Perché il volontariato (anche quello fatto in famiglia) è un toccasana riconosciuto scientificamente.

A Natale siamo tutti più buoni e far del bene fa bene agli altri ed a noi stessi: non è lo slogan di un’associazione di volontariato ma la realtà, a giudicare dai dati delle ricerche scientifiche.

Ricerca & Volontariato

L’ultimo studio sull’argomento, pubblicato sul British Medical Journal(1) ad Agosto 2016, ha dimostrato che dedicarsi agli altri è un toccasana per il benessere emotivo e la salute mentale soprattutto dopo i 40 anni: è infatti con l’aumentare dell’età che si traggono ancora maggiori vantaggi da attività che allargano le reti sociali e fanno sentire utili, aiutandoci a ritrovare un senso alla vita quando i figli crescono e ancor di più quando si va in pensione. La dottoressa Faiza Tabassum dell’Università di Southampton, autrice dello studio dichiara infatti: «Abbiamo osservato benefici evidenti anche e soprattutto negli anziani, perfino negli ultraottantenni, il volontariato in queste persone, che non lavorano più e tendono spesso a isolarsi dal mondo, è una vera ancora di salvezza: li aiuta a mantenere reti sociali ampie, li spinge a uscire di casa, ne migliora l’umore. Tutti elementi che si traducono in un miglior stato di salute generale».

Per fortuna gli italiani sembrano averlo capito: dati presentati lo scorso mese (Dicembre 2016, ndr) al congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria mostrano che gli over 65 dei nstro Paese sono al primo posto in Europa fra i “cuori d’oro” che si dedicano agli altri. «In Italia ci sono sei milioni di over 65 (autonomi e in buona salute: uno su due dedica parte del proprio tempo al volontariato», racconta Nicola Ferrara, presidente SIGG. «Perfino il 10% – 15% di chi ha piccole difficoltà o è in condizioni di salute più scadenti dedica parte del proprio tempo agli altri e tutto ciò va incentivato, perché questi nuovi anziani attivi e propositivi si mantengono sani più a lungo e sono una risorsa per il Paese: non dimentichiamo che in Italia l’assistenza agli altri in chi non è più giovane si declina spesso anche in famiglia, ne sono un valido esempio i nonni che diventano i babysitter dei nipoti».

Secondo JAMA Pediatrics(2) anche gli adolescenti sembrano trarre vantaggi dall’attività di volontariato: il calo del colesterolo, dei marcatori dell’infiammazione e del peso paiono essere dei fattori positivi che ben si correlano con effetti positivi su autostima, umore, empatia e salute mentale.

Raccogliere i frutti del volontariato

Per raccogliere i frutti del volontariato è importante sentire che far del bene agli altri ci “restituisce” qualcosa: essere consapevoli di trarre benefici psicologici dall’aiuto all’altro, in pratica, è in sé una molla positiva per il benessere.

Meccanismi con cui il volontariato migliora la salute

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Meccanismi con cui l’impegno sociale può far bene alla salute non sono chiari: c’è chi ipotizza, per esempio, che alcune conseguenze positive sul fisico dipendano dal fatto che spesso I volontari passano una maggior quantità di tempo all’aria aperta o muovendosi.

Conseguenze neurologiche e psicologiche

Aiutare gli altri è appagante per la psiche e questo, attraverso il sistema neuro-immuno-endocrino che “mette in comunicazione” cervello, sistema immunitario e attività metaboliche, avrebbe ripercussioni benefiche su tutto l’organismo. Inoltre a ciò si associa un minore rischio di ansia e depressione, ma anche una maggiore soddisfazione per la propria vita.

Altri fattori sociali, biologici e culturali

Probabilmente anche fattori socio-culturali e biologici sono connessi ai vantaggi del volontariato, tanto che il numero di europei che si avvicina questo mondo è in crescita (in Europa la percentuale è del 22%) e si sta avvicinando ai detentori di un maggior numero di Volontari, USA 27% e Australia 36%.

Principali associazioni di Volontariato in Italia e finalità

  1. Confederazione delle Misericordie D’Italia
    La Confederazione riunisce oggi oltre 700 confraternite diffuse in tutta la penisola, alle quali aderiscono circa 670 mila iscritti, dei quali oltre 100 mila sono impegnati permanentemente in opere di carità (i confratelli cosiddetti “attivi”).
    Da ben 8 secoli l’azione delle Misericordie è diretta a soccorrere chi si trova nel bisogno e nella sofferenza, con ogni forma di aiuto possibile, sia materiale che morale. Assistenza e aiuto alla persona sono da sempre gli scopi principali: in particolare, le attività che le Misericordie offrono alla comunità, collaborando in molte occasioni ed altre realtà di volontariato, vanno dal trasporto sanitario alla protezione civile, dall’assistenza sociale alle onoranze funebri.
  2. Fratres Donatori di Sangue
    La Fratres è un’associazione approvata da un decreto ministeriale del 1994, che persegue l’obiettivo di invitare la gente alla donazione responsabile del sangue, del sangue midollare e degli organi. Tutto questo seguendo il progresso e l’aggiornamento scientifico nel campo trasfusionale, contribuendo ad uno sviluppo più intenso della ricerca e della utilizzazione del sangue e dei suoi derivati e favorendone il buon uso.
  3. AVIS
    Fondata a Milano nel 1927 dal dott. Vittorio Formentano, costituitasi ufficialmente come Associazione Volontari Italiani del Sangue nel 1946, riconosciuta nel 1950 con una legge dello Stato Italiano, l’AVIS è oggi un ente privato con personalità giuridica e finalità pubblica e concorre ai fini del Servizio Sanitario Nazionale in favore della collettività.
    Gli scopi dell’associazione fissati dallo Statuto erano e sono: venire incontro alla crescente domanda di sangue, avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute, donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna discriminazione.
  4. FIDAS
    E’ una organizzazione di volontariato, apartitica, aconfessionale, con lo scopo di promuovere una diffusa coscienza trasfusionale.
  5. CARITAS
    La Caritas Italiana è l’organismo pastorale costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana al fine di promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica.

 

Fonti & Bibliografia

  1. Association of volunteering with mental well-being: a lifecourse analysis of a national population-based longitudinal study in the UK (August 2016) – bmjopen.bmj.com
  2. Adolescent Volunteering (April 2013) – http://jamanetwork.com/
  3. Anziani campioni di bontà, primi in Europa per volontariato e assistenza – http://www.quotidiano.net/