Questa che vi raccontiamo non è la storia di un portiere qualsiasi. Passare infatti dai palcoscenici di serie A e B (Perugia, Fiorentina e Parma in particolare) al vestire i panni di medico cardiologo, senza mai definitivamente appendere le scarpe al chiodo, è qualcosa di più unico che raro. Addirittura leggendario se si considera che tutto ciò accade alla soglia dei 70 anni d’età.

Il Dottor Lamberto Boranga, nato a Foligno nel 1942 e ad oggi cardiologo presso la ASL di Perugia, durante la sua lunghissima carriera di calciatore si è laureato in Biologia e Medicina. Un tipo davvero fuori dal comune, ma il bello deve ancora arrivare. La sua avventura nel mondo del calcio sembrava volgere definitivamente al termine nel 1983, nelle fila del Foligno.

Ma quando nel 1992 divenne medico sociale della squadra di Bastardo (provincia di Perugia) ed una serie di infortuni si abbattè sulla rosa dei portieri, Boranga si tolse lo sfizio, a 50 anni suonati, di tornare tra i pali a mani nude, proprio come gli insegnò Albertosi ai tempi della Fiorentina. La sconfitta fu di misura (1-0), ma Boranga, ancora tonico e dal fisico asciutto, stupì tutti distinguendosi per parate di pregio, una delle quali salvò la propria porta da un pallone diretto sotto la traversa.

Nel 2005 rilasciò un’intervista all’Avvenire, nella quale denunciò l’abuso dilagante della cocaina nel mondo del calcio e si spese a favore di test tricologici per individuare coloro che ne facciano uso.

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La realtà è che non ha mai smesso di stupirci, forse perchè quel fuoco e quella passione in lui per il calcio giocato, per le emozioni della Domenica non si sono mai sopite, bensì hanno covato sotto la cenere fino a riprendere nuovamente vigore nel 2009. Boranga, infatti, stupisce tutti annunciando il suo ritorno in campo a 66 anni con la maglia dell’Ammeto, squadra della Seconda categoria umbra. Intanto proprio pochi giorni fa, il 27 luglio 2011, ha annunciato l’ennesimo contratto della sua carriera con il Papiano, sempre in Seconda.

Un vero Highlander del calcio nostrano, che si divide tra ecocardiografi ed allenamenti. Non possiamo fargli altro che un grande “in bocca al lupo”, sperando che la sua leggenda continui, magari tramandata di padre in figlio, e che sia un modello di tenacia e determinazione per le giovani generazioni, oggi sempre più allo sbando.

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Laureatosi con lode in Medicina e Chirurgia nel luglio 2012 presso l'Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara, ha discusso la tesi sperimentale in Otorinolaringoiatria dal titolo "Le parotidectomie radicali estese" con relatore il Prof. Adelchi Croce. Attualmente è medico specializzando in Otorinolaringoiatria presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.