Definizione: la brucellosi è una zoonosi associata a sepsi

Agente eziologico: brucella spp (intracellulari obbligati), un cocco bacillo gram – , asporigeno ed immobile; Si trasmette da animale ad animale per via sessuale

Epidemiologia: è particolarmente diffusa nel bacino mediterraneo, e in Italia vengono segnalati alcune migliaia di casi l’anno soprattutto nelle regioni meridionali. È una zoonosi, come tale gli uomini si infettano dagli animali, direttamente (allevatori e veterinari) o indirettamente (consumo di latte e derivati non pastorizzati)

Patogenesi e fisiopatologia: fasi:
1) penetrazione per via orale del patogeno
2) superamento della mucosa gastroenterica (gli antiacidi facilitano questo passaggio)
3) invasione del circolo
4) colonizzazione sistema reticolo-endoteliale (fegato, milza, linfonodi, midollo osseo)
5) gittate batteriemiche e sepsi con possibile colonizzazione organo (es: endocardite).
6) Periodo di incubazione variabile: inizio insidioso con febbricola a distanza di 2-4 settimane dall’inoculazione
7) Entro la prima settimana compaiono le IgM, nella seconda settimana seguono le IgG, ed entrambe mostrano un picco durante la quarta settimana.

Anatomia patologica
: reticolo-endotelite granulomatosa (organo maggiormente colpito Midollo osseo) = granulomi costituiti da linfociti, plasmacellule, cell epiteliali, cell giganti (simili a quelli sarcoidei e tubercolari con cui si pone diagnosi differenziale). La necessità di isolare i focolai patogeni nasce dalla capacità delle brucelle di resistere al killing intracellulare macrofagico

Segni e sintomi:
triade sintomatologica caratteristica:
1)    Febbre ondulante ed irregolare: se non trattata la febbre può durare per mesi!! (forma cronica)
2)    Sudorazione profusa
3)    Artromialgie (50% dei casi)
Reperto obiettivo: epatomegalia e splenomegalia (milza di consistenza duro-elastica),  modeste linfo-adenomegalie (10% dei casi)

Complicanze:
•    Nelle forme ipertossiche: shock settico
•    Interessamento d’organo:
–    Epatite granulomatosa (quasi sempre presente) indistinguibile dalla sarcoidosi con cui si pone diagnosi differenziale
–   meningiti a liquor limpido
–   osteoartrite settica: prevalente interessamento del ginocchio
–   spondilite del tratto lombare (pseudoPott): distruzione dei corpi vertebrali e dei dischi intervertebrali con collasso vertebrale; diagnosi mediante Rx, diagnosi differenziale con tubercolosi
–   apparato respiratorio con quadro simil influenzale
–   cute: eritema e papule
–   orchite (5% dei casi)
–   endocarditi (1% dei casi, molto rara, ma rappresenta la principale causa di morte correlata alla brucellosi)

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Diagnosi:
–    emocoltura (esame diagnostico)
–    mielocoltura (coltivazione midollo osseo: esame tipico delle forme protratte in cui non c’è niente in circolo)
–    esame versamento articolare
–    rachicentesi nel caso di meningite
–    sierodiagnosi di Wright = Per essere significativa deve risultare positiva a titolo elevato, in genere oltre 1:100 o 1:200
–    Oggi sono disponibili test di microagglutinazione per la ricerca degli anticorpi (Ab) totali agglutinanti (BMAT)

NB spesso si arriva alla diagnosi partendo dalla spondilite!

Diagnosi differenziale: con tubercolosi e sifilide

Terapia: lunga (oltre 40 gg).

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la brucellosi:

Tetracicline: anche se questa classe di farmaci antibiotici è in assoluto la più attiva contro i batteri Brucella, si raccomanda di associare un altro antibiotico, dato che la monoterapia potrebbe favorire nuove ricadute future.

  • Doxiciclina (es. Doxicicl, Periostat, Miraclin, Bassado): assumere indicativamente 100-200 mg al giorno, in associazione a 600-900 mg/die di rifampicina (es. Rifampic). Proseguire con questa modalità di somministrazione per almeno 6 settimane. In alternativa, è possibile assumere la doxiciclina per os abbinata alla streptomicina per via intramuscolare (alla dose di 1 grammo al giorno, per 21 giorni)
  • Tetraciclina (es. Tetrac C, Pensulvit, Ambramicina): per la cura della brucellosi, assumere 500 mg di farmaco per via orale 4 volte al giorno per 3 settimane. Si raccomanda di associare la streptomicina (es. Strept S FN). Alla dose di 1 grammo, da assumere per via intramuscolare, si raccomanda di assumere il farmaco due volte al giorno per la prima settimana di cura e una volta al giorno nella seconda settimana. Non assumere streptomicina in gravidanza.

Antibiotici sulfamidici: indicati per il trattamento della brucellosi nei bambini. È possibile associare il farmaco ad una tetraciclina, sebbene sia stato osservato un aumento del rischio di ricadute; per evitare quanto detto, si consiglia di associare al Bactrim la rifampicina.

  • Sulfametossazolo/trimetoprim (es. Bactrim):  In genere, il sulfametoxazolo e il trimetoprim che compongono ogni compressa sono formulati in un rapporto 5:1: per esempio, una compressa può contenere 400 mg di sulfametoxazolo e 80 mg di trimetoprim. Indicativamente, assumere 1 compressa ogni 12 ore (posologia per adulti); il tempo di trattamento va stabilito dal medico, anche se in genere è stimato attorno le 6 settimane. Il farmaco viene utilizzato in terapia per la cura della brucellosi quando l’impiego della doxiciclina non è indicato per quel dato paziente.

Aminoglicosidi

  • Gentamicina (es. Gentamicina, Ciclozinil, Genbrix, Gentalyn): il farmaco va assunto alla dose iniziale di 2mg/kg, seguiti da 1,7mg/kg per via endovenosa o intramuscolare; in alternativa, somministrare 5mg/kg per via endovenosa ogni 24 ore. La somministrazione della gentamicina dovrebbe essere protratta per almeno 2-3 settimane.

Batteriostatici: indicati per bloccare la proliferazione batterica nel contesto della brucellosi

  • Cloramfenicolo (es. Vitamfenicolo, Mycetin, Chemicetina): indicato per la cura delle complicanze neurologiche da brucellosi: il farmaco, infatti, riesce ad attraversare la barriera emato-encefalica più semplicemente rispetto le tetracicline. Il farmaco è reperibile sottoforma di sciroppo o soluzione endovenosa: per gli adulti, somministrare indicativamente 1-3 grammi al giorno sottoforma di sciroppo (corrispondenti a circa 2 misurini ogni 4 ore); la dose indicativa per i bambini è invece di 1 misurino al giorno. In alternativa, assumere il farmaco per via endovenosa, alla dose di 1-3 g/dì per adulti e 0,5-1,5 g/dì per i bambini, in 2-3 dosi giornaliere. Indicato sia per la cura della Salmonellosi, che per il trattamento della Brucellosi.

Farmaci per abbassare la febbre: in caso di febbre particolarmente persistente, si può assumere paracetamolo

  • Paracetamolo o acetaminofene (es. Acetamol, TachipirinaEfferalgan, Sanipirina, Piros, Tachidol): assumere il farmaco in caso di febbre associata a brucellosi, per os sottoforma di compresse, sciroppo, bustine effervescenti o supposte; si raccomanda di assumere il paracetamolo alla posologia di 325-650 mg ogni 4-6 ore per 6-8 giorni consecutivi, per far abbassare la febbre. È possibile assumere il farmaco anche per endovena: 1 grammo ogni 6 ore oppure 650 mg ogni 4 ore per adulti e adolescenti che pesano più di 50 chili: se il paziente pesa meno di 50 chili, somministrare 15 mg/kg ogni 6 ore o 12,5 mg/kg ogni 4 ore.

Farmaci antiemetici: questi farmaci non agiscono sulla causa scatenante (Brucella), piuttosto velocizzano la guarigione della malattia migliorando la salute generale del paziente.
In caso di vomito severo, si raccomanda un’integrazione di sali minerali (terapia elettrolitica) e di bere molti liquidi. È possibile assumere anche alcuni farmaci per placare il vomito nel contesto della brucellosi.

 

Profilassi: vaccinazione animali, segnalazione obbligatoria, pastorizzazione del latte, controllo veterinario degli allevamenti, test di Rosa-Bengala per lo screening

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Nato il 16/07/1987 a Terlizzi (BA). Maturità scientifica conseguita nel 2006 presso il Liceo Scientifico O. Tedone - Ruvo di Puglia (BA) con voti 100/100. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 2012, presso l'Università degli Studi 'G. d'Annunzio' di Chieti-Pescara, discutendo la tesi in oftalmologia con titolo 'STUDIO IN MICROSCOPIA CONFOCALE IN VIVO DELLE GHIANDOLE DI MEIBOMIO NEL GLAUCOMA' con relatore, Prof. Leonardo Mastropasqua. Corsista di Medicina Generale in Puglia da dicembre 2013 ad agosto 2015. Attualmente Specializzando in Oftalmologia presso l'Azienda Consorziale del Policlinico di Bari.