Diplopia crociaca e omonima

Definizione di diplopia

Disturbo del visus caratterizzato da visione doppia.

Diplopia fisiologica: si ha ogni qual volta un soggetto normale osserva un oggetto al di fuori dell’oroptero e dell’area di Panum; esempio: se portiamo per esempio gli indici della mano davanti agli occhi (a una distanza diversa) e fissiamo quello più vicino, l’altro apparirà doppio (diplopia omonima), se invece fissiamo il dito più lontano sarà l’altro che apparirà doppio (diplopia crociata).

Classificazione ed eziologia:

Monoculare

Legata a difetti rifrattivi: cataratta ed astigmatismo.

NB: Permane anche dopo aver chiuso l’occhio uno dei 2 occhi.

Binoculare

Scompare chiudendo uno dei due occhi (per tale motivo alcuni autori ritengono che solo la diplopia binoculare sia ‘vera diplopia). Viene distinta in orizzontale, verticale, obliqua oppure crociata.

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In soggetti con visione binoculare normale, legata al disallineamento degli assi visivi in seguito a:

  1. patologia traumatica (occhio, muscolatura, orbita)
  2. patologia non traumatica:
  • disturbi neurologici (tumori, sclerosi multipla)
  • strabismi (nei soggetti di età superiore ai 10aa): costante oppure intermittente in caso di scompenso di una foria
  • miastenia gravis: tipicamente intermittente
  • diabete
  • pseudotumor cerebri

Il paziente con diplopia fissa con la fovea dell’occhio ortotropico. L’immagine che cade sulla fovea dell’occhio fissante è proiettata su una porzione di retina extrafoveale dell’occhio deviato, che localizza gli oggetti nello spazio in una direzione diversa da quella precedente. Un unico oggetto fissato è percepito quindi in due diversi punti dello spazio ed appare così doppio

  • In caso di exotropia: l’immagine dell’oggetto fissato dall’occhio deviato, localizzando temporalmente alla fovea, è percepita nel campo visivo nasale: sperimentando Diplopia crociata
  • In caso di esotropia: l’immagine dell’oggetto fissato dall’occhio deviato, localizzando nasalmente alla fovea, è percepita nel campo visivo temporale: sperimentando Diplopia omonima

Diplopia crociaca e omonima

Diagnosi e valutazione

Visita ortottica

Vetri striati di Bagolini

vetri striati di bagoliniÈ costituito da una coppia di lenti neutre, attraversate da finissime striature che, per effetto prismatico, trasformano una sorgente luminosa puntiforme in una linea. Il test non altera le condizioni di visione abituale, non evoca rivalità retinica, permette di osservare gli occhi del paziente durante l’esecuzione dell’esame anche nelle diverse posizioni di sguardo. Le due lenti sono anteposte ad entrambi gli occhi con le striature perpendicolari tra loro, mentre il paziente fissa una luce.

 

Le possibili risposte sono:

  1. Una luce attraversata da due linee perpendicolari tra loro: in presenza di parallelismo il reperto depone per una normale binocularità; in presenza di strabismo il dato indica una corrispondenza retinica anomala;
  2. Una luce attraversata da una sola striscia: soppressione;
  3. Una luce attraversata da due strisce, una delle quali interrotta: presenza di uno scotoma di soppressione
  4. Due luci, ognuna attraversata da una striscia (diplopia)

Luci di Worth

Test alquanto dissociante. Consiste di 4 luci: 2 verdi, 1 rossa ed 1 bianca. Con occhiali con vetri a colori complementari rosso e verde si vedranno solo le luci verdi con l’occhio schermato col vetro verde e solo le luci rosse con l’occhio schermato con vetro rosso. Un soggetto normale vedrà 2 luci verdi col solo occhio ove è anteposto il vetro rosso. La luce bianca è vista binocularmente e sarà percepita prevalentemente verde o rossa a seconda se domina l’occhio col vetro verde o rosso. Se non vi è dominanza la luce bianca potrà essere vista di colore intermedio ed oscillare tra il colore verde e rosso per effetto della rivalità retinica.

Possibili risposte al test di Worth

NB: In caso di diplopia le luci riferite dal paziente saranno e non 8.

Cilindro di Maddox

Studia le forie. Si tratta di un test molto dissociante, poiché le immagini che si formano nei due occhi sono totalmente differenti tra loro, eliminando del tutto la collaborazione binoculare. È costituito da lenti positive cilindriche ad elevato potere; quando una mira luminosa viene osservata attraverso tali lenti, viene percepita come una linea, ruotata di 90° rispetto all’asse del cilindro stesso.

In un paziente ortoforico la linea luminosa vista dal paziente passa attraverso la sorgente luminosa puntiforme ed è perpendicolare all’asse del cilindro, in caso contrario non passerà attraverso la sorgente.

Test del filtro rosso

Utilizzato per la valutazione della corrispondenza retinica in un soggetto con strabismo concomitante.

Si misura l’angolo obiettivo di strabismo con il metodo del test dello schermo e prismi. Si utilizza una luce di fissazione posta a 6 metri. Il soggetto deve portare la correzione ottica ottimale del vizio di refrazione e la correzione prismatica della deviazione.

Il paziente guarda la luce con entrambi gli occhi attraverso i prismi correttori posti di fronte ad un occhio ed il vetro rosso di fronte al controlaterale. In tale situazione la luce bianca e la luce rossa stimolano le due fovee.

Si possono avere le seguenti possibilità:

  • Il paziente vede una sola luce di colore intermedio (rosa) indicante corrispondenza retinica normale
  • Il paziente vede una sola luce bianca o rossa indicante soppressione.
  • Il paziente vede due luci separate distanziate orizzontalmente: le due fovee hanno evidentemente acquisito una localizzazione differente

Terapia

dipende dall’eziologia.

  • uso di prismi
  • bendaggio
  • chirurgia

Bibliografia

STRABOLOGIA: diagnosi e terapia dello strabismo e del nistagmo – Bruno Bagolini, Mariarosa Zanasi – Verducci Editore – ISBN: 978-88-7620-748-8

Oftalmologia pediatrica e strabismo – Paolo Nucci, Massimiliano Serafino – FABIANO gruppo editoriale – ISBN: 978-88-97929-00-0

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Nato il 01/04/1992 a Corato (BA). Laureato in "Ortottica ed Assistenza Oftalmologica" presso l’Università degli studi ‘G. d’Annunzio’ di Chieti – Pescara nella clinica oftalmologica diretta dal professor Leonardo Mastropasqua, discutendo la tesi con titolo "RISCHIO INFETTIVO DELLE LENTI A CONTATTO: IL RUOLO DELLA MANUTENZIONE E L’EFFICACIA DEI DISINFETTANTI", con relatore Dott. Stefano Palma. Ha conseguito con Lode il master universitario di I livello, presso l’università di Bologna Alma Mater Studiorum, in “Posturologia: percezione e movimento”. Perfezionato sul DryEyes Syndrome, sul Digital Eye Strain (DES) o “affaticamento dell’occhio digitale” e sui danni legati ad un uso scorretto del makeup occhi.