Exotropia
Exotropia

Leggi l’articolo introduttivo alle Exodeviazioni: “epidemiologia e classificazioni

Definizione


Foria ampia controllata per la maggior parte del tempo dalla convergenza  fusionale. In particolari situazioni (stanchezza, stati febbrili…), o dopo un interruzione della binocularità (occlusione) la foria si slatentizza e diventa manifesta. Durante la fase di foria gli occhi sono perfettamente allineati garantendo i presupposti per un corretto sviluppo della stereoscopia. Quando la deviazione diventa manifesta si realizza una ampia soppressione della retina temporale.

Clinica


I pazienti raramente presentano disturbi astenopeici e diplopia. La deviazione può comparire caratteristicamente in ambienti assolati o di fronte a sorgenti luminose. La fotofobia è l’unico sintomo avvertito da questi pazienti (non è raro osservare fotografie dove i pazienti presentano un occhio chiuso per non avere diplopia). Si presume che nello sguardo all’infinito, negli spazi aperti, la diffusione luminosa e l’assenza di riferimento per vicino per stimolare la convergenza, favorisca il manifestarsi della deviazione. La perdita di parallelismo può presentarsi in egual misura per vicino e per lontano, oppure solo nella visione per lontano o solo in quella per vicino, oppure la deviazione può essere presente in una sola direzione di sguardo come in taluni atteggiamenti alfabetici. I pazienti con exo intermittente sono prevalentemente emmetropi.

Diagnosi


Nell’esame ortottico si procede dai test meno dissociante (es. stereotest – test di LANG) e si procede in modo crescente con quelli più dissocianti (es. cover test) fino ad arrivare al patch test (occlusione di mezz’ora).

Terapia


  • Ottica: si possono prescrivere lenti sferiche negative (in pazienti emmetropi o scarsamente ipermetropi) di 2-3 D (ma anche di -5 o oltre) o si tralascerà/abbasserà la correzione negli ipermetropi elevati per stimolare la convergenza accomodativa. Questo stratagemma è utilizzato in pazienti giovani solo per rimandare l’intervento chirurgico perché poi tende realmente alla miopizzazione e all’intervento chirugico.
  • Ottica: è bene valutare la reazione alla fotofobia per prendere in considerazione l’eventuale impiego di lenti con assorbimento o fotocromatiche.

Lenti fotocromatiche

  • Ortottica: occlusione dell’occhio sano, per evitare i fenomeni soppressivi (NON per curare l’ambliopia), per massimo mezza giornata in modo da non dissociare e slatentizzare di più la foria; se con questa terapia non dovesse migliorare o dovesse addirittura peggiorare si associa l’occlusione a prismi a base interna, del valore prismatico più piccolo che aiuti il paziente a mantenere l’ortotropia, alternandoli tra loro (Es. mezza giornata occlusione e mezza giornata prismi).
  • Chirurgica: terapia più efficace. L’indicazione alla chirurgia è di preservare o ripristinare la visione binoculare (nel caso in cui il paziente ce l’abbia) o estetico (in caso di perdita della VBS). È consigliabile procrastinarla oltre i sei anni nel caso in cui la Visione Binoculare sia normale. La procedura di elezione è la doppia recessione dei retti laterali (NB: la bilateralità dell’intervento è importante per impedire incomitanze laterali monoculari). In caso di ambliopia profonda la procedura di scelta è la resezione del retto mediale dell’occhio affetto. Prima dell’intervento faccio comunque un periodo di occlusione per vincere i fenomeni soppressivi.

Bibliografia

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STRABOLOGIA: diagnosi e terapia dello strabismo e del nistagmo - Bruno Bagolini, Mariarosa Zanasi – Verducci Editore – ISBN: 978-88-7620-748-8
Oftalmologia pediatrica e strabismo – Paolo Nucci, Massimiliano Serafino – FABIANO gruppo editoriale – ISBN: 978-88-97929-00-0
"Guida alla professione di Ortottista" - Città del Sole Edizioni S.a.s.

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Nato il 01/04/1992 a Corato (BA). Laureato in "Ortottica ed Assistenza Oftalmologica" presso l’Università degli studi ‘G. d’Annunzio’ di Chieti – Pescara nella clinica oftalmologica diretta dal professor Leonardo Mastropasqua, discutendo la tesi con titolo "RISCHIO INFETTIVO DELLE LENTI A CONTATTO: IL RUOLO DELLA MANUTENZIONE E L’EFFICACIA DEI DISINFETTANTI", con relatore Dott. Stefano Palma. Ha conseguito con Lode il master universitario di I livello, presso l’università di Bologna Alma Mater Studiorum, in “Posturologia: percezione e movimento”. Perfezionato sul DryEyes Syndrome, sul Digital Eye Strain (DES) o “affaticamento dell’occhio digitale” e sui danni legati ad un uso scorretto del makeup occhi.