idrosadenite

Idrosadenite – Definizione

L’idrosadenite suppurativa o Malattia di Verneuil è un quadro clinico descritto per la prima volta nel 1839 da Velpau, ma fu Aristide Auguste Stanislas Verneuil che nel 1854 scoprì la causa della patologia che oggi porta il suo nome.

L’idrosadenite suppurativa (descritta anche come acne inversa), è una patologia che interessa le ghiandole apocrine, elettivamente localizzate a livello delle pieghe del corpo. In particolare, è dovuta ad un’occlusione dell’infundibolo, una porzione specifica del follicolo pilifero.

Idrosadenite – Epidemiologia

Da un punto di vista epidemiologico è interessante rilevare che l’idrosadenite suppurativa interessa circa il 4% delle donne, le quali possono presentare anche una fase mestruale di durata maggiore e un ciclo mensile più breve, migliora durante la gravidanza e peggiora dopo il parto. Probabilmente, alcune influenze ormonali, sebbene non ancora identificate, influiscono sul decorso della malattia che può causare forti ripercussioni psicologiche e sociali per il paziente.

Idrosadenite – Eziologia

 Tra le piodermiti ghiandolari, l’idrosadenite suppurativa si caratterizza come un’infezione suppurativa e cicatriziale delle ghiandole apocrine, con localizzazione nelle regioni ascellare, anogenitale e a livello del capillizio.

Ricordiamo che le ghiandole apocrine sono caratterizzate da una porzione secernente, localizzata in profondità nel derma, simile ad un gomitolo, e da un piccolo canale lineare, chiamato dotto escretore, che si immette nell’infundibolo pilifero per drenare sulla superficie cutanea il secreto ghiandolare.

Dopo la pubertà, in alcuni soggetti si assiste all’occlusione dell’infundibolo con conseguente mancato drenaggio del secreto sulla pelle che si accumula nella ghiandola che si rigonfia e s’infiamma, favorendo la formazione di noduli dolorosi. La patologia tende ad evolversi con la creazione di fistole, drenando un materiale siero-purulento sulla pelle; segue infine una fase di cicatrizzazione, determinando la comparsa di tessuto anelastico, simile ad un cordone duro e depresso rispetto alla pelle sana.

L’agente patogeno è stato identificato nello Staphylococcus aureus. Ma si riscontrano casi in cui, grazie all’esame a fresco e alla colorazione di Gram, si è dimostrata la presenza di altri microrganismi, quali Streptococcus, E.coli, Proteus e Pseudomonas.

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Idrosadenite – Segni e sintomi

Nella fase iniziale, si ha la comparsa di noduli ipodermici duri e dolenti, ricoperti da cute normale. Tale processo può regredire spontaneamente o evolvere verso uno stadio di tipo ascessuale, con drenaggio esterno di materiale siero-purulento, cute arrossata e ulcerata. Un esito cicatriziale ipertrofico è sempre presente alla guarigione.

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Idrosadenite – Diagnosi

 La diagnosi è essenzialmente clinica, ma trova spesso un necessario e valido correlato nell’esame istologico, là dove si evidenziano la rottura dei dotti apocrini con conseguente infiltrazione di polimorfonucleati neutrofili nel centro e alla periferia della ghiandola.

Idrosadenite – Diagnosi differenziale

 Nella fase più precoce è importante distinguere l’idrosadenite suppurativa dal foruncolo, dal favo, dalla cisti o dalla linfoadenite; nella fase tardiva, a seconda delle sedi interessate, si procederà alla diagnosi differenziale con il linfogranuloma venereo, lo scrofuloderma, l’actinomicosi.

 Idrosadenite – Terapia

 Si basa sull’impiego di antibiotici (eritromicina o clindamicina) e antisettici per via generale. Nelle forme recidivanti o croniche, è indicato l’impiego dell’antibiogramma. Nelle forme resistenti alla terapia medica, si può ricorrere chirurgica occorre la terapia con il laser Nd-YAG o l’exeresi chirurgica.

 

Bibliografia

  1. P.L. Amerio et Al., Dermatologia e Venereologia, Minerva Medica 2009;
  2. P. Fabbri, C. Gelmetti, G. Leigheb, Manuale di dermatologia medica, Masson 2010
  3. http://www.myskin.it/blog/malattia-di-verneuil-idrosadenite-suppurativa/
  4. http://www.orpha.net/consor/cgi-bin/Disease_Search.php?lng=IT&data_id=2049&MISSING%20CONTENT=Idrosadenite-suppurativa&search=Disease_Search_Simple&title=Idrosadenite-suppurativa
  5. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16634904
  6. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22184715
  7. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23106519
  8. http://link.springer.com/article/10.2165%2F11631880-000000000-00000
  9. http://escholarship.org/uc/item/5pc6t287

12 COMMENTI

  1. La dottoressa Venezia ha redatto il suo articolo alla luce delle linee guida ufficiali, ovvero sulla base di evidenze accettate dalla comunità scientifica. Pertanto non sono accetti commenti offensivi nei confronti nell’autrice. Ricordo che il confronto sugli argomenti deve avvenire nel rispetto delle parti ed in maniera costruttiva. Si accettano link a studi e terapie non convenzionali sull’argomento per alimentare il dibattito, ma non il fango!
    Lo staff di MM

  2. Sono Giusi Pintori, presidente di Inversa onlus per i pazienti affetti da idrosadenite suppurativa. Lascio email inversaonlus@gmail.com e cell 3405428207 per contatti con medici, istituzioni e pazienti.
    Purtroppo non possiamo riassumere le terapie o i supporti per i malati così facilmente come qui leggo. Questo di fatto sta esponendo da decenni molti pazienti a un notevole nomadismo e a sostanziali peggioramenti. L’eziologia di questa patologia inoltre ancora ancora non è chiara,
    Per qualsiasi necessità resto a disposizione.

    • Gentile Dott.ssa Pintori, concordo pienamente con Lei quando scrive che la terapia non è facilmente riassumibile nello spazio qui dedicato. Questo portale nasce come sito di divulgazione scientifica per gli studenti e per il ‘grande’ pubblico, per cui ciò che viene proposto non può e non deve nella maniera più assoluta sostituirsi al parere di uno specialista-per non parlare, riguardo alla terapia, di parametri come la sensibilità individuale. In ogni caso, se Lei volesse segnalarci qualsiasi cosa, mi metto a Sua disposizione. Ecco la mia mail: lauravenezia2002@yahoo.it. La ringrazio per l’attenzione.

      • Il suo commento alla Signora GIUSI PINTORI, la giustificazione, più triste che io abbia letto da un po’:” Questo portale nasce come sito di divulgazione scientifica per gli studenti e per il ‘grande’ pubblico, per cui ciò che viene proposto non può e non deve nella maniera più assoluta sostituirsi al parere di uno specialista……- Perchè viene scritto allora ?E chi è il “grande pubblico”?Divulgazione scientifica per gli studenti? Studenti di cosa?Speriamo non in dermatologia!
        Penso ad una persona malata che vede questo articolo….devastante la superficialità con cui viene trattato l’argomento.
        Essere un paziente formato ed informato significa anche salvarsi da queste superficialità.

        • Gentile Claira Valente, sono convinta che il primo requisito per diventare un medico sia l’umiltà, per cui accetto qualsiasi tipo di critica purché sia costruttiva. Noto però un tono polemico che impedisce a priori un sereno confronto, quindi rispondo per onestà intellettuale e non perché intenda giustificarmi. Ribadisco che la ‘mission’ di MedMedicine è quella di fornire uno strumento agile e aggiornato agli studenti del corso di laurea in medicina e chirurgia e al pubblico dei ‘non addetti ai lavori’. Ciò che lei definisce “superficialità devastante” è invece il mio preciso dovere, in qualità di studiosa e di redattrice, di attenermi alle linee guida stabilite attualmente dal mondo accademico (se ha letto la bibliografia, si tratta delle maggiori autorità nel campo della dermatologia) e di riportarle nella maniera più semplice ed accessibile-là dove semplice non significa affatto superficiale. Nel caso dell’idrosadenite, questo è ad oggi lo stato dell’arte. Questa scarsità di certezze, mi creda, è l’unica cosa veramente triste. Posto questo , vorrei precisare che:
          1) Internet non può e non deve sostituirsi alla formazione da effettuarsi sui testi. Quindi, per rispondere alla sua domanda, gli articoli vengono redatti con la funzione di supporto ed integrazione;
          2) Internet non può e non deve sostituirsi ad un medico in carne ed ossa. Non esistono le malattie, ma i malati, e solo il confronto con uno specialista potrà offrire il giusto sostegno ad un paziente (e, mi permetta di dire, da ex paziente ne so qualcosa anch’io).
          La saluto.

          • Gentile Dottoressa Venezia,
            Le consiglio vivamente di prendere contatto con il reparto di dermatologia dell’Ospedale Civile di Venezia che, grazie ad un impegno specifico protrattosi molto a lungo nel tempo, dovuto all’attenzione del dottor Patrizio Sedona, che ne era primario, ha messo in luce molti aspetti della patologia in oggetto, e soprattutto chiarito quali siano stati gli errori più importanti (e nefasti per i pazienti) commessi dai medici.
            E’ probabile che, confrontandosi con le competenze maturate a Venezia, debba porre seriamente in dubbio il Suo indicare sia l’eziologia, sia quindi la terapia antibiotica…
            Con i migliori saluti
            dr.ssa Silvia Stagnaro

      • COSA DIRE DI TUTTO CIO , PER PRIMA COSA, LA TANTO CITATA GUIDA LINEE UFFICIALI E’ REDATA ALLE VOLTE DA CHI NON SA , E’ REDATA PER LINEE DI MASSIMA ( A MIO AVVISO ) SONO STATO IL PRIMO DEL GRUPPO AD ESSER SEGUITO DALLO STAF MEDICO DEL DOTTOR PATRIZIO SEDONA E LUI IN PRIMIS , FORSE ( E SENZA OMBRA DI DUBBIO E PAURA DI ESSER SMENTITO ) E’ L’ESPRESSIONE MASSIMA A LIVELLO NAZIONALE ED EUROPEO IN QUANTO CONOSCENZA DELLA MALATTIA , IO NON BIASIMO NESSUNO SE CI SI VUOL CIMENTARE IN UN QUALCOSA DI NUOVO , CHI VUOL CONOSCERE , AUMENTARE LA RICERCA , E DIRE LA SUA BEN VENGA , MA NON ACCETTO E SI ACCETTA, PRESSAPOCHISMO O SUPERFICIALITA TANTO PER RIEMPIRE CON PAROLE ANCHE SE TECNICHE E ALTISONANTI QUALSIVOGLIA SUPPORTO CARTACEO O INFORMATICO , QUINDI ESORTO GLI ADMIN DI TALE PAGINA ( ANCHE SE DI BUONA VOLONTA’ ) DI CHIEDERE, DOCUMENTARSI , SEGUIRE , E UMILMENTE MAGARI, CONTATTARE CHI SUL TERRITORIO IN PRIMA PERSONA COMBATTE QUESTA PATOLOGIA SENZA AIUTI E ALTISONANTI BLASONI . DIETRO ALLE ARABBIATURE DELLA SIGNORA GIUSI PINTORI NEL LEGGERE CERTE COSE , CI SONO ANNI DI PEREGRINAGGI DA DERMATOLOGO A DERMETOLOGO , TUTTI PIENI A RIEMPIRSI LA BOCCA E TASCHE SULLA SOFFERENZA SUA E DI MOLTI ALTRI COME LEI . QUINDI , NON ACCETTO CERTE PRESE DI POSIZIONE , CAPITE , CHIEDETE , INFORMATEVI E NON FERMATEVI ALLE LINEE GUIDA , ALLE VOLTE SONO FUORVIANTI PER CHISSA QUALI MOTIVI .

        COLORIO MAURIZIO

        • Sono in accordo con Marco Logiudice in merito a non voler alimentare il fango. Mi ripresento dicendo che l’associazione Inversa, con la mia persona è disponibile a un chiarimento ed anzi si rende collaborante per eventuali chiarimenti e corrette informazioni sulo stato dell’arte in Italia su questa patologia. Non sbaglio se affermo che siamo, purtroppo, molto informati perché parliamo da 4 anni con i pazienti, con i medici e teniamo contatti internazionali. Il reparto di Venezia qui citato, ha in carico molti pazienti, tuttavia per evitare di appesantirli, di la mia disponibilità. Sottolineo anche che non tutti possono parlare di idrosadenite purtroppo, nemmeno tra gli specialisti. Sarebbe bello se io è la dottoressa che che ha scritto l’articolo potessimo comunicare per pubblicare uno nuovo. Leggo molte mail e scrivo tanto, mi sarebbe più comodo un contatto telefonico. Se anche privatamente volesse scrivermi alla mail indicata sarei, ben lieta, di chiamarla. Cordiali saluti.

      • Ha ragione Dottoressa Laura Venezia…..lei ha una grande umiltà nel voler essere informata da Giusi per cambiare l’articolo….brava….non tutti ammetterebbero di poter fare meglio con l’aiuto diretto di prima un paziente e poi Presidente di una Associazione.Il mio commento iniziale comunque,tengo a precisarlo non era diretto a lei personalmente….ma lei capirà che avendo dovuto vagare per anni da un medico all’altro per avere un aiuto non mi ha lasciato senza cicatrici interne.Ora,lavorando con Giusi e avendo contatti con altre realtà straniere,che seguo personalmente mi rendo conto della necessità di unire le nostre forze e non combatterci.
        Buon lavoro…e se vorrà ci possiamo risentire.Buona serata.

        • Gentile Claira, non mi ritengo certo un luminare della medicina, quindi una collaborazione non può che essere per me motivo di arricchimento. Vorrei solo ribadire, data l’acrimonia di alcuni commentatori-il sig Colorio, ad esempio, potrebbe evitare di argomentare in una lingua simile all’esperanto sparando a zero su un portale serio e molto seguito come questo-che le mie posizioni restano le stesse, in quanto a darmi ragione ci sono ben due studi del 2013 su Pubmed nonché un’intervista su Repubblica al dr.Sedona, in cui lo stesso dottore afferma che 1) l’eziologia è data dalla colonizzazione batterica 2) la terapia, che varia da paziente a paziente, si fonda in prima linea sull’uso di antibiotici. Dunque, non vedo dove sia il problema. Invierò a Giusi Pintor i documenti sopra citati via mail, poiché questo portale non mi permette di postarli. Non posso che riifarmi alle linee guida-come lo stimato dr. Sedona. Per tutto il resto, non vi sono che maghi e cartomanti. E non è certo mia intenzione combattere contro i pazienti, date le mie esperienze pregresse. Ma il rispetto richiede reciprocità. Soprattutto, non facciamo del web l’anticamera dell’esibizionismo. Da parte mia, c’è tutta la disponibilità a lavorare assieme. Grazie a Lei, saluti.

          • La ringrazio per la risposta….leggendo volevo però risparmiarle una fatica…..inviare le e-mail a Giusi Pintori…. non c’è bisogno visto che questi articoli che ha menzionati sono stati scritti da lei in collaborazione con il Dottor Sedona e da lei pubblicati.A presto.

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