Dislessia: definizione

La classificazione ICD (International Classification of Diseases) stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO) definisce così la dislessia:

2018 ICD-10-CM Diagnosis Code F81.0

Dyslexia, also known as reading disorder, is characterized by trouble with reading despite normal intelligence. Different people are affected to varying degrees. Problems may include difficulties in spelling words, reading quickly, writing words, “sounding out” words in the head, pronouncing words when reading aloud and understanding what one reads. Often these difficulties are first noticed at school. The difficulties are involuntary and people with this disorder have a normal desire to learn.

Clinical Information

  • A cognitive disorder characterized by an impaired ability to comprehend written and printed words or phrases despite intact vision. This condition may be developmental or acquired. Developmental dyslexia is marked by reading achievement that falls substantially below that expected given the individual’s chronological age, measured intelligence, and age-appropriate education. The disturbance in reading significantly interferes with academic achievement or with activities of daily living that require reading skills. (from dsm-iv)
  • A learning disorder characterized by an impairment in processing written words. Reading difficulties can include distortions, omissions or substitutions of characters. Oral and silent reading difficulties can include faulty and slow comprehension.
  • A learning disorder marked by impairment of the ability to recognize and comprehend written words.
  • Condition characterized by deficiencies of comprehension or expression of written forms of language.
  • Inability or difficulty reading, spelling, or writing words despite the ability to see and recognize letters; a familial disorder with autosomal dominant inheritance that occurs more frequently in males.
  • Reading disorder involving an inability to understand what is read.”

La dislessia, nota anche come disturbo della lettura, è caratterizzata da problemi di lettura nonostante la normale competenza cognitiva. La dislessia può interessare diversi soggetti a vari livelli. Le difficoltà possono essere relative all’analisi sillabica delle parole, nella lettura veloce, nello scrivere parole, nel “sillabare” le parole nella testa (Competenza metafonologica), pronunciare parole quando leggi ad alta voce e capire cosa si legge. Spesso queste difficoltà vengono notate per la prima volta a scuola. Le difficoltà sono involontarie e le persone con questo disturbo hanno un desiderio normale di apprendere.

Informazioni cliniche

  • Un disturbo cognitivo caratterizzato da una ridotta capacità di comprendere parole o frasi scritte e stampate nonostante la visione intatta. Questa condizione può essere evolutiva o acquisita. La dislessia evolutiva è contrassegnata dalla lettura di un rendimento che scende sostanzialmente al di sotto di quello previsto data l’età cronologica dell’individuo, l’intelligenza misurata e l’educazione appropriata per l’età. Il disturbo nella lettura interferisce in modo significativo con il rendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura. (da dsm-iv)
  • Un disturbo dell’apprendimento caratterizzato da una menomazione nell’elaborazione di parole scritte. Le difficoltà di lettura possono includere distorsioni, omissioni o sostituzioni di personaggi. Le difficoltà di lettura orale e silenziosa possono includere una comprensione errata e lenta.
  • Un disturbo dell’apprendimento contrassegnato da menomazione della capacità di riconoscere e comprendere le parole scritte.
  • Condizione caratterizzata da deficienze di comprensione o espressione di forme di linguaggio scritte.
  • Incapacità o difficoltà di lettura, ortografia o scrittura di parole nonostante la capacità di vedere e riconoscere le lettere; un disturbo familiare con ereditarietà autosomica dominante che si verifica più frequentemente nei maschi.
  • Disturbo della lettura che comporta l’incapacità di comprendere ciò che viene letto

Le tipologie di disturbo

La legge 8 ottobre 2010, n. 170 riconosce la dislessia (disturbo nell’imparare a leggere), la disgrafia (disturbo nell’imparare a scrivere), la disortografia (disturbo nell’utilizzare il codice linguistico) e la discalculia (disturbo nel calcolo matematico) “quali disturbi specifici di apprendimento che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana”

Dislessia: epidemiologia

Nell’a.s. 2016/2017 il numero degli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento frequentanti le scuole italiane di ogni ordine e grado si è attestato complessivamente intorno alle 254.600 unità, pari al 2,9% del totale degli alunni.[1]

MIUR - Gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento DSA nell’a.s. 2016-2017

Questo è un dato complessivamente in linea con quelli di diversi paesi Occidentali (Regno Unito[38], Russia[39], India[40], America Latina[41]). Nel mondo arabo e in Giappone invece la prevalenza sembra sensibilmente più bassa: in Egitto è intorno all’1%[42], in Giappone inferiore al 2%[49-53]. Probabilmente è dovuto alle caratteristiche proprie della lingua araba e giapponese.

La distribuzione sul territorio

Dando uno sguardo alla distribuzione territoriale, Colpisce come per le regioni meridionali la percentuale sia nettamente più̀ contenuta, pari in media all’1,4%. Tra le singole regioni, i valori più̀ elevati si rintracciano in Liguria, Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, con il 4,9%, il 4,8% e il 4,5% di alunni con disturbi specifici di apprendimento sul totale alunni frequentanti. Per contro le percentuali più̀ contenute sono presenti in Calabria, Campania e Sicilia, rispettivamente con lo 0,7%, lo 0,9% e l’1,1%.[1]

Distribuzione in italia dei DSA

La distribuzione nel tempo

Nel corso degli ultimi anni le diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento sono notevolmente aumentate: se nell’a.s. 2010/2011 la percentuale di alunni con DSA sul totale degli alunni si attestava ad appena lo 0,7%, nell’a.s. 2016/2017 tale percentuale è salita fino al 2,9% nella media dei diversi ordini di scuola.

Aumento dislessia nel tempo e negli anni in italia

Dislessia: Eziologia

Per quasi un secolo, gli psicologi e i medici hanno cercato di comprendere i legami tra il disturbo nell’imparare a leggere (Dislessia), il disturbo nell’imparare a scrivere (disgrafia), il disturbo nell’utilizzare il codice linguistico (disortografia), il disturbo nel calcolo matematico (discalculia) e lo sviluppo psicoaffettivo del bambino, lo sviluppo neurologico, ecc.

La ricerca ha portato all’identificazione di: alterazioni microscopiche e/o macroscopiche nelle aree linguistiche[2], il coinvolgimento di alcuni geni su diversi cromosomi[3, 4] …. Ciononostante, allo stato attuale, disponiamo solo di ipotesi e teorie patogenetiche.

Un dato certo è che le anomalie neuroanatomiche primarie, che precedono la dislessia, non sono nell’area deputata alla lettura in sé, ma piuttosto nelle zone responsabili dell’elaborazione delle informazioni uditive e visive e funzioni principali esecutive. Le anomalie nell’area deputata alla lettura sono state osservate solo dopo che i bambini avessero imparato a leggere. Ciò significa che le anomalie anatomiche nelle aree deputate alla lettura sono una conseguenza e non la causa della dislessia, poiché i precursori neuroanatomici sono prevalentemente nelle aree delle cortecce sensoriali primarie.[62-63]

Bibliografia

[1] MIUR – Ufficio Statistica e Studi. Gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) nell’a.s. 2016/2017: http://www.miur.gov.it/documents/20182/991467/FOCUS_Alunni+con+DSA_a.s.+2016_2017_def.pdf/9af5872b-4404-4d56-8ac1-8ffdbee61ef4?version=1.0

[2] Robichon F, Levrier O, Farnarier P, Habib M. Developmental dyslexia: atypical cortical asymmetries and functional significance. Eur J Neurol, 2000;7:35-46.
[3] Grigorenko EL. The first candidate gene for dyslexia: Turning the page of a new chapter of research. Proc Natl Acad Sci USA, 2003;100:11190-2
[4] Cardon LR, Smith SD, Fulker DW, Kimberling WJ, Pennington BF, DeFries JC. Quantitative trait locus for reading disability on chro- 
mosome 6. Science, 1994;14:266:276-9.

[38] Miles T. (2004). Some problems in determining the prevalence of dyslexia. Electronic Journal of Research in educational Psychology. 2: 5-12.
[39] Kornev AN. (1995). Dyslexia and dysgraphia in children. Mim Ed., St.Petersurg
[40] Ramaa S. (2000). Two decades of research on learning disabilities in India. Dyslexia, 6: 268-283
[41] Capovilla AG. (2002). Compreendo a dislexia: definicao, avaliacao e intervencao. Caernos de Psicopedagogia, 2:36-59
[42] Farrag AF, el-Behary AA, Kandil MR. (1988). Prevalence of specific reading disability in Egypt. Lancet. 1988 Oct 8;2(8615):837-9.

[49] Makita K. The rarity of reading disability in Japanese children. Am J Orthopsychiatry. 1968;38:599–614. doi: 10.1111/j.1939-0025.1968.tb02428.x.
[50] Muraishi S. Acquisition of reading Japanese syllabic characters in pre-school children in Japan. Tokyo: Paper presented at Twentieth International Congress of Psychology; 1972.
[51] Sakamoto T, Makita K. Japan. In: Downing J, editor. Comparative Reading. New York: Macmillan; 1973.
[52] Gibson EJ, Levin H. Psychology of Reading. Cambridge, MA: MIT Press; 1975.
[53] Wydell TNKondo T. Behavioral and Neuroimaging Research of Reading: a Case of Japanese. Curr Dev Disord Rep. 2015;2(4):339-345. Epub 2015 Oct 2.

[62] Kristi A. Clark, Turid Helland, Karsten Specht, Katherine L. Narr, Franklin R. Manis, Arthur W. Toga and Kenneth Hugdahl. Neuroanatomical precursors of dyslexia identified from pre-reading through to age 11. Brain 2014: 137; 3136–3141.
[63] Frøydis Morkena, Turid Helland, Kenneth Hugdahl, Karsten Specht. Reading in dyslexia across literacy development: A longitudinal study of effective connectivity. Morken, F., NeuroImage (2016), http://dx.doi.org/10.1016/j.neuroimage.2016.09.060

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Nato il 01/04/1992 a Corato (BA). Laureato in "Ortottica ed Assistenza Oftalmologica" presso l’Università degli studi ‘G. d’Annunzio’ di Chieti – Pescara nella clinica oftalmologica diretta dal professor Leonardo Mastropasqua, discutendo la tesi con titolo "RISCHIO INFETTIVO DELLE LENTI A CONTATTO: IL RUOLO DELLA MANUTENZIONE E L’EFFICACIA DEI DISINFETTANTI", con relatore Dott. Stefano Palma. Ha conseguito con Lode il master universitario di I livello, presso l’università di Bologna Alma Mater Studiorum, in “Posturologia: percezione e movimento”. Perfezionato sul DryEyes Syndrome, sul Digital Eye Strain (DES) o “affaticamento dell’occhio digitale” e sui danni legati ad un uso scorretto del makeup occhi.