Definizione

Malattia progressiva caratterizzata da fibrosi e rimodellamento del parenchima polmonare.

 

Epidemiologia

  • La media di sopravvivenza per questi pazienti è di circa tre anni dopo la diagnosi o di cinque anni dopo l’insorgenza dei primi sintomi.
  • 20 casi/100.000 per i maschi e 13 casi/100.000 per le femmine.
  • Forma più frequente tra le malattie idiopatiche interstiziali polmonari.

 

Eziologia e Fattori di rischio

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I reali agenti eziologici della malattia restano tuttora sconosciuti.

Principali fattori di rischio chiamati in causa:

  • Fumo di sigaretta (è il principale indiziato).
  • Reflusso gastroesofageo.
  • Inalazione di polvere di metallo o legno.
  • Uso di farmaci antidepressivi.

 

Fisiopatologia

Vi sono due ipotesi patogenetiche principali:

Infiammatoria: tuttavia l’ipotesi non regge a causa dei frequenti insuccessi della terapia basata sull’uso di cortisone e immunosoppressori.

Disregolazione fibroblastica: esagerata risposta riparativa in seguito ad un insulto sconosciuto con migrazione, proliferazione dei fibroblasti e sovvertimento della struttura polmonare. Probabilmente i miofibroblasti responsabili, derivati forse da cellule epiteliali, vanno incontro ad un processo di trasformazione.

Schematizzando:

Insulto sconosciuto ripetuto nel tempo->alveolite polmonare->liberazione del TGF-beta e attivazione del processo riparativo con formazione di foci fibroblastici->proliferazione incontrollata e diffusa dei fibroblasti.

Nelle forme avanzate della malattia si ha ipertensione polmonare e conseguente cuore polmonare.

 

Anatomia patologica

Macroscopicamente:

  • Polmone ad “acciottolato” cioè simil cirrotico con retrazione lungo i setti interlobulari.
  • Se sezioniamo il polmone osserviamo fibrosi, soprattutto sub pleurica e lungo i setti interlobulari con aree dure, biancastre e gommose.
  • Nelle forme avanzate polmone “a nido d’ape”.

Microscopicamente:

  • In fase iniziale (edema, infiltrato infiammatorio, perdita dei Pneumociti di tipo I e iperplasia di quelli di tipo II), alveolite.
  • In fase intermedia inspessimento dei setti alveolari per deposizione di fibroblasti e collagene con comparsa di focolai fibroblastici (aree pallide ricche di fibroblasti allungati subito al di sotto della parete alveolare danneggiata), proliferazione di cellule muscolari lisce (miofibroblasti) sia in posizione peribronchiale sia in posizione interstiziale.
  • In fase avanzata fibrosi marcata e formazione di spazi cistici rivestiti da pneumociti iperplastici di tipo II (aspetto a “nido d’ape”).

Quest’ultima fase è caratterizzata da una eterogeneità temporale delle diverse fasi (più zone in fasi diverse nello stesso tempo), differenziandosi quindi dalla sarcoidosi che invece dimostra omogeneità temporale delle fasi.

 

Clinica (segni e sintomi)

L’esordio della fibrosi polmonare idiopatica è lento ed insidioso, i sintomi sono ambigui e poco frequenti nel loro complesso, si possono osservare:

  • Tosse secca.
  • Dispnea da sforzo.

Sintomi sistemici:

  • Perdita di peso.
  • Affaticamento.
  • Artralgie e mialgie.

L’esame obiettivo presenterà:

  • Tachipnea.
  • Rantoli crepitanti bilaterali, inizialmente localizzati alle basi, di solito posteriormente; successivamente diffusi su tutto l’ambito polmonare.
  • Crepitii Velcro-like, si tratta di leggeri crepitii bilaterali, riscontrabili nel 60% dei pazienti con fibrosi polmonare idiopatica. Ad oggi possono essere il sintomo più specifico e dirimente per la disgnosi.
  • Ippocratismo digitale ( nel 25-50% dei casi).

Parte del quadro clinico è da ricondurre a ipertensione polmonare e cuore polmonare.

 

Diagnosi

La diagnosi, come si può comprendere, è molto difficile negli stadi precoci della malattia e diviene più chiara solo in stadi ormai avanzati e si basa su:

  • Anamnesi (solitamente paziente con età maggiore di 50 anni, ambiente lavorativo a rischio per esposizione di asbesto, fumo di sigaretta).
  • Esame obiettivo.
  • Esami strumentali.

Proprio negli esami strumentali potremmo riscontrare:

  • Rx torace: opacità reticolari bilaterali prevalenti alla periferia e alla base dei polmoni ; dilatazione degli spazi aerei distali ; fenomeni cicatriziali che comportano bronchiectasie da trazione.
  • TAC torace a strati sottili senza mezzo di contrasto: ispessimento interstiziale e aspetto a nido d’ape (anche detto “honeycombing”). Esse prevalgono abitualmente in sede periferica, vicino alla pleura parietale, nei campi polmonari inferiori e posteriori bilateralmente.

 

Terapia

La terapia con antinfiammatori e cortisonici si rivela responsiva solo in alcuni casi. Sembra invece godere di risposta maggiore l’impiego di pirfenidone (inibisce la sintesi di TGF-β) e di inibitore della tirosina; questi ultimi due rimedi sono però in via di trial, ma vi si ripone grande fiducia per sviluppare finalmente una terapia specifica.

 

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BIBLIOGRAFIA

Robbins e Cotran. Le basi patologiche delle malattie, Elsevier.

-Velcro crackles: the key for early diagnosis of idiopathic pulmonary fibrosis? – European Respiratory Journal. LINK

 

 

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Nato a S. Pietro Vernotico il 04/07/1987. Ha studiato presso Liceo Scientifico C. De Giorgi di Lecce conseguendone il diploma. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università G. D'Annunzio a Chieti ed ama scrivere a proposito di qualsiasi argomento valido e che ne catturi l'interesse in questo campo. Interessato per hobby al webdesign, si occupa della gestione tecnica di MedMedicine fin dalla creazione del primissimo blog legato al sito.