Sindrome di Boerhaave – Definizione

la sindrome di Boerhaave è caratterizzata dalla rottura spontanea dell’esofago

Sindrome di Boerhaave – Fattori di rischio

  • anoressia e bulimia
  • eccessivo consumo di cibo e/o alcool.


Sindrome di Boerhaave – Eziologia

improvviso aumento della pressione interna esofagea prodotto durante il vomito, quasi come un effetto di non coordinazione neuromuscolare che impedisce il rilassamento del muscolo cricofaringeo (uno sfintere che si trova all’interno dell’esofago).

 

Sindrome di Boerhaave – Fisiopatologia

Di solito la perforazione si ha a livello del 3 inferiore a sx.  La lesione è da scoppio (ipertensione nel lume) quindi la lesione è sfrangiata ed irregolare accompagnata da emorragia.  Segue mediastinite acuta  e, conseguentemente, a sepsi.

 

Sindrome di Boerhaave – Segni e sintomi

Pubblicità

La triade classica di Meckler riguardo ai sintomi include il vomito, dolore nella parte bassa del torace e enfisema sottocutaneo a seguito di abuso di cibo o alcool, ma ciò si osserva in meno della metà dei casi.
La mediastinite acuta è più grave della peritonite e si associa a shock.

Sindrome di Boerhaave – Diagnosi

Gli esiti più comuni a seguito di radiografie toraciche per quanto riguarda le rotture esofagee spontanee (SER) sono: versamenti pleurici (91%) e pneumotorace (80%). Il sintomo iniziale del problema può essere lo pneumomediastino o l’enfisema sottocutaneo. Fino al 12% dei pazienti sofferenti di SER possono risultare negativi ad una radiografia del torace. Un Rx con mdc iodato è diagnosticamente efficace nel 75%-85% dei casi (oppure si può fare una EGDS).
Emocromo ed ecg sono utili per escludere patologie cardiache.
La diretta addome ci permette di escludere patologie addominali.
Per approfondire: TC toraco-addominale

Sindrome di Boerhaave – Terapia

1)    Medica:
–    Reidratazione e controllo della pressione: Cortisone o Revivan (dopamina) per rialzare la pressione e plasma expander
–    Antibiotici ad ampio spettro
2)    Chirurgica: Intervento chirurgico in urgenza: intervento delicato in quanto la riparazione dell’esofago non è semplice in quanto nel mediastino c’è il cuore e i grossi vasi. Si fa una toraco tomia bassa postero laterale a livello 7-8 spazio intercostale sx.
La rottura dell’esofago si ripara con una pach.
Il pach si prende dalla pleura parietale (perché è più spessa), dal pericardio, oppure si incide il diaframma e si prende un pezzo di epiplon; oppure si crea un ernia iatale (si solleva lo stomaco e lo si avvolge al fegato).

 

Bibliografia

http://www.centroesofagopadova.org/malattie-dell-esofago/rottura-e-perforazione

http://www.annaliitalianidichirurgia.it/PDF/2007/209-216.pdf

CONDIVIDI
Articolo precedenteMalattia di Fabry
Articolo successivoSindrome dello stretto toracico superiore
Barone Mirko, nato il 13/04/1987. Si è laureato con Lode in medicina e chirurgia il 19/07/12 presso l'Università degli studi "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara discutendo la tesi 'tumori rari del mediastino' con relatore: prof. G. Cipollone. Ha partecipato in qualità di relatore ai seguenti congressi: - Le nuove tecnologie in chirurgia addominale con la presentazione su " L'emicolectomia destra e sinistra VLS" ( Chieti, ottobre 2010); - 1° Congresso residenziale di Chirurgia Toracica con la presentazione su " Tumori rari del mediastino: un case report" ( Chieti, maggio 2012); Attualmente è medico specializzando in Chirurgia Toracica presso l'Università degli Studi "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara.