Definizione: la sindrome di Sjogren è una patologia cronica  autoimmune  (mediata da autoanticorpi), caratterizzata dalla distruzione di ghiandole esocrine

Distinguiamo una forma primaria di Sjogren e una secondaria (associazione con altra malattie quali: Artrite Reumatoide, LES, cirrosi biliare primitiva)

Colpisce le ghiandole:

  • Lacrimali: comporta sindrome dell’occhio secco (per riduzione della secrezione lacrimale)
  • Salivari (scialoadenosi):  comporta xerostomia, ovvero secchezza della bocca per riduzione della produzione di saliva
  • con minore frequenza anche le ghiandole: nasali, faringee, laringee, tracheali, bronchiali, rettali e vaginali

 

principali organi bersaglio della sindrome di Sjogren

Epidemiologia: la sindrome di sjogren colpisce soprattutto donne (rapporto donne:uomini =  9:1), dopo i 50 aa, ed ha una frequenza pari al 1%

Fattori predisponenti: predisposizione genetica (aplotipo HLA-DW), infezioni virali da EBV, HIV, HLTV1

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Anatomia patologica: al livello delle ghiandole vi è un cospicuo infiltrato infiammatorio (linfociti: TCD4+ e B prevalenti), che altera la struttura della ghiandola → atrofia degli acini e sostituzione con tessuto fibroso.

I linfociti possono organizzarsi in follicoli linfoidi con centro germinativo.

Nel 25% dei casi si ha interessamento extraghiandolare, presso: polmone, cute, SNC, muscoli, glomeruli.

 

 

Segni e sintomi:

–        Secchezza della mucosa orale (xerostomia), carie severa e destruente, lingua rossa dolente, cheilite con ragadi, labbra desquamanti, candidosi orale cronica, edema parotideo

–        Sindrome dell’occhio secco (xeroftalmia)

–        Secchezza delle vie aeree (xerotrachea) con bronchiti ricorrenti e disfonia, inoltre l’infiltrazione linfocitaria del polmone può evolvere in fibrosi polmonare

–        Secchezza vaginale con prurito

–        Tumefazione delle ghiandole salivari maggiori

–        Perdita sudorazione ed alopecia diffusa

–        Artralgie

–        Fenomeno di Raynaud

–        Porpora cutanea per vasculite

–        Problemi Gastrointestinali (gastrite Atrofica e deficit Pancreatico che porta a dispepsia, anoressia e meteorismo)

–        Pericarditi

 

Diagnosi:

– Clinica: sintomatologia oculare (vedi ‘Sindrome dell’occhio secco‘)  e salivare.

– Laboratoristica: Presenza di autoanticorpi: anti SS-A/ro , anti SS-B/la, antinucleo (ANA)

– Strumentale:

Biopsia ghiandole salivari minori: grading istologico secondo Mason (positivo se di grado 4)

Ecografia

Scialografia: si esegue introducendo un mezzo di contrasto idrosolubile nel dotto di Stenone: Si osservano tipicamente scilectasie, restringimenti del dotto di Stenone o dei dotti principali, oppure microcalcificazioni e marcata ritenzione del mezzo di contrasto dopo stimolo acido (succo di limone)

RM parotidea

 

Criteri classificativi (da Vitali e coll., 1993)

I. Sintomi oculari: una risposta positiva ad almeno una delle seguenti domande:

  1. Ha una sensazione giornaliera e fastidiosa di secchezza oculare da almeno 3 mesi?

  2. Ha una sensazione ricorrente di sabbia negli occhi?

  3. Fa uso di lacrime artificiali più di tre volte al giorno?

II. Sintomi orali: una risposta positiva ad almeno una delle seguenti domande:

  1. Ha una sensazione giornaliera di secchezza orale da almeno 3 mesi?

  2. Ha avuto in età adulta episodi ricorrenti e persistenti di tumefazione delle ghiandole salivari?

  3. E’ costretto a bere frequentemente quando mangia cibi secchi?

III. Segni oculari: evidenza di impegno oculare documentato dalla positività di almeno uno dei seguenti test:

  1. Test di Schirmer I (<5 mm in 5 min)*

  2. Test al Rosa Bengala (score >4 secondo van Bijsterveld)

IV. Istopatologia: un focus score >1 nelle ghiandole salivari minori:

V. Impegno delle ghiandole salivari: evidenza di impegno delle ghiandole salivari documentato dalla positività di almeno uno dei seguenti test:

  1. Scintigrafia salivare

  2. Scialografia parotidea

  3. Flusso salivare non stimolato( <1.5 ml in 15 min)*

VI. Autoanticorpi: presenza nel siero dei seguenti autoanticorpi:

  1. anti-Ro (SSA) o La(SSB)

* questo test non deve essere tenuto in considerazione nei soggetti oltre i 60 anni, ove la riduzione può essere legata all’età.

REGOLE PER LA CORRETTA CLASSIFICAZIONE:

La presenza di 4 o più criteri in pazienti senza malattie potenzialmente associate alla S. di Sjogren è indicativo di sindrome di Sjogren primaria

Nei pazienti con malattie potenzialmente associate alla Sindrome di Sjogren la positività del punto I o II più quella di almeno 2 fra i punti III-VI è probante per una sindrome di Sjogren secondaria

CRITERI DI ESCLUSIONE

Linfoma persistente, AIDS, sarcoidosi, graft vs host disease, sialoadenosi, uso di antidepressivi, antipertensivi, neurolettici, parasimpaticolitici.

 

 

Prognosi: la malattia si caratterizza per il susseguirsi di stadi di recrudescenze (in presenza di eventi stressanti) e di remissione.

Vi è un rischio 40 volte maggiore di insorgenza di un linfoma.

 

Terapia:

  • comportamentale: corretta igiene orale, uso di lacrime artificiali ed altri lubrificanti, frequente assunzione di liquidi
  • farmacologica: FANS ed immunosoppressori

 

Bibliografia

Anatomia Patologica – Mariuzzi – Piccin

Oftalmologia clinica – Miglior – Monduzzi

http://www.sjogren.it/

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Nato il 16/07/1987 a Terlizzi (BA). Maturità scientifica conseguita nel 2006 presso il Liceo Scientifico O. Tedone - Ruvo di Puglia (BA) con voti 100/100. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 2012, presso l'Università degli Studi 'G. d'Annunzio' di Chieti-Pescara, discutendo la tesi in oftalmologia con titolo 'STUDIO IN MICROSCOPIA CONFOCALE IN VIVO DELLE GHIANDOLE DI MEIBOMIO NEL GLAUCOMA' con relatore, Prof. Leonardo Mastropasqua. Corsista di Medicina Generale in Puglia da dicembre 2013 ad agosto 2015. Attualmente Specializzando in Oftalmologia presso l'Azienda Consorziale del Policlinico di Bari.