Cheratoplastica

Cheratoplastica – Definizione

Per cheratoplastica si intende il trapianto di cornea (si sostituisce la “cornea malata” con una cornea sana presa da cadavere)

Cheratoplastica – Indicazioni

Le principali indicazioni alla cheratoplastica sono rappresentate da tutte quelle patologie della cornea che compromettono l’acuità visiva in modo irreversibile:

  • cheratocono di stadio avanzato (per gli stadi precedenti si può beneficiare di occhiali, lenti a contatto e cross-linking)
  • distrofie corneali
  • causticazioni
  • cheratopatie bollose
  • cheratiti non erpetiche (non in fase acuta) ed erpetiche
  • ritrapianti
  • leucomi post traumatici
  • ulcere perforate

 

Cheratoplastica – Tecniche chirurgiche

La cheratoplastica può essere:

– Perforante o a tutto spessore:  trapianto di tutti gli strati della cornea (la cornea proviene da un altro essere umano). Trapanazione: da 7 a 9 mm, a meno che non siano trapianti sclero-corneali. Questo perché più è piccolo il diametro più si ha astigmatismo, invece, più si è larghi, più ci si avvicina al limbus (aumento rischio di rigetto). Il lembo del donatore viene suturato al letto corneale periferico dell’ospite mediante suture continue o a punti staccati in Nylon 10/0. Il recupero visivo necessita di alcuni mesi. I punti in caso di trapianto di cornea si tolgono almeno dopo 1 anno, mai prima!

Pubblicità

– Lamellare o trapianto parziale:  si sostituisce lo strato “danneggiato o patologico”; può essere:    

    • Anteriore Superficiale (ALK): si trapiantano gli strati anteriori sino alla parte superficiale dello stroma (si lascia in situ lo stroma profondo e gli strati sottostanti).
    • anteriore profondo (DALK): si trapiantano gli strati anteriori  sino allo stroma lasciando l’endotelio in situ (NB si riduce il rischio di rigetto). La tecnica più utilizzata è quella della “big bubble”

  • posteriore (DSAEK): sostituzione del solo endotelio (es: distrofia di Fuchs) ; in alcuni casi è possibile lasciare l’endotelio malato in sede e sovrapporci quello sano. Vantaggi: rapido recupero dell’acuità visiva, maggiore integrità del bulbo, minore traumatismo. complicanza è la diminuzione della densità nel tempo.

 

 

 

Cheratoplastica – Principali complicanze

  • Rigetto: la cornea perde la sua trasparenza e diventa opaca in un occhio che si presenta infiammato; Si controlla e si previene con colliri a base di cortisone e/o ciclosporina. 
  • Scompenso endoteliale (edema corneale): clinicamente simile al rigetto, salvo per il fatto che non recede con terapia cortisonica.
  • astigmatismi irregolari

FOCUS ON: Astigmatismo post cheratoplastica

L’astigmatismo post-cheratoplastica presenta 2 fasi:

– fase plastica in cui è ancora presente la sutura ed è in atto il processo di cicatrizzazione), legata alle caratteristiche (tensione, profondità, lunghezza e distanza dei passaggi) e al tipo di sutura utilizzata (continua singola, continua a doppia antitorsione, mista e a punti staccati)

– fase statica, periodo di circa 6 mesi che intercorre dall’asportazione della sutura in cui può considerarsi terminata la cicatrizzazione tra lembo donatore e letto ricevente) nella quale non ci si aspettano ulteriori modifiche dell’astigmatismo.

Cheratoplastica – Follow up

Controlli postoperatori, inizialmente più frequenti, sono necessari per un periodo di tempo prolungato.
A circa 1.5 anni dall’intervento si procede alla rimozione della sutura, in seguito alla quale il riassestamento della cornea può causare la comparsa di difetti visivi quali astigmatismo, miopia o ipermetropia non prevedibili.
Il miglioramento visivo non è immediato. Avviene lentamente nell’arco di diverse settimane ed è legato all’attecchimento ed alla vitalità della cornea trapiantata, alla sua trasparenza, alla presenza di’astigmatismo residuo.

 

Cheratoplastica – Metodica d’avanguardia: il femtolaser

 

Il Femtolaser:

  • è un velocissimo laser infrarosso gestito da un computer
  • è in grado di modellare la geometria corneale sulla base delle esigenze del chirurgo, separando in modo estremamente accurato e preciso le lamelle di collagene del tessuto stromale; quindi incisioni molto precise sulla cornea del donatore e del ricevente.
  • ha ridotto la frequenza e gli effetti indesiderati legati alle precedenti metodiche (microcheratomo manuale)

 

Cheratoplastica – Stato dell’arte in Italia

Sono molte oggigiorno le cliniche oculistiche in Italia ad avvalersi dei laser di ultima generazione con risultati soddisfacenti sia per le equipe chirurgiche che per i pazienti che beneficiano di un rapido recupero visivo.

In particolare si segnala il “Record di interventi di cheratoplastiche” realizzato dalla Clinica Oculistica del Policlinico di Bari nei primissimi giorni del 2016 (oltre 20 trapianti in pochi giorni);  Segue un video divulgativo sull’evento con particolare attenzione ai vantaggi del Femtolaser nella chirurgia Oculare.

 

Per approfondimenti:

http://www.fondazionebietti.it/it/trapianto_di_cornea

http://www.medicitalia.it/news/oculistica/2328-trapianto-cornea-tecnica-big-bubble-milano.html

CONDIVIDI
Articolo precedenteConsenso informato e colpa medica
Articolo successivoEndotelio corneale: Anatomia e cenni di clinica
Nato il 16/07/1987 a Terlizzi (BA). Maturità scientifica conseguita nel 2006 presso il Liceo Scientifico O. Tedone - Ruvo di Puglia (BA) con voti 100/100. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 2012, presso l'Università degli Studi 'G. d'Annunzio' di Chieti-Pescara, discutendo la tesi in oftalmologia con titolo 'STUDIO IN MICROSCOPIA CONFOCALE IN VIVO DELLE GHIANDOLE DI MEIBOMIO NEL GLAUCOMA' con relatore, Prof. Leonardo Mastropasqua. Corsista di Medicina Generale in Puglia da dicembre 2013 ad agosto 2015. Attualmente Specializzando in Oftalmologia presso l'Azienda Consorziale del Policlinico di Bari.