cataratta

Cataratta: Definizione

opacizzazione o ridotta trasparenza del cristallino con compromissione della capacità visiva associata o meno a perdita della funzione accomodativa.


Cataratta senile: Epidemiologia

è il tipo di cataratta più diffuso, ed è presente nel 90% dei soggetti con più di 65 aa. Quasi sempre bilaterale, anche se raramente simmetrica e contemporanea.

Cataratta senile: Fattori di rischio

pressione arteriosa alta, donne, raggi UV, diabete, fumo, dieta povera di antiossidanti e ricca di agenti ossidanti

Cataratta: Eziologia

-Congenita (entro i primi 6 mesi): si presenta come una leucocoria
-senile (la più frequente)
-secondaria a malattie:
¬sistemiche: diabete, malattie del collagene, Artrite reumatoidegalattosemia
¬oculari: uveiti, la miopia degenerativa, la retinite pigmentosa, il glaucoma
-iatrogena: cortisonici (si associa alla forma sottocapsulare), amiodarone, allopurinolo, interventi per curare il glaucoma o la cornea, vitrectomia
-traumatica: radiazioni ionizzanti ed infrarosse, folgorazioni, traumi penetranti (possono causare una soluzione di continuo con il nucleo e conseguente idratazione)


Cataratta senile: Fisiopatologia

la cataratta è il risultato di fenomeni di perossidazione lipidica e proteica (a carico della porzione nucleare o periferica) che portano ad opacità!
Sistemi antiossidanti (ac ascorbico, vit E, glutatione ridotto) si oppongono al processo di perossidazione, infatti molti autori gli attribuiscono un ruolo nella prevenzione (rallentamento, non cura)

Cataratta: Clinica

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-visione offuscata ed ingiallita
-calo del visus e possibile diplopia monoculare
-nella maggior parte dei casi è penalizzata la visione per vicino

Cataratta senile Diagnosi

1)esame dell’acuità visiva: ottotipo con lettere di dimensioni progressivamente decrescenti; la visione normale è 10/10
2)lampada a fessura: in sezione o in retroilluminazione


Morfologia alla lampada a fessura

I.Nucleare: si caratterizza per miopizzazione (peggioramento della visione per lontano), e alle volte diplopia
II.Zonulare: piccole aree di ridotta trasparente
III.Capsulare: opacità al centro del cristallino
IV.Corticale Coronarica: opacità diffuse alla periferia del cristallino
V.Corticale cuneiforme: cunei alla periferia del cristallino
                 Focus on: la forma corticale è la più frequente è si caratterizza per riduzione del visus e sensibilità al contrasto, abbagliamento notturno, compromissione della visione per vicino.
VI.Sottocapsulare: tipica dei pz diabetici o sottoposti a terapia cortisonica. Caratteristico è l’abbagliamento diurno
VII.Totale: pupilla “bianca”

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Segni di durezza del nucleo: non passa OCT/autoref, assenza riflesso rosso, visus molto basso. Necessario aumento degli ultrasuoni durante l’operazione.

Classificazione evolutiva:

– immatura

– matura: cristallino totalmente opacizzato con visus percezione luce

– ipermatura: assente riflesso rosso, difficile visualizzazione del fundus.

 

 

3) per valutare le comorbidità: esame fundus, micro perimetria, fluorangiografia (con fluoresceina) e OCT (soprattutto se c’è un gap tra OD e OS in termini di visus)

4) valutazione endotelio corneale: se l’endotelio è insufficiente, l’intervento di cataratta può scompensare la cornea con idrope

5) ecografia A scan o biometria ad ultrasuoni (IOL MASTER): per calcolare il potere della IOL da impiantare al posto del cristallino naturale

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Evoluzione

la forme senili nucleari e sottocapsulari progrediscono lentamente, quelle corticali e traumatiche velocemente.

 

Cataratta: Terapia

La terapia è chirurgica (non esiste terapia medica) e si avvale di varie tecniche a seconda della tecnologia a disposizione e del grado di maturazione della cataratta.

L’obiettivo ultimo è l’impianto di un nuovo cristallino artificiale (IOL) al posto del cristallino catarattoso.

 

Cataratta: prevenzione

Uso di occhiali da sole ed assunzione di anti ossidanti.

 

Focus on:  Cataratta ipermatura

Definizione: opacità totale del cristallino che si accompagna a processi degenerativi del sacco capsulare che permettono il passaggio di materiale proteico lenticolare in camera anteriore.

Classificazione chirurgica delle cataratte ipermature:

– Bianche dure: tipica dell’anziano, la Capsula anteriore si evidenzia con Trypan Blue

– Bianche soffici: pz giovane, capsuloressi difficile per aumentata pressione intracapsulare, spesso di origine traumatica,

– Bianche anomale: associata a comorbidità (es: uveite)

Complicanze:

–        Glaucoma secondario ad occlusione del trabecolato da parte del materiale lenticolare

–        Uveite faco-indotta: reazione autoimmune che porta ipopion e precipitati cheratici a grasso di montone

 

Bibliografia

http://www.fondazionebietti.it/it/cataratta

 

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Nato il 16/07/1987 a Terlizzi (BA). Maturità scientifica conseguita nel 2006 presso il Liceo Scientifico O. Tedone - Ruvo di Puglia (BA) con voti 100/100. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 2012, presso l'Università degli Studi 'G. d'Annunzio' di Chieti-Pescara, discutendo la tesi in oftalmologia con titolo 'STUDIO IN MICROSCOPIA CONFOCALE IN VIVO DELLE GHIANDOLE DI MEIBOMIO NEL GLAUCOMA' con relatore, Prof. Leonardo Mastropasqua. Corsista di Medicina Generale in Puglia da dicembre 2013 ad agosto 2015. Attualmente Specializzando in Oftalmologia presso l'Azienda Consorziale del Policlinico di Bari.