Negli USA la Food&Drug Administration (FDA) è l’autorità che definisce i regolamenti per lo sviluppo e la distribuzione di nuovi farmaci. In Italia ha questo ruolo:  la Commissione Unica del Farmaco.

Scoperta del farmaco

  • Identificazione del bersaglio: in base alle conoscenze biologiche attuali, all’esperienza professionali; scoperte della genomica
  • Ricerca dei composti guida : preselezione  computerizzata di sostanze naturali o farmaci precedentemente scoperti ( e tenute in “librerie” di composti chimici), che rispondano allo scopo di legarsi alla proteina bersaglio, che è stato clonata
  • Ottimizzazione del composto guida: creazione di una serie di omologhi del composto guida, tramite chimica combinatoriale.

Tappe di sperimentazione del farmaco

Sviluppo preclinico e clinico

  1. Sperimentazione animale (la quantità dei test sugli animali richiesta dipende dalla funzione e dall’urgenza: se il farmaco è a uso topico  e richiede brevi periodi di trattamento, o se è un farmaco antineoplastico o anti AIDS per cui v’è urgenza, verranno effettuati un numero minoritario di tests; mentre nei farmaci per uso cronico i tests si intensificano in numero).
    Vengono valutati:

    • Tossicità subacuta e cronica : condotti per un periodo di 2-4 settimane per testare la subacuta, 6-24 mesi per  testare la cronica in almeno 2 specie
    • Profilo farmacologico : descrizione di tutti gli effetti del farmaco: farmacocinetica e farmacodinamica.
    • Tossicità della sfera riproduttiva: se causa sterilità, se ha effetto mutageno , teratogeno(test effettuato su animali femmine gravide di almeno 2 specie diverse). Si usa anche il TEST DI AMES su un ceppo particolare di salmonelle per valutare la mutagenicità .
    • Cancerogenesi: introduzione di caratteristiche maligne nelle cellule (si applica di nuovo il test di ames)
  2. Il produttore presenta all’FDA un protocollo definito Investigational New Drug (IND) che deve includere tutti i dati preclinici.
  3. Inizio della FASE CLINICA
    • FASE-I : accurata valutazione della relazione dose-risposta in un piccolo numeri di volontari sani umani: 20-80 . Un’eccezione si verifica per i farmaci chemioterapici e antineoplastici che vengono sperimentati direttamente sui malati.
      Obiettivo: studiare l’effetto del farmaco in un ampio intervallo di concentrazioni, la sicurezza e la tollerabilità
    • FASE- II : valutazione del farmaco in un piccolo numero di malati: 100-300 . Si usano placebo e farmaci di controllo e sistema a singolo cieco o doppio cieco. Viene eseguito in ambiente controllato (in genere ospedali e cliniche).
      Obiettivo: determinare se la sostanza produce l’effetto auspicato e se le concentrazioni necessarie sono tollerate dai pz affetti .
    • FASE III : coinvolge un gran numero di pz; studi multicentrici su 1000-3000 soggetti . Si usano placebo e farmaci di controllo e tecniche a doppio cieco incrociato.
      Obiettivo: scoprire effetti tossici, confrontarlo con altre terapie disponibili, valutarne l’effetto benefico
  4. Approvazione da parte del FDA di una nuova richiesta: New Drug Application (NDA):
    • FASE-IV : il farmaco entra in commercio. È questa la fase della valutazione post- commercializzazione.
      Obiettivo: scoprire precocemente effetti tossici; farmacovigilanza.

Farmacovigilanza

Metodi per la farmacovigilanza Promozione di iniziative atte a garantire la comunicazione tra le varie Regioni e l’AIFA ;

  • In collaborazione con l’istituto superiore della sanità coordina le attività di farmaco epidemiologia , farmaco utilizzazione e farmacovigilanza attiva;
  • Provvede, in collaborazione con l’istituto superiore di sanità, a presentare al parlamento il rapporto annuale sulla farmacovigilanza;
  • I responsabili della farmacovigilanza tra le regioni, si riuniscono periodicamente in convegni organizzati dall’AIFA per concordare le modalità operative più adatte all’assoluzione dei compiti prefissi;
  • Su proposte dell’AIFA, in concorso con l’Istituto Superiore di Sanità, il ministero del lavoro, della salute delle politiche sociali e le regioni, vengono elaborate le linee guida, conformi comunque a quelle comunitarie, rivolte agli operatori sanitari , utili alla farmacovigilanza.

Il Comitato Etico viene definito come un organismo indipendente, composto di personale sanitario e non, incaricato di garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti della sperimentazione e di fornire pubblica garanzia di questa tutela, emettendo, ad esempio, pareri sul protocollo di sperimentazione, sull’idoneità dello o degli sperimentatori, sulle strutture e sui metodi e documenti da impiegare per informare i soggetti della sperimentazione prima di ottenere il consenso informato. In Italia l’istituzione dei Comitati Etici è prevista: nelle strutture sanitarie pubbliche e negli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) privati. Le strutture sanitarie prive di un Comitato Etico interno possono comunque eseguire sperimentazione previa approvazione di un Comitato Etico indipendente ed esterno.

 

Dopo 20 anni dalla commercializzazione di un prodotto, scade il brevetto e possono essere prodotti farmaci generici anche dalle altre industrie farmaceutiche