residuo di trucco nella palpebra

Abstract – ITA

I prodotti per il make-up rappresentano una delle maggiori cause di problematiche oculari. Gli effetti dannosi per la superficie dell’occhio sono da ricercare non solo nella sensibilità dell’individuo, ma anche nell’utilizzo errato e negli ingredienti dei cosmetici.

Una cattiva conservazione, l’utilizzo dopo la data di scadenza e la condivisione di questi prodotti favoriscono lo sviluppo di infezioni, dermatiti palpebrali, irritazioni, secchezza. A questi si aggiungono allergie, pruriti, bruciori, infiammazioni dell’epitelio corneale dovuti a conservanti, coloranti, profumi e additivi (fra i più pericolosi piombo e nichel) che costituiscono questi prodotti per il maquillage.

Abstract – ENG

Make-up products are one of the most important causes of eye problems. The harmful effects for the eye surface have to be found not only in the individual’s sensitivity, but also in the wrong use of cosmetics and in their ingredients.

A bad storage, the use after the expiration date and the sharing of these products increase the development of infections, eyelid dermatitis, irritations, dryness. In addition there are allergies, itches, burnings, corneal epithelium inflammations caused by preservatives, dyes, perfumes and additives (among the most dangerous there are lead and nickel) which composes these make-up products.

Make-Up – Dati Epidemiologici

Attualmente, il fatturato mondiale inerente i prodotti per il Make-Up Oculare è di circa 11.89 miliardi di dollari. Il Brasile rimane al sesto posto con una quota di mercato del 4,6%  dopo Stati Uniti (24,5%), Giappone (10,1%), Regno Unito (6,4%), Germania (5,9%) e Francia (4,9%).[1]

Pubblicità

In Italia circa 20 milioni di donne fanno uso di cosmetici e quasi 1 su 3 ha ALLERGIE ai componenti.[18-19]

Make-Up – Effetti indesiderati

I prodotti per il Make-Up dovrebbero essere facili da usare, efficaci e soprattutto sicuri, ma in molti casi sono associati ad una serie di effetti indesiderati quali dermatiti, irritazioni da contatto, dermatiti allergiche,  blefarocongiuntiviti[2-8], secchezza oculare e meiboniti.[9; 17; 20]

Make-Up – Fattori di rischio

Gli effetti negativi tendono a verificarsi non solo a causa della suscettibilità individuale, ma anche per l’uso improprio di questi prodotti:

  • cattiva conservazione: molte volte le utenti conservano i loro cosmetici in bagno. Questo è un luogo umido che favorisce la crescita e lo sviluppo di organismi potenzialmente patologici, come funghi e batteri;[4, 11]
  • uso dei prodotti dopo la data di scadenza;[10]
  • condivisione dello stesso prodotto: ogni persona ha una caratteristica flora sulla pelle e questa può essere dannosa su un altro individuo;
  • procedure di manipolazione non adeguate durante la produzione.

Make-Up – Componenti dei cosmetici

Vi è una vasta gamma di cosmetici che contengono ingredienti diversi che possono causare effetti negativi.[12] Particolare attenzione va data ai conservanti, ai coloranti, ai profumi e agli additivi.[2; 6; 7]

I più comuni conservanti sono:

  1. Benzalconio cloruro (BAC)
  2. Thimerosal
  3. Clorexidina
  4. Colofonia o pece (estratto derivato dal pino)

Tutti questi sono in grado di causare allergia da contatto. Gli effetti negativi vanno dal lieve disagio (bruciore, prurito o bruciore senza visibile lesione cutanea) a dermatiti palpebrali, instabilità del film lacrimale, infiammazione dell’epitelio corneale, cheratiti e blefariti.[21]

Gli studi in vivo [22-26] hanno riferito che il BAC diminuisce negativamente la lacrimazione, il NIBUT e induce sintomi di secchezza oculare.

Gli additivi più comuni sono:

  1. Nichel
  2. Piombo
  3. Stearamide (tutti gli esteri isopropilico e butile)

È stata ampiamente documentata la tossicità e l’avvelenamento da piombo e nichel contenuti in alcuni cosmetici.[28; 29]

Make-Up – Aspetti microbiologici

I cosmetici utilizzati sulla regione oculare sono la principale causa di dermatite palpebrale, a causa dei loro pigmenti, resine, conservanti e veicoli.[3]

La presenza di funghi e batteri, al momento della fabbricazione del prodotto è molto bassa, perché gli standard di produzione sono molto severi[15], quindi qualsiasi contaminazione avviene dal momento dell’apertura in poi.

Il mascara ha un maggiore rischio di contaminazione, avendo una formulazione a base acquosa.[2] Inoltre il modo in cui viene usato gioca un ruolo importante nella contaminazione da parte di Staphylococcus epidermidis e Staphylococcus aureus, a causa della maggiore probabilità di depositi batterici provenienti dall’ambiente e dalla superficie delle ciglia.[17]

Lo Pseudomonas aeruginosa è il principale agente di infezioni oculari come la congiuntivite, cheratite… [13] Sono state riportate infezioni da P. aeruginosa per l’uso di mascara contaminati e cattiva igiene.[14] I funghi sono meno frequenti dei batteri, e spesso legati a persone immuno-depresse o che indossano lenti a contatto.[2, 13]

 

Make-Up – Infezioni da cosmesi errata

Le manifestazioni più comuni riferite dalle donne sono state lacrimazione (36,4%), arrossamento (27,3%) e prurito (18,2%).[17]

Le più comuni infezioni causate da questi microrganismi si verificano soprattutto con gli effetti tossici di conservanti/disinfettanti o con alterazioni delle lacrime che provocano difetti superficiali dell’epitelio cornale e congiuntivale, predisponenti a una successiva invasione batterica. La maggior parte dei germi non è infatti in grado di superare un epitelio integro, ed una lesione superficiale elementare è necessaria perché possa avvenire l’iniziale legame con i recettori subepiteliali superficiali.[2; 27]

L’uso condiviso dei cosmetici tra membri della stessa famiglia, o peggio con amiche e conoscenti, è altamente sconsigliato perché favorisce lo scambio di infezioni.

L’incidenza di madarosi (caduta delle ciglia) nei soggetti che utilizzano quotidianamente il mascara è del 30% contro il 13,6% rispetto agli utenti occasionali con una percentuale doppia per chi fa uso di mascara waterproof.[30]

Il mascara, inoltre, risulta essere il cosmetico più utilizzato oltre la data di scadenza e questo può aver contribuito alla elevata incidenza di effetti avversi, considerato il fatto che già dopo 3 mesi dall’apertura si ha una presenza microbica del 36% con un utilizzo quotidiano.[10]

Molto importante è la contaminazione che si verifica durante la conservazione del cosmetico.[15]

La confezione dovrebbe proteggere il prodotto dall’ambiente, minimizzando la perdita dei costituenti, mantenendo la stabilità chimico-fisica e l’efficacia dei costituenti. Il prodotto deve essere conservato in condizioni appropriate cioè lontano da umidità e luoghi poco igienici, che sono alla base della proliferazione microbica.[16]

Conclusioni

La valutazione analitica di quanto in precedenza esposto consente alcune considerazioni sintetiche sul rischio infettivo in cosmesi, sul ruolo dei componenti, della manutenzione e sull’utilità della disinfezione:

  1. Il make-Up è uno dei principali fattori di rischio favorenti lo sviluppo di infezioni e infiammazioni oculari. Lo dimostrano molteplici studi che ritengono l’uso prolungato uno degli elementi di maggior pericolo;
  2. Vi è una vasta gamma di ingredienti che è in grado di creare disconfort a livello oculare: allergie, lacrimazione, bruciore ecc…;
  3. Una lesione superficiale dell’epitelio corneale o congiuntivale è uno dei meccanismi necessari allo sviluppo dell’infezione, in considerazione del fatto che molti germi non sono capaci di superare una barriera epiteliale integra;
  4. Nello stesso tempo i cosmetici possono rappresentare una fonte di microrganismi soprattutto se non correttamente manipolati, conservati e disinfettati;
  5. L’igiene personale e soprattutto perioculare attraverso garze sterili, medicate ed igienizzanti rappresenta l’unico modo per ridurre il rischio di effetti avversi.

L’uso corretto dei cosmetici sembra in definitiva in grado di ridurre o annullare il pericolo di contaminazione ed infezione dell’occhio del paziente con un impiego costante e corretto di struccanti e igienizzanti oculari. L’uso prolungato per più di 3 mesi dello stesso cosmetico, oltre che l’utilizzo dopo la data di scadenza, è sconsigliato.

Da non trascurare anche la contaminazione dovuta alla condivisione dei trucchi tra persone diverse che può contribuire a diffondere batteri e infezioni.

IN CONCLUSIONE educare la paziente all’uso corretto del make-up, alla corretta igiene personale, all’idonea manutenzione, alla disinfezione dei cosmetici e alla programmazione di controlli periodici sono i presupposti per la riduzione del rischio di gravi eventi collaterali.

Bibliografia

CONDIVIDI
Articolo precedenteSpecializzazioni Medicina 2016: stato dell’arte
Articolo successivoSindrome di Marfan
Nato il 01/04/1992 a Corato (BA). Laureato in "Ortottica ed Assistenza Oftalmologica" presso l’Università degli studi ‘G. d’Annunzio’ di Chieti – Pescara nella clinica oftalmologica diretta dal professor Leonardo Mastropasqua, discutendo la tesi con titolo "RISCHIO INFETTIVO DELLE LENTI A CONTATTO: IL RUOLO DELLA MANUTENZIONE E L’EFFICACIA DEI DISINFETTANTI", con relatore Dott. Stefano Palma. Ha conseguito con Lode il master universitario di I livello, presso l’università di Bologna Alma Mater Studiorum, in “Posturologia: percezione e movimento”. Perfezionato sul DryEyes Syndrome, sul Digital Eye Strain (DES) o “affaticamento dell’occhio digitale” e sui danni legati ad un uso scorretto del makeup occhi.