Definizione: la galattosemia è una malattia caratterizzata da deficit degli enzimi che convertono il galattosio in glucosio; la conseguenza è il riscontro di elevati livelli di galattosio ematico.

FIG. 269-1. Metabolismo del galattoso: (1) galattochinasi, (2) galattoso-1-fosfato uridiltransferasi, (3) UDPgalattosio 4-epimerasi, (4) pirofosforilasi.

Esistono diversi tipi di difetti enzimatici: deficit di galattochinasi; deficit di UDP-galattosio 4-epimerasi; tuttavia quello più frequente è il difetto di galattosio-1-fosfato-uridil-trasferasi (GALT), con conseguente accumulo di galattosio-1-fosfato (forma classica).

Il galattosio deriva dall’idrolisi intestinale del lattosio, zucchero del latte, e viene convertito a glucosio principalmente nel fegato, nel rene e nell’intestino.

Eziologia: trasmissione autosomica recessiva (AR) per tutte le forme di difetto enzimatico.

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–  deficit di galattochinasi: il gene della galattochinasi GALK è localizzato sul cr. 17q21-25; a causa di tale difetto, il galattosio si accumula e viene convertito a galattitolo attraverso una via alternativa a quella tradizionale.

–  deficit di GALT: il gene dell’uridiltransferasi, che presenta numerose varianti, è localizzato sul cr. 9p13; una mutazione missenso comune, Q188R, è riscontrata in circa il 70% dei pazienti bianchi affetti da questo deficit enzimatico. La conseguenza diretta è l’accumulo di galattosio-1-fosfato (derivato dal galattosio degli alimenti), che interferisce con numerosi processi alimentari.

–  deficit di UDP-galattosio 4-epimerasi: il gene GALE è localizzato sul cr. 1p35-36; il deficit AR dà vita a due varianti: benigna (giapponese) e maligna (simile alla forma da deficit di GALT).

Epidemiologia:

–  deficit di galattochinasi: l’incidenza è di 1/40000-1/50000 nati vivi.

–  deficit di GALT:l’incidenza è di 1/62000 nati vivi. La frequenza del portatore è 1/125.

–  deficit di UDP-galattosio 4-epimerasi: l’incidenza della forma lieve (v. dopo) è di 1/23000 nati vivi ed è comune in Giappone; non ci sono dati sulla forma grave di malattia (v. dopo).

Segni e sintomi: Il deficit di galattochinasi non provoca un quadro sindromico, ma un quasi esclusivo interessamento oculare: l’assunzione di alimenti contenenti galattosio e lattosio porta all’accumulo di galattitolo, con lesioni osmotiche localizzate al cristallino e conseguente CATARATTA! Non compaiono invece disturbi renali o neurologici.

Il lattante affetto da galattosemia classica appare normale alla nascita ma entro pochi giorni o settimane di assunzione di latte al seno o artificiale sviluppa la seguente sintomatologia:

–         anoressia, vomito, scarso accrescimento

–         sintomi di sepsi à v. complicanze

–         rachitismo

–         cirrosi con ittero ed ascite

–         epatosplenomegalia

–         cataratta

–         deficit neurologici: diminuzione del QI con il progredire dell’età, aprassia verbale, alterazioni della mielina

–         ipogonadismo ipergonadotropo: disfunzione ovarica, livelli di FSH e LH estremamente elevati

–         aminoaciduria

–         albuminuria                      –> edemi ed ascite

–         sindrome di Fanconi

Nel deficit di epimerasi, la forma benigna sembra essere limitata ai globuli rossi e ai leucociti, senza alterazioni cliniche significative. L’altra forma causa l’accumulo di galattoso 1-fosfato che deriva dalla conversione dell’UDP-galattoso da parte della pirofosforilasi. Questa forma non può essere differenziata clinicamente dalla galattosemia classica.

Complicanze: Se non trattata, la malattia evolve rapidamente nell’insufficienza renale ed epatica, con setticemia da infezione da Escherichia coli, un batterio Gram-negativo

Diagnosi:

  • deficit di galattochinasi: la diagnosi va sospettata in presenza di cataratta. La presenza di sostanze riducenti negative al test della glucoso-ossidasi (Clinistix), nelle urine di pazienti che seguono una dieta contenente lattosio, deve condurre ad ulteriori accertamenti per la determinazione della presenza e concentrazione del galattosio nel sangue e nelle urine, dell’assenza della galattochinasi e della presenza della galattoso 1-fosfato uridiltransferasi nei globuli rossi.
  • deficit di GALT: lo screening neonatale permette di determinare i livelli eritrocitari bassi di galattoso 1-fosfato uridiltransferasi ed elevati di galattoso 1-fosfato. La diagnosi può anche essere suggerita dalla presenza di sostanze riducenti diverse dal glucoso (galattoso, galattoso-1-fosfato) nelle urine.
  • deficit di UDP-galattosio 4-epimerasi: la caratterizzazione molecolare dei pazienti affetti da galattosemia consiste nello screening dell’intera regione codificante del gene GALE (12 esoni) e delle relative regioni di splicing mediante PCR e sequenziamento diretto a partire da DNA genomico.

Terapia: Il perfetto controllo della non assunzione di alimenti contenenti lattosio e suoi derivati sinora sembra essere il fattore determinante per il controllo della galattosemia. Vanno dunque evitati i prodotti caseari e i dolcificanti. Nonostante ciò, è comunque possibile la comparsa di complicanze a lungo termine (scarsa crescita, ridotto QI, disturbi del linguaggio, deficit mentale, disturbi neurologici). Molti lattanti necessitano di una supplementazione di calcio e vitamine. Nella forma da deficit di epimerasi, una minima introduzione di galattosio è utile per garantire la produzione di UDP-galattosio, metabolita inserito in diversi processi metabolici.

 

Si ringrazia Simone Franchini per aver partecipato alla scrittura di questo articolo

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Nato il 16/07/1987 a Terlizzi (BA). Maturità scientifica conseguita nel 2006 presso il Liceo Scientifico O. Tedone - Ruvo di Puglia (BA) con voti 100/100. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 2012, presso l'Università degli Studi 'G. d'Annunzio' di Chieti-Pescara, discutendo la tesi in oftalmologia con titolo 'STUDIO IN MICROSCOPIA CONFOCALE IN VIVO DELLE GHIANDOLE DI MEIBOMIO NEL GLAUCOMA' con relatore, Prof. Leonardo Mastropasqua. Corsista di Medicina Generale in Puglia da dicembre 2013 ad agosto 2015. Attualmente Specializzando in Oftalmologia presso l'Azienda Consorziale del Policlinico di Bari.