Definizione di campo visivo

Per la definizione di campo visivo e di perimetria ti consigliamo la lettura di questo articolo:

Definizione Perimetria

Metodica strumentale consistente nella stimolazione luminosa localizzata della retina, tramite proiezione o accensione di mire (54-55 mire) su di uno schermo a semi-cupola distante dal paziente 33cm, e nella successiva rilevazione delle risposte volontarie alla percezione di tali stimoli. La visione testata è per vicino.

Fattori che influenzano il CV

  • Sesso
  • Età: la sensibilità normale si riduce con l’età
  • Correzione ottica: nei casi di miopia o ipermetropia elevata si ha l’aberrazione delle lenti con la conseguente restrizione del campo visivo (dovuto alla lente appunto). Per questo è consigliato l’uso di lenti a contatto per effettuare l’esame
  • Diametro pupillare: si evidenzia negli anziani una miosi senile (normalmente è 3,5-3,6mm); oppure una pupilla molto larga per uso di sostanze stupefacenti bisogna segnalarle; miosi farmacologica (Es. Pilocarpina: simpatico-mimetico. Utilizzato come farmaco antiglaucomatoso. Provoca miosi serrata e trazioni sulla retina)
  • Fattori anatomici: arcate sopraciliare, naso e ptosi
  • Posizionamento della lente
  • Posizionamento della testa
  • Effetto apprendimento: il paziente più volte esegue l’esame, più “impara” ad eseguirlo correttamente
  • Effetto fatica: specialmente in pazienti anziani
  • Effetto demotivazione

Anomalie del campo visivo

  • Refrattiva: correzione ottica errata, cornea (edema/leucomi), camera anteriore (ipopion/ipoema), cristallino (cataratta/opacamento IOL-CP), vitreo (emovitreo)
Consiglio: prima di eseguire la perimetria si dovrebbe valutare in primis la refrazione, poi analizzare la camera anteriore alla lampada a fessura e infine un fundus oculi
Ipopion: raccolta di essudato all’interno della camera anteriore. Frequente nelle uveiti.
Ipoema: presenza di sangue in camera anteriore
  • Retina: schermo (emorragie preretiniche), perdita della funzione recettoriale
  • Testa del nervo ottico: glaucoma, Morning Glory syndrome, malformazioni
Morning Glory syndrome
Morning Glory syndrome
  • Nervo Ottico: Infiammazioni, Otticopatie vascolari, Neoformazioni, Otticopatie Tossiche (abuso di alcool e fumo oppure da noce di mansonia: legno tossico)
  • Tratto ottico (prechiasmatiche): vascolari, traumi, neoformazioni
  • Chiasma: neoformative (adenoma ipofisario), vascolari
  • Retrochiasmatiche: neoformative, vascolari
  • Tratto, bandeletta/genicolato/corteccia

Classificazione del danno

    • Perimetria cinetica:
perimetria cinetica
Perimetria cinetica

 

Lo stimolo, sempre accesso e sempre della stessa intensità luminosa, è in movimento dalla periferia verso il centro (velocità costante di 2°-5° al secondo) mentre l’occhio è fermo, il paziente suona quando vede comparire la luce e risuona se scompare. Si creano delle linee di isosensibilità (isoptere). Lo stimolo non cambia di intensità luminosa ma di dimensione. Più è piccola la mira più sarà centrale l’isoptera.

Pubblicità

5 stadi di gravità crescente:

  • Stadio 1: riduzione a livello nasale
  • Stadio 2
  • Stadio 3
  • Stadio 4
  • Stadio 5: isola di visione residua

PRO: semplice
CONTRO: soggettiva e poco riproducibile

  • Perimetria statica (manuale o computerizzata)

Metodo Agis

Metodo Agis
Metodo Agis

Metodo a punteggio correlato al numero e alla disposizione dei difetti. I difetti si valutano su PSD e CPSD. 5 stadi:

  • 0 punti nessun difetto
  • 1-5 punti difetti lievi
  • 6-11 punti difetti moderati
  • 12-17 punti difetti severi
  • 18-20 punti difetti estremamente severi

Metodo Hodapp

Correlato all’estensione del danno e alla vicinanza al punto di fissazione. I difetti si valutano in base al valore dell’MD, ai punti difettosi nella mappa pattern deviation e ai difetti entro i 5 gradi centrali. Tre classi di danno: iniziale, moderato, severo.

Indici perimetrici

  • MD o Mean Deviation (deviazione media): è la media delle differenze fra i valori soglia del pz con quelli ritenuti normali per quell’età (normale per valori compresi tra -2 e +2 dB). Esprime il difetto medio: media aritmetica di tutti i punti che vengono testati nel cv. Maggiore MD, maggiore danno. Nell’Octopus è il difetto medio; nell’ Humphrey è la direzione della media
  • PSD (“pattern standard deviation”, perimetri Humphrey) e LV (“loss variance”, perimetri Octopus): esprimono la deviazione standard, o varianza delle deviazioni dei valori di sensibilità rilevati. Significato: indica la presenza di un difetto localizzato. E’ indice di disomogeneità del difetto.
  • SF (fluttuazione a breve termine): coerenza della risposta del paziente; È un indice di instabilità del campo visivo. Se SF< 2 dB allora il difetto è stabile se no il difetto sta peggiorando velocemente.
  • CPSD (“corrected pattern standard deviation”, perimetri Humphrey) e CLV (“corrected loss variance”, perimetri Octopus ed Oculus): corrispondono agli analoghi indici PSD e LV, con la differenza che sono corretti tenendo conto del valore di SF. Significato: è del tutto analogo a quello dei corrispondenti indici PSD e LV, salvo il fatto di essere potenzialmente un po’ più preciso grazie al fattore di correzione impiegato. Aiuta a separare i reali difetti da quelli dovuti alla fluttuazione. CPSD < 4 DB difetto omogeneo (diffuso)

Grafico di Gollamudi

Grafico di Gollamudi

Si ottiene mettendo sulle ascisse (X) l’MD e sulle ordinate (Y) la differenza tra CLV/CPSD e l’MD.

Tre classi di danno:

  • Lieve
  • Medio
  • Avanzato

PRO: Parametro standardizzato. Permette di effettuare un follow-up

Box-plot (Octopus) / Statpac (Humphrey)

BOX-PLOT STATPAC
BOX-PLOT STATPAC

Speciale istogramma che condensa in sé 5 importanti dati di un campo visivo, ricavati dall’analisi delle differenze fra valori misurati e valori normali per l’età:

  • 15° Percentile: limite superiore del box. 15esimo numero in riduzione di sensibilità
  • 50° percentile Mediana: lineetta centrale (corrisponde alla mediana)
  • 85° percentile: limite inferiore del box o “minimo”
  • Due code che rappresentano il maggiore discostamento in meglio e in peggio rispetto ai rispettivi valori normali. Rappresentazione della dispersione del danno

Un abbassamento della mediana, senza modifiche della struttura del box plot, indica una depressione generalizzata delle soglie
Un ampliamento dei limiti del box si riscontra in caso di larghi e profondi difetti
Un allungamento più o meno accentuato della coda inferiore si ha in presenza di scotomi localizzati.

Curva cumulativa del difetto (curva di Bebie)

Curva cumulativa del difetto - curva di Bebie

Esclusiva dell’Octopus. Viene ottenuta disponendo su di un grafico cartesiano tutte le differenze fra i valori misurati e i valori normali corretti per l’età, in ordine descrescente, dai punti “migliori”, a sinistra, a quelli più “disturbati”, rappresentati a destra. Ne deriva una curva in grado di fornire un’informazione visiva immediata sul tipo di difetto presente:

  • Difetto generalizzato (tutta la curva appare uniformemente abbassata rispetto alla fascia di normalità)
  • Difetto localizzato (la parte destra della curva subisce una brusca caduta)
  • Difetto misto (presenza di entrambe le alterazioni della curva)

Glaucoma Staging System GSS di Brusini

Glaucoma staging system
Glaucoma staging system

Si basa su due indici l’MD (Mean Deviation per i perimetri Humphrey e Mean Defect per i modelli Octopus) e CPSD (Corrected Pattern Standard Deviation Humphrey, corrispondente quasi esattamente alla radice quadrata della CLV, Corrected Loss Variance Octopus, rappresentata sull’asse a destra), disposti su di un grafico cartesiano. 5 Stadi:

  • Stadio 0: Normale
  • (Borderline)
  • Stadio 1: Leggermente alterato
  • Stadio 2: Alterato
  • Stadio 3: Discretamente alterato
  • Stadio 4: Molto alterato
  • Alteratissimo

PRO: semplice, permette il follow-up
Contro: Meno preciso del Box-plot

Esempi:

GSS - Stadio 1G GSS - Stadio 2L GSS - Stadio 4M

 

Lesioni perimetriche

Lesioni Perimetriche del CV

 

Bibliografia

"Guida alla professione di Ortottista" - Città del Sole Edizioni S.a.s.
Lezioni Lobefalo Prof. Lucio
Lezioni Dott.ssa Tiziana Michetti
CONDIVIDI
Articolo precedenteDeterminazione della clearance renale
Articolo successivoExodeviazioni: Exotropia Intermittente
Nato il 01/04/1992 a Corato (BA). Laureato in "Ortottica ed Assistenza Oftalmologica" presso l’Università degli studi ‘G. d’Annunzio’ di Chieti – Pescara nella clinica oftalmologica diretta dal professor Leonardo Mastropasqua, discutendo la tesi con titolo "RISCHIO INFETTIVO DELLE LENTI A CONTATTO: IL RUOLO DELLA MANUTENZIONE E L’EFFICACIA DEI DISINFETTANTI", con relatore Dott. Stefano Palma. Ha conseguito con Lode il master universitario di I livello, presso l’università di Bologna Alma Mater Studiorum, in “Posturologia: percezione e movimento”. Perfezionato sul DryEyes Syndrome, sul Digital Eye Strain (DES) o “affaticamento dell’occhio digitale” e sui danni legati ad un uso scorretto del makeup occhi.