Conservazione del cordone ombelicale sì, conservazione del cordone ombelicale no? Si tratta di una domanda alla quale molti genitori, al giorno d’oggi, vorrebbero una risposta adeguata, ma la realtà è che spetta solo al padre e alla madre l’ultima parola, dopo un’attenta riflessione ed informazione. È noto che il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali emopoietiche, cellule che sono in grado di trasformarsi in qualsiasi altro tipo di staminale.

Proprio questa peculiarità le rende molto preziose. Le recenti sperimentazioni in campo scientifico hanno dimostrato come le cure a base di cellule staminali siano estremamente efficaci per la cura di patologie per le quali, fino ad ora, si avevano solo delle cure parziali, in grado di frenare l’avanzamento della malattia. Stiamo parlando di malattie degenerative come la sclerosi multipla, o della leucemia. Il fatto di poter modulare le emopoietiche in qualsiasi tipo di staminale da a queste cellule un grandissimo potere. Ed è proprio qui che si apre il bivio: conservare le cellule emopoietiche in biobanche, oppure donare il cordone per la ricerca?

Nel primo caso, con la conservazione, i genitori decidono di conservare, rigorosamente all’estero poiché in Italia non sono consentite per legge, il cordone ombelicale del figlio. In strutture selezionate, con un servizio puntuale e di qualità. Si tratta di una scelta egoistica, che però potrebbe salvare la vita del proprio figlio in un futuro più o meno lontano. L’alternativa, come già specificato, ed è ciò che viene caldeggiato dal Ministero della Salute, è la donazione del cordone alla scienza, per permettere l’avanzamento delle ricerche e la scoperta di nuove cure. Come noto, infatti, il Ministero non riconosce, di fatto, le sperimentazioni moderne come delle cure.

I costi della conservazione, perché così esosi?

La scelta non è delle più semplici, ma sono comunque molti i genitori che negli ultimi anni si sono convinti a fare uno sforzo finanziario per conservare il cordone ombelicale del proprio figlio. Sì, sforzo economico, poiché non è poi così economico preservare il futuro del proprio figlio. Ma quanto costa conservare il cordone? Vediamolo nello specifico.

Conservare il cordone ombelicale all’estero, in una biobanca specializzata può essere davvero molto dispendioso. Per le strutture migliori, infatti, è necessario sborsare una cifra che si aggira tra i 2500 e i 3000 euro, mentre per parto plurigemellare la cifra può raggiungere anche i 5mila euro. La cifra non è comunque spropositata, in virtù del servizio che viene fornito dalle varie strutture. Solitamente si tratta di biobanche attive sette giorni su sette, 24 ore su 24. Nel prezzo sono compresi anche spedizione e recupero del kit di raccolta e tutte le istruzioni d’uso. Inoltre, sono previste le analisi microbiologiche sui campioni di sangue, il trattamento e la seguente separazione delle cellule staminali, nonché la conservazione in azoto liquido per un periodo di 20-25 anni, a seconda delle disposizioni della banca.

Una cifra piuttosto, quindi, ma ampiamente giustificata. Nella scelta, si consiglia di valutare anche il numero di pubblicazioni del direttore della biobanca e, soprattutto, il numero di campioni conservati. Maggiore è il numero, più alte sono le possibilità che si tratti di una struttura seria ed affidabile.