La dermatite seborroica è conosciuta anche con il nome di eczema delle aree sebacee, in quanto,  questo tipo di dermatite raccoglie in sé alcune eterogenee manifestazioni cutanee di complicata classificazione, ma che possiedono come comun denominatore alcuni essenziali aspetti clinici.

Innanzitutto, le zone più frequentemente interessate sono il cuoio capelluto, il volto, il torace e il condotto uditivo ovvero le regioni più ricche di ghiandole sebacee.

Il segno clinico più evidente è la presenza di chiazze eritematose coperte da squame giallastre untuose. Si associano follicolite e prurito- quest’ultimo non sempre presente.

 

 

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Epidemiologia

Si distinguono un eczema seborroico del lattante (comune ma con risoluzione spontanea) e uno dell’adulto, che insorge di norma dopo la pubertà, tra i venti e i quaranta anni.

Eziologia

Come spesso accade in dermatologia, la causa della dermatite seborroica è ancora poco chiara. Un tempo, la seborrea veniva ritenuta il fattore predisponente di base, ma nei pazienti è spesso assente. Nelle zone colpite, viene sempre riscontrata la presenza di funghi del genere Malassezia, in particolare Malassezia furfur (in precedenza conosciuto come Pytirosporum ovale) e Malassezia Globosa. La causa più accreditata sembra dunque essere proprio una elevata sensibilità del soggetto al fungo in questione. Come vedremo in seguito, si tratta di una vera e propria patologia somatopsichica, in cui lo stress sembra rivestire il ruolo di attore principale.

Quali sono gli altri fattori predisponenti?

Predisposizione genetica, anomalie del sistema immunitario, fattori ambientali come umidità e temperatura, esposizione a detergenti irritanti, condizioni ormonali, ipertensione, sono da annoverare tra le possibili cause principali.

Presentazione clinica

Come si è già detto, la localizzazione della dermatite è prevalentemente tripolare:

cuoio capelluto: la desquamazione può avere un grado lieve, moderato o più spiccatamente lamellare, untuoso, pluristratificato.

volto: può associarsi ad una intensa seborrea della cute, con lesioni a carattere recidivante soprattutto nella stagione invernale, là dove può associarsi una blefarite persistente. Le localizzazioni principali sono la glabella, le sopracciglia, i solchi naso genieni con possibile estensione alle aree limitrofe.

torace: la dermatite si localizza nelle regioni mediosternale e interscapolare. Il decorso è spesso cronico-recidivante, si accentua nel periodo invernale ma migliora notevolmente con l’esposizione solare.

Nell’adulto, l’eczema seborroico può associarsi a lesioni riferibili a psoriasi (sebo-psoriasi); per quanto concerne la diagnosi differenziale, può creare problemi la Pitiriasi rosea di Gibert, specie qualora insorga su un terreno seborroico. Talvolta può associarsi a morbo di Parkinson, infezioni da HIV o alcolismo cronico.

Terapia

Il trattamento d’elezione comprende lo zolfo al 5% o, come molti studi hanno dimostrato, l’impiego del ketoconazolo o di emulsioni corticosteroidee. In caso di prurito, per il cuoio capelluto si raccomanda l’impiego di prodotti a base di zinco o di solfuro di selenio, nonché antistaminici, seboregolatori topici e olio di semi di ribes nigrum, con proprietà antinfiammatorie. Utilissimi anche gli UVA e l’elioterapia.

In caso di caduta di capelli, sebbene non vi siano forti evidenze scientifiche, è consigliabile puntare su un’alimentazione a base di pesce azzurro, ricco di acidi polinsaturi della serie W3.

Aspetti psicosomatici e terapia

Una menzione a parte merita l’aspetto psicosomatico (o meglio somatopsichico: tale aspetto è importante nell’economia della malattia psicosomatica, per cui in molte dermopatie sono presenti elementi autopunitivi) della patologia, in cui l’imputato principale sembra essere, insieme ai disturbi dell’umore, lo stress che, essendo alla base della secrezione degli ormoni adrenalina e cortisolo, vasocostrittori periferici, costituirebbe la causa indiretta della atrofia dei capillari sanguigni e della conseguente denutrizione dell’epitelio, il destino delle cui cellule non sarebbe che l’apoptosi. In soggetti affetti da stress acuto e cronico, la somministrazione di agonisti corticosteroidei ha alleviato solo temporaneamente i sintomi. Nelle forme ad eziologia psicosomatica, non vi è dunque una cura risolutrice, ma è possibile utilizzare psicofarmaci come gli SSRI associati ad un percorso psicoterapeutico. Lo stesso prurito, che raramente è presente, può però acuirsi per un riflesso somatopsichico.

Approfondimenti

La reazione somatopsichica porta ad una alterazione dei rapporti interpersonali del soggetto, rafforzando il vantaggio primario proprio della malattia nonché creando un vantaggio secondario ancora più utile al paziente. Un volto deturpato da una patologia dermatologica serve a mascherare una situazione conflittuale troppo dolorosa da manifestarsi a livello dell’Io cosciente. La psicoterapia è utile proprio per portare alla luce la difficoltà del paziente, che paradossalmente si aggrappa alla propria malattia per timore di ciò che vi è nascosto ‘dietro’.

 

Bibliografia

P.L. Amerio et Al., Dermatologia e venereologia, Minerva Medica, Torino 2009;

R. Bassi, Introduzione alla dermatologia psicosomatica, Piccin.

 http://www.dermatiteseborroica.biz/

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Laureata con lode e dottorato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Specializzata in estetica e filosofia della scienza. Laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi "G. d'Annunzio" di Chieti.