Esotropia essenziale infantile Congenita

Definizione dell’esotropia congenita

Esotropia essenziale infantile CongenitaInsorgenza prima dello sviluppo della visione binoculare quindi la stereopsi è irrimediabilmente compromessa. Colpisce l’1% dei soggetti nati a termine e raggiunge il 15% negli alti prematuri. Presenta spesso una deviazione al di sopra delle 30-35 Δ e non si accompagna in genere ad elevata ipermetropia. Sindrome complessa ad ereditarietà multifattoriale (familiarità di strabismo).

 

 

 

Eziologia

L’ipotesi più accreditata descrive la presenza di una disfunzione motoria muscolare primitiva. La funzione muscolare migliora dopo la nascita, in rapporto ai processi di mielinizzazione e maturazione dei nervi motori oculari in direzione centrifuga, dal cervello verso la periferia. Nella ET congenita si instaurerebbe un ritardo di maturazione funzionale del muscolo retto laterale rispetto al retto mediale (abbastanza ragionevole, se si considera la maggiore lunghezza del VI nervo cranico rispetto al III)

Segni clinici

  • Insorgenza entro i 6 mesi di vita
  • Deviazione concomitante, oltre le 30Δ, o con modica variabilità
  • Vizio di rifrazione irrilevante (pazienti emmetropi o lievemente ipermetropi)
  • Fissazione crociata con torcicollo: il paziente osserva l’emispazio destro con l’OS in adduzione e l’emispazio sinistro con l’OD in adduzione, quando l’oggetto passa dal campo visivo destro a quello sinistro il paziente cambia l’occhio fissatore in modo da non utilizzare l’abduzione (pseudo-paralisi dei retti laterali). La possibilità di ambliopia è bassa se entrambi gli occhi mantengono la fissazione durante i movimenti di inseguimento senza perderla a vantaggio sempre dello stesso
  • Limitazione dell’abduzione (pseudo-paralisi): per valutare la funzionalità dei retti laterali
      • La manovra della testa di bambola: rotazione della testa del bambino ottenuta dall’esaminatore che la tiene con entrambe le mani, prima verso destra e poi verso sinistra; se non sussistono forme restrittive del retto mediale o parali del VI nervo cranico gli occhi del bambino compiono un movimento completo sia verso destra che verso sinistra
      • La manovra della trottola: l’esaminatore prende il bambino in braccio e compie un movimento di rotazione su se stesso; gli occhi del piccolo subiscono un movimento orizzontale a scosse contrario allo spin, ma, nel momento in cui si interrompe la rotazione, compare una saccade di rifissazione in abduzione, cioè nella stessa direzione dello spin
      • Occlusione alternata nei due occhi
      • Settori binasali
  • Nistagmo manifesto-latente saccadico nel 50% dei casi: evidenziabile tramite occlusione di un occhio o in caso di pazienti con una forte soppressione. Caratteristicamente batterà verso l’occhio fissante (in abduzione)
  • Iperfunzione dei piccoli obliqui nel 70% dei casi: si manifesta intorno ai 12-18 mesi quindi oltre la componente orizzontale si associa quella verticale
  • Deviazione verticale dissociata (DVD) nel 20-70% dei casi: compare dopo circa 24 mesi

Terapia

  • Trattamento o prevenzione dell’ambliopia con la correzione ottica totale emersa dalla cicloplegia atropinica: diminuire il più possibile un eventuale contributo accomodativo
  • Utilizzare l’occhiale per una occlusione a settori binasali nella fissazione crociata: Se la fissazione non è alternante il settore nell’occhio fissante dovrà essere più ampio, in modo da favorire la fissazione con l’occhio non dominante. Una buona funzionalità dei retti laterali può limitare la contrattura dei retti mediali.
  • L’intervento chirurgico standard dell’ET congenita è la doppia recessione dei retti mediali all’età di 5-6 anni al fine di instaurare una sindrome da monofissazione con capacità di fusione periferica. Condizione necessaria: concomitanza dell’angolo. Avendo la possibilità decidere il risultato post-chirurgico sarebbe opportuno ottenere una piccola ipocorrezione di 8-10Δ, sulla base del fatto che l’angolo di esotropia diminuisce lievemente con l’età.
  • Tossina botulinica tipo A: la sua azione di esplica a livello delle terminazioni nervose, dove essa interferisce con il metabolismo del calcio, blocca il rilascio di acetilcolina e provoca una paralisi flaccida della muscolatura scheletrica. PRO: effetti reversibili nel tempo, durata d’azione lunga, non provoca effetti sistemici alle dosi comunemente impiegate, gli effetti secondari locali sono reversibili. CONTRO: ptosi transitoria, compromissione temporanea dei muscoli adiacenti a quello trattato, ipercorrezione transitoria dell’angolo di deviazione
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Nato il 01/04/1992 a Corato (BA). Laureato in "Ortottica ed Assistenza Oftalmologica" presso l’Università degli studi ‘G. d’Annunzio’ di Chieti – Pescara nella clinica oftalmologica diretta dal professor Leonardo Mastropasqua, discutendo la tesi con titolo "RISCHIO INFETTIVO DELLE LENTI A CONTATTO: IL RUOLO DELLA MANUTENZIONE E L’EFFICACIA DEI DISINFETTANTI", con relatore Dott. Stefano Palma. Ha conseguito con Lode il master universitario di I livello, presso l’università di Bologna Alma Mater Studiorum, in “Posturologia: percezione e movimento”. Perfezionato sul DryEyes Syndrome, sul Digital Eye Strain (DES) o “affaticamento dell’occhio digitale” e sui danni legati ad un uso scorretto del makeup occhi.