Lenti a contatto

Lenti a contattoDefinizione

Le lenti a contatto sono dispositivi medici in materiale plastico, a forma di piccola calotta trasparente, che vengono applicati sulla superficie oculare per correggere difetti di rifrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo, ecc). [Wikipedia]

Utilità delle lenti a contatto

  • Nella correzione delle miopie, si crea un’immagine retinica più grande che non con le lenti da occhiali e il visus ne è migliorato.
  • Nella correzione delle ipermetropie si crea un’immagine retinica più piccola (delle stesse dimensioni dell’originale) rispetto a quella delle lenti su occhiali.
  • Si eliminano le aberrazioni (tranne la sferica) incontrate con le lenti da occhiali, quando l’occhio viene ruotato dietro di esse e l’osservazione non è più fatta attraverso il centro ottico
  • Si può riportare a un visus normale un occhio con astigmatismo irregolare, o cheratocono.
  • Si ha un campo visuale maggiore che non con gli occhiali.
  • Cosmesi oculari
  • Nella correzione delle anisometropie eliminano l’aniseconia indotta senz’altro dalle lenti da occhiali.
  • Nell’afachia

Tipo di lenti a Contatto

Le lenti a contatto si suddividono correttamente in due grandi famiglie, in base ai materiali utilizzati per la loro costruzione:

  • lenti rigide Gas Permeabili
  • ibride: realizzate con la parte centrale RGP e la flangia morbida
  • lenti morbide:
      • Sferiche (tradizionali annuali, mensili, quindicinali, settimanali, monouso)
      • Toriche (tradizionali, mensili, monouso): toricità posteriore per astigmatismi corneali medio elevati; toricità anteriore per astigmatismi residui interni o lievi

Oltre a questo tipo di classificazione, esistono lenti a contatto terapeutiche per il loro contenuto lacrimale o di collirio a rilascio lento, lenti a contatto staminali in via sperimentale.

 

Lenti a contatto toriche

Le lenti toriche sono applicate nei seguenti casi:
Quando le lenti sferiche, per l’elevato valore o tipo di astigmatismo, non sono in grado di correggerlo in modo ottimale.
Questi due utilizzi possono essere disgiunti, oppure in alcune circostanze essere sovrapposti.
Il principio di base delle lenti toriche si riferisce all’allineamento dei due meridiani principali oculari, attraverso diversi sistemi di stabilizzazione.
Nell’ambito delle classificazioni in base alla stabilizzazione si evidenziano:

  • Lente a stabilizzazione prismatica
  • Lente a stabilizzazione dinamica
  • Lente a stabilizzazione troncatura

Raffronto lenti a contatto morbide e rigide

MORBIDE RIGIDE
Cornea regolare Cornea irregolare
Forte midriasi Richiesta di alta trasmissibilità all’ossigeno
Buona lacrimazione Scarsa lacrimazione
Uso giornaliero saltuario Uso giornaliero permanente
Attività sportiva Uso sedentario
Assenza di patologia corneale Cheratocono
Ipersensibilità alle lenti rigide Scarsa visione con lenti morbide
Uso correttivo tradizionale Uso correttivo ortocheratologico
Astigmatismo medio-basso Astigmatismo medio e alto

Selezione paziente contattologico

        1. Fase soggettiva:
            • Acquisizione d’informazioni del paziente: età, motivazioni, attività sportiva, occupazione e hobbies
            • Anamnesi generale: uso di farmaci (estroprogestinici, tranquillanti, β-bloccanti, diuretici..), malattie immunologiche e metaboliche (sindrome di Sjogren, artrite reumatoide, diabete mellito, tireopatie)
            • Anamnesi oftalmologiche: haze, chirurgia corneale e refrattiva, secchezza oculare, distrofie corneali, cheratocono, glaucoma
            • Uso precedente di lenti a contatto: problemi, tipo di manutenzione, ore di uso giornaliero
        2. Fase oggettiva (stato di salute del segmento anteriore e acquisizione dei dati essenziali per la scelta):
            • Vizio di refrazione: tipo ed entità
            • osservazione delle palpebre: anomalie, aspetto del bordo palpebrale, posizione ciglia. Si studia con il verde di lissamina (reagisce sulle cellule morte) sul fornice inferiore e sul tarso superiore sul quale si apprezza, se normale, una linea sottile e uniforme
            • Dinamica dell’ammiccamento: ritmo (17-18 al min), velocità e completezza (completo, incompleto, accennato, forzato)
            • Ispezione delle congiuntive: eversione palpebra, segni di allergia, cicatrici congiuntivali
            • Ispezione della cornea: segni di neovascolarizzazione, esiti di cheratiti, distrofie
            • Esame del film lacrimale
        3. Fase di pianificazione
            • Scelta lente: Caratteristiche del paziente (attività, impiego della lente…); Difetto refrattivo; Esame Obiettivo Oculare; Tipo di lente (materiali e geometrie)
            • Schema di sostituzione
            • Sistemi di manutenzione
            • Follow Up
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Di seguito un video di youtube che spiega come si costruisce una lente a contatto.

Come si costruisce una lente a contatto

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Nato il 01/04/1992 a Corato (BA). Laureato in "Ortottica ed Assistenza Oftalmologica" presso l’Università degli studi ‘G. d’Annunzio’ di Chieti – Pescara nella clinica oftalmologica diretta dal professor Leonardo Mastropasqua, discutendo la tesi con titolo "RISCHIO INFETTIVO DELLE LENTI A CONTATTO: IL RUOLO DELLA MANUTENZIONE E L’EFFICACIA DEI DISINFETTANTI", con relatore Dott. Stefano Palma. Ha conseguito con Lode il master universitario di I livello, presso l’università di Bologna Alma Mater Studiorum, in “Posturologia: percezione e movimento”. Perfezionato sul DryEyes Syndrome, sul Digital Eye Strain (DES) o “affaticamento dell’occhio digitale” e sui danni legati ad un uso scorretto del makeup occhi.