Sindrome del tunnel carpale, definizione: neuropatia irritativa e/o compressiva del nervo mediano.

Richiami di anatomia. Il tunnel carpale è un canale localizzato al livello del polso, formato dalle ossa carpali sulle quali è teso il legamento traverso del carpo: un nastro fibroso che costituisce il tetto del tunnel, inserendosi, da un lato, sulle ossa scafoide e trapezio e dall’altro su piriforme ed uncinato.

Sindrome del tunnel carpale, epidemiologia: la patologia prevale nel sesso femminile (F:M=3,8:1) e nelle ultraquarantenni; può coinvolgere uomini, in genere trentenni;

è stato calcolato un tasso del 3,4% per le donne e dello 0,6% per gli uomini, ma si stima che sia presente in un ulteriore 5,8% delle donne non diagnosticata (De Krom et al. J Clin Epidemiol 1992;45:373-6).

I soggetti  più colpiti sono gli addetti al settore manifatturiero, elettronico,tessile, alimentare, calzaturiero, pellettiero, come pure gli addetti al confezionamento pacchi, cuochi di albergo, e gli addetti ai pubblici esercizi.

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Sindrome del tunnel carpale, eziopatogenesi:

–          di solito è una malattia professionale, associata a lavori ripetitivi o attività abituali:giocare a bowling, muovere il mouse, suonare la chitarra e scrivere su tastiere;

in particolare la sindrome è associata a movimenti continui di flesso-estensione del polso conassociata flessione delle dita che portano ad aumento della pressione nel tunnel carpale;

–          può dipendere anche da:  malattie sistemiche (diabete, AR, mixedema ed amiloidosi) oppure da: gravidanza, uso di contraccettivi orali e dalla menopausa

–          può svilupparsi per pregresse fratture del polso con esiti deformanti,per  artriti o per artrosi del polso.

 

Sindrome del tunnel carpale, fisiopatologia: progressivo schiacciamento del n. mediano da parte del legamento trasverso con  coinvolgimento di: I, II, III e metà radiale del IV dito; viene quindi coinvolta la faccia palmare della porzione laterale della mano, corrispondente alla eminenza tenar.

Sindrome del tunnel carpale, clinica:

1)       Fase iniziale irritativa:parestesie ‘a scossa’,  in genere presenti durante la notte, con possibile disturbo del sonno: di notte infatti è favorita la ridistribuzione dei liquidi negli arti superiore ed è diminuito il drenaggio per via del minor movimento della mano;  oppure la sintomatologia può comparire di prima mattina.

2)       Fase tardiva compressiva/paralitica:

  • disturbi della sensibilità tattile: parestesie (‘formicolio’), spesso irradiate all’avanbraccio e ‘mano fredda’; i disturbi sono presenti in maniera continuativa, sino alla perdita totale della sensibilità
  • dolore, a volte il dolore può esser riferito alla spalla
  • diminuzione della forza (caduta accidentale di piccoli oggetti tenuti in mano), dipendente dall’ipotrofia muscolare della eminenza tenar.

 

Sindrome del tunnel carpale, diagnosi:

1)       Segno di Tinel: se la dolorabilità è evocabile con una pressione fasica presso il polso il segno si dirà positivo.

2)       Manovra di Phalen: si esegue chiedendo al paziente di mantenere per 1 minuto i dorsi delle mani affrontati, tenendo i gomiti flessi e gli avambracci orizzontali.In questo modo si esercita una pressione a livello del nervo mediano nel canale carpale. Il test viene considerato positivo qualora compaiano parestesie .

3)       Elettroneurografia (ENG): studia la velocità di conduzione delle fibre del n. mediano facendo passare attraverso di esso scariche a bassa intensità, mediante 2 elettrodi posti al livello del gomito e presso il polso.  La velocità di conduzione normale è di almeno 50 m/s, valori inferiori sono da considerarsi patologici. Oltre alla velocità motoria il test permette di calcolare quella sensitiva (la prima ad essere alterata nella patologia).

Si tratta di un esame diagnostico!

4)       Elettromiografia (EMG): test eseguito tramite piccoli aghi che registrano l’attività contrattile muscolare.

 

Sindrome del tunnel carpale, diagnosi differenziale:

–          con la sindrome paraneoplastica spalla-mano: in cui vi è mano e braccio dolente ed interessamento del n. ulnare

–          l’ENG e laEMG  permettono di escludere che si tratti di: radicolopatie cervicali , plessopatie brachiali, polineuropatie, simulanti un quadro di sindrome del tunnel carpale

 

Sindrome del tunnel carpale, terapia:

1)       Terapia medica:  da applicare se non ci sono deficit della forza o della sensibilità o severe anomalie all’esame EMG/ENG.

–          Risolvere la causa locale o sistemica: cambiamento delle abitudini, o terapia della malattia di fondo.

–          Terapia iniettiva locale: con FANS oppure con corticosteroidi (nei casi più importanti); le infiltrazioni presentano un rischio di fibrosi del n. mediano

–           impiego di stecche per il polso, in genere mal tollerate ed impiegate solo di notte oppure di polsini, meglio tollerati e usati notte e giorno; questi presidi sono di provata efficacia

Ultrasuoni, ionoforesi e laser terapia: sono presidi palliativi che acquietano soltanto i sintomi, senza agire sulla causa.

2)       Terapia chirurgica: nei casi in cui la terapia medica non sia efficace;  non va posticipata altrimenti perde di efficacia, ma impiegata quando necessaria;

consiste nella recisione, con taglio di 1-2 cm in sede carpale, del legamento trasverso (con possibile associata  sinoviectomia/sinovialectomia dei tendini flessori).

L’intervento si svolge per via tradizionale, ‘a cielo aperto’ o per via endoscopica ed in anestesia locale o brachiale.

La prognosi dell’intervento è buona: la sintomatologia dolorosa scompare precocemente, mentre le parestesie persistono ancora per settimane, sino a che il nervo non si sia rigenerato; se la compressione è stata di lunga durata  può non esservi un recupero funzionale del nervo.

Consigliata la visione del seguente video, in cui compare il Dott. Paolo tedesco, Ortopedico del policlinico di San Marco:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Fod97DaHOkk]

 

Bibliografia:

– A. Mancini-C. Morlacchi (2003), Clinica Ortopedica, Italia, Piccin

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Silvio Maddalena nasce a Campobasso il primo di Giugno del 1987; si diploma presso l'Istituto Liceo Classico M. Pagano, con il massimo dei voti. Studia e si forma presso l'Ateneo G. D'Annunzio Chieti-Pescara, da cui si laurea con lode nell'Ottobre del 2012, presentando una tesi in Neurologia ('Anomalie elettroencefalografiche nel Mild Cognitive Impairment: valore predittivo per lo sviluppo della Demenza a Corpi di Lewy'), sotto l'ala del chiarissimo Professore Marco Onofrj.