rame

Secondo un recente studio portato avanti dalla University of Southampton, e pubblicato sulla rivista mBio, la diffusione del rame sarebbe in grado di ostacolare l’aumento del numero di infezioni resistenti agli antibiotici su scala mondiale, contrastando l’HGT (Horizontal Gene Transfer). Esso, infatti, è largamente responsabile dello sviluppo dell’antibiotico-resistenza nei batteri.

Mentre vari studi si cono concentrati sull’HGT in vivo, questo lavoro investiga sulla capacità dei patogeni di resistere nell’ambiente, ed in particolare sulle superfici di contatto.

É stata studiata, in particolare, la capacità di resistere da parte di Escherichia coli e di Klebsiella pneumoniae sulle superfici di acciaio inox e rame. Si è osservata una rapida morte dei ceppi antibiotico-resistenti e la distruzione del DNA genomico quando entrava in gioco il rame, il quale potrebbe essere utile nella prevenzione della diffusione delle infezioni dovute al trasferimento genico orizzontale (HGT).

Il risvolto pratico di questa ricerca è nella dimostrazione che l’HGT può avvenire sulle superfici e negli ambienti frequentemente toccati, fornendo una via potenzialmente importante per la comparsa di resistenza multipla ai farmaci e per la disseminazione negli edifici pubblici (non solo ospedali) e nei mezzi di trasporto, se questi non sono regolarmente ed efficientemente puliti. Tuttavia, se queste superfici di contatto sono provviste di materiali composti da rame, l’HGT può essere interrotto poiché essi uccidono rapidamente i batteri con cui vengono in contatto.

Si stima che fino al 10% dei pazienti ricoverati negli ospedali odierni contraggano una o più infezioni e che questo dato cresca fino al 25% in alcuni paesi in via di sviluppo. In Europa e negli Stati Uniti si registrano rispettivamente 4 e 2 milioni di casi, portando 37.000 e 99.000 morti all’anno. Complessivamente il costo derivante dal problema delle infezioni nosocomiali supera i 13 miliardi di dollari.

Il problema dell’antibiotico-resistenza non deve essere affatto sottovalutato, in quanto vi è il rischio di ritornare ad una vera e propria era pre-antibiotica.

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link all’articolo completo:

http://mbio.asm.org/content/3/6/e00489-12.full#sec-9

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Laureatosi con lode in Medicina e Chirurgia nel luglio 2012 presso l'Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara, ha discusso la tesi sperimentale in Otorinolaringoiatria dal titolo "Le parotidectomie radicali estese" con relatore il Prof. Adelchi Croce. Attualmente è medico specializzando in Otorinolaringoiatria presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.