La “sindrome della testa che esplode”  (EHS, Exploding Head Syndrome) è conosciuta da almeno 80 anni, cioè da quando si iniziarono a catalogare i primi casi, la sua patogenesi rimane però non del tutto chiara; è caratterizzata dalla percezione notturna di un suono, spesso molto intenso, che sembra provenire dall’interno della testa e non dall’ambiente esterno.
EPIDEMIOLOGIA – questa singolare patologia colpisce prevalentemente donne attorno ai 50 anni, ma si sono registrati casi anche in età più giovanile, come in bambini attorno ai 10 anni. Spesso affrontare un periodo di stress e stanchezza può contribuire all’intensificazione degli episodi o all’insorgenza della sindrome.

EZIOLOGIA E FISIOPATOLOGIA – la reale causa della EHS è tuttora sconosciuta, secondo dati clinici però si può risalire a tre eventuali origini:

  • Periodi di forte stress e fatica.
  • Disturbi della corteccia temporale, come ad esempio disturbi di tipo epilettico.
  • Disturbi dell’orecchio interno.

Sebbene lo stress e la fatica non siano ancora stati ben inseriti nel quadro eziologico della EHS, i disturbi della corteccia temporale, sede corticale del controllo uditivo, e dell’orecchio interno sembrano essere correlati alla sintomatologia della sindrome caratterizzata dalla percezione anomala di forti suoni.

A livello della corteccia uditiva un impulso di depolarizzazione potrebbe stimolare i neuroni avviando l’improvvisa percezione cosciente del suono,  ma anche un movimento rapido ed improvviso dell’orecchio interno o solo di alcune sue componenti potrebbe innescare una simile percezione.

SINTOMATOLOGIA – La EHS si manifesta spesso con veri e propri attacchi, che possono essere sporadici o ricorrenti. Questi sono caratterizzati dalla percezione notturna, in sonno-veglia (è definibile infatti come una parasonnia), di un suono molto violento ed intenso che non ha alcuna causa esterna e quindi sembra al paziente provenire direttamente dall’interno della sua testa, esso non è oltretutto correlato ad alcuna attività onirica. Il suono può avere differenti manifestazioni, andando da forti suoni elettrici ad intense esplosioni, fino anche a spari ed urla; l’intensità di questo suono è tale da innescare un senso d’ ansiapaura nel paziente che si sveglia all’improvviso con queste sensazioni abbinate ad una tachicardia. E’ fondamentale ricordare che il suono percepito, seppur molto violento, non è mai accompagnato da dolore, ma a volte può essere correlato aflash visivi (scotomi).

Se le crisi sono ricorrenti ed il suono percepito è particolarmente intenso il paziente tenderà ad addormentarsi con fatica per timore di un attacco, trasformando la parasonnia in vera e propria insonnia.

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DIAGNOSI – La diagnosi sarà collegata all’anamnesi e all’impiego dell’elettroencefalogramma, utile ad individuare anomale attività della corteccia uditiva.

TERAPIA – Al momento non è disponibile alcuna terapia specifica proprio in relazione alla causa scatenante, ancora sconosciuta o solo teorizzata.

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Nato a S. Pietro Vernotico il 04/07/1987. Ha studiato presso Liceo Scientifico C. De Giorgi di Lecce conseguendone il diploma. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università G. D'Annunzio a Chieti ed ama scrivere a proposito di qualsiasi argomento valido e che ne catturi l'interesse in questo campo. Interessato per hobby al webdesign, si occupa della gestione tecnica di MedMedicine fin dalla creazione del primissimo blog legato al sito.