DEFINIZIONE

La DISH (Diffuse Idiopathic Skeletal Hyperostosis), conosciuta anche come Malattia di Forestier, viene considerata una forma di artrite degenerativa, caratterizzata dalla abbondante osteogenesi che interessa principalmente vertebre contigue.

Ossificazione diffusa dei legamenti anterolaterali della colonna vertebrale
Ossificazione diffusa dei legamenti anterolaterali della colonna vertebrale

La DISH si caratterizza anche per l’infiammazione e la calcificazione a carico dei punti di attacco di tendini e legamenti che si inseriscono sulla colonna vertebrale, soprattutto a livello delle vertebre toraciche (da T7 a T11). Questo quadro patologico è riscontrabile anche a livello di spalla, gomito, ginocchio e calcagno e porta spesso alla formazione di speroni ossei: questi ultimi, infatti, sono molto comuni tra i soggetti affetti da DISH.

EPIDEMIOLOGIA

La DISH colpisce soprattutto soggetti di età superiore ai 50 anni. Ha, infatti, un’incidenza che va dal 5% al 15% nella 6-7 decade di vita. Interessa maggiormente il sesso maschile (65%) rispetto a quello femminile (35%).

FATTORI DI RISCHIO

  • Sesso: gli uomini sono più a rischio di sviluppare la DISH.
  • Età: la DISH è più comune in soggetti di età superiore ai 50 anni.
  • Genetica: un terzo dei pazienti risulta essere positivo a HLA-B27
  • Diabete e altri disordini metabolici: soggetti affetti da Diabete Mellito di tipo 2, iperinsulinemia e obesità sono maggiormente a rischio di sviluppare la DISH.
  • Farmaci: l’uso prolungato di alcuni farmaci (quali l’Isotretinoina, un retinoide), sembra aumentare il rischio di DISH. Le basi di questo meccanismo, però, non sono ancora state completamente chiarite.
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SEGNI E SINTOMI

  • Rigidità mattutina;
  • Dolore, a livello delle aree colpite;
  • Riduzione dell’ampiezza dei movimenti che, col tempo, possono portare ad una condizione di disabilità;
  • Difficoltà nella deglutizione e/o voce rauca (quadro presente soprattutto se ad essere interessata è la regione del collo, per via della formazione di speroni ossei che comprimono l’esofago dall’esterno).

Talvolta, la DISH può anche presentarsi senza alcun sintomo.

Negli stadi più avanzati, la DISH può portare a fratture che, spesso, necessitano di una terapia chirurgica.

DIAGNOSI

L’esame obiettivo gioca un ruolo importante nella diagnosi di DISH: la palpazione e la pressione sulla colonna vertebrale e sulle possibili articolazioni colpite possono non solo provocare vivo dolore al paziente, ma anche permettere di svelare la presenza di eventuali speroni ossei.

Per la diagnosi di DISH, però, è necessario ricorrere alla diagnostica strumentale.

Con l’utilizzo di un’RX, è possibile valutare:

  • spazio discale generalmente preservato;
  • fenomeni di ossificazione -a colata di cera- a livello della porzione anterolaterale di almeno quattro vertebre consecutive;
  • anchilosi, frequentemente incompleta, che può presentare aree di discontinuità per via della protrusione di materiale discale nelle zone di ossificazione.

La TC e la RMN sono utili non solo per confermare il quadro riscontrato all’RX, ma anche per permettere una diagnosi differenziale con altre patologie che interessano la colonna vertebrale, come, ad esempio, la spondilite anchilosante.

Sperone osseo che comprime l'esofago.
Sperone osseo che comprime l’esofago.
Ossificazione a colata di cera
Ossificazione a colata di cera

 

La diagnostica strumentale è anche utile nello svelare, in sede extraspinale, la presenza di altre alterazioni, come gli speroni ossei, riscontrabili soprattutto a livello calcaneale e dell’olecrano.

TRATTAMENTO

Non esiste attualmente una terapia specifica per la DISH.

Il trattamento, più che altro, si pone l’obiettivo di lenire il dolore avvertito dal paziente, ridurre la rigidità e prevenire l’aggravamento della patologia stessa.

Vista, comunque, la stretta correlazione tra DISH e obesità, Diabete Mellito di tipo 2 e iperinsulinemia, trattare queste patologie potrebbe facilitare la riduzione o l’arresto della progressione della DISH stessa.

  • Per il trattamento del dolore, si utilizzano i FANS, che intervengono pure nel ridurre il quadro infiammatorio associato alla DISH. In caso di dolore particolarmente intenso, si possono effettuare iniezioni di corticosteroidi. Anche la termoterapia può essere utilizzata nel trattamento antalgico.
  • Per il trattamento della rigidità, sarebbe utile svolgere esercizi fisioterapici, che aiutano anche ad aumentare l’ampiezza dei movimenti, ridotta dalla patologia.
  • Per il trattamento delle complicanze, come la disfagia da compressione dell’esofago per via della presenza di speroni ossei, è indicato l’intervento chirurgico.

BIBLIOGRAFIA

Principi di Medicina Interna – Editore: Casa Editrice Ambrosiana – Edizione: XVIII 2012

http://www.arthritis.ca/page.aspx?pid=919

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Nata a Gagliano del Capo (LE) il 05/05/1989. Diplomata presso il Liceo Scientifico G.C.Vanini di Casarano (LE) con il massimo dei voti. Laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi "G. d'Annunzio" di Chieti con una tesi dal titolo "Diagnosi, timing terapeutico ed outcome nell'Ischemia intestinale acuta". Ha frequentato nell’estate 2012 il Gross Anatomy Course presso la New York University, per poi tornarci l'anno successivo in qualità di tutor.