Uno stato confusionale nel paziente geriatrico può essere determinato dalla febbre (e dalla conseguente disidratazione), da uno stato anemico o da diversi farmaci attraverso:

  1. disidratazione neuronale
  2. ipossia cerebrale
  3. effetto collaterale aspecifico

Tutti questi fattori agiscono modificando la già precaria omeostasi innescando “scompensi a cascata”, i quali vengono amplificati nei circoli viziosi che sopraggiungono nell’organismo senile.

Esempio: un organo e/o apparato, pur non essendo direttamente interessato dalla noxa patogena, risente del deficit funzionale di altri organi e apparati che vanno progressivamente cedendo di fronte all’evento morboso.

Infatti la confusione mentale che rapidamente insorge nei pazienti con flogosi bronco-polmonare (per ipossia di lieve entità) determina, a sua volta, una minore escursione respiratoria che tende a ritardare la guarigione.

Contemporaneamente la tachicardia, legata a febbre ed ipossia, provoca una riduzione della gittata sistolica che si traduce in un peggioramento della perfusione cerebrale. Si mantiene così la condizione di confusione mentale e, allo stesso tempo, è incrementato il lavoro cardiaco con rischio di ischemia e/o scompenso.

E’ fondamentale, quindi, conoscere le modificazioni fisiopatologiche e la conseguente riduzione delle capacità di riserva funzionale che caratterizzano l’organismo senile.

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Laureatosi con lode in Medicina e Chirurgia nel luglio 2012 presso l'Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara, ha discusso la tesi sperimentale in Otorinolaringoiatria dal titolo "Le parotidectomie radicali estese" con relatore il Prof. Adelchi Croce. Attualmente è medico specializzando in Otorinolaringoiatria presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.