bacino. E così denominato an­che il rilievo della parete mediale del cavo del timpano.

Pronatòre (lat. pronator deriv. da pronus = chino). Termine con il quale sì denomina un muscolo che produce il movimento di pronazione: p. rotondo e p. quadrato dell’antibraccio.

Pronaziòne (lat. pronus = chino). Movimento di rotazione del radio sul­l’ulua, con il risultato che il pollice da laterale diventa mediale.

Propriocettiva (inglese proprioceptive). Varietà di sensibilità che insorge all’interno di un organo (come muscoli, fasce, articolazioni etc.) mediante la quale i centri superiori del nevrasse vengono informati della posizione del corpo e delle sue parti.

Protopatica (gr. protos = primo + pathicòs = sofferenza). Forma primitiva di sensibilità che permette cli apprezzare stimoli nocicettivi (dolore, temperatura) senza consentire, tuttavia, la localizzazione dei punti cli applicazione.

Prossimale (lat. proximo = sono vicino). Termine con il quale si indica una parte di un arto più prossima al suo attacco al tronco. Ad es., l’omero è un osso prossimale rispetto all’ulua e l’uma, a sua volta è prossimale nei confronti del corpo.

Prostata (terminologia incerta). Voce che non compare in alcun testo greco ne in Galeno. Vesalio la definisce «corpus glandosum quocì prostat» nel senso che sta innanzi al retto). organo ghiandolare im­pari e mediano, della grandezza di una castagna, annesso all’uretra maschile. Abbraccia il tratto iniziale dell’uretra, sotto la vescica e al davanti del retto.

Pseudo (gr. pseydòs = falso). Prefisso di alcune voci di cui modifica il si­gnificato, nel senso di cosa che simula un’altra. Es. epitelio pseudostratificato etc.

Psoas (gr. psòa = lombo). È il termine con il quale si indica il complesso muscolare della regione posteriore dell’addome che Origina dai corpi e dai processi trasversi delle vertebre lombari e si inserisce ai piccolo trocantere del femore.

Ptòsi (gr. ptòsis = caduta). Termine che indica la perdita dei normali rapporti di un organo con quelli circostanti. In genere, sposta-mento verso il basso di un organo: p. renale; p. del colon; p. dello stomaco etc.

Pùbe (lat. pubes). Voce di etimologia incerta che indica la regione ipo­gastrica la cui cute si ricopre di peli alla pubertà.

Pudéndo (lat. pudendus = di cui ci si vergogna). Relativo alla regione dei genitali (organi del pudore). Es. vasi pudendi; nervo pudendo etc.

Pulvinar (lat. pulvinar = guanciale). Nucleo posteriore, sporgente del ta­lamo. La denominazione gli deriva dal fatto che si pone a mo’ di cuscino sul talamo.

Pupilla (lat. pupilla dimin. di pupa = bambina). Forame circolare, aperto quasi nel mezzo dell’iride, per il quale penetrano nell’occhio i raggi luminosi. Bauhin la denominava «fenestra oculi». Il termine pu­pilla, alquanto bizzarro, potrebbe derivare dal fatto che l’immagine per tale foro giunge impicciolita sulla retina. Anche in napoletano è detta nennella, fanciulla.

Purkinje, cellule di… Sono le grandi cellule allineate nello strato medio della corteccia cerebellare.

– rete di… E’ la rete di fibre miocardiche specifiche che si distende nello strato sottoendocardico dei ventricoli.

       Purkinje Johannes Evangeliste (n. a Libochovitz, 1787-1869). Fu professore di Fisiologia e Patologia a Breslan e di Fisiologia a Praga.

Putàmen (lat. putamen = guscio). Parte laterale del nucleo lenticolare che, a mo’ di guscio, avvolge il globo pallido.

Q

Quadràto (lat. quadratum). Voce adoperata per indicare muscoli che per forma ricordano la figura piana di quattro lati uguali: muscolo qua­drato dei lombi; muscolo quadrato del femore; muscolo quadrato del labbro inferiore etc.

Quadricipite (lat. quatuor = quattro + caput-capitis = capo). E’ così deno­minato il robusto muscolo anteriore della coscia per i suoi quattro capi di origine: muscolo quadricipite femorale.

Quadrilatero (lat. tardo quadrilaterus). Dicesi di figura anatomica rife­rita o circoscritta da quattro lati: q. di Bazy, proiezione della pelvi renale sulla parete posteriore dell’addome, compresa tra una linea verticale laterale distante 5 cm. dalla linea delle apofisi spinose, medialmente dalla linea latero-vertebrale, in sopra e in sotto da due linee orizzontali passanti per il centro del corpo della I e Il verte­bra lombare; q. di Grynfeltt, delimitato in sopra dal margine infe­riore del muscolo dentato posteriore inferiore, medialmente dal margine laterale del quadrato dei lombi, lateralmente e in alto dal margine inferiore della XII costa, lateralmente e in basso dal mar­gine posteriore dell’obliquo esterno; q. omero-tricipitale di Velpeau, delimitato dall’omero lateralmente, dal muscolo grande e piccolo rotondo in sotto e in sopra, medialmente dal capo lungo del mu­scolo tricipite: in tale spazio transitano il nervo ascellare e l’arteria circonflessa posteriore dell’omero; q. retromeatale (area di MacEven), piccola area posta dietro il meato acustico esterno che copre l’antro mastoideo; q. di Pierre-Marie, è il quadrilatero disegnato dai quattro centri corticali motori e sensoriali del linguaggio.

Quàrto (lat. quartus. Numerale ordinale di quattro). E uno degli ordi­nali con i quali si indica la successione di formazioni anatomiche: quarto paio dei nervi encefalici; quarto ventricolo; quarta costa; quarto nervo intercostale ete.

R

Rachischisi (gr. ràchis = rachide, colonna vertebrale + schizo = fendo). Malformazione congenita della colonna vertebrale caratterizzata da una fenditura dell’arco per mancata fusione delle lamine (spina bi­fida).

Radiale (lat. radius = raggio). Dicesi di formazioni pertinenti all’osso ra­dio o che trovansi nell’avambraccio o nella mano dal lato di que­st’osso: arteria radiale; nervo radiale etc.

Radiaziòne (iat. radiatio-onis). Dicesi di fasci di fibre che da un nucleo si irradiano verso la corteccia cerebrale. r. acustica, dal corpo genicolato mediale alla corteccia temporale trasversa; r. del corpo cal­loso, dal corpo calloso alla corteccia cerebrale. r. ottica, dal corpo genicolato laterale alla corteccia occipitale prossima alla scissura calcarina; r. talamiche, dai nuclei del talamo alla corteccia cerebrale etc.

Radice (lat. radix). Termine ampiamente usato in anatomia per indicare ogni parte considerata come origine di un’altra: r. del dente; r. ner­vosa; r. della vena porta; r. del mesentere; r. del naso; r. del pelo; r. della lingua; r. dell’unghia etc.

Radio (lat. radius = raggio, bastoncino). Osso itingo, pari, che, insieme all’ulua, forma lo scheletro dell’avambraccio.

Rafe (gr. raphé = cucitura). Termine con il quale si indica una linea sporgente, simile ad una cucitura, che si trova sulla linea mediana del corpo o che si produce dalla riunione di due metà laterali dì un organo: r. del pene;r,. dello scroto; r. faringeo; r. palatino etc.

Ramo (lat, ramus). Termine ampiamente usato in anatomia per indicare un elemento secondario che si diparte da uno principale: r. bron­chiale; r. dell’ischio: r. della mandibola; r. di un’arteria; r. di un nervo etc.

Ranina Nome che prende sia l’arteria linguale quando si dirige verso la punta della lingua, sia la vena che nasce dalla punta della lingua e scende sulla sua faccia inferiore. La denominazione di «ranina» fu data da Berengario a questa vena per il suo colorito verde-giallastro, somigliante a quello della cute della rana: «venae insignes sub lingua, raninae dictae sunt ob colorem (venae virides)»; deno­minazione che fu estesa pure all’arteria: «ramum arteriae lingualis, possis raninum dicere a venae sociae nomine».

Ranvier, arterie di tipo muscolare di… Sono le arterie di medio calibro nella cui tonaca media prevalgono le fibrocellule muscolari lisce.

       strozzamenti anulari di… Sono gli avvallamenti sequenziali tra cel­lula e cellula di Schwann lungo la fibra nervosa (nodi di Ranvier).

Ranvier Luigi, (n. a Lione, 1855-1922). Direttore del Laboratorio istologico del Collegio di Francia a Parigi e successivamente Diret­tore della Cattedra di Anatomia.

Rathke, tasca di… Diverticolo della porzione superiore dello stomodeo che costituisce l’abbozzo della parte epiteliale dell’ipofisi.

       Rathke Martin (n. a Danzica, 1795-1860). Studiè a Gòttingen e a Berlino. Fu professore di Fisiologia a Dorpart e poi di Anatomia a Kònigsberg.

Realdo Colombo (n. a Cremona, 1510-1559). Successore di Vesalio alla Cattedra di Anatomia di Padova, insegnà alla Sapienza in Roma per circa un decennio. Eseguì dissezioni pubbliche a Pisa e alla fine del 1545 diventè il primo professore di Anatomia a tempo pieno dell’Università di Pisa. Fu grande amico e medico di Michelangelo che avrebbe dovuto illustrare un suo testo di anatomia, cosa che sfortunatamente non fu realizzata. Infatti il «De re anatomica» èsenza illustrazioni. Insieme allo spagnolo Miguel Serveto, Colombo è considerato uno degli scopritori «della piccola circolazione».

Recésso (lat. recessus = rientranza, cavità, seno). Voce variamente usata per indicare cavità ossee, tasche o nicchie connettivalì e sierose: r. epitimpanico; r. duodenale; r. faringeo; r. pineale; r. subepatico etc.

Regiòne (lat. regio-onis). Ciascuna delle aree di superficie in rapporto con importanti organi o visceri, a limiti convenzionalmente stabi­liti, in cui si suddivide la topografia del corpo umano: r. ascellare; r. epigastrica; r. inguinale; r. lombare; r. mammaria etc.

Reil, insula di… È il piccolo lobo cerebrale situato nel fondo della scis­sura di Silvio.

nastro di… È il nastro di fibre della via sensitiva bulbo-talamica, che ascende nel tronco encefalico, dopo l’incrociamento a livello bulbare.

       Reil Johann Christian (n. a Greifswald, 1780-1829). Allievo di Ro­senthal a Berlino, fu professore di Clinica medica ad Halle. Pro­fondo studioso della anatomia del sistema nervoso.

Reinke, cristalli di… Caratteristici cristalli di sostanza proteica, inclusi nel citoplasma delle cellule interstiziali del testicolo.

Reinke Friedrich Berthold (n. a Ratzeburg, 1862-1917). Prosettore e poi professore di Anatomia a Wiesbaden. Pubbìicù nel 1896 su A. Mikr. Anat. il suo studio «Uber Kristlaloidbildungen in den interstitiellen Zellen des Menschlichen Hodens».

Reisseisen, muscolo di… E’ lo strato muscolare dell’albero tracheo­bronchiale che si segue sin nei bronchi intralobulari. Reisseisen Francois Daniel (1775 – 1828). Anatomista tedesco degli inizi del XIX secolo che si occupè particolarmente della struttura dell’albero respiratorio.

Reissner, membrana vestibolare di… E’ la membrana sottile, traspa­rente, che costituisce la parete anteriore del canale cocleare ed èvolta verso la scala vestibolare della chiocciola.

       Reissner Ernst (1824-1878) Professore di Anatomia a Dorpart. Studiù particolarmente l’orecchio interno. Descrisse la membrana che porta il suo nome nella dissertazione «De auris internae forma­tione».

Réne (gr. nephròs, lat. ren-renis dal verbo greco rhin= scorrere). Cia­scuno dei due organi principali dell’apparato urinario, situati nella regione posteriore, alta dell’addome, deputati alla produzione dell’urina. Secondo i più, il ren-renis dei latini non è che una modifica­zione del celtico-gallico airnean (rene).

Renshaw, cellule inibitorie di… Sono particolari interneuroni che stabi­liscono una inibizione a feed-back.

       Renshaw Birdsey (1911-1948). Eminente neurobiologo americano, morto di poliomielite quando era ancora molto giovane. Scoprì le cellule inibitorie cui Eccles diede il nome.

Restifòrme (lat. restis = corda + forma). E’ ciascuno dei cordoni che si sni­levano dalle pareti laterali del triangolo bulbare del IV ventricolo.

Retzius, area piumiforme di… E’ la porzione laterale dell’ala bianca in­terna del pavimento del IV ventricolo.

– strie dello smalto di… Strie brune, regolarmente parallele, che cor­rono sullo smalto dentale.

       Retzius Gustaf Magnus (n. a Stoccolma, 1842-1919). Si laureò a Lund e, giovanissimo, fu nominato professore di Istologia nell’«Isti­tuto Carolina». Passò poi alla Cattedra di Anatomia.

Retzius, legamento frondiforme di… Antica denominazione del retina-colo inferiore dei muscoli estensori del piede.

– spazio di… E’ lo spazio retropubico, sottoperitoneale, tra pube e ve­scica.

      Retzius Andreas Adolf (1796-1860).

Réte (lat. rete-is). Intreccio di vasi o di nervi che, anastomizzandosi tra di loro, formano maglie più o meno larghe ed irregolari: r. arteriosa del gomito; arteùosa del ginocchio; r. capillare linfatica; r. venosa dor­sale della mano; r. sottoendocardica del Purkinje etc.

Reticolare (lat. reticularis = simile a rete). Formazione reticolare del tronco encefalico.

Reticolo (lat. reticulum dimin. di rete). Rete sottilissima di fibrille che costiutisce la trama del tessuto connettivo.

Rétina (lat. mediev. retina). Tunica interna dell’occhio di natura nervosa. Il termine fu adottato dagli antichi anatomisti perché, quasi a foggia di rete, circonda l’umor vitreo dell’occhio. «Extremitas nervi con­cavi comprehendit vitreum, sicut rete comprehendit venationem (preda), quapropter nominatur Retina».

Retinàcolo (lat. retinaculum = mezzo per trattenere). Ispessimento della fascia profonda che, in corrispondenza dei polsi e delle caviglie, forma dei legamenti che trattengono in situ i tendini dei muscoli: r. degli estensori e r. dei flessori del carpo; r. laterale della rotula etc.

Retto (lat. rectus). Termine che indica qualunque formazione anatomica posta dall’alto in basso od in Tinea retta, o, ancora, che non presenta, nella sua lunghezza, né curvatura, né flessione. Es.: muscolo retto del­l’addome; muscolo retto del femore; muscoli retti posteriori del capo etc.

intestino… Ultimo tratto dell’intestino crasso, lungo circa 15 cm., si­tuato tra il colon sigmoide e l’ano. Per vero, questo tratto dell’inte­stino non è rettilineo ma, la denominazione assegnatagli da Galeno, e riportata da Mondino, si deve al fatto che il primo lo descrisse negli animali.

Richet, fascia di… E’ una formazione fibrosa ad andamento trasversale, denominata anche fascia umbelicalis, situata nella regione ombelicale, dietro la linea alba, con la quale forma un breve tragitto, detto anche canale ombelicale.

       Richet Louis Dominique Alfred (n. a Dijon, 1816-1891). Fu aiuto di Anatomia a Parigi e poi professore di Clinica chirurgica. Si deve a lui anche la descrizione della fascia clavi-coraco-ascellare.

Rima (lat. rima = fessura). Dicesi della fenditura che si stabilisce tra due formazioni anatomiche adiacenti: r. labiale; r. glottidea; r. palpebrale, r. pudenda.

Rinencéfalo (gr. rhis-rhinòs = naso + encephalòs = cervello). È l’organo ol­fattivo del telencefalo posto nella faccia inferiore del lobo frontale ed è costituito dal lobo olfattivo e dalla regione paraolfattiva.

Rinofaringe (gr. rhìs – rhinòs = naso + faringe). È la parte superiore del ca­nale faringeo, in rapporto con le coane, che si estende dalla base del cranio al margine posteriore del palato molle.

Rinolalia (gr. rhìs – rhynòs = naso + laleo = io parlo). Alterazione della voce che assume un timbro nasale. Si verifica, in genere, quando il pa­lato è più breve che di norma.

Riolano, indicatore di… E’ il muscolo estensore proprio dell’indice, che, quando si contrae, estende l’indice nell’atto di indicare.

       mazzetto di… E il mazzetto di muscoli e di legamenti che si spic­cano dal processo stiloideo dell’osso temporale.

       Riolan Jean (n. a Parigi, 1577-1657). Studiù a Parigi e in quella Università fu professore di Botanica e Anatomia. Medico di fiducia di Maria de’ Medici, accompagnè la principessa nel suo esilio.

Rivino, condotti di… Antica denominazione dei condotti delle ghian­dole sottolinguali minori.

       –      incisura di… E’ l’incisura timpanica, delimitata tra la grande e la piccola spina timpanica. Nel neonato, vi corrisponde l’apertura, in alto, dell’anello timpanico.

Rivino Johann August (1652-1723). Nome latinizzato di Ba­chmann. Fu medico in Leipzig, e si dedicè ampiamente alle disse­zioni anatomiche. Nella sua dissertazione «De auditus vitiis», de­scrisse l’incisura che porta il suo nome.

Rocca (ar. ruhn, lat. volgare rocca = fortezza). E la rocca petrosa (o rupe) del temporale, la porzione dura, prominente a mo’ di grossa piramide, dell’osso temporale. E parola mediterranea data per simi­litudine a questa parte del temporale perché custodisce importanti formazioni, tra le quali l’orecchio interno.

Rolando, scissura di… E’ il solco primario che separa il lobo frontale del cervello da quello parietale.

–     sostanza gelatinosa di… Straterello chiaro che inguama la testa del corno posteriore del grigio spinale.

Rolando, tubercolo cinereo di… Piccola prominenza grigiastra che sporge sulla faccia laterale del bulbo nella parte inferiore del solco retro-olivare. Corrisponde alla testa del corno posteriore ed appar­tiene alla porzione inferiore del nucleo sensitivo del trigemino. Rolando Luigi (n. a Torino, 1773-1851). Compì gli studi di medi­cina a Torino e si perfezionà a Firenze sotto la guida di Mascagni. NcT 1809 fu nominato professore di Anatomia a Sassari e nel 1814 fu chiamato alla Cattedra di Anatomia della Università di Torino. Fu medico di Vittorio Emanuele I.

Romboide (gr. rombos = losanga + eìdos = a forma di). Nome dato a due muscoli, tenendo conto della loro figura geometrica: muscoli grande e piccolo romboide, situati tra scapola e colonna vertebrale.

Romiti, linea del… E’ la linea, al limite inferiore dell’ovario, che segna il confine tra epitelio ovarico e sierosa peritoneale.

       muscolo episternale posteriore di… E’ una varietà del muscolo trian­golare dello sterno.

Romiti Guglielmo (n. a Pisa, 1850-1956). Studiù medicina e Pisa e a Firenze. Giovanissimo vinse contemporaneamente la Cattedra di Ostetricia e quella di Anatomia. Optò per quest’ultima ed ebbe Cattedra a Siena e poi all’Università di Pisa. Nei cinquant’anni di attività scientifica non vi fu campo delle discipline anatomiche al quale non portà il fervido impegno del suo sapere. Fu giustamente detto il padre spirituale degli anatomisti italiani. Ebbe significativi riconoscimenti in campo europeo: fu proclamato dottore in Medi­cina «honoris causa» dalle Università di Aberdeen (Scozia) e di Gi­nevra. Ebbe tra i suoi allievi: Dante Bertelli, Chiarugi, Salvi, Sterzi e Valenti.

Rosenmùller, organo di… È l’epoophoron posto nello spessore del le­gamento largo (v. Epooforo).

       recesso faringeo di… È la depressione che sta dietro alla plica sai­pingo-faringea della parete laterale della faringe.

       Rosenmùller Johann Christian (1771-1820). Prosettore del Teatro anatomico e poi professore di Anatomia nella Università di Leip­zig. Pubblicè nel 1802 la memoria «De ovariis embr,’onum et foe­tuum bumanorun’».

Rosenthal, canale spirale di… Canale continuo ad andamento spirale, situato nella parte periferica del modiolo della chiocciola; contiene il ganglio spirale del Corti.

       Rosenthal Friedrich Christian (1780-1829). Professore di Anatomia e Fisiologia a Greifswald. Nel 1823 descrisse il canale che porta il suo nome nella memoria «Ueber den Bau der Spindel».

Rostrale (lat. rostrum = becco, rostro). Termine impiegato per indicare la posizione di parti dell’organismo in rapporto con la estremità su­periore (o cefalica) del corpo, in opposizione a caudale.

Ròstro (lat. rostrum = becco, rostro). Prolungamento ricurvo, a forma di becco, di un organo: r. del corpo calloso; r. dello sfenoide etc.

Ròtula (lat. rotula dimin. di rota = piccola ruota). V. Patella.

Ruffini, anse avviticciate… Sono terminazioni nervose libere costituite da numerosi avvolgimenti nelle papille del derma.

– corpuscoli del… Sono i corpuscoli nervosi terminali, fusiformi, dello strato profondo del derma, del sottocutaneo e del connettivo peri­misiale, dotati di una sottile capsula che avvolge un cilindrasse ra­mificato in folte espansioni a mo’ di varici e di spine.

       – fibrille ultraespansionali di… Sono le fibrille che si dipartono dall’a­pice dei corpuscoli nervosi terminali, per formare o nuovi corpu­scoli o espansioni libere.

       Ruffini Angelo (n. a Pretare, 1864-1929). Compì gli studi di medi­cina a Bologna. Nel 1901 fu nominato settore capo dell’Istituto di Anatomia a Siena e due anni più tardi professore incaricato di Em­briologia. Nel 1912 fu chiamato a coprire la Cattedra di Istologia e Fisiologia generale nella Università di Bologna. Applicando il me­todo al cloruro d’oro ottenne risultati di sorprendente finezza nello studio di terminazioni nervose, tra le quali i corpuscoli che portano il suo nome. Profondo studioso delle questioni dell’origine della forma, raccolse tutto il suo lavoro nella originalissima opera Fisioge­nìa. Studioso entusiasta e di vasta cultura, ha lasciato un vibrante ricordo nei suoi allievi: Della Volta, Lambertini, Lanzi, Marchetti, Palmieri e Rondinini.

Rùga (lat. ruga dal celt. gallico rug = solco, grinza). Ciascuno dei solchi che si disegnano sulla cute del volto e specialmente della fronte Ancora, le pieghe trasverse della mucosa vaginale, rughe vaginali.

Rupe (lat. rupes = roccia). V. Rocca.

Ruysch, epitelio di… La voce «epitelio» (gr. epi  sopra + télos = capez­zolo), fu introdotta nel 1715 da questo Autore per indicare l’epi­dermide che ricopre il capezzolo e che egli riuscì a separare, me­diante bollitura, dallo strato papillare del derma. Successivamente, il concetto di epitelio si estese a tutti i rivestimenti di superficie delle mucose.

       Ruysch Frederic (1658-1751)). Laureatosi a Leida, fu professore di Anatomia e di Chirurgia ad Amsterdam. Fu socio dell’Accademia Reale delle Scienze di Parigi, della Società Reale di Londra e del­l’Accademia dei Curiosi della Natura. Il suo laboratorio di Anato­mia fu frequentato da Scienziati, uomini politici, Principi e persino dallo Zar Pietro I per la curiosità di vedere le sue meravigliose pre­parazioni.

S

Sacculo (lat. dimin. di saccus = piccolo sacco). Termine riferito alla pic­cola vescichetta del labirinto membranoso dell’orecchio interno, posta nel vestibolo, al di sotto dell’otricolo. E sede di un’area sen­soriale.

Sacro (lat. tardo sacrum). E’ l’osso che completa inferiormente la co­lonna vertebrale ed è formato dalla fusione delle cinque vertebre sacrali. Trae la sua bizzarra denominazione dal fatto che nei sacri­fici pagani, quella parte dell’animale che conteneva tale osso veniva riservata per il sacerdote. Gli antichi lo chiamavano anche «verte­bra magna».

Saféna (ar. alssafi, gr. saphenés = evidente). Nome dato a ciascuna delle due vene superficiali dell’arto inferiore, distinte in grande e piccola safena. La denominazione deriva dal fatto che il decorso si eviden­zia attraverso la cute.

Sala, cellule di… Sono piccole cellule nervose vegetative indovate tra le maglie del plesso periacinoso del pancreas esocrino.

Sala Luigi (1865-1950). Allievo del Golgi e maestro di Antonio Pensa. Fu professore di Anatomia nell’Università di Pavia.

Salvatélla (lat. salvatella dimin. di salvus = sano). Antica denominazione della vena superficiale che serpeggia sulla faccia dorsale della mano in corrispondenza del IV metacarpale e che concorre alla forma­zione della vena basilica. Così detta perché si credeva che il salasso praticato su di essa fosse valevole a guarire dalla melanconia (vena salutis).

Salpinge (gr. sàlpincs-salpingos = tromba). Denominazione con la quale si indicano due condotti di conformazione simile a quella di una tromba: s. uditiva, che mette in comunicazione l’orecchio medio con la faringe; s. uterina, che mette in comunicazione la regione ovarica con la cavità uterina. V. anche Tuba.

Salvi, arteria anastomotica tarsica di… È un breve ramo che, spiccan­dosi dalla arteria dorsale del tarso, trafigge il seno del tarso per anastomizzarsi con un ramo della tibiale posteriore.

      Salvi Giunio (1869-1945). Allievo del Romiti, fu professore di Anatomia a Sassari, di poi a Parma, indi a Napoli ove insegnà fino al 1959, epoca nella quale gli successe Lambertini. Fu, per molti anni, magnifico Rettore e Presidente dell’Accademia Reale.

Santorini, cartilagine corniculata di… Piccola cartilagine elastica situata sull’apice della cartilagine aritenoide, che forma il tubercolo corni­culato.

       – cornetto di… Piccolo processo osseo ricurvo, situato nelle fosse na­sali, al di sopra della conca superiore. E’ anche descritto come turbi­nato supremo.

       – muscolo risono di… E’ un muscolo mimico che, dall’aponeurosi del massetere, si porta alla commessura delle labbra, confondendosi con l’orbicolare delle labbra.

       – papilla duodenale di… E’ la papilla minore, che si solleva nel duo­deno, al di sopra di quella maggiore, per lo sbocco del dotto pan­creatico accessorio.

       – plesso venoso di… E’ il plesso venoso situato al davanti della pro­stata.

Santorini Giandomenico (n. a Venezia, 1681-1757). Fu professore di Anatomia nella Università di Padova. Anatomista di grande va­lore, trasse risultati fruttuosi in molti campi dell’Anatomia.

Sappey, rete venosa durale superficiale di… Sono le vene durali che al­lacciano il seno longitudinale superiore con il plesso venoso pteri­goideo.

       – vene paraombelicali di… Sono le due piccole vene che costeggiano il legamento rotondo del fegato.

Sappey Marie-Philibert Costant (n. a Cernon, 1810-1896). Fu pro­fessore di Anatomia nella Università di Parigi e membro dell’Acca­demia di Medicina. Autore di un importante «Traité d’Anatomie descriptive»

Sarcolémma (gr. sarcs = carne + lemma = involucro). È la delicata mem­brana che involge la fibra muscolare striata.

Sarcoplasma (gr. sàrcs-sarcis = carne + plasma = formazione). È la ma­trice citoplasmatica della fibra muscolare striata.

Sartòrio (lat. sartor-toris = sarto). Lungo muscolo della regione anteriore e laterale della coscia che, contraendosi, concorre a portare la gamba sulla coscia dell’arto controlaterale, posizione questa abi­tuale dei sarti.

Scafòide (gr. scaphe = navicella + eulos = simile). È il nome che si dà a due ossa, uno del piede e l’altro della mano per la loro caratteri­stica forma navicolare.

Scaléno (gr. scalenòs = disuguale). Nome dato a tre muscoli della re­gione laterale del collo (scaleni anteriore, medio e posteriore) per la loro forma triangolare a lati disuguali.

Scapola (gr. omoplàte, lat. tardo scapula = spatola, paletta della spalla). Osso pari, piatto, di forma triangolare, che forma la parte poste­riore del cingolo scapolare.

Scarpa, ganglio vestibolare di… E’ il ganglio di origine del nervo vesti­bolare, posto nel fondo del meato acustico interno.

– nervo naso-palatino di… Appartiene ai rami nasali posterior-supe­non della Il branca del trigemino. Fu anche descritto dal Cotugno con il nome di nervo parabolico.

       di timpano secondario… E’ la membrana timpanica secondaria che chiude la finestra rotonda, separando la scala timpanica dalla cavità del timpano.

       triangolo femorale di… E’ il triangolo femorale formato dai muscoli sartorio e lungo adduttore e dal legamento inguinale.

Scarpa Antonio (n. a Motta di Livenza, 1752-1852). Fu allievo del Morgagni a Padova e a soli 20 anni fu chiamato alla Cattedra di Ana­tomia nell’Ateneo di Modena. Fu nominato Chirurgo Primario negli Ospedali Militari da Francesco III di Modena. Nel 1785 ottenne la Cattedra di Anatomia nell’Università di Pavia. Rimane, ancora oggi, uno degli Autori più familiari agli studenti per il triangolo che porta CI suo nome.

Schèletro (gr. scheletòs = corpo disseccato, lat. sceletus = scheletro). In­sieme di ossa e giunture che costituiscono l’impalcatura solida del corpo umano

Schindèlesi (gr. schindylesis = scanalatura). Articolazione tra due capi os­sei di cui uno ha forma di cresta e l’altro di scanalatura. Ne è esem­pio l’articolazione tra il rostro dello sfenoide e il vomere.

Schlemm, canale di… E’ il seno venoso della sciera che decorre circolar­mente ai confini con la cornea.

       Schlemm Friedrich (n. a Salzgitter, 1795-1858). Professore di Ana­tomia a Berlino. Rilevò la presenza di questo caratteristico canale, osservando la minuta struttura dell’occhio di un impiccato.

Schneider, mucosa olfattoria di… E’ la mucosa che riveste la regione nì­fattoria e si estende al di sotto della lamina cribrosa sul setto nasale e sulla parete laterale della cavità nasale. È dotata di cellule olfattorie. Schneider Konrad Victor (n. a Bitterfeld, 1614-1680). Ebbe Catte­dra di Medicina pratica a Wittemberg. Fu medico di fiducia del Principe Elettore di Sassonia e del Principe di Anhalt. Studiò parti­colarmente le cavità nasali di cui dimostrò, per primo, l’importanza delle vie linfatiche.

Schwalbe, recesso epitimpanico di… È la retrocavità della parete teg­mentale del cavo del timpano in cui si accoglie la testa del martello e il corpo dell’incudine.

       recesso triangolare di… E la caratteristica fossetta che si insolca sulla parete         anteriore del III ventricolo, tra le colonne del fornice e la commessura anteriore.

Schwalbe Gustav Albert (n. a Quedlimburg, 1844-1916). Allievo a Bonn di Schultze, nel 1871 fu chiamato a Lipsia per coprire la Cat­tedra di Istologia, nell’Istituto diretto da Ludwig. Più tardi passò a Iena, per succedere a Gegenbaur alla Cattedra di Anatomia. Indi fu professore a Kònigsberg e a Strasburgo.

Schwann, cellule di… Sono le cellule gliali che, attorno ai cilindrassi delle fibre nervose periferiche, formano la guaina di Schwann-mie­lina.

       Schwann Theodor (n. a Neuss, 1810-1882). Fu coadiutore di Mùl­ler e professore di Anatomia a Lovanio e a Liegi.

Schultze, fascio a virgola di… È il fascio spino-spinale discendente del cordone posteriore del midollo spinale, che si osserva nel segmento cervicale e nel tratto iniziale del segmento toracico.

       Schultze Maximilian Jolian Sigismund (n. a Halle, 1825-1874). Pro-settore sotto Meckel ad Halle, fu allievo del Mùller, del Brucke e dello Schlemm. Nel 1855 passò a dirigere l’Istituto anatomico di Bonn.

Schultz, fascicolo longitudinale dorsale di… E’ il fascicolo che origina dai nujei posteriori dell’ipotalamo e si porta nel tronco encefjico per raggiungere i nuclei vegetativi del X, del IX e dell’intermedio del VII.

       Schùltz Hugo, Anatomista tedesco che nel 1891 descrisse il fasci­colo che porta il suo nome.

Scissùra (lat. scissura = fenditura). Termine usato per indicare una fen­didura o un solco che divide un organo in parti dette lobi: s. cere­brale; s. polmonare; s. epatica. Anche, la fenditura che si osserva tra le parti di un osso: s. petro-timpanica (di Glaser) e s. petrosquam­mosa dell’osso temporale.

Scléra (gr. scleròs = duro). È una resistente lamina di colore bianco, a forma di segmento di sfera cava, che costituisce circa i 4/5 poste­nori della tonaca fibrosa dell’occhio.

Scoliòsi (gr. scoliòs= obliquo). Deviazione laterale della colonna ver­tebrale.

Scròto (lat. scrotun’ per metatesi da scortum = pelle). È l’inviluppo cuta­neo che, in forma di borsa, contiene i testicoli.

Sedillot, triangolo di… E’ lo spazio tra i due capi del muscolo sterno­cleidomastoideo e la calvicola. E anche noto come «fossetta sopra­clavicolare minore», utilizzata per l’allacciatura dell’arteria carotide comune.

       Sedillot Charles Emmanuel (n. a Parigi, 1804-1885). Fu Direttore della Scuola di Sanità militare di Strasburgo, indi fu chiamato alla Cattedra di Clinica Chirurgica in questa città.

Segménto (lat. segmentum = tratto). Termine equivalente a porzione, parte, tratto. Più particolarmente, usato per indicare una porzione di parenchima di un organo dotata di autonomia morfo-funzionale: s. polmonare; s. epatico etc.

Severino, ghiandole intestinali di… Sono le ghiandole tubulari semplici dell’intestino tenue, più note con il nome di «ghiandole del Ga­leazzi».

Severino Marco Aurelio (n. a Tarsia, 1580-1656). Insegnò Anato­mia all’Università di Napoli dal 1611 al 1655. Fu profondo cono­scitore dell’anatomia umana e abilissimo zootomo. La sua «Zooto­mia democritea» viene giustamente considerata come il primo trat­tato generale di Anatomia comparata. Ebbe tra i suoi allievi Gio­vanni Alfonso Borelli.

Sfenòide (gr. sphén = cuneo + eìdos = simile). È l’osso raggiato, impari e mediano, incuneato nella base cranica. Si articola con tutte le altre ossa del neurocranio e con alcune dello splancnocranio.

Sfintére (gr. sphincter dal verbo sphingein = stringere, serrare). Termine generico per indicare un muscolo le cui fibre, disposte circolar­mente, hanno per compito di aprire o chiudere un orifizio: s. del­l’ano; s. dell’uretra etc.

Sharpey, fibre di… Sono fascetti di fibre collagene che provengono dal periostio e si affondano tra le lamelle ossee.

Sharpey William (n. ad Arbroath nel Forfashire, 1802-1880). Si laureò in medicina a ECImburgo e nel 1856 fu chiamato a succedere al Quain sulla Cattedra di Anatomia e Fisiologia nel New Univer­sitv College di Londra.

Sherrington, unità motoria di… E’ costituita da un neurone e da tutte le fibre muscolari da esso innervate.

Sherrington sir Charles Scott (n. a Londra, 1856-1952). Neurofi­siologo a Oxford, ha svolto classiche ricerche sulla fine anatomia del sistema nervoso. Tra i suoi studi si annoverano quelli sui ri­flessi, sulla rigidità da decerebrazione, sulla innervazione reciproca, sulle sinapsi e sul concetto di azione integratrice del sistema ner­voso. Il Ruffini, incoraggiato da lui nei suoi primi lavori sulla peri­feria nervosa, gli dedicò la sua memoria sui corpuscoli nervosi pa­pillari.

Sélla (lat. sella da sella deriv. da sedeo, posto per sedere). Dicesi, in modo figurato, di un avvallamento o di una escavazione con funzione di sostegno e appoggio: s. turcica; s. del naso etc.

Semilùna V. Giannuzzi.

Semilunàre (lat. semi = metà + luna). Termine riferito a ciò che ha fi­gura di mezza luna: ganglio semilunare dell’ortosimpatico addomi­nale; menisco o anello semilunare nell’articolazione del ginocchio; osso semilunare della fila prossimale del carpo; valvole semilunari aurtiche e polmonari etc.

Semimembranòso (lat. semi = metà + membranoso). Muscolo postero­mediale della coscia, il cui terzo prossimale è costituito da un am­pio tendine laminato.

Semitendinòso (lat. semi = metà + tendinoso). Muscolo postero-mediale della coscia, grosso e fusato che, al suo terzo distale, si continua in un lungo tendine cilindrico.

Séno (lat. sinus). Termine ampiamente usato nei diversi significati di solco,  recesso,  infossamento,  ripiegatura,  dilatazione,  cavità, grembo: s. mammario, il solco mediano verticale corrispondente alla regione sternale; s. costo-diaframmatico e costo-mediastinico, rispetti­vamente le ripiegature (o riflessioni) della pleura costale su quella diaframmatica e mediastinica; s. dell’aorta, dilatazione della radice dell’aorta sopra ciascun lembo aortico; s. galattoforo, dilatazione fu­siforme del dotto galattoforo; i. della dura madre, cavità venose in­compressibili, situate nello spessore della dura madre; s. paranasali, cavità scavate nello spessore delle ossa frontale, etmoide, mascel­lare, sfenoide, tutte comunicanti con le cavità nasali etc.

Sertoli, cellule di… Sono le grandi cellule dei tubuli seminiferi, alte quanto tutto lo spessore dell’epitelio germinativo. La loro superfi­cie laterale e la estremità sono irregolari con insenature cui si adat­tano le cellule seminali.

       Sertoli Enrico (n. a Sondrio, 1842-1910). Fu professore di Fisiolo­gia nella Scuola Superiore di Medicina veterinaria di Milano. Il suo trovato sulle cellule dei tubuli seminiferi è universalmente cono­sciuto con il suo nome.

Sétto (lat. saeptùm = barriera). Dicesi di qualsiasi lamina, membrana o parete che separa due cavità o formazioni: s. del glande; s. intera­triale; s. interventricolare; s. linguale; s. nasale; s. pellucido, s. scrotale etc.

Silvio, acquedotto di… È l’acquedotto mesencefalico, esiguo canale che fa comunicare il IV con il III ventricolo.

carne quadrata di… E’ il muscolo quadrato della pianta del piede che dal calcagno si porta al margine laterale del tendine del flessore lungo delle dita.

Sylvius Jacobus (Jacques Dubois) (1478-1555). Anatomista francese che legò il suo nome alla scoperta dell’acquedotto mesencefalico. Primo maestro a Parigi di Vesalio e che, irritato dalla rivoluziona­ria prassi anatomica dell’allievo, gli cambierà il nome in Vesanus, il pazzo.

Silvio, scissura laterale del cervello di… È la profonda scissura che, sulla faccia laterale del cervello, divide i lobi frontale e parietale dal lobo temporale.

Sylvius Franciscus (1614-1672). Anatomista francese, professore alla Università di Leyden che, per primo, descrisse la scissura laterale dell’emisfero cerebrale.

Simmetria (gr. symmetria = corrispondenza). È la legge che regola tra loro l’ordine e la proporzione delle due metà corrispondenti del corpo in rapporto al piano mediano (s. bilaterale); anche la regolare succes­sione dei segmenti del corpo secondo piani trasversi (s. metamerica).

Simpàtico (gr. sympathicòs = che sente all’unisono, consensuale). Una delle due parti del sistema nervoso che regola, coordina, integra tra loro, le funzioni vegetative, in antagonismo con il parasimpatico. Ha i suoi centri effettori nella lunga colonna nucleare del corno laterale del midollo spinale.

Sinàpsi (gr. synàpto = congiungo). Così Sherrington denomino i siti di giunzione di un terminale assonico neuronale con la membrana cellu­lare di un neurone successivo o adiacente.

Sinartròsi (gr. syn = assieme + arthron = giuntura). È il modello di artico­lazione immobile che si stabilisce tra due ossa contigue mediante l’interposizione di uno strato di connettivo fibroso (sinfibrosi), op­pure di tessuto cartilagineo (sincondrosi). Le sinfibrosi sono suddivise in suture, schindelesi e gonfosi

Sincondròsi (gr. syn = assieme + chondrés = cartilagine). V. Sinartrosi.

Sinfibròsi (gr. syn = assieme + fibroso). V. Sinartrosi.

Sindattilia (gr. syn = assieme + dàctylos = dito). Malformazione congenita che consiste nella saldatura tra loro di alcune dita.

Sindesmòsi (gr. syn = assieme + desmòs = legamento). È l’unione a di­stanza di due ossa mediante legamenti: articolazioni stilo-ioidea e sti­lo-mandibolare e tra due lamine vertebrali mediante i legamenti gialli.

Sinfisi (gr. symphisis = unione, coesione). È la varietà di amfiartrosi che si caratterizza perché la fibro-cartilagine interposta fra i due capi ossei articolari presenta al suo interno una cavità. Tipica è la sinfisi pubica.

Sinostòsi (gr. syn = assieme + ostéon = osso). E una varietà di sincon­drosi in cui il tessuto cartilagineo interposto tra i capi articolari va incontro ad ossificazione.

Sinòvia (gr. syn = nel senso di eguale + oòn= uovo, lat. synovia = liquido lubrificante le articolazioni). Termine introdotto da Paracelso per indicare il fluido trasparente, mucoso, contenuto nelle cavità arti­colari, per la somiglianza con l’albume d’uovo. Primitivamente era denominato «smegma articulorum».

Sinoviàle Sottile membrana connettivale che tappezza internamente la capsula delle articolazioni mobili. V. Sinovia.

Sinusòidi (lat. sinus = seno + suff. oide, che indica somiglianza). Sono vasi che appartengono, dal punto di vista funzionale, al distretto dei capillari dai quali si distinguono per avere il lume generalmente più ampio e irregolare.

Sistéma (gr. synìstemi = metto insieme). Complesso di organi cospiranti ad una comune funzione. Talvolta sinonimo di apparato

Skene, ghiandole vestibolari minori di… Sono le ghiandole tubulo-aci­nose, a secrezione mucosa, situate in prossimità dello sbocco dell’u­retra nel vestibolo della vagina.

       Skene Alexander Johnston Chalmers (1858-1900). Anatomista in­glese che nel 1880 pubblicò la memoria «The Anatomy of two important glands of the female urethra».

Smàlto (franc. smalt = vernice vetrosa). È un derivato epiteliale ada­mantino e fortemente mineralizzato che riveste la dentina, in corri­spondenza della corona del dente.

Smégma (gr. smégma = unguento). Materiale di secrezione e di desqua­mazione delle cellule epiteliali che si deposita nel solco balano-pre­puziale e fra le piccole labbra e il clitoride.

Soemmering, sostanza nera di… È il grosso nucleo pignientato tra i piedi e la callotta del mesencefalo. E’ legato alla via nigro-striata ed è da considerarsi un centro motore del sistema extrapiramidale con funzione di stabilizzazione dei movimenti volontari.

       Soemmering Samuel Thomas von (n. a Thorn, 1775-1850). Fu pro­fessore di Anatomia a Cassel e poi ad Heidelberg. Nei suoi studi ebbe costante l’intendimento morfo-funzionale e deve considerarsi tra i maggiori studiosi del sistema nervoso del suo tempo.

Sòlco (lat. sulcus). Fenditura stretta e allungata che si incide sulla su­perficie di un osso o di un viscere: s. bicipitale dell’omero; s. del nervo radiale; s. interventricolare del cuore etc.

Sòleo (lat. solea = specie di pesce). Muscolo largo e appiattito della re­gione posteriore della gamba, situato al di sotto dei muscoli ga­strocnemi. Il suo nome non deriva, come comunemente credesi, dal latino solea (suola), ma dalla somiglianza con il pesce Solea vulgaris, come leggesi in Vesalio: «soleus, a figura piscis denominatus».

Sòma (gr. sòma = corpo). Termine usato per indicare sia l’insieme del­l’organismo, sia la parte fondamentale di un organo, come nel caso del corpo (o soma) di una vertebra.

Somàtico (gr. sòma = corpo). Dicesi di ciò che concerne il corpo o gli appartiene.

Somite (gr. soma = corpo). Ciascuno dei segmenti della parte dorsale (esoderma parassiale) dell’embrione dei vertebrati.

Sostànza (lat. substantia). Termine che di riferisce a strutture anatomi­che di aspetto omogeneo e ben definito: s. grigia e. s. bianca del tes­suto nervoso; s. nera del mesencefalo, etc.

Spazio (lat. spatium). Termine che indica parti del corpo ove esistono interstizi o intervalli tra un organo e un altro: s. epidurale; s. inter­costale; s. latero- faringeo; s. retroperitoneale; s. retropubico etc.

Spalteholtz, arterie capillari di… Con questo termine l’Autore intese le arteriole quando la loro parete sia costituita da endotelio e cellule muscolari sparse.

       Spalteholz Karl Werner (n. a Dresda, 1861-1940). Assistente del Braune a Leipzig, poi professore aggiunto e primo prosettore nella stessa Università. Nel 1885 pubblicò il primo volume dell’Atlante di Anatomia, notissimo e diffuso in tutte le Scuole di Europa.

Sperino Giuseppe (n. a Torino, 1850-1926). Iniziò la sua attività di anatomista con il Giacomini a Torino, indi ottenne la Cattedra di anatomia a Modena. Il suo nome si lega alla traduzione dell’Anato­mia del Testut. Fine settore, ha arricchito il Museo anatomico di Modena di preziosi preparati.

Spèrma (gr. sperma da speiro = io semino). Prodotto della secrezione del testicolo mescolato con i liquidi secreti dalle vescicole seminali, dalle ghiandole prostatiche, dalla ghiandole del Cooper e da tutte le altre minori ghiandole distribuite lungo il decorso delle vie sper­matiche.

Spermàtico (gr. spermaticés = del seme). Relativo alle vie seminali: vasi spermatici; funicolo spermatico etc.

Spermatozòo (gr. pref. spermaticòs + zoìon = animalculo del seme). Cellula germinale maschile.

Spigelio, linea semilunare di… E’ la linea, a concavità mediale, che si disegna ai lati dei muscoli retti dell’addome, determinata dal limite tra le fibre muscolari e l’aponeurosi del muscolo trasverso dell’ad­dome.

– lobo caudato di… E’ uno dei lobi del fegato che si osserva sulla sua faccia inferiore, situato posteriormente al solco trasverso e al lobo quadrato.

Spieghel (Spigelius) Andrien van der (n. a Bruxelles, 1578-1625). Studiò dapprima a Lovanio e quindi si laureò a Padova, dove fu al­lievo di Fabrizio d’Acquapendente e di Casserio. Alla morte di Casserio, la Repubblica di Venezia lo chiamò alla Cattedra di Ana­tomia e di Chirurgia e, in segno di stima, lo pareggiò ai Cavalieri di s. Marco.

Spina (lat. spina = stecco aguzzo). Termine con il quale si indica un ri­lievo osseo, puntuto ed esile: s. dello sfenoide; s. nasale; s. della mandibola etc.

Spix, spina di… È il rilievo appuntito della faccia mediale del ramo montante della mandibola, all’imbocco del canale alveolare. Spix Johannes Baptist von (n. a Hochstadt, 1781-1826). Anatomi­sta tedesco che studiò particolarmente lo splacnocranio.

Splàncnico (gr. splànchnon  viscere). Che è relativo agli apparati visce­rali: cavità splancniche; nervi splancnici etc.

Splancnocrànio (gr. splànchnon = viscere + cranio). È la parte della testa che è costituita dalle ossa che modellano lo scheletro della faccia e che formano il sostegno dei primi tratti degli apparati digerente e respiratorio.

Spancnologìa (gr. splànchnon = viscere + logos  studio). È quella parte della Anatomia che studia gli apparati respiratorio, digerente e uro­genitale.

Splénico (gr. splen = milza). Che è relativo alla milza: vasi splenici; nervi splenici etc.

Splénio (gr. splenion = sorta di bendaggio). È il muscolo appiattito che fascia posteriormente il collo al di sotto dei muscoli trapezio e rom­boide. Dicesi anche splenio l’estremità posteriore libera, ispessita, del corpo calloso. Per questa formazione l’etimologia non soddisfa: è probabile che, per il corpo calloso, il termine splenio è stato usato nel senso di ingrossamento.

Spòndilo (gr. spòndylos = vertebra). Termine in disuso, usato in passato per denominare le vertebre.

Staderini, lobulo premammillare di… E’ il lobuletto dipendente dalla lamina peri-infundibolare che, in molti mammiferi, si organizza al davanti dei corpi mammillari.

– nucleo intercalato di… Nucleo situato nella porzione laterale del tri­gono dell’ipoglosso, nel pavimento del IV ventricolo.

Staderini Rutilio (n. a Siena, 1861-1942). Assistente e aiuto di Chiarugi alla Cattedra di Anatomia di Firenze. Fu chiamato in Cattedra a Catania, Cattedra che mantenne per venti anni, prima di passare a Siena ove rimase fino al 1954. Fu un appassionato stu­dioso del sistema nervoso e di molti campi dell’Anatomia. Ebbe come allievi il Brugi e il Vitali.

Stàffa (lat. mediev. stapes da cui il longobardo staffa). È così denomi­nato uno degli ossicini del cavo del timpano per la somiglianza alla staffa.

Stapédio (lat. mediev. stapes = staffa). Relativo alla staffa: muscolo sta­pedio, nervo stapedio.

Stefànion (gr. stéphanos = corona). Punto craniometrico pari, corrispon­dente al punto in cui la sutura coronale taglia la linea temporale su­periore.

Stélo (lat. stilus = stelo, gambo). Termine riferito ad una formazione al­lungata e sottile che adempie alla funzione di collegamento con un organo posto alla sua estremità: stelo ipofisario.

Stenone, canale di… E’ il canale naso-palatino, ben visibile nei rumi­nanti, ma obliterato nell’Uomo.

       condotto di… E’ il condotto della ghiandola parotide che si apre nel    vestibolo della bocca, a livello del secondo molare superiore.

      Stenone Nicolò (Niels Stenses) (1658-1686). Medico danese che visse lungamente in Italia ove alla Corte di Toscana fu protome­dico del Granduca Cosimo III. Viaggiò molto e si fermò a Copena­ghen, Hannover, Monaco, Amburgo e Svizzera. Convertitosi ai cattolicesimo, abbandonò gli studi dandosi alla vita religiosa e di­venne vescovo di Titiopoli.

Stérno (gr. stérnon = osso del petto). È l’osso mediano, impari, piatto ed allungato della gabbia toracica, su cui si impiantano la clavicola e le coste. In Galeno: «quia hoc os cartilaginibus costarum, inster­nitur».

Stérnobre (gr. stérnon = osso del petto + suff. bre). Formazioni indipen­denti, assomigliate alle vertebre, costituenti primitivamente lo sterno.

Sterzi, fibre perforanti ipotalamiche di… Fascetti di fibre che dal corpo striato si immergono nel grigio del subtalamo.

       lobulo apicale di… E’ costiutito dalle due parti del lobulo quadran­golare del cervelletto e dal verme interposto.

       Sterzi Giuseppe (n. a Cittadella, 1876-1919). Allievo del Romiti a Pisa, si trasferì appena laureato a Padova presso il Bertelli. Nel 1906 fu incaricato di Anatomia topografica. Notevoli le sue ricer­che anatomo-comparate sul sistema nervoso centrale. Pubblicò un trattato sul sistema nervoso centrale dell’Uomo. Fu stroncato da una malattia acuta mentre stava per raggiungere il giusto riconosci­mento della Cattedra.

Stilling, nucleo dorsale di… E’ il nucleo della base del corno posteriore del midollo spinale, noto anche con il nome di nucleo del Clarke.

       nucleo rosso di… E’ uno dei nuclei propri della calotta mesencefa­lica, situati uno per lato alla linea mediana. E uno dei nuclei extra­piramidali sul percorso delle vie cerebrali e cerebellari.

       Stilling Benedict (n. a Kirchain, 1810-1879). Anatomista e Chi­rurgo a Cassel e a Vienna. Fu scienziato di grande valore, senza tuttavia ricoprire cariche accademiche.

Stilòide (gr. stylòs = colonna + eidos = a forma di). Termine che indica un rilievo osseo allungato: processo stiloide dell’osso temporale; pro­cesso stiloide dell’ulna etc.

Stòmaco (gr. gastér e stòmachos da stoma = bocca + echo = porto, con­duco). Organo cavo dell’addome posto tra esofago e duodeno, a cui giunge il cibo dalla bocca.

Strato (lat. stratum part. di sterno = io stendo). Termine che indica ogni piano individuato in base a uno spessore o in quanto componente differenziato di una sovrapposizione: s. superficiale; s. profondo; s. basale; s. germinativo etc.

Strétto (lat. stringere, part. strictus = strettezza). E il termine con il quale si indicano ciascuna delle zone ristrette del bacino: stretto su­periore, tra grande e piccolo bacino; stretto inferiore,  contorno in­feriore del piccolo bacino.

Striato (Tat. striatum = solcato, a strie). Così si denomina la massa di so­stanza grigia, situata alla base dell’emisfero cerebraTe (corpo striato). Anche, le fibre muscolari scheletriche (muscolatura striata).

Stroma (gr. stroma = ciò che si stende). È la trama connettivale che si stende a formare l’impalcatura di un organo.

Subicolo (lat. subiculum dal verbo subicere = stare presso, a lato). È la sottile cresta ossea situata dietro il promontorio della parete me­diale del cavo del timpano (subicolo del promontorio). Ancora, la corteccia di transizione tra la circonvoluzione paraippocampica e l’ippocampo.

Succlavia (lat. mediev. subclavius = posto sotto la clavicola). Sono le co­spicue arteria e vena che, passando sotto la calvicola e sopra la prima costa, si dirigono verso l’arto superiore.

Succlavio (lat. mediev. subclavius = posto sotto la clavicola). È li piccolo muscolo che si tende dalla prima costa alla faccia inferiore della clavicola (muscolo succlavio).

Sùra (lat. sura = polpaccio). È la regione posteriore della gamba il cui rilievo è scolpito dai muscoli gastrocnemi.

Surale (lat. sura = polpaccio). Dicesi di ciò che è relativo alla regione del polpaccio.

Sutùra (lat. sutura = cucitura). Riunione di due margini ossei a formare una articolazione immobile. A seconda del carattere dei margini che si affrontano, si distinguono suture dentate, squamose e armo­niche.

T

Tabacchiéra anatomica È la depressione nella regione laterale e poste­riore del polso che si disegna quando si abduce ed estende il pol­lice. Così denominata perché nel fondo di questa depressione si usava mettere il tabacco per fiutarlo.

Talamo (gr. tbàlamos = Tetto nuziale). Ciascuno dei due voluminosi nu­clei ovoidali del diencefalo che, con le loro facce mediali, formano il letto (o pareti) del terzo ventricolo. Forse da ciò deriva la sua bizzarra denominazione.

Tàlo (gr. talao  io sostengo; lat. talus = caviglia). È il primo, e in posi­zione più alta, osso del tarso posto come sostegno e base alle ossa della gamba. V. Astragalo.

Tanicito (gr. tàny = lungo + cytos = cellula). Un tipo cellulare non neuro­nale che entra nella costituzione del rivestimento epiteliale della ca­vità del III ventricolo. E’ la stretch cell degli Autori anglosassoni.

Tapétum (1at. tapetum = tappeto). Lamina di sostanza bianca del corpo calloso, costituita dal fascio di associazione occipito-frontale supe­riore e che formano la parete supero-laterale del corno temporale.

Tarin, valvole di… Laminette bianche tese dall’uvula al flocculo del cervelletto. Il loro margine libero dà attacco al velo midollare infe­riore della volta del IV ventricolo.

       Tarin Pierre (n. a Courtenay, 1725-1761). Anatomista parigino, circondato da gran stima. Scrisse per l’Enciclopedia Diderot sulla Fisiologia e Anatomia. Fu un attento studioso del sistema nervoso centrale.

Tàrso (gr. tàrsos = intreccio, graticcio). È l’insieme delle sette ossa corte che forma la parte posteriore dello scheletro del piede. Anche, l’im­palcatura fibrosa delle palpebre (tarso palpebrale).

Tasca (ted. antico tasha). Piccola cavità formata da recessi mucosi, seni valvolari o, comunque, estroflessioni a forma di tasca:   t. del colon; t. faringea; t. ipofisaria; t. rettale etc.

Tawara, nodo di… E’ il nodo atrio-ventricolare del fascio di condu­zione del cuore, posto nello spessore della parte inferiore del setto interatriale presso lo sbocco del seno coronano. E anche noto come nodo di Aschoff-Tawara.

       Tawara K. Sunao (1875-1952).

Téca (gr. théche = custodia, astuccio). Termine usato per indicare una custodia destinata ad accogliere strutture di notevole importanza: t. cranica; t. del follicolo ovarico etc.

Tégmen (Tat. tegmen  copertura). Termine con il quale si indica la pa­rete superiore di un organo cavo: tegmen timpani, la parte superiore della cassa del timpano.

Teguménto (lat. tegumentum = rivestimento). È il rivestimento esterno del corpo, rappresentato dalla cute con i suoi annessi (peli, unghie, ghiandole sudoripare, sebacee e mammarie).

Téla (ar. tell= panno; lat. tela). Termine con il quale si indica una for­mazione anatomica distesa a mò di tela: t. corioidea del III e IV ventricolo; t. sottocutanea; t. sottosierosa etc.

Telodéndro o Telodendria (gr. telé = lontano, a distanza + déndron = al­bero). È la ramificazione del neurite (o cilindras se) a livello della sua terminazione, a distanza dal cono di emergenza.

Témpia (Tat. tempus = tempia). Regione laterale della testa che si estende, per ciascun lato, dalla fronte sino all’orecchia. Probabil­mente così denomianta perché quivi imbianchiscono i capelli più presto che altrove ed indicano così, per approssimazione, l’età dell’individuo, rammentando la «fuga temporis».

Temporàle (lat. tardo temporalis deriv. da tempora = le tempie). È l’osso pari del neurocranio la cui porzione squamosa occupa la regione della tempia. Dicesi anche di ciò che è relativo alla tempia: arteria temporale, fossa temporale, muscolo temporale. etc.

Ténar o Ténare (gr. thénar = palma della mano). Prominenza della palma della mano con apice alla base del pollice.

Téndine (gr. ténon, lat. mediev. tendo-inis = ciò che tende). È così denominata la parte fibrosa, compatta, non contrattile con la quale un muscolo si attacca alle ossa.

Ténia (gr. tainia, lat. taenia = nastro). Termine con il quale si indica una formazione lineare, nastriforme e sottile: t. del colon; t. del fornice; t. del talamo etc.

Tenone, capsula di… E’ la membrana connettivale che ricopre tutta la porzione        sclerale del bulbo oculare.

Tenon Jacques René (n. a Scepeaux, 1724-1816). Allievo di Winslow a Parigi; nel 1759 fu chiamato a far parte dell’Accademia delle Scienze. La sua maggiore attività di anatomista e di chirurgo fu rivolta all’organo della vista.

Tensòre (lat. tensor deriv. dal verbo tendere). È uno dei termini con i quali si denomina un muscolo in base alla sua funzione: mu­scolo tensore della fascia lata; muscolo tensore del palato; muscolo tensore del timpano etc.

Tentòrio (lat. tentorium = tenda). È la lamina di dura madre tesa al di sopra del cervelletto tra rocca petrosa, seno trasverso e pro­cessi clinoidei dello sfenoide. Delimita in sopra la loggia cerebel­lare.

Ténue (lat. tenuis deriv. dal celtico gallico taina = minuto, sottile). Èil termine con il quale si indica il tratto intestinale compreso tra lo stomaco e il cieco.

Téres (lat. teres-etis = rotondo e liscio). Termine con il quale si indi­cano formazioni anatomiche arrotondate: legamento teres della te­sta del femore; eminentiae teretes, rilievi longitudinali e arroton­dati (eminenze mediali) che si scolpiscono sul pavimento del IV ventricolo, ai lati del solco mediano etc.

Terni, tessuti a grandi cellule vescicolari di… È la varietà di tessuti a cellule vescicolose non contenenti adipe, ma glicogeno e che il Terni raggruppa sotto questa denominazione.

       Terni Tullio (n. a Livorno, 1888-1946). Allievo di Chiarugi a Fi­renze e poi di Levi a Sassari. Valoroso anatomista e istologo, fu pro­fessore di Istologia ed Embriologia generale a Padova, ove nel 1951 ottenne anche l’incarico dell’ Anatomia. Apprezzatissimo all’estero oltre che in patria, ebbe allievi Cavezzana, Muratori ed Ottaviani.

Tésta (gr. cephalé, lat. caput). Voce di origine dubbia, probabilmente ac­quisita dall’arabo «test», vaso, tazza. È il termine con il quale si in­dica la parte più elevata del corpo, costituita dal cranio e dalle parti molli che lo rivestono. Inoltre, è riferito anche alle estremità prossi­mali delle ossa lunghe: testa dell’omero; testa del radio etc., e alla parte principale, più voluminosa, di alcuni organi: testa del pancreas; testa dell’epididimo etc.

Testicolo (gr. òrchis, lat. testiculus dimin. di testis = testimone). È la go­nade maschile accolta nella borsa scrotale. Così detto perché è l’or­gano che attesta la virilità.

Testut, lobo azygos di… Varietà anatomica del polmone di destra, costi­tuita da un lobo sovrannumerario il cui limite è segnato dall’arco della vena azygos. E normale nei mammiferi, raro nell’Uomo.

muscolo scaleno intermedio di… E’ un muscolo incostante che, quando esiste, separa l’arteria succlavia dal plesso brachiale. Testut Jean Leo (n. a Beaumont, 1849-1925). Fu prosettore anato­mico a Bordeaux e poi professore aggregato. Nel 1884 si trasferì a Lilla come professore di Anatomia e nel 1886 passò alla Facoltà di Lione. Il suo nome è universalmente noto per il suo «Traité d’Anato­mie bumaine». In collaborazione con Jacob pubblicò il trattato di Anatomia topografica. Suo successore a Lione fu Latarlet.

Thebesio, foraminula di… Sono gli sbocchi nella parete mediale dell’a­trio di destra delle piccolissime vene del cuore.

valvola di… E’ la piccola valvola posta allo sbocco del seno coronano, nell’atrio di destra del cuore.

       Thebesio Adam Christian (n. a Sanden Walde, 1686-1752). Studiò a Lipsia e a Leida e fu medico a IIirschberg in Slesia. Deditissimo alle ricerche anatomiche annunciò i suoi trovati nel suo «De circulo san­guinis in corde».

Tibia (1at. tibia = stinco). È l’osso maggiore, mediale, della gamba. Pro­babilmente così denominato per la somiglianza di figura con il flauto, o tibia, originariamente d’osso. Per alcuni la voce derive­rebbe dall’arabo «teboe», lo stinco del quadrupede.

Tibiàle (1at. tibialis = pertinente alla tibia). Termine che indica forma­zioni che hanno riferimento con la tibia: arteria tibiale; nervo tibiale; muscoli tibiali etc.

Timo (gr. thymos = escrescenza carnosa a forma di foglia di timo, o thy­mo’s = anima). Organo linfoepiteliale situato dietro lo sterno, che re­gredisce dopo la pubertà. Termine di origine incerta e, comunque, improprio. Galeno così lo denominò perché «a thymi folii similitu­dine». Riolano, invece, facendolo derivare da thymés (anima), così lo descrive: «corpus glandosum, molle, quod in perturbationis animi, sanguis et spiritus, ad eum locum, supra glandem illani, tamquam in scatebra ebulliant ac effervescant».

Timpano (gr. tympanon = tamburo, timpano). Cavità dell’orecchio medio sulla quale è tesa una membrana (la membrana del timpano). Da qui la similitudine con lo strumento musicale.

Tiròide (gr. tyreòs = scudo + eìdos = a forma di). Ghiandola endocrina impari, situata nel collo, al davanti del dotto laringo-tracheale.

cartilagine… La maggior cartilagine della laringe a figura scutiforme, che produce nell’Uomo la prominenza del pomo di Adamo.

Todaro, tendine del… E’ un sottile nastro bianco-grigiastro che dall’e­stremità anteriore della valvola di Eustachio raggiunge la parte membranosa del setto interventricolare. Costituisce il limite di un’a­rea triangolare nel cui spessore è indovato il nodo di Tawara-A­schoff.

      Todaro Francesco (n. a Turi, 1859-1918). Giovanissimo fu nomi­nato professore a Messina e, nel 1870, fu chiamato all’Ateneo di Roma. Ebbe allievo Primo Dorello.

Toldt, fascia di… E’ la fascia di accollamento tra peritoneo parietale e la faccia posteriore del pancreas.

       Toldt Karl, (n. a Brunico, 1840-1920). Fu professore straordinario di Anatomia a Vienna. Nel 1876 fu chiamato a Praga, di poi ritornò a Vienna succedendo al Langer sulla cattedra di Anatomia.

Tonsilla (lat. tonsillae deriv. da tollens = che si solleva). Termine con CI quale si indica una formazione che si solleva a figura di mandorla e perciò detta anche «amigdala» (v. Amigdala); tonsilla cerebellare; ton­silla faringea: tonsilla linguale; tonsilla palatina; tonsilla tubarica.

Torcolàre (lat. torcular = torchio). Erofilo (III sec. a.C.) così denominò il confluente dei seni venosi longitudinale superiore e trasverso all’in­nanzi della protuberanza occipitale interna dell’osso occipitale, quasi che il sangue in quel punto subisse un movimento vorticoso. Realdo Colombo lo nominò linon facendolo derivare dal greco linòs, torchio.

Tòrulo (lat. dimin. di torus = rigonfiamento, sporgenza). È così denomi­nata la cresta che si solleva sulla parete vescicale tra i due orifizi ure­terali, torulo interureterico. Anche, i cuscinetti adiposi dei polpa­strelli delle dita, toruli tattili.

Trabécola (lat. doppio dimin. di trabs = trave). Termine con il quale sì indicano strutture a fibre riunite in un fascetto: t. dei corpi cavernosi, sepimenti connettivali ricchi di fibrocellule muscolari; trabecole in­badurali, rete connettivale che suddivide la cavità subaracnoidea; trabecole lienali, sepimenti che dalla capsula della milza si adden­trano nel parenchima per formarne lo stroma; trabecole ossee, travate ossee costituenti l’osso spugnoso; trabecola setto-marginale, fascetto muscolare della cavità del ventricolo destro del cuore che dal setto interventricolare si porta alla radice del muscolo papillare anteriore.

Trachéa (gr. tracbeia = ruvida, aspra). È il condotto che conduce l’aria dalla laringe ai bronchi. La denominazione greca di questo organo era arteria tracheia e quella latina aspera arteria. Ambedue i termini indicavano il tubo aerifero ruvido, per differenziano da quello liscio delle arterie. NeT tempo è caduta la parola principale arteria ed è ri­masta solo tracheia e quindi trachea.

Tragi (gr. tràgos = becco, caprone). Sono i peli che ricoprono il trago del padiglione auricolare.

Trago (gr. tràgos = becco, caprone). Rilievo triangolare del padiglione au­ricolare situato anteriormente al meato acustico esterno. Così deno­minato perché d’ordinario nell’uomo adulto è ricoperto di peli.

Trapézio (gr. trapézion). E il muscolo della nuca e del dorso che, con quello controlaterale, forma la figura geometrica del trapezio. An­che, il primo osso della fda distale del carpo (osso trapezio).

Trapezoide (gr. trapezoidés = a forma di trapezio). È così denominato, per la sua forma, il secondo osso della fila distale del carpo. Anche corpo trapezoide, le fibre a decorso trasversale della via acustica a li­vello pontino. Ancora, legamento trapezoide, teso dal processo cora­coide alla clavicola.

Traube, spazio semilunare di… E’ l’area, a forma semilunare a convessità superiore, sulla parete toracica anteriore di sinistra, in rapporto con lo stomaco.

Traube Ludwig (n. a Ratibor, 1818-1876). Allievo di Mùller, nel 1857 fu nominato professore all’Università di Berlino.

Treitz, fascia retropancreatica di… È la lamina peritoneale di accolla­mento dietro il pancreas e il duodeno.

       – muscolo sospensore di… E’ il muscolo sospensore del duodeno che va dal pilastro di sinistra del diaframma all’angolo duodeno-digiunale.

      Treitz Wenzel (1819-1872). Anatomista tedesco che nel 1855 de­scrisse nel Prager Wierteljahr il muscolo che porta il suo nome.

Trigono (gr. trigònos = triangolare). Termine usato per indicare una con­figurazione anatomica delimitabile da tre lati. E sinonimo di trian­golo. Es. trigono abenulare, piccola area triangolare tra l’abenula, il talamo ottico e i bigemelli superiori; trigono di Lieutaud, zona trian­golare liscia della mucosa della base della vescica, delimitata tra i due orifizi ureterali e l’orifizio uretrale; trigono vaginale di Paw­lick, l’area formata tra le due branche in cui si apre la colonna vaginale anteriore e la plica di mucosa che le riunisce in alto etc.

Triticea  (lat.  triticum = frumento).  Nodulo  cartilagineo  accessorio della laringe, a figura di chicco di frumento, indovato nello spes­sore del legamento tiroioideo laterale (cartilagine del Wrisberg).

Trocantére (gr. trochantér da trochòs = ruota). È la protuberanza del­l’epifisi prossimale del femore. Si distingue un tracantere maggiore ed un trocantere minore sui quali si inseriscono robusti muscoli. Il termine indica l’azione dei muscoli che, inserendosi su di essi, fanno ruotare la coscia.

Trochine (gr. trochào = io ruoto). Antica denominazione del piccolo tubercolo dell’epifisi prossimale dell’omero.

Trochite (gr. trochào = io ruoto). Antica denominazione del grande tubercolo dell’epifisi prossimale dell’omero.

Tròclea (gr. trochalìa, lat. trochlea  carrucola). Termine con il quale si indicano estremità ossee che richiamano la figura di una carru­cola: coclea omerale; troclea femorale.

Trocòide (gr. trochòs = ruota + eìdos = simile). È il tipo di diartrosi in cui i capi ossei che si affrontano compiono un movimento di ro­tazione secondo l’asse longitudinale ~inglimo laterale). Es.: artico­lazione radiolnare prossimale; articolazione atlante-epistrofeo.

Trolard, grande vena anastomotica di… E’ una cospicua vena che collega il seno longitudinale superiore con la vena di Silvio, sulla superficie laterale dell’emisfero cerebrale.

      Trolard Paulin (1842-1910). Anatomista francese che si interessò con profitto a vari campi dell’Anatomia

Tùba (1at. tuba  tromba). Termine attribuito a formazioni anatomi­che che richiamano la figura di una tromba: tuba uditiva di Fu­stachio; tuba uterina di Falloppia.

Tùber cinereum (lat. tuber = escrescenza + cinereus = di color cenere). E la piccola massa di sostanza grigia situata sulla parete posteriore dell’infundibolo ipofisario.

Tubércolo (lat. dimin. di tuber = escrescenza). Termine ampiamente usato per indicare ogni piccolo rilievo che si scolpisce sulla superfi­cie di un osso o di altro organo: t. bicipitale del radio; t. costale; t. gracile e cuneato del midollo allungato etc.

Tuberosità (lat. deriv. da tùber = escrescenza). Termine che si riferisce a ogni rilievo, per lo più voluminoso e, talvolta, a superficie rugosa: del calcagno; t. ischiatica; t. della tibia etc.

Tùbulo (lat. dimin. di tubus = tubo). Piccolo condotto caratteristico di ore an i ghiandolari:   t. contorti del rene; t. retti del rene; t. seminiferi del testicolo etc.

Tùnica (lat. tunica per trasl. = guscio). Termine con il quale si indicano le pareti di organi cavi e anche il rivestimento di alcuni organi pieni. Es.: tunica muscolare dello stomaco, tunica muscolare delle ar­terie; tunica albuginea del testicolo; tunica albuginea dell’ovario etc. Dicesi anche tonaca.

Tùrck, fascio di… È l’insieme delle fibre temporo-pontine che si rac­colgono nel quinto laterale del piede del peduncolo cerebrale e si arrestano nei nuclei del ponte. Costituiscono il contingente corti­cale della via neo-cerebellare (cortico-ponto-cerebellare).

       Tùrck Ludwig von (1810-1868). Medico viennese che fu un attento studioso delle vie motrici corticali.

Turbinato (lat. turbo-onis = vortice). Piccola lamina ossea ravvolta in se stessa a foggia di corno che appartiene alle cavità nasali, due per lato.

Turrispondilia (lat. turris = torre + gr. spòndylos = vertebra). È il termine che indica i corpi delle vertebre cervicali a sviluppo verticale accen­tuato nei soggetti longitipi a collo lungo.

U

Ugola (gr. staphylè lat. tardo uvula = chicco d’uva). Formazione conoide pendente verso il basso dal margine posteriore del palato molle. Ri-corda molto la figura del chicco d’uva.

Ulna (gr. bolene, lat. ulna = gomito). E l’osso lungo, mediale, dello sche­letro dell’avambraccio che, con la sua epifisi prossimale, forma il ri­lievo del gomito. Anticamente detto anche osso del gomito o cubito.

Ulnàre Ciò che è riferito all’uma: arteria ulnare; nervo ulnare etc.

Umòre acqueo (gr. chymòs, lat. humor = specie di liquido). È il liquido trasparente secreto dall’epitelio che riveste i processi ciliari della parte ciliare della retina. Occupa la camera anteriore e posteriore e funge da mezzo di rifrazione dell’occhio.

Uncinàto (lat. uncinatus = a forma di uncino). È l’osso mediale della fila distale del carpo. Così denominato perché dalla sua faccia anteriore si solleva un processo incurvato ad uncino.

Uncino (gr. òncos, lat. uncus = uncino). Termine usato per indicare for­mazioni che, per la figura, ricordano un uncino: u. della lamina spirale della chiocciola; u. lacrimale; u. pterigoideo etc.

Ùncus (lat. uncus = uncino). Porzione rivolta ad uncino dell’estremità rostrale della circonvoluzione paraippocampica del lobo temporale, sede dell’area olfattiva laterale.

Ùnghia (gr. Oncycs, lat. unguis deriv. dal celtico-gallico ionga). Annesso cutaneo a forma di lamina dura, elastica, cornea, che ricopre l’estre­mità distale di ciascun dito della mano e del piede.

Unna, strato granuloso di… È lo strato di cellule appiattite che si trova al di sopra della parte germinativa dell’epidermide. Nel loro citopla­sma si cumulano granuli di cheratoialina che stanno a significare l’i­niziale trasformazione cornea.

       Unna Paul Gerson (n. ad Amburgo, 1850-1929). Studiò ad Heidel­berg, a Leipzig e a Strasburgo. Si occupò particolarmente della isto­logia della pelle e introdusse metodi nuovi di tecnica assai utili per le ricerche istologiche sugli epiteli e sui connettivi.

Uraco (gr. urachòs = apice, punta). È il legamento vescicale medio che tiene l’apice della vescica collegato all’ombelico. Residuo del dotto che durante la vita fetale collega la cloaca all’allantoide.

Uretére (gr. uron = urina + terein = portare). È il condotto muscolo-membranoso che, bilateralmente, conduce l’urina dalla pelvi renale alla vescica.

Uretra (gr. urethra dal verbo uréo = io orino). Condotto membranoso che conduce l’urina dalla vescica all’esterno.

Uretrale (gr. urèthra = condotto dell’urina). Che appartiene all’uretra: cresta uretrale; meato uretrale; lacune uretrali; ghiandole uretrali etc.

Utero (gr. ystéra e métra, lat. uterus = utero). Organo muscolare cavo, impari e mediano della piccola pelvi. E destinato ad accogliere l’uovo fecondato e poi ad espellerlo quando, al termine della gravi­danza, esso giunge a maturazione. L’etimo del termine «utero» èdubbio: secondo Plinio deriva da uter, otre; per altri dal greco etron, basso ventre; per altri ancora dall’ebraico atar, chiudere ed aprire, poiché l’utero chiude il feto e si apre per cacciarlo.

Utricolo (Jat. dimin. di uter = piccolo otre). Termine con il quale si in­dicano strutture in forma di piccolo sacco, a fondo cieco e ristretto l’orifizio: u. del labirinto membranoso vestibolo-cocleare; u. prostatico della cresta uretrale etc.

Uvea (lat. uva = uva). E la tonaca vascolare dell’occhio. Per la sua ric­chezza in cellule pigmentate assume il colore dell’uva bruna, da cui ha tratto il nome.

Uvula (lat. tardo uvula = piccola uva). È la denominazione di un lobulo del verme del cervelletto la cui forma ricorda un chicco d’uva. An­che, uvola della vescica, rilievo sagittale situato dietro l’orifizio ure­trale interno e prodotto, sulla parete della vescica, dalla prostata.

V

Vagina (lat. vagina dal celtico gallico faigean = fodero, guaina). E l’or­gano muscolo-membranoso, impari, mediano, di figura tubulare ap­piattita, che forma l’ultimo tratto delle vie genitali femminili.

Vàgo (lat. vagus = errante). È il decimo paio dei nervi encefalici così detto per la sua vagante distribuzione (per omnia viscera vagatur). Nominato anche pneumogastrico.

Valenti, fossette laterali del frenulo di… Sono le due piccole fossette, a fondo cieco, una per lato del frenulo del prepuzio.

       Valenti Giulio (n. a Siena, 1860-1955). Allievo del Romiti, tenne Cattedra di Anatomia a Camerino, a Perugia, a Catania e, infine, a Bologna, ove successe al Calori. Nel 1929 ospitò nel suo Istituto, in Bologna, il primo convegno della nascente Società italiana di Anatomia. Ebbe come allievi Ruggero Bertelli, Chigi e Perna.

Vallécula (1at. dimin. di vallis = valle). Depressione sulla linea mediana della faccia inferiore del cervelletto. Anche, la vallecula epiglottica, depressione pari tra la radice della lingua e l’epiglottide.

Valsalva, seni di… Sono gli spazi che le valvole semilunari dell’aorta e della polmonare formano con la parete arteriosa la quale, in quel tratto, presenta una dilatazione circoscritta.

      Valsalva Antonio Maria (n. a Imola, 1666-1725). Allievo di Malpi­ghi a Bologna, fu poi maestro di Morgagni. Nel 1705 ebbe la Cat­tedra di Anatomia in Bologna. Il Morgagni pubblicò nel 1740 l’o­pera postuma del suo Maestro.

Valvola (lat. dimin. di valvae = piccola porta). È il termine con il quale si indica una piccola piega membranosa o mucosa che, nell’interno di organi cavi, regola la direzione del contenuto, permettendone il passaggio in un determinato senso: valvole atrio-ventricolari del cuore; valvole semilunari aortiche e polmonari; valvola ileo-cecale etc.

Varieta’ (lat. varietas = variazione, diversità). Termine con il quale si in­dicano modificazioni della forma di un organo, compatibili con la funzione. Ne sono esempi diffusi le variazioni muscolari. Da non confondersi con l’anomalia che è una modificazione della forma che ne compromette la funzione.

Varolio, ponte di… È un robusto rilievo della faccia ventrale del tronco encefalico, disposto tra il bulbo inferiormente e il peduncolo cere­brale del mesencefalo superiormente. E costituito prevalentemente da sostanza bianca e da cellule sparse formanti la stazione interme­dia della via cortico-ponto-cerebellare.

       Varolio Costanzo (n. a Bologna, 1545-1575). Tenne Cattedra a Bo­logna e a Roma, ove fu protomedico del Papa Gregorio XIII. Sti­matissimo anatomista e operatore di gran fama. Si spense a soli 52 anni quando aveva già composto una Anatomia in quattro libri che non vide la luce e andò dispersa.

Vastarini Cresi, papilla vallata intracecale di… E la papilla vallata dop­pia sporgente dal declivio del foramen caecum della lingua.

Vastarini Cresi Giovanni (1870-1925). Allievo, nell’Istituto anato­mico di Napoli, dell’Antonelli prima e poi del Versari e del Salvi. Fu professore di Anatomia microscopica dal 1905. Indagatore scru­polosissimo, ha lasciato quell’importante metodo tecnico per la co­lorazione del glicogene.

Vàsto (lat. vastus nel senso di ampio, esteso). Termine attribuito ad al­cuni muscoli in base alla loro forma generale: vasto mediale e vasto laterale del muscolo quadricipite femorale.

Vater, ampolla duodenale di… È la papilla duodenale maggiore, rilievo situato nella seconda porzione del duodeno e accoglie lo sbocco del coledoco e del dotto pancreatico principale.

– corpuscoli lamellari di… Sono i corpuscoli nervosi terminali delimi­tati da una serie di lamelle concentriche con al centro una dava in­terna. il Vater ne intravide la capsula lamellare e successivamente il Pacini li descrisse minimamente. Pertanto, vengono denominati «corpuscoli di Vater-Pacini».

Vater Abraham (1684-1751). Dopo essersi laureato in Filosofia, fu professore di Anatomia all’Università di Wittenberg.

Velpeau, cono iliaco di… È la fascia che riveste completamente l’ultimo tratto del muscolo ileo-psoas, al di sotto del legamento inguinale. L’apice del cono corrisponde alla inserzione del muscolo sul piccolo trocantere. quadrilatero omero-tricipitale di… V. Quadrilatero.

Velpeau Alfred Armand Louis Marie (n. a Bréche, 1795-1867). Ini­ziò gli studi di medicina a Tours e poi a Parigi. Nel 1822 ottenne il posto di aiuto all’Istituto di Anatomia e, poco più tardi, fu nominato chirurgo dell’Hòpital Saint Antoine e della Pitié. Ardito operatore e ricercatore infaticabile, si dice che, moribondo, nel delirio della feb­bre esclamasse: «Il ne faut pas ètre paresseux; travaillons toujours».

Véna (gr. phléps, lat. vena). È il termine con il quale si indica un vaso che conduce il sangue dalla periferia verso il cuore. Voce di origine in-certa: per alcuni verrebbe da via quasi vi-e-na; per altri, e più proba­bilmente, da venio, perché il sangue viene per essa al cuore. In arabo era vehm, via.

Venere (ebr. ven = germoglio, lat. Venus = dea della fecondità).

       collare di… Solco cutaneo del collo che si può osservare, unico o du­plice, nelle donne.

       monte di… Cuscinetto adiposo, ricoperto di peli, al di sopra del pube nel sesso femminile.

Ventrale (1at. tardo ventralis). Termine usato genericamente per indicare ciò che è situato nella parte anteriore del corpo, in contrapposizione a dorsale.

Ventricolo (lat. ventriculus = piccolo ventre). Dicesi di cavità all’interno di un organo: v. cardiaco; v. cerebrale; v. laringeo etc.

Verheyen, stelle di… Sono i vasi vorticosi, o vene stellate, che si ritro­vano sulla superficie del rene, al di sotto della capsula propria.

Verheyen Philippe (n. a Verbroech, 1648-1710). Seguì a Leida le le­zioni di Ruysch e di Swammerdam. Tenne Cattedra di Anatomia a Lovanio.

Vérme (lat. vermis). È la parte impari, mediana, del cervelletto, così denominata per similitudine alla figura, allungata e segnata da ru­ghe trasversali, di un verme.

Versari, fascio muscolare ad ansa di… E’ un nastro di muscolatura che circonda ad ansa il punto in cui l’uretere si apre nella vescica.

       – valvola ureterica di… Piccola ripiegatura della mucosa vescicale cor­rispondente al contorno supero-laterale dell’orifizio di sbocco del­l’uretere.

      Versari Riccardo (1878-1945). Professore di Anatomia a Napoli e poi a Roma, ove ebbe come allievi Andreassi, Palumbi e Virno.

Vértebra (gr. spòndylos, lat. vertebra dal verbo vertere = volgere). Cia­scuna delle ossa corte e raggiate che, disposte in serie, l’una al di sopra dell’altra, formano il lungo stelo flessibile per mezzo del quale il corpo si flette e si volge. I Greci usavano anche il termine stropheùs derivante da stréphein che, come vertere, significa volgere.

Vesalio, foro di… È il foro soprannumerario della fossa cranica media che si può ritrovare al davanti del foro ovale; dà passaggio ad una vena emissaria.

       – ghiandole di… Antica denominazione dei linfonodi bronchiali.

       – legamento di… Antica denominazione del legamento inguinale.

– osso di… Piccolo osso sovrannumerario del tarso (osso vesaliano).

      Vesalio André (n. a Bruxelles, 1514-1564). Studiò a Lovanio, a Montpellier e a Parigi, dove ebbe maestro Sylvius. La sua fama in­dusse la Repubblica di Venezia a invitarlo come professore all’Uni­versità di Padova, ove per sette anni insegnò Anatomia e Medi­cina. Fu protomedico di Carlo V e di Filippo Il. Restauratore del­l’Anatomia, levò alta la sua autorità contro gli errori di Galeno. Fra tutti gli studi predilesse l’Anatomia e, dissettore inimitabile, fece dimostrazioni nelle Università di Pisa, di Bologna e di Basilea. Sono del 1559 le sue Tavole di anatomia che destarono universal­mente ammirazione perché affidate alla mano del Calcàr, allievo delTiziano. Questo genialissimo anatomista aveva appena 25 anni quando pubblicò il «De bumani corporis fabrica libri septem» ove, in ogni capitolo, impresse l’orma potente della sua deditissima opero­sità. Costretto a un viaggio di penitenza in Terra Santa, per aver sezionato un gentiluomo spagnolo che presentava una morte appa­rente, nel viaggio di ritorno trovò la morte a causa di un fortunale che infranse l’imbarcazione contro le coste dell’isola di Zante, ove tu sepolto.

Vescica (gr. cystis, lat. vesica, contrazione di vas aquae). È il termine con il quale si nomina la vescica urinaria, organo cavo, impari e me-diano, posto nella parte anteriore della cavità pelvica, destinato a raccogliere l’urina, prima di essere emessa con la minzione.

Vescichétta (lat. dimin. di vesica = piccola vescica). Termine con il quale si indica un piccolo organo cavitario, contenente liquidi orga­nici: vescichetta biliare (v. Cistifellea).

Vescicola (lat. vesicula  piccola vescica). Termine erroneo con il quale si indica la vescicola seminale, ghiandola accessoria dell’apparato ge­nitale maschile, posta dietro la base della vescica urinaria e che col­labora alla composizione del liquido seminale. Più adeguata sarebbe l’espressione «ghiandola vescicolare».

Vestibolo (lat. vestibulum = ingresso, entrata). Termine usato per indi­care una cavità o uno spazio che serve di passaggio ad altra cavità: v. della bocca; v. della laringe; v. del naso; v. della vagina etc. Presso i romani il vestibulum era l’ingresso della casa, dedicato aUa dea Vesta.

Vestibolare (lat. vestibulum = ingresso, entrata). Relativo al vestibolo: apparato vestibolare; nervo vestibolare; arteria vestibolare etc.

Via (lat. via = percorso, sentiero). Termine con il quale si designano fa­sci dì fibre nervose, deputati alla conduzione di stimoli: vie moto­ne; vie sensitive. Anche, sistemi di condotti per i quali defluiscono liquidi organici: vie bilifere; vie lacrimali; vie urinarie etc.

Vibrissa (lat. tardo vibrissa). Ciascuno dei peli annessi alla cute del ve­stibolo delle fosse nasali. Voce che presso i greci non esisteva. È probabile la sua origine dal latino vibrare perché «quod bis avulsis, caput vibretur».

Vicq d’Azyr, fascio mammillo-talamico di… È il fascio di fibre che col-lega i corpi mammillari al nucleo ventrale del talamo.

      – foro cieco di… È il piccolo foro, a fondo cieco, che si approfondisce J limite superiore del solco mediano anteriore del bulbo.

      – solco circonferenziale di… E’ il solco che divide la faccia superiore da quella inferiore del cervelletto.

      Vicq d’Azyr Felix (n. a Valogne, 1748-1794). Studiò a Parigi Scienze naturali e Anatomia comparata. Nel 1775 fu professore di Anatomia comparata. Fu membro dell’Académie des Sciences e se­gretario della Societé Royale de Médecine. Nel 1779 fu nominato medico consulente del Re.

Vidi, canale vidiano… E’ il canalino che si ritrova alla base dei processi pterigoidei dell’osso sfenoide, per il passaggio del nervo e dell’arte­ria omonimi.

       Vidi Guido (Vidius Vidus), 1500-1569). Illustre anatomista fioren­tino che insegnò a Parigi ove ebbe come discepolo Vesalio. Fu me­dico di Corte di Francesco I. In Italia insegnò a Pisa Filosofia e Medicina.

Vieussens, anello di… E’ il lembo rilevato della fossa ovale del setto in­teratriale del cuore.

        – ansa di… E’ un occhiello del cordone del simpatico cervicale attra­verso il quale transita l’arteria succlavia.

– valvola di… È la minuta plica che si trova nel seno coronano quando questo riceve lo sbocco della vena cardiaca magna.

        – velo midollare superiore di… E’ la lamina di sostanza bianca tesa tra ipeduncoli cerebellari superiori.

Vieussens Raymond de (1641-1715). Studiò a Montpellier, ove fu anche anatomista. Fu medico di Luigi XIV e medico capo dell’Ho­pital Saint Ebi in Montpellier. Fu un eminente studioso del cuore e del cervello.

villo (lat. villas = pelo, filamento). Termine usato fino al XVI secolo con il significato proprio di pelo, da cui ancora oggi «villoso» per indicare una foltezza di peli. Successivamente tale voce è stata rife­rita alle finissime estroflessioni della mucosa intestinale, villi intesti­nali; alle estroflessioni ramificate del corion, villi coriali e alle estro-flessioni della sinoviale, villi sinoviali.

Virchow, nevroglia di… Con tale denominazione Virchow indicò la so­stanza fondamentale, il cemento nervoso, del tipo non neuronale del nevrasse.

       – parametrio di… È il ressuto connettivo sottoperitoneale che si ad­densa ai margini laterali dell’utero, tra i due foglietti peritoneali del legamento largo.

      Virchow Rudolf (n. a Schivelbein, 1821-1902). Allievo dell’anato­mista Mùller, nel 1849 fu nominato professore a Wùrzburg e, poco più tardi, alla Cattedra di Anatomia patologica di Berlino. Il suo nome e la sua opera segnano una svolta nel cammino della Medi­cina per avere egli instaurato l’indirizzo della Patologia cellulare.

Vitali, ganglietti della fessura orbitale inferiore di… Sono piccoli gangli di natura vegetativa annessi ai rami del ganglio sfeno-palatino.

– ghiandole ungueali a gomitolo di… Sono le ghiandole sudoripare che si ritrovano nell’Uomo nel quarto anteriore del letto ungueale.

       – muscolo ali-sfeno-mascellare di… Muscoletto rudimentale in corri­spondenza della fessura orbitale inferiore.

      Vitali Giovanni (n. a Pozzo, 1876-1965). Fu aiuto all’Istituto ana­tomico di Siena, diretto da Stanislao Bianchi prima e da Rutilio Staderini dopo. Professore di Anatomia umana a Cagliari e poi a Pisa, ove successe al Romiti. Ricercatore brillante e completo, inve­stigò molti campi della morfologia umana e comparata. Maestro esemplare, ha avuto tra gli allievi il Massart, che ha occupato nel 1948, la Cattedra lasciata dal suo Maestro per limiti di età.

Volàre (lat. vola = palma della mano). Termine con il quale si indica, rivolta, la faccia palmare della mano.

Vòmere (lat. vomer). È il piccolo osso, impari, mediano, piatto e ir­regolarmente quadrangolare che costituisce la parte posteriore del setto nasale. Così denominato perché ricorda la foggia del vomere dell’aratro.

Vùlva (lat. volva e vulva). È il pudendo femminile formato dalle grandi labbra, dalle piccole labbra, dagli organi erettili e dalle ghiandole annesse. Termine di origine incerta: per alcuni verrebbe dalla azione ab involvendo foetu; per altri da valvae, porta.

W

Waldeyer, anello linfatico di… E’ l’insieme di formazioni linfatiche che si trovano all’istmo delle fauci.

–      strato zonale di… E’ la sottile cuffia di cellule e fibre che riveste la sostanza gelatinosa all’apice delle corna grigia posteriori.

       Waldeyer Heinrich Wilhelm (n. a Dorfe Hehlen, 1856-1921). Al­lievo di Henle e di Heidenhain, fu professore di Anatomia a Ber­lino e a Strasburgo. Infaticabile ricercatore, investigò moltissimi campi della morfologia e rese popolare la teoria del neurone fon­data sugli studi di Cajal, Forel, His ed altri.

Waller Augustus Volney (1816-1870). Medico e fisiologo inglese. De­scrisse le alterazioni degenerative che si manifestano nella porzione distale di un nervo periferico sezionato (degenerazione walleriana).

Weber, ghiandole di… Sono le ghiandole mucose situate nella parte posteriore del margine laterale della lingua.

       Weber Heinrich Ernst (n. a Wittenberg, 1795-1878). Professore di Anatomia a Leipzig. Ebbe come prosettore suo fratello Eduard con il quale pubblicò le classiche esperienze sulla meccanica dell’artico­lazione coxo-femorale.

Weber, zona orbicolare di… È la porzione ispessita della capsula del­l’articolazione coxo-femorale.

Weber Moritz Ignatz (1795-1875). Anatomista tedesco che si oc­cupò particolarmente dell’apparato legamentoso dello scheletro.

Weitbrecht, bottoniera di… È il foro ovale che si stabilisce tra i lega­menti gleno-omerali superiore e medio, al davanti del quale passa il tendine del muscolo sottoscapolare.

–      corda obliqua di… Fascetto fibroso che dalla faccia anteriore del ra­dio, al disotto della tuberosità bicipitale, si porta obliquamente alla base del processo coronoideo dell’ulna.

Weitbrecbt Josias (1702-1747).

Wharton, dotto di… È il dotto della ghiandola sottomandibolare che si apre a lato del frenulo della lingua.

Wharton, gelatina di… E’ il tessuto di tipo mesenchimale mucoso che riempie il funic~o ombelicale.

      Wharton Thomas (1610-1675). Medico del Collegio di Londra. Notevole rimane la descrizione di tutte le ghiandole del corpo «Adenographia sive glandularum totius corporis descriptio».

Willis, circolo arterioso di… È il poligono arterioso che si costituisce alla base dell’encefalo tra i rami del tronco basilare e della carotide interna.

       – corpo striato di… E’ costituito dai nuclei caudato e putamen del te­lencefalo.

       – nervo accessorio spinale di… E’ la radice spinale dell’XI paio dei nervi encefalici, destinata ai muscoli sternocleidomastoideo e tra­pezio.

       Willis Thomas (n. a Great Bewin, 1621-1675). Professore di Fisio­logia naturale a Oxford e poi medico a Londra. Fu una delle figure più eminenti della medicina inglese del XVII secolo ed uno dei fondatori della Royal Society.

Winslow, forame epiploico di… E’ l’orifizio che immette nella borsa omentale o retrocavità degli epiploon.

– processo uncinato di… E’ il processo uncinato della testa del pan­creas che abbraccia da dietro i vasi mesenterici.

Winslow Jacob Benignus (n. a Odense, 1669-1760). Iniziò gli studi di medicina in Olanda e si laureò a Parigi nel 1705. Qui, a soli due anni dalla laurea, divenne professore di Anatomia.

Wirsung, dotto pancreatico di… E’ il dotto principale del pancreas che, insieme al coledoco, si apre nella seconda porzione del duodeno. Wirsung Johann Georg (1600-1645). Fu prosettore di Anatomia alla Università di Padova.

Wrisberg, cartilagini di… Sono le cartilagini cuneiformi della laringe, accolte nello spessore del legamento ari-epiglottico.

Wrisberg, nervo intermediario di… E’ la componente parasimpatica e sensitiva del nervo faciale. Fornisce l’innervazione sensitiva del meato acustico esterno, l’innervazione gustativa dei 2/5 anteriori della lingua e l’innervazione secretoria delle ghiandole sottomandi­bolare, sottolinguale, palatine, nasali e lacrimale.

Wrisberg Heinrich August (n. a St. Andreasberg, 1759-1808). Fu professore di Anatomia a Còttingen.

Wolff, corpo di… E’ il rene primitivo, o mesonefro.

–      dotto di… E’ il condotto escretore del mesonefro che nella sua parte caudale forma gran parte delle vie spermatiche e dalla parte pros­sima alla cloaca forma il diverticolo ureterico e il bacinetto. Wolff Kaspar Friedricli (n. a Berlino, 1755-1794). Fu professore di Anatomia e Fisiologia a Pietroburgo, chiamatovi da Caterina di Russia.

X

Xifòide (gr. csìphos = spada + eidos = a forma di; lat. ensis = spada). È il pezzo inferiore dello sterno(appendice o processo xifoidco).

Xifoidéo (gr. csiphos = spada + eidos = a forma di). Relativo al processo xifoideo: legamento costo – xyloidèo o costo-ensiforme etc.

Z

Zighion (gr. zygòn = coppia, paio). È il punto dell’arcata zigomatica che più sporge lateralmente. E anche un punto craniometrico.

Zigomatico (gr. zygòn = coppia, paio). È l’osso pari, di forma grossola­namente quadrangolare, collocato nella parte supero-laterale dello splancnocranio. E detto anche osso malare (lat. mala = guancia). Anche, ciò che è relativo all’osso zigomatico: arcata zigomatica, nervo zigomatico etc.

Zigomo (Gr. zygòn = coppia, paio). Zona rilevata della faccia, al di sotto del contorno dell’orbita. Dicesi anche pomello.

Zinn, anello fibroso comune di… E’ l’anello tendineo che si attacca la­teralmente al forame ottico nella parte più larga della fessura orbi­tale superiore, sul quale si inserisce il tendine comune dei muscoli retti dell’occhio.

       – zonula ciliare di… È l’apparato sospensore del cristallino che dalla regione ciliare si reca all’equatore del cristallino. E costituito da un gel circolare con fibre trasversali e lacune interposte.

      Zinn Johann Gottfried (n. ad Ansbach, 1727-1795). Allievo di Hal­ler, fu professore di Medicina e Direttore del Giardino botanico a Gòttingen.

Zòna (gr. zòne, lat. zona = cintura, fascia). Termine con il quale si in­dica una figura a mo’ di striscia, più o meno estesa, e talora circo­lare: zona incerta, laminetta grigia sottotalamica che costituisce una estensione in direzione rostrale della formazione reticolare del tronco encefalico; zona orbicolare, legamento anulare circondante il collo del femore. etc.

Zòna incérta V. Zona.

Zònula (lat. dimin. di zona = piccola cintura). V. Zinn.

Zuckerkandl, fascia retrorenale di… E’ la fascia che limita posterior­mente la loggia renale.

       – organi parasimpatici di… Sono due piccoli paragangli situati a li­vello dell’origine dell’arteria mesenterica inferiore.

Zuckerkandl Emil (n. a Gyòr, 1849-1910). Allievo di Hyrtl, fu pro­fessore di Anatomia a Graz e a Vienna.

Ultimo aggiornamento del dizionario anatomico:19/05/2013