I rischi connessi all’esposizione solare prolungata sono stati compresi da lungo tempo, tra questi si annoverano scottature ed eritemi oltre che rughe e di altri segni di invecchiamento cutaneo.

L’esposizione ai raggi ultravioletti rappresenta inoltre un importante fattore di rischio neoplastico per lo sviluppo sia del melanoma che di altre forme di tumore che originano dalle cellule basali (carcinomi basocellulari o basaliomi) o superficiali (carcinomi detti squamo- spinocellulari) dell’epidermide.

Ciò detto, esaminiamo i 12 miti e pregiudizi più comuni sulle protezioni solari.
Conoscere le modalità d’uso, la composizione e gli errori più frequentemente compiuti può aiutare ad un utilizzo corretto e responsabile del prodotto ed a una maggiore protezione dai raggi UV.

La protezione solare non è sempre necessaria

In molti credono che la protezione solare sia necessaria solo quando si è esposti direttamente al sole (ad esempio quando in piscina o nel mare). Alcuni credono anche che la protezione solare sia necessaria nei giorni nuvolosi a causa dell’assenza di sole.

In realtà questo mito non prende in considerazione il fatto che ogni volta che il corpo è esposto ai raggi solari, direttamente o indirettamente è esposto ai raggi UV-B e la luce ultravioletta è sempre dannosa per la pelle, non importa quanto questa sia esposta.

La protezione solare impedisce l’assorbimento di Vitamina D

La vitamina D, essenziale per una corretta mineralizzazione delle ossa e dei denti, viene ottenuta dall’esposizione solare o attraverso la dieta in una forma biologicamente non attiva e subisce due reazioni di idrossilazione per essere trasformata nella forma biologicamente attiva, il calcitriolo.

Alcuni credono che una crepa protettiva solare possa impedire la produzione di livelli adeguati di vitamina D bloccando i Raggi UV.

In realtà, diversi dermatologi e scienziati suggeriscono come efficaci esposizioni alla luce solare tra i 5 e i 30 minuti giornalieri, facilmente raggiungibili nel periodo estivo (visto che: la luce solare può penetrare l’abbigliamento, le creme perdono la loro efficacia nel tempo, spesso ci si dimentica di usare la protezione ogni volta che si vede il sole).

Molti scienziati e dermatologi suggeriscono che solo 5 a 30 minuti di esposizione al sole al giorno possono creare la giusta quantità di vitamina D nel corpo.

Secondo un recente studio del 2016 (Layer Thickness of SPF 30 Sunscreen and Formation of Pre-vitamin D), l’applicazione abituale di creme protettive solari (circa 0.8-1 mg/cm2) è sotto la soglia raccomandata di 2 mg/cm2, per cui la pre-Vitamina D può formarsi qualora vengano applicate creme solari con un indice di protezione solare, SPF (Sun Protection Factor) ≤30.

La protezione solare causa problemi di salute

Questo mito proviene da uno studio fatto sull’oxybenzone, uno dei componenti attivi in ​​molte creme protettive. I ratti esposti a oxybenzone hanno subito gravi effetti collaterali negativi.

Tuttavia, come indica una lettera pubblicata in Archives of Dermatology (Safety of Oxybenzone: Putting Numbers Into Perspective), i livelli di esposizione che sono stati raggiunti sperimentalmente per produrre problemi di salute nei ratti sono stati estremamente elevati e difficilmente sarebbero raggiungibili con la normale quantità assunta per via topica dagli esseri umani. Tra l’altro nella stessa “Research Letter” viene osservato come:

dopo 40 anni di utilizzo, non siamo a conoscenza di uno studio pubblicato che dimostri gli effetti tossici acuti negli esseri umani con assorbimento sistemico dell’oxybenzone.

Ho la pelle scura, non ho bisogno di protezione solare

In molti credono che persone con pelle più scura e quindi con più melanina non necessitino di crema protettiva. Questo mito viene giustificato dalla percezione che la melanina protegga completamente dalle scottature, specialmente in chi trascorre lunghe ore senza protezione. In realtà il danno da raggi UVA non è bloccato dalla melanina e può portare all’invecchiamento e alle rughe premature della pelle (oltre che, come già detto, costituire un fattore di rischio neoplastico).

Perciò, nonostante le persone con pelle più scura siano più protette dal sole, dovrebbero comunque utilizzare una protezione solare.

Uno studio del 2014, Racial disparities in melanoma survival, ha osservato come i tassi di sopravvivenza del cancro della pelle erano più bassi in persone con pelle più scura, tra cui gli afroamericani, gli americani asiatici, gli americani nativi e gli abitanti delle isole del Pacifico. Questi risultati hanno indicato la necessità di una migliore screening e la consapevolezza del rischio di cancro della pelle a prognosi peggiore in questi soggetti.

I lettini abbronzanti forniscono un’abbronzatura protettiva di base

Altro mito piuttosto diffuso è quello riguardo i lettini abbronzanti (noti anche come doccia solare, face tanning lamp), che secondo alcuni garantirebbero una precoce abbronzatura solare (prima che arrivi l’estate o prima che ci si esponga massivamente al sole, durante le vacanze per esempio) e un fattore protettivo per le scottature estive.

C’è di vero che i lettini per l’abbronzatura utilizzano elevate concentrazioni di luce UVA per scurire rapidamente la pelle, mentre il sole include sia la luce UVA che UVB. Ma al contempo l’esposizione del corpo ad alti livelli di luce UVA da queste fonti, crea un abbronzatura temporanea che farà molto poco per proteggere la pelle dall’esposizione al sole e dalle scottature causate dalla luce UVB.

Il trucco è sufficiente per proteggere il viso

Certamente il trucco può fornire una minima protezione dalla luce solare, ma assolutamente non costituisce un vero fattore protettivo dai raggi UV

Meglio usare la protezione solare che coprire il corpo

Affatto! sebbene molti credano che lo strato di protezione solare renda il corpo invincibile al sole.
In realtà la crema protettiva, pur proteggendo contro i raggi UVA e UVB, non protegge completamente il corpo, anche applicandola più volte al giorno.

Coprire la pelle con adeguato abbigliamento e cappello assicurano sicuramente una protezione maggiore rispetto a quella di qualsiasi crema solare.

Non ci si può abbronzare mentre si indossa la protezione solare

Questo mito potrebbe rappresentare un corollario al precedente. Come già detto, la protezione solare protegge la pelle dalla maggior parte dei raggi luminosi, ma alcuni riescono ancora a raggiunger la pelle e permettono di ottenere una decisa abbronzatura (anche se si applica la crema solare più volte al giorno).

L’abbronzatura rappresenta infatti la naturale risposta protettiva del corpo all’esposizione UV.

Tutte le protezioni solari sono uguali

C’è una credenza comune secondo la quale tutte le protezioni solari sono uguali e “fanno lo stesso lavoro”. In realtà così non è, poichè nelle creme protettive ci sono una grande varietà di componenti che proteggono la pelle da diversi livelli di esposizione solare

Diossido di titanio, ossido di zinco, ecamsule sono tra i componenti più utilizzati per filtrare i raggi UVA e UVB. Anche i bloccanti chimici svolgono la stessa funzione, tra questi l’avobenzone. Ovviamente ciascuno di essi blocca differentemente la radiazione solare.

L’utilizzo di una protezione solare ad ampio spettro è importante perché garantirà una protezione contro una più vasta gamma di luce UV.

L’altra importante considerazione da farsi e relativa al fattore di protezione solare (SPF). L’ente americano “Food & Drug Administration” (FDA) raccomanda di applicare regolarmente una crema solare con un SPF di 15 o più, anche in giornate nuvolose.

Un’applicazione di protezione solare dura tutto il giorno

No, in realtà molti meccanismi intervengono nell’indebolimento della crema solare e questa perde la sua efficacia.

Bisognerebbe applicare nuovamente la protezione almeno ogni 2 o 4 ore.

La protezione solare è impermeabile

Molte protezioni solari sono commercializzate come “water-resistant” (impermeabili) o resistenti al sudore, ma in realtà si tratta perlopiù di esagerazioni legate al marketing del prodotto. Nessuna crema/spray o prodotto solare può essere al impermeabile al 100%.

E’ necessario SEMPRE applicare nuovamente la crema solare dopo un bagno o esposizione all’acqua.

Sarebbe bene anche lasciare che la protezione solare si depositi sulla pelle per almeno 10-15 minuti prima di fare un bagno.

La protezione solare non scade mai

Contrariamente a credenze comuni, ovviamente la protezione solare ha un suo periodo di validità ed una scadenza.

I componenti ed i principi attivi col tempo vanno incontro a processi di degradazione e indebolimento. Ciò significa che usando una crema solare scaduta si corre il rischio di lasciare la pelle non protetta.

Bibliografia e Fonti

 

Avete altri miti da segnalare? Scriveteli nei commenti e aggiorneremo l’articolo.

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Diplomatosi presso il Liceo Scientifico "O. Tedone" di Ruvo di Puglia(Ba) è attualmente iscritto al quarto anno del C.d.L. in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Chieti e Pescara "G. d'Annunzio". Appassionato di nuove tecnologie, programmazione e comunicazione si occupa della gestione tecnica della piattaforma MedMedicine. Social: Facebook, Twitter, Google+