La Candidosi, conosciuta anche come monoliasi, è un’infezione endogena opportunistica che può colpire tanto la cute quanto le mucose.

Le micosi sono malattie parassitarie causate da funghi (miceti); si tratta di organismi uni- o pluricellulari, privi di clorofilla e pertanto dipendenti da sorgenti organiche di carbonio, azoto, sali minerali, vitamine e aminoacidi. L’agente patogeno della Candidosi è la Candida Albicans, un lievito appartenente alla famiglia delle Cryptococcaceae, che normalmente colonizza la mucosa buccale e intestinale ed è a volte presente come saprofita in laringe, vagina e nel sacco balano-prepuziale. La C.albicans è quindi un endosaprofita che diventa patogeno quando vengono meno le difese naturali di superficie, cutanee e/o mucose.

 

Eziologia

Possono predisporre allo sviluppo di lesioni candidosiche:

Diabete

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-Gravidanza

-Terapie antibiotiche, steroidee o citostatiche

-Immunosoppressione

-Uso di contraccettivi orali

-Stress

-Fattori locali: (alterazione del film idrolipidico, della funzione di barriera della cute, macerazione, dermatiti preesistenti, ustioni, terapie topiche indiscriminate)

-Fattori professionali: riguardano figure professionali come casalinghe, baristi, pasticceri.

 

Perché dunque si presenti una candidosi, non è sufficiente la sola presenza dell’agente patogeno, ma sono necessarie alcune di queste condizioni generali e locali, che riducono le capacità reattive dell’ospite e sono capaci di alterare l’integrità della barriera cutaneo-mucosa e soprattutto della risposta immunitaria. Essenziali sono tanto l’attivazione dei fattori del complemento nonché la produzione di anticorpi. Nella prevenzione delle candidosi il ruolo principale è affidato alle cellule fagocitarie-decisiva è infatti la risposta cellulo-mediata e la relazione tra le cellule T e le differenti cellule effettrici.

 

Patogenesi

L’infezione può avvenire:

-per virulentazione dell’endosaprofita;

-per contagio diretto (durante il parto, tra la madre e il neonato oppure durante rapporti sessuali tra partner affetti da candidosi genitale) o indiretto.

 

I fattori di patogenicità delle candidosi sono di tipo fisiologico, come la giovane età, la vecchiaia o la gravidanza; o ancora le candidosi si possono associare a condizioni sistemiche come le endocrinopatie, le immunodeficienze, il diabete o l’obesità; ricordiamo inoltre i fattori iatrogeni (terapie antibiotiche, corticosteroidee, uso di droghe) o presenza di fattori locali come traumatismi o uso di protesi.

 

Clinica

Le manifestazioni cliniche sono le più variegate, tanto da poter classificare le candidosi in:

 

cutanee:

Intertrigine: si tratta di una dermatite cutanea dovuta a continua frizione tra due parti del corpo; in questo caso vengono colpite le pieghe inguino-crurali, le sottomammarie e ascellari; le lesioni si presentano con eritemi vescico-pustolosi che, rompendosi, vanno a formare chiazze eritematose.

Candidosi interdigitale delle mani: le lesioni sono chiazze eritematose di colorito rosso-scuro.

Cheilite angolare: le commessure labiali sono arrossate e l’eritema invade sia il distretto cutaneo che quello mucoso.

Onissi e perionissi: caratteristica delle casalinghe e dei pasticceri, si localizza quasi esclusivamente alle mani ed esordisce con edema del perionchio, alterazioni del colorito ungueale e ispessimento dell’unghia.

candidosi orale

 

 

 

 

 

 

 

candidosi ungueale
candidosi ungueale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

delle mucose:

Stomatite da candida (mughetto): colpisec la lingua e la mucosa buccale ed è piuttosto frequente in neonati e lattanti. Si presenta con chiazze biancastre, tondeggianti, simili al latte cagliato. Se asportate, lasceranno una mucosa erosa e dolente.

Vulvovaginite: la vulva si presenta sia dalla parte cutanea che da quella mucosa con la presenza di elementi vescico-pustolosi, prurito intenso e secrezioni biancastre dense.

Balanopostite: caratteristica è la presenza di eritema accompagnato da prurito intenso e bruciore.

muco-cutanee croniche: si tratta di candidosi che interessano sia il distretto cutaneo che mucoso e che possono interessare anche gli organi interni. Hanno un classico andamento cronico-recidivante, ma si tratta di manifestazioni molto rare a carattere soprattutto granulomatoso, tipiche dell’infanzia.

 

Diagnosi

-Esame microscopico

 

-Esame colturale

 

L’isolamento del germe in coltura deve essere funzionale alla dimostrazione della sua invasività-la Candida, come si è detto, è presente nella normale flora intestinale e della cute. Essenziale è quindi la vera e propria dimostrazione del suo ruolo patogenetico.

 

 

Terapia

Il trattamento è basato su farmaci topici come gli antimicotici: dai polienici (nistatina, amfotericina B) ai derivati imidazolici, fino alla ciclopiroxolamina, alla terbinafina, al ketoconazolo.

La terapia sistemica prevede l’uso di farmaci triazolici (fluconazolo e itraconazolo).

 

Focus on: dermatite da pannolino

 

Attualmente è assai discusso il ruolo della Candida albicans nella dermatite da pannolino. In questa sede la candidosi costituisce il risultato di una colonizzazione secondaria su una cute danneggiata In ogni caso, la presenza di una candidosi nell’area del pannolino è da sospettarsi quando le chiazze arrossate e macerate (dovute a urine e feci) presentano un orletto di desquamazione periferico rivolto verso l’interno e vi è un coinvolgimento della zona perianale e del fondo delle pieghe inguinali.

 

dermatite da pannolino
dermatite da pannolino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia

P. Fabbri, C. Gelmetti, G. Leigheb, Manuale di dermatologia medica, Masson 2010;

G. Fabrizi e G. Massi, Nevi e melanomi nel bambino, Masson 2005.

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=114&area=Malattie_sessualmente_trasmissibili

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Laureata con lode e dottorato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Specializzata in estetica e filosofia della scienza. Laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi "G. d'Annunzio" di Chieti.