Il titolo potrebbe sembrare fantascientifico e invece presso la Oregon Health & Science University, sono riusciti, attraverso un procedimento che ricorda quello della pecora Dolly, a creare un embrione umano. Lo scopo? Ottenere una fonte di linee cellulari staminali utilizzando cellule dello stesso paziente senza lo spettro sollevato da questioni etiche legate all’utilizzo di embrioni umani “veri e propri”. Per lo studio sono state reclutate donatrici di ovociti di età compresa tra i 23 e i 31 anni, a cui sono state applicati protocolli di stimolazione ovarica sulla base delle linee guida IVF (in vitro fertilization). La risposta ovarica e la crescita follicolare sono state monitorate attraverso ecografia transvaginale e misurazioni dei livelli di estradiolo. Quando due o più follicoli avevano raggiunto un diametro superiore ai 18 mm, alle donatrici veniva somministrato hCG per la maturazione ovocitaria. I nuclei da trapiantare, invece, sono stati prelevati da fibroblasti dermici di pazienti con sindrome di Leigh o da fibroblasti fetali. Attraverso la tecnica del trasferimento nucleare, i nuclei dei fibroblasti sono stati trasferiti negli ovociti, che sono stati messi in coltura. Una percentuale di queste cellule ha raggiunto lo stadio di blastocisti e su questi embrioni, creati in laboratorio, sono state ottenute cellule che esprimevano diversi markers di pluripotenza (OCT4, NANOG, SOX2). I fattori citoplasmatici presenti negli ovociti maturi bloccati in metafase II, possiedono l’abilità di “resettare” l’identità dei nuclei delle cellule trapiantate. Negli esseri umani il trasferimento nucleare di cellule somatiche è stato ipotizzato, principalmente, per generare cellule staminali embrionali “personalizzate” dalle cellule somatiche dello stesso paziente. Tuttavia, fino ad ora, questi esperimenti non avevano dato risultati apprezzabili. Il motivo era dovuto all’arresto embrionale che precludeva la possibilità di derivare cellule staminali. Tipicamente, questi embrioni non riuscivano a crescere oltre lo stadio a 8 cellule, presumibilmente a causa di una inabilità ad attivare geni embrionali critici del nucleo esogeno trasferito. In alcuni casi, quando gli embrioni raggiungevano lo stadio di blastocisti, non si riusciva a isolare le cellule staminali o comunque non erano idonee. Gli autori hanno dimostrato che gli oociti umani, similmente a quelli di altri mammiferi, possiedono un’attività intrinseca di riprogrammazione. Molti studi sono rilevanti in questo senso. La rimozione di cromosomi dagli oociti ha un impatto negativo sull’abilità del citoplasto, la regione interna di una cellula. Tuttavia, quando un nucleo di una cellula somatica è trapiantato in un oocita intatto contenente i suoi cromosomi, gli embrioni derivati sono in grado di sviluppare blastocisti e poi cellule staminali. Probabilmente i fattori coinvolti nella riprogrammazione in oociti maturi in fase MII, sono fisicamente associati con i cromosomi o l’apparato mitotico e sono depleti o diminuiti in seguito a enucleazione. Tra l’altro, l’arresto mitotico in oociti MII umani è instabile e può facilmente essere perturbato da manipolazioni. Utilizzando oociti di alta qualità donati da volontarie, gli autori sono riusciti a ottenere diverse linee cellulari staminali dagli embrioni formati e hanno dimostrato che il dna nucleare deriva dalle cellule somatiche, mentre il dna mitocondriale (mtdna) origina quasi esclusivamente dagli oociti. Le prospettive di questa ricerca sono notevoli. Basti pensare alla possibilità di un approccio paziente-specifico in termini di derivazione di cellule staminali ottenute prelevando i nuclei delle cellule dello stesso paziente. Inoltre le cellule staminali embrionali hanno caratteristiche di pluripotenza migliori rispetto a quelle fetali e la possibilità di ottenerle grazie al patrimonio genetico del paziente rappresenta una delle speranze più forti nell’ambito delle terapie cellulari.

 

 

REFERENCE

Human Embryonic Stem Cells Derived by Somatic Cell Nuclear Transfer

Masahito Tachibana, Paula Amato, Michelle Sparman, Nuria Marti Gutierrez, Rebecca Tippner-Hedges, Hong Ma, Eunju Kang, Alimujiang Fulati, Hyo-Sang Lee, Hathaitip Sritanaudomchai, Keith Masterson, Janine Larson, Deborah Eaton, Karen Sadler-Fredd, David Battaglia, David Lee, Diana Wu, Jeffrey Jensen, Phillip Patton, Sumita Gokhale, Richard L. Stouffer, Don Wolf, Shoukhrat Mitalipov

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Cell – 15 May 2013 www.cell.com

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Laurea in Scienze Biologiche conseguita presso la Seconda Università  degli Studi di Napoli (2004) con Tesi di Laurea 'Cambiamenti fenotipici dei precursori emopoietici CD34+ indotti da SCF e Flt3 ligando' Specializzazione con lode in 'Biochimica Clinica e Biologia Molecolare' Facoltà  di Medicina e Chirurgia - Università  degli Studi di Chieti - Pescara G. d'Annunzio. Iscritto attualmente al IV anno in corso presso la Facoltà  di Medicina e Chirurgia - Università  degli Studi di Chieti - Pescara G. d'Annunzio per conseguimento seconda laurea. Stage presso Centre for Reproductive Medicine and Centre for Medical Genetics “University Hospital and Medical school of the Brussels Free University Belgio (2006) IVF and ICSI." Settori di interesse: Cellule staminali e terapie celluari, Fecondazione assistita.